Fuori i Pagliacci dalla Chiesa! La Denuncia di un Sacerdote, Sia una Pasqua di Riscatto.

25 Marzo 2024 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato dal sito degli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e condivisione.

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FUORI I PAGLIACCI DALLA CHIESA. Un sacerdote denuncia
a cura di Veronica Cireneo
In occasione dello svolgimento pomeridiano del terzo Rosario consecutivo in piazza, che oggi si è tenuto a Carpi alle ore 18, davanti alla Chiesa di Sant’Ignazio, abbiamo ricevuto da un sacerdote, che gli Alleati ringraziano di cuore, e volentieri pubblichiamo questa sua severa e disgustata denuncia, contro i vizi immondi celebrati sull’altare di Cristo, nella chiesa apostata del III millennio, che non a caso il libro di “Apocalisse” chiama: “Grande Prostituta”. Oremus. Ascoltiamolo.

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 “Pasqua di riscatto”

Secundum multitudinem impietatum eorum expelle eos (Sal 5, 11).
Non è difficile intuire il motivo per cui questo versetto dei Salmi che recita: “Secondo la moltitudine delle loro empietà, cacciali fuori”, colpisca così vivamente,in questi tempi, l’attenzione di chi prega.

Considerando soprattutto le manifestazioni di irreligiosità, all’interno della Chiesa, che continuano a moltiplicarsi ovunque in forme sempre più raccapriccianti, in particolare nella regione italiana in cui da anni si rinnovano le cosiddette “veglie parrocchiali contro l’omofobia” (neologismo così falso e privo di senso che non sarebbe neppure dovuto entrare nel linguaggio ecclesiastico!).

Il terremoto del 2012, a quanto pare, non ha insegnato nulla! I castighi divini, un tempo, incitavano a pubblici esercizi di penitenza e riparazione. Oggi, invece, si ritiene più benefico esporre in chiesa quadri a soggetto religioso, con allusioni peccaminose e oscene.

Non insisteremo qui sulla descrizione delle tele sacrileghe, imbrattate da un pervertito, che da settimane profanano una chiesa di Carpi.
Vogliamo piuttosto riflettere sulle colpe degli ecclesiastici, che han reso possibile un simile scempio.

Le distorsioni mentali
Desideriamo preliminarmente rilevare il voluto equivoco proveniente dalla “cultura profana”, che ha contagiato anche l’ambiente ecclesiale: l’idea, cioè, che ai sedicenti “artisti” sia consentito tutto, in nome di una pretesa insindacabilità assoluta, della disciplina da loro coltivata. Questa aberrazione è frutto della dissoluzione dell’estetica, che non coglie più il nesso metafisico, ossia il rapporto puro e semplice tra vero, buono e bello della realtà.

Ma il senso comune reagisce spontaneamente alla bruttezza di manufatti presentati come “opere d’arte”, in quanto percepisce in modo naturale la discordanza con quell’esigenza di conformità, alla Verità e al Bene, che è propria dell’intelletto e della volontà.

I cultori delle discipline artistiche contemporanee, ambito musicale compreso, (…) teorizzano un’ideologia demoniaca, che pretende di attribuire valore a produzioni che ne sono del tutto prive, e che si impongono al gusto, unicamente,   in virtù di un indottrinamento di stampo totalitario.
Innegabili son le somiglianze con i regimi comunisti, nei quali era la direzione del partito a stabilire i canoni del vero, del buono e del bello, contro ogni evidenza e buon senso.

Questa ingiustificabile aggressione delle menti e dei cuori ( poi fatta propria, anche nell’Occidente “libero”, dai politici e chierici di formazione marxista) è una forma di inversione delle tendenze più normali dell’uomo, in quanto radicate nella sua stessa natura.

Non per niente, alla mostra in questione, è stata propedeutica l’imposizione di cortei osceni e blasfemi, che ogni anno si ripetono nel mese di Giugno, in quell’ area geografica.

Gran parte della popolazione non ha più nemmeno un sussulto, di fronte a comportamenti pubblici che, oltre a calpestare le cose più sacre, degradano gli esseri umani in modo intollerabile. Tante persone, anzi, per timore di esser bollate col marchio infamante di “omofobo”, accettano senza fiatare di esser violentate nel senso del pudore, che è strettamente connesso alla dignità della persona umana.

Ci sono però ancora dei cattolici – e sono tanti – che non sono disposti a continuare a subire questi soprusi morali.

Fatti oggettivi, non opinioni

Riguardo al giudizio sulla mostra di Carpi, non è questione di avere o non avere una certa sensibilità o avere o non avere un orientamento conservatore o “ultraconservatore”.
Si tratta semplicemente di constatare l’evidenza di un peccato (secondo la legge divina), di una profanazione (secondo la legge canonica) e di un crimine (secondo la legge civile).La prima, per il Secondo Comandamento, che condanna ogni forma di oltraggio rivolto a Dio, sia verbale che visivo. E in questo caso la bestemmia è aggravata dal suo carattere permanente. Va pure contro il Primo Comandamento, essendo commessa in un luogo sacro, vale a dire, in un edificio riservato in via esclusiva, al culto divino.

Quest’ultimo dettaglio viola il canone 1210 del Codice di Diritto Canonico, che recita testualmente: «Nel luogo sacro sia consentito, solo quanto serve all’esercizio e alla promozione del culto, della pietà, della religione, e vietata qualunque cosa sia aliena dalla santità del luogo».

E il canone 1211 che stabilisce questo: «i luoghi sacri sono profanati, se in essi si compiono con scandalo azioni gravemente oltraggiose».

La legge civile, con l’articolo 403 del Codice Penale, punisce con la reclusione fino a due anni «chiunque pubblicamente offende la religione dello Stato, mediante vilipendio di chi la professa».

Non a caso risulta che sono state promosse azioni legali contro la curia diocesana, la quale dovrà rispondere di una palese violazione della legge divina, canonica e di Stato.

È chiaro che non siamo di fronte a una controversia di opinioni, gusti o preferenze, ma ad un fatto oggettivo brutale, che non si può in alcun modo negare, cosa che rende ingiustificabile la pertinacia dei responsabili, sordi ad ogni protesta dei fedeli, per quanto legittime e motivate.

In questo clima di oppressione totalitaria, che parte dal vertice e ricade sui gradi inferiori della chiesa, non vogliamo più sentir parlare di quelle scemenze che la nomenklatura propala sotto i termini falsi e vuoti di “ascolto e sinodalità”.

Ne abbiamo abbastanza!

Azioni concrete
In attesa che le denunce seguano il loro corso, è moralmente lecito – anzi doveroso – intervenire in modo diretto.
Se non è possibile, date le dimensioni degli obbrobri da rimuovere e la distanza del Tevere da Carpi, farlo alla maniera della “pachamama”, si potrebbe cominciare ad impedire l’accesso alla chiesa, senza smettere di manifestare sonoramente il proprio dissenso al vescovo, al parroco e ad ogni altro responsabile.

Quei sovversivi in abito clericale devono rendersi conto che il Popolo di Dio, di cui si sono riempiti la bocca per decenni, non è più disposto a sopportarli!

È ora di presentare il conto a quella casta di miscredenti, per tutte le nefandezze e le omissioni che portano sulla coscienza pietrificata.

Presto o tardi, tutto si paga, o in questa vita o nell’altra. Meglio di qua, che di là dove le pene sono tremende.

Pure questa è una realtà oggettiva, a prescindere da ciò che ne pensano i prelati traditori, nella vacuità dei loro vaneggiamenti, nutriti dalle fole della loro “teologia” razionalistica ed empia.
Le idee non cambiano i fatti, ancor meno se sono sballate!
Chi pretende di modificare la Chiesa, a partire da un programma ideologico, non differisce affatto da Lenin e Stalin.

Se in questa Settimana Santa vogliamo imitare il Signore in modo speciale, cominciamo dall’atto che seguì immediatamente il Suo ingresso regale a Gerusalemme….
Perché se davanti al Santissimo Sacramento, ci si domanda che cosa farebbe Gesù se fosse fisicamente presente a Carpi, il Vangelo ci informa che Egli: «Entrato nel Tempio cominciò a cacciarne fuori i venditori, dicendo loro: Sta scritto. La mia casa sarà una casa di preghiera’. Voi invece ne avete fatto una spelonca di briganti” (Lc 19, 45-46; cf. Is 56, 7; Ger 7, 11).

Come apostroferebbe gli ecclesiastici indegni?

Li apostroferebbe con termini come questi: «Il regno di Dio sarà tolto a voi e sarà dato a un popolo che ne faccia i frutti» (Mt 21, 43).

È tempo di porre fine alla farsa postconciliare e di estromettere i pagliacci dalla Chiesa, condannati dalla loro stessa sterilità spirituale:
«Che mai più venga frutto da te» (Mt 21, 19).

Il Figlio di Dio non ha patito la morte di Croce per instaurare un regime di empi, affaristi e pederasti, né per autorizzarne i latrocini e i vizi immondi.

Fuori dalla Chiesa – e dalle chiese – falsari e profanatori, con i loro sordidi costumi e lerce mercanzie!

Christus vincit!
Christus regnat!
Christus imperat!

Un sacerdote cattolico, agli Alleati dell’Eucarestia

https://t.me/veronicacireneo

P.s: Per la cronaca e per rinfrescare la  memoria, riportiamo, a corredo, questa rappresentazione iconografica storico-realistica dal titolo: LONGINO.
Primo Sabato di Passione
23 marzo 2024

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6 commenti

  • amos ha detto:

    A proprosito di Carpi e delle opere che ho visto solo in rete, la presunta fellatio, non proprio così tanto esplicita, potrebbe essere considerata come una provocazione nei confronti della morale sessuale non solo dentro la chiesa ma nella società intera.Come a dire che nulla ormai può stupirci e che l’unica cosa di cui dobbiamo temere è solo il castigo di Dio che prima o poi arriverà: “Ecce gladium super terram cito et velociter” come dicevano le visioni di Girolamo Savonarola che pochi, anche tra i cosiddetti tradizionalisti, citano. Ricordo dunque le provocazioni di Michelangelo nella Sistina che denunciano la situazione di allora molto simile ai nostri giorni con la diffusione della sodomia: il Cristo del Giudizio ha il volto efebico (con il linguaggio odierno di una checca) a dimostrazione che i comportamenti contro natura degli uomini stravolgono anche la natura stessa di Dio. per questo la Vergine Maria si rifiuta di guardarlo.

  • Mariapia slanzi ha detto:

    La mia preoccupazione oltre a quello che si è già detto, è per i bambini e giovani che frequentano queste chiese che possono venire ” inquinati” sia spiritualmente che psicologicamente. Il Vangelo di Cristo viene distorto …
    Spero sempre un aiuto dallo Spirito Santo.

  • Ruggero ha detto:

    Sottoscrivo.
    Da tempo si è dimenticati di coltivare la predicazione in Spiritoe Verità. RUGGERO LEVRATTI CATECHISTA

  • Mara ha detto:

    D’accordo su tutta linea. C’è poco da aggiungere, se non che, a proposito di clown, a Modena c’è un circo molto variegato ultimamente…

  • Margotti ha detto:

    E’ l’epoca dei pagliacci, che non hanno mai fatto tanta pena, invece di fare ridere il pubblico.
    I pagliacci fanno i politici, visto che i politici hanno deciso di fare i burattini. l’Europa è piena zeppa di questi soggetti.

  • Gabriela Danieli ha detto:

    Si. Concordo.
    È giunto il tempo di porre fine alla farsa (guai chi giustifica il suo tradimento accusando i Papi conciliari, perché accusano Cristo)…
    cacciando con la frusta la massoneria ecclesiastica che ha posto sulla cattedra di Pietro il suo pagliaccio anatema col chiaro mandato di profanare il Tempio Sacro di Dio e condurre le anime alla perdizione.

    Tuttavia Reverendo, mi permetta di porle una domanda:
    ” Ma lei si rende conto che ogni volta che i sacerdoti, con piena coscienza e deliberato consenso, citano il nome DELL’ERETICO ANTIPAPA nel momento più solenne del S. Sacrificio, non solo compiono un SACRILEGIO GRAVE AL SS. SACRAMENTO, ma, come dice S Giovanni, si rendono anche corresponsabili delle opere inique DELL’ERETICO, compresa quelle da lei citate?
    https://youtube.com/shorts/mDc_WITAJbQ?si=Pr4EgN8UzMNe2Qgv

    O forse che i decreti dei PAPI oggi valgono zero? ⬇️
    (Papa Pio IX – “QUARTUS SUPRA”:

    “… i NOMI DI COLORO I QUALI SONO SEPARATI DALLA COMUNIONE CON LA CHIESA CATTOLICA, vale a dire, DI COLORO I QUALI NON CONCORDANO SU TUTTE LE MATERIE CON LA SEDE APOSTOLICA, ◾ NON SONO DA ESSERE LETTI DURANTE I SACRI MISTERI.” (❗)

    https://www.vatican.va/content/pius-ix/it/documents/enciclica-quartus-supra-6-gennaio-1873.html

    Decreto ribadito con fermezza anche da Papa Benedetto XIV nell’enciclica “EX QUO PRIMUM “:

    23 ….I Sacri Canoni della Chiesa VIETANO DI PREGARE PUBBLICAMENTE PER GLI SCOMUNICATI, come si legge nel A Nobis (cap. 4, n. 2) e nel cap. Sacris, De Sententiae Excomunicationis.
    ◾Quantunque niente vieti che si possa pregare per la loro conversione, tuttavia NON SI DEVE PERMETTERE CHE I LORO NOMI SIANO PRONUNCIATI NELLA PREGHIERA SOLENNE DEL SACRIFICIO❗
    ————————-
    Dunque, dimostrate con i fatti concreti che davvero volete cacciarre BERGOGLIO:
    il primo vero responsabile della generale PROFANAZIONE del Tempio di DIO, DISCONOSCENDOLO e obbedendo al legittimo papa Benedetto XVI, che con l’esempio sofferto e la sua profezia del 1969, vi esorta ad uscire da Babilonia e ricostituire la vera Chiesa Spirituale di Cristo, celebrando validamente la messa VALIDA e LECITA nelle CATACOMBE.
    Perché la Chiesa di Cristo, sorretta dallo Spirito Santo non ha bisogno delle mura.

    Attendo con ansia una sua cortese risposta.
    Grazie