Mostra Blasfema di Carpi: Quattro Errori che i Cattolici non Devono Fare e Qualche Domanda. Radio Spada.

4 Aprile 2024 Pubblicato da 18 Commenti

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo segnalatoci dagli amici di Radio Spada, in relazione alla mostra blasfema di Carpi. Buona lettura e condivisione.

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Mostra blasfema di Carpi: 4 errori che i cattolici non devono fare e qualche domanda

4 Aprile 2024 | Attualità

Mostra blasfema di Carpi: 4 errori che i cattolici non devono fare e qualche domanda

Dopo i recenti sviluppi relativi alla mostra blasfema di Carpi è bene fare il punto della situazione, proponendo qualche strumento informativo e (soprattutto) formativo per tenere una posizione chiara ed efficace. Vediamo alcuni errori da evitare:

  1. SCAMBIARE LA CAUSA PRIMARIA CON LA SECONDARIA. Le opere esposte al museo diocesano Carpi banalizzano e offendono figure primarie della Religione Cattolica: l’aspetto provocatorio è stato riconosciuto, secondo diversi articoli giornalistici, persino da una guida ufficiale dell’esibizione. Fin qui siamo alla pacifica evidenza. Ma il problema è l’ennesimo pittore non credente che dipinge l’ormai prevedibile quadro dissacratorio, o la diocesi che gli dà spazio e lo difende? Gli empi sono sempre esistiti ma la novità è che siano tutelati dalla Gerarchia ecclesiastica. In tempi normali il signore dal pennello facile sarebbe stato accompagnato alla porta prima di poter fiatare, mentre oggi viene celebrato da preti e monsignori. Il vero problema non è dunque l’autore ma chi lo promuove. Si scriveva giustamente nel primo comunicato del Comitato Scopelli: “Per non fermarsi alla constatazione dei mali e per risalire correttamente alle cause, non si può tuttavia evitare una riflessione generale: da circa 60 anni procede nella vita ecclesiale uno smantellamento attivo della dottrina e della liturgia. La portata disastrosa delle innovazioni del Vaticano II tocca inevitabilmente tutti i campi: se si ammettono una dottrina e una liturgia non più aderenti alla tradizione cattolica, inevitabilmente si ammetterà anche un’arte che di cattolico non ha più nulla, e una gerarchia ecclesiastica pronta a difenderla. Esattamente quanto accaduto: simul stabunt vel simul cadent”. Chi ha letto Golpe nella Chiesa. Documenti e cronache sulla sovversione: dalle prime macchinazioni al Papato di transizione, dal Gruppo del Reno fino al presente e Parole chiare sulla Chiesa. Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne avrà già le idee più chiare sul punto. Dunque: guardiamo la luna e non il dito. Speranze mal riposte, compromessi, e paludi da cortile parrocchiale sono da evitare accuratamente. O qualcuno pensa ancora di risolvere la situazione con una lettera di protesta da inviare al vicario di turno?
  2. USARE ARGOMENTI LIBERALI PER COMBATTERE IDEE LIBERALI. Chi si oppone a una mostra non cattolica in nome di idee non cattoliche ha già fallito. Non siamo contro quelle opere semplicemente perché urtano la nostra sensibilità, o perché vanno genericamente contro l’identità e la tradizione popolare. Ancora: non preghiamo per riparare in base alle fantomatiche “libertà di opinione” o “di espressione”, “libertà” che assolutizzate in senso moderno si ritorcono contro i cattolici e sono condannate dal Magistero (vedere: Magistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristiano e L’illusione liberale, di Louis Veuillot). Siamo lì per difendere la verità e i suoi diritti. Crediamo nel primato della verità sulla coscienza, avendo presente ciò che insegnava Pio XII nel celebre discorso Ci riesce: “Ciò che non risponde alla verità e alla norma morale, non ha oggettivamente alcun diritto né all’esistenza, né alla propaganda, né all’azione”. Può essere tollerato per evitare un male maggiore, tenendo ben fermo – come scritto dal Comitato Scopelli – che “nessuno può farsi giustizia da solo con gesti sconsiderati, e che l’onere di impedire atti dissacratori spetta al potere pubblico”, ma partendo dal presupposto che non esiste un diritto a offendere la Religione Cattolica, mentre esiste un dovere a difenderla.
  3. FISSARSI SUL PARTICOLARE A SCAPITO DEL GENERALE. Il problema della mostra di Carpi non sta solo nel quadro più agghiacciante ma nell’intera iniziativa: sostanzialmente tutte le opere banalizzano, ridicolizzano, abbassano, distorcono le figure più importanti del Vangelo. Parlare sempre e solo dell’affronto più evidente rischia di essere un’arma di distrazione di massa. Una domanda ai lettori: veramente togliendo la peggiore delle raffigurazioni, il resto delle pitture sarebbe accettabile?
  4. FARSI GUIDARE ROBOTICAMENTE DAI MEDIA; OCCHIO AL FAI DA TE. Bisogna informarsi ma non morire di informazione. Seguire solo il fatto o la dichiarazione del momento può essere un boomerang. Per giorni abbiamo visto la stampa nazionale e internazionale parlare di “accoltellamento al collo dell’artista”. Dopo poco si è capito che le cose probabilmente non stavano così, ma ormai la notizia era diventata virale. Già il 29 marzo la Gazzetta di Modena riconosceva: “Nel filmato, infatti, è chiaro che non si tratta di un accoltellamento, come invece era stato ipotizzato nelle ore immediatamente successive al grave fatto”. È solo un esempio ma dimostra la prudenza che bisogna usare. Non solo: le iniziative che si oppongono alla mostra blasfema devono essere animate da principii chiari (vedere i 3 punti precedenti), sostenuti con mezzi legittimi e ordinati, attuate ragionevolmente e in coordinamento. Ci vuole passione, senza dubbio, ma anche equilibrio. Si parla già di una grande processione di riparazione da fare a Carpi: sono in corso valutazioni e adesioni (numerose), al momento si vagliano ipotesi e idee. Cristiano Lugli fornirà informazioni più precise a Reggio Emilia, il 25 aprile, nel corso della giornata di formazione della Fondazione Pascendi ETS – Radio Spada. Sarà una bella occasione aperta a tutti per fare il punto e incontrarsi.

In campana, ragazzi.

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18 commenti

  • Balqis ha detto:

    Propongo una raccolta di firme e – perché no? – un assalto con vernice e taglierino alla cosiddetta “stufetta del cardinal Bibbiena”, situata addirittura all’interno Palazzo Apostolico in Vaticano. Si tratta di una stanza da bagno realizzata dalla bottega di Raffaello (che ne ha preparato i cartoni), i cui affreschi raffigurano le avventure di Venere e Adone, con non pochi satiri di contorno, tutti in atteggiamenti e posizioni che lasciano ben poco all’immaginazione. Si tratta di una vergogna che va sanata, anche non consentendo l’accesso al pubblico, che potrebbe rimanere turbato. Tanto meno deve essere oggetto di restauro conservativo. Andrebbero anche chiariti i reali rapporti tra papa Leone X (la cui salma andrebbe riesumata e processata, come avvenne a Formoso) ed il giovane Raffaello: perché mai era il suo artista preferito?? Non solo affreschi e dipinti: anche gli interventi sull’Appia antica gli affidato! Perché questo sfacciato favoritismo? Gatta (gnostica, ovviamente) ci cova…

    • Adriana 1 ha detto:

      Mah, in questo mondo Youtubante ( come le tortore notoriamente feroci ) potrebbe, ahimè, trovarsi qualche devoto “genio” privo di umorismo capace di prenderti sul serio.

    • Cassiodoro ha detto:

      Gentile Balqis (ma chi è? La regina di Saba?)
      stupisco che nessuno, dopo giorni 2, abbia risposto alle sue elucubrazioni apparentemente forbite.
      Ordunque, noi cattolici di una volta, sappiamo benissimo che diversi cardinali erano sporcaccioni; bastino al riguardo gli appellativi lanciati a Clemente VII da un eremita profetizzante l’imminente sacco di Roma (1527), oppure i quadri della stagione romana di Caravaggio un secolo dopo la “stufetta”.
      Ciò che lei sembra voler ignorare è il fatto che mentre il cardinale si creava un ambiente privato, al limite per pochi intimi, con opere a tema pagano, la mostra carpigiana è sita in luogo pubblico, aperto al culto, sponsorizzata dalla diocesi e difesa dal vescovo, ma soprattutto offensiva di Cristo, della Madonna e forse di altre figure della Corte celeste.
      Il che fa una bella differenza.
      Cordialità.

      • Boezio Brindolo ha detto:

        La questione è doviziosamente esplorata da Rosa Porcelli,La decrittazione iconica dei ‘boudoir’ cardinalizi alla luce degli sgorbioglifici pop, «Comunicazione impedita» XI (2022), pp. 898-910.

      • Balqis ha detto:

        Rimando al commento, molto equilibrato, di don Alessio, più in basso. Mi domando se non si sia volutamente cercato l’incidente, visto che le “teste calde” non mancano mai (basta leggere i commenti di non pochi forsennati, presenti in alcuni canali YouTube. Ritengo che li stiano leggendo anche gli inquirenti). Una maggiore responsabilità forse avrebbe prodotto risultati più apprezzabili. In un’ottica di “azione militante”, quella contro la pubblicità delle patatine mi sembra decisamente più efficace (e meno rozza).

      • Balqis ha detto:

        Mi riferisco a questo
        https://www.open.online/2024/04/08/aiart-vs-spot-amica-chips-suore-comunione-patatine-blasfemo/
        Molto meno strombazzato, molto meno equivocabile. Terreno assai meno scivoloso di quello dell’arte (quella di Carpi, tra l’altro, utilizzava il linguaggio delle foto di moda)

      • Balqis ha detto:

        Gentile Cassiodoro, ho risposto di fretta. Provo ad esprimere meglio il mio pensiero. L'”operazione Carpi”, così come è stata pensata, è stata un’iniziativa perdente, che non poteva che finire come è finita, cioè archiviata. L’opera d’arte esprime la visione dell’artista e l’artista in questione è un ateo che ha anche dichiarato che non voleva fare arte sacra. Né è dimostrabile in alcun modo che l’artista avesse intenzione di offendere o dileggiare la religione. Lei può pensare che così non è, ma non può fare un processo ad intenzioni che magari davvero non c’erano. Sarebbe stato più interessante capire come mai l’artista abbia questa idea della dimensione religiosa e perché abbia scelto di esprimerla con il linguaggio delle foto delle pubblicità di moda, cioè con il linguaggio della merce. Un confronto, questo, che richiedeva ben altro che anatemi ed invettive. Sarebbe bastato partire dalle affermazioni del catalogo, frasi fatte di cui sfugge il significato (che forse non c’è), messe lì per “fare scena”. Però bisognava essere in grado di smascherare questo gioco furbetto, che è appunto quello del mercato dell’arte. Si doveva discutere apertamente non di un (opinabile) sesso orale, ma della mercificazione (anche) della dimensione religiosa.
        Si è scelta, invece, la via più facile e non ha portato a niente. Anzi, proprio a niente no. A tal proposito, ciò che io penso è che mi auguro che la stagione dei “cattivi maestri” sia finita e non sia proprio il caso di riaprirla, viste le tragedie che ha provocato. Non è detto che gli eccessi di troppi “leoni da tastiera” non possano tradursi in atti sconsiderati di uno dei tanti matti esibizionisti di cui è pieno il mondo, forse (magari mi sbaglio) oggi più che in passato, per via del web.
        Spero di aver spiegato il mio pensiero. Il riferimento alla “stufetta” era ironico. Cordialità

  • Marco l'altro ha detto:

    Durante le solite domande poste dalla compagnia dei giornalisti al seguito dei viaggi papali a Francesco cito volentieri una sua risposta che non ricordo se turbo qualcuno
    Ripose se uno offende mia madre un pugno glielo do è normale .
    Si potrebbe aggiungere una sculacciata
    Ma per le anime pie dico non più di questo però

  • Mara ha detto:

    AAA C’è qualche sacerdote o suora disposti a condurre il Rosario di questo sabato? Se sì, ci troviamo davanti alla chiesa di Sant’Ignazio a Carpi alle hr 18. Non mordiamo…

  • Mara ha detto:

    Partecipare ai Rosari pubblici!!! Meno parole, più azioni. Anche questo sabato 6 aprile ci troveremo davanti alla chiesa di Sant’Ignazio a Carpi alle hr 18

  • Anna B ha detto:

    Purtroppocome dice un detto popolare “IL PESCE PUZZA DALLA TESTA” e quindi stiamo a discutere di un fatto blasfemo ed orrido perché chi sta a governare la chiesa non è una persona di chiesa, non è un credente. La chiesa non è cambiata dopo il CVII perché nessuno dei papi ha tentato di cambiare la parola di Dio ma è cambiata oggi perché si sta cercando di deviare le menti di tutti i cristiani cattolici e di chi non lo è , si sta cercando di portare le genti verso i peccati più atroci come se fossero volute da DIO. Si sta inneggiando alla blasfemia attraverso pitture, facendole passare addirittura come opere d’ arte.
    Matteo: Guai al mondo per gli scandali! Ma guai all’ uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da un asino e fosse gettato negli abissi del mare.

  • Contro l'ipocrisia ha detto:

    E aggiungiamo un altro errore: l’emarginazione lampo di un tizio che ha fatto quello che molti rosarianti anti-mostra in cuor loro auspicavano. Infatti stiamo pur certi che molti di loro non si sono affatto rammaricati quando hanno saputo che qualcuno aveva agito manu militari contro l’opera blasfema e il suo artefice. Però tutti subito a prendere le distanze e condannare, isolando l’autore del gesto, bollandolo come squilibrato, eccetera. Che spettacolo penoso!

    • 8=====D ha detto:

      Sono pienamente d’accordo. Lei ha centrato il tema!

    • Il coro dei dissociati ha detto:

      Beh, sì. Ma succederebbe lo stesso anche se qualcuno desse una tappata in testa a Burioni o Pregliasco o Bassetti o a Parenzo o Scanzi o Lucarelli o a Speranza, a Draghi, a Mattarella… Sarebbe tutt’un coro di “mi dissocio”, “è riprovevole”, “prendiamo le distanze”, “è l’atto di uno squilibrato” e altre belle frasette del genere, pronunciate però da chi sotto sotto si augurava che prima o poi qualcuno facesse il “lavoro sporco”.

  • Gabriela Danieli ha detto:

    🔴 ATTENZIONE ‼️

    Di fronte a questa grave  PROFANAZIONE nel Tempio Sacro di Dio, Radio spada avverte: 
    “È un errore considerare l’attuale antipapa JMB e la sua dottrina anticristica come la causa Primaria della generale apostasia nella Chiesa. 

    Per noi la causa principale è del CVII, (anche se guidato e confermato da Cristo, così come spiegato nell’enciclica Mystici Corporis Christi da Pio XII). 
    Oltre che di tutti i papi concilio e post concilio, che noi scismatici non riconosciamo come i legittimi vicari infallibili di Cristo. 

    Per noi il legittimo Vicario di Cristo è l’eretico anticristo JMB.

    E l’importante è non dissociarsi dalla sua falsa chiesa pro ABORTO e pro LGBT e sopratutto continuare a profanare la s Eucaristia, continuando a celebrare illecitamente in comunione con lui.

    https://youtube.com/clip/UgkxbHNDzZrBYnKrA2v5RNqDFMpwqbelHOTq?si=Zm1GTcdqniKMtO2_

  • don alessio ha detto:

    Secondo me esiste una regola preordinata alle altre che è quella di non dare giudizi unilaterali basati sulle proprie impressioni, presentandoli in modo apodittico come verità assolute e senza aver prima acquisito la versione della controparte. Trincerarsi dietro alle impressioni di alcuni giornalisti o a non provate informazioni rese da una “guida ufficiale” (non sappiamo nemmeno se ce ne fosse una e chi fosse) non è sufficiente, né presupporre che l’idea di “provocazione” forse sostenuta dalla “guida ufficiale” fosse tout court da ricondurre ad una provocazione erotica.
    Occorre non dimenticare che il reato non comincia con i danneggiamenti o le aggressioni armate, ma già con la diffamazione, ossia con affermazioni che essedono il legittimo esercizio di critica.
    Questo con due corollari:
    a) domandarsi se quello che si ritiene rappresentato sia effettivamente possibile, riconoscendo la possibilità di aver frainteso dopo aver considerato l’impossibilità materiale di porre in essere l’atto che si riteneva rappresentato
    b) evitare i processi ad personam, perfino su occhiali e basette del pittore, rimanendo ancorati al fatto controverso ossia i dipinti
    Grazie. Buona giornata.

  • An.Ma.G. ha detto:

    Bravi . L’educazione in questo caso è estremamente utile. D’accordo . Metterei un 5punto : mai fidarsi delle spiegazioni dei Vescovi …

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