Amabile Sorella, Amabile Fratello. Il Matto.

18 Maggio 2024 Pubblicato da 12 Commenti

 

AMABILE SORELLA, AMABILE FRATELLO

Opera di Takashima Nojuro

Museo d’arte della prefettura di Fukuoka (isola di Kyūshū)

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il nostro Matto offre alla vostra attenzione questo frutto di una notte insonne. Buona lettura e meditazione.

§§§

 

*

Pur nella pentola

dove bollo patate

la notte di luna!

Morikawa Kyoroku (1656-1715)

*

Usignolo amabile voce

messaggero di primavera

Saffo fr.136

*

Alta è la notte, ed in profonda calma
dorme il mondo sepolto, e in un con esso
par la procella del mio cor sopita.
Vincenzo Monti

*

Offro alle Sorelle ed ai Fratelli di Stilum questo poemetto in 101 versi scaturiti durante una primaverile insonnia seduto davanti alla finestra spalancata, respirando nel Silenzio il profumo della Notte in compagnia del canto dell’Usignolo e della Chiara Luna.

Copiando Van Gogh e sostituendo “Luna” a “stelle”:

«Non so nulla con certezza, ma la vista della Luna mi fa sognare».

Perciò, nel poemetto riferisco di un sogno in cui, amabile Sorella, amabile Fratello, io sono davanti a te seppur tu non sei davanti a me, e tu sei davanti a me seppur io non sono davanti a te. Ma che importa? Io sono e tu sei, e questo solo conta. L’Essere non è forse lo Specchio in cui, muti specchi noi stessi, istante per istante sorgiamo e ci contempliamo? Forse che io non sono te pur rimanendo io, e te non sei me pur rimanendo te? Non siamo ognora in quella pura, intima, luminosa relazione che le parole possono appena lambire? Non ascoltiamo insieme l’Usignolo mentre la Chiara Luna c’inonda col suo latteo tepore?

*

Amabile Amica, amabile Amico,

tu sei, e la prova è che tu pensi e parli.

Se tu non fossi, come potresti pensare e parlare?

Quando pensi e parli, chi è che pensa e parla?

È il tuo essere,

il tuo io primigenio, l’immortale giovane te.

Tu pensi e parli perché sei,

e siccome già sei

non ti serve alcuna ricerca.

Ma ecco l’impedimento:

a causa di quello che sai dimentichi che sei.

Tutto quello che sai non è il tuo essere.

Più sai e più dimentichi che sei.

Il tuo essere è libero,

non ha necessità di sapere alcunché.

Al contrario,

tutto ciò che sai, lo sai perché sei.

Prima sei, poi sai.

Ma se prima sai, dimentichi che sei.

Perciò:

più dimentichi ciò che sai,

più ricordi ciò che sei.

E più conosci ciò che sei,

più sei e sai ciò che sei.

Ciò che sai è pensiero,

ciò che sei non è pensiero,

ciò che sei è l’originale,

ciò che pensi è un derivato.

Finché sai non sai davvero ciò che sai.

Per sapere ciò che sai, devi essere.

Il solo sapere non sa ciò che sa.

Soltanto l’essere sa davvero ciò che sa.

Ma, tanto o poco che sappia,

l’essere non ne è condizionato.

L’essere sa perché prima non sa.

Quindi torna all’ignoranza,

liberati dal sapere, lascialo andare.

Lascia andare il pensiero, non seguirlo,

se lo segui ti assenti da te.

Mantieniti invece

con il corpo e con il luogo.

Sii. Adesso.

Non assentarti.

Sii chi sei.

Tu sei l’originale

offuscato dal transito

di ciò che pensi, di ciò che sai,

giacchè tutto ciò che sai

lo sai perché lo pensi.

Lascia andare il pensiero,

lascia andare il sapere,

esso sorge, scorre e scompare

in questo momento

che è immobile ed è il tuo essere.

Tutto si muove o non si muove

in questo momento immobile.

Guarda l’orologio:

le lancette si muovono

in questo momento che non passa.

C’è solo questo momento,

non ve ne sono altri.

Il movimento e il  tempo scorrono

in quest’unico momento immobile.

Mantieniti perciò

con il corpo e con il luogo

Sii. Adesso.

Non assentarti.

Sii ciò chi sei.

Guarda il pendolo che oscilla

in questo momento,

Di nuovo dico: questo momento

che è l’unico, non ve ne sono altri.

Il movimento e il  tempo scorrono

in questo momento immobile,

in te che sei immobile.

Tu sei e quindi stai. Stai perché sei.

Mantieniti dunque

con il corpo e con il luogo.

Sii. Adesso.

Non assentarti.

Sii chi sei.

Guarda la rondine, il filo d’erba, la nuvola,

la foglia che cade, la danza degli astri:

tutto si muove

in te che sei e stai,

il tuo stesso corpo si muove

in te che sei e stai.

Sii chi sei: lo specchio

che non si smarrisce

negli oggetti che riflette:

equanimo tutti li riflette,

a tutti permette di esistere,

di nessuno s’appropria

e nessuno respinge.

Perciò, amabile Amica e amabile Amico,

mantieniti

con il corpo e con il luogo.

Sii. Adesso.

Non assentarti.

Sii chi sei.

Sii Chiara Luna!

§§§

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12 commenti

  • il Matto ha detto:

    Ecco che tre Gentildonne siedono intorno al Matto nel Giardino della Poesia.

    Ci vorrebbe un brano pittore per rappresentare la scena!

    😍😍😍

  • La Signora di tutti i popoli ha detto:

    Dio fa davvero bene tutte le cose. Nell’essere umano mise un po’ della Sua arte creatrice, la poesia.

    “tutto ciò che sai, lo sai perché sei.”

    …io risponderei così:
    “non posso assentarmi: sono presente.
    Tutto ciò che so, lo so perchè sono.”

    • Balqis ha detto:

      I Matti non solo soltanto poeti, ma compiono anche magie. Come quella di tirare fuori la poesia che si nascondeva, sotto la coltre di fotografiche certezze valtortiane, nella Signora di Tutti i Popoli, che oggi libera la sua, di immaginazione, ed alla quale auguro buona giornata.

      • La Signora di tutti i popoli ha detto:

        Certo! Con Valtorta Gesù è una immagine HDR a 32 bit/c nel cuore.

        La scelta di un Papa (secondo Valtorta):
        “occorre avere presente che erano uomini, destinati alla perfezione, ma uomini ancora. Ecco perché la mia Intelligenza prescelse Pietro adulto, conoscitore delle miserie spirituali, impulsivo, autoritario, a Giovanni mite, sognatore, giovane, ignaro.
        Pietro era la “pratica”, il genio pratico. Giovanni era la “poe­sia”, il genio poetico. Ma quando i tempi sono duri, ci vogliono non solo penne di poeta ma pugni di ferro per tenere dura la barra del timone.”

        …ricambio di cuore, buona Domenica, cara.

        • Balqis ha detto:

          E no! Ancora Valtorta! Ho capito che fa parte di lei, ma io voglio la Signora di Tutti i Popoli! 🙂

          • La Signora di tutti i popoli ha detto:

            Grazie. Maria, la nostra Mamma, non ci lascia a noi stessi senza grazie.
            La prossima volta Maria d’Agreda, ok?

  • Adriana 1 ha detto:

    Caro Matto,
    vedo che siamo alla Gestaltpsychologie…percezione ed esperienza di sapore Lucreziano, l’infinita eternità di ogni istante. Bene, bene🤗

  • Balqis ha detto:

    Ho sempre pensato che i matti fossero un po’ poeti…

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