Sinodalità. Non è Apostolica, è contro il Concilio e Mina il Magistero. Marian Eleganti.

20 Marzo 2024 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum curiae, mons. Eugenio Marian Eleganti, vescovo emerito di Coira, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla sinodalità. Buona lettura e condivisione.

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Sinodalità e cattolicesimo dei comitati

In base alla mia esperienza personale, ogni vescovo siede in 10-20 commissioni (consigli, conferenze, fori, comitati, commissioni, gruppi di lavoro, gruppi specializzati, presìdi, associazioni ecc. ecc.) In questi gruppi, gli stessi affari e argomenti vengono negoziati e discussi in larga misura in composizioni sempre diverse. Inoltre, il vescovo ha molte riunioni, funzioni religiose, visite e molto altro: tutto sommato, un sovraccarico (overkill) di appuntamenti!

Domanda: Quando un vescovo decide effettivamente qualcosa da solo nella sua responsabilità davanti a Dio per la diocesi che gli è stata affidata? Nella maggior parte dei casi, segue le decisioni prese a maggioranza nei comitati sopra citati o nel back office dei donatori (almeno in Svizzera).

Tutti questi organismi sono in gran parte misti: Laici, ecclesiastici, esperti, donne e uomini vi siedono ed esercitano la loro influenza. Ciononostante, i laici sentono ancora di non avere voce in capitolo nelle decisioni. Ora questo apparato sinodale viene ulteriormente gonfiato. I vescovi corrono di appuntamento in appuntamento, di riunione in riunione, come un criceto sulla ruota. Le strutture li tengono in tensione. Gli attori di questo cattolicesimo dei comitati trascorrono ore e giorni al tavolo delle riunioni. Basta dare un’occhiata agli ordini del giorno per convincersi che parlo per esperienza e non esagero.

Così ora, oltre ai consigli già esistenti, sono all’ordine del giorno anche i consigli sinodali, in cui anche i laici devono ricevere o esercitare indistintamente le competenze di guida della Chiesa. Si sta lavorando diligentemente a un insieme di regole che sta già prevedibilmente minando la struttura sacramentale della Chiesa e la sua leadership. Le affermazioni contrarie non convincono. Il Regolamento interno dell’ultimo Sinodo parla in senso contrario.

Questa sinodalità è apostolica? No, non lo è. Siamo ancora sul terreno del recente Concilio? No, non lo siamo. Ricordiamo:

– Nella Costituzione dogmatica “Lumen Gentium” (LG), il Concilio Vaticano II insegna a proposito dei vescovi: “Come membri del collegio episcopale e legittimi successori degli apostoli, essi sono tenuti, per fondamento e precetto di Cristo, a prendersi cura della Chiesa universale” (23).

– Il Concilio insegna che i vescovi presiedono al posto di Dio il gregge di cui sono pastori: come maestri nell’istruzione, come sacerdoti nel culto sacro, come servitori nella guida (LG 20).

– Il Concilio insegna a proposito dei vescovi che “per nomina divina hanno preso il posto degli apostoli come pastori della Chiesa. Chi li ascolta ascolta Cristo, e chi li disprezza disprezza Cristo e colui che lo ha mandato” (LG 20).

– A proposito dei vescovi, il Concilio insegna che la consacrazione episcopale conferisce anche i ministeri dell’insegnamento e della guida insieme al ministero della santificazione. (LG 21). Tradotto in diritto canonico: “Solo i chierici possono ricevere i ministeri per il cui esercizio è richiesta l’ordinazione o l’autorità ecclesiastica” (CIC, c. 274).

– A proposito dei vescovi, il Concilio insegna che solo essi sono autentici maestri dotati dell’autorità di Cristo (LG 25) e che con la loro autorità organizzano l’amministrazione dei sacramenti. (LG 26).

– Sui vescovi il Concilio insegna che essi guidano le Chiese particolari loro assegnate come rappresentanti e inviati di Cristo con il consiglio, l’incoraggiamento e l’esempio, ma anche con l’autorità e la sacra potestà, e che questa potestà, che esercitano personalmente in nome di Cristo, appartiene loro come potestà propria, ordinaria e diretta. (LG 27).

– Il Concilio insegna che i vescovi, insieme al Papa e sotto la sua autorità, continuano l’opera di Cristo, pastore eterno, attraverso i secoli. “Perciò, per mezzo dello Spirito Santo loro comunicato, i vescovi sono diventati veri e autentici maestri della fede, sacerdoti e pastori” (CD 2).

– A proposito dei vescovi, il Concilio insegna che i vescovi scelti dalle varie regioni della terra assistono effettivamente il pastore supremo della Chiesa in un consiglio chiamato “Sinodo dei vescovi”. (CD 5)

– Il Concilio sostiene la differenza essenziale, non graduale, tra il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio dei vescovi e dei sacerdoti. (LG 10).

– Il Concilio insegna che i laici sono chiamati a collaborare con l’apostolato della gerarchia e possono essere chiamati dalla gerarchia a determinati ministeri ecclesiali che servono a fini spirituali (LG 33).

Sulla base di questi orientamenti, il diritto canonico stabilisce che solo coloro che hanno ricevuto l’ordinazione sacra sono autorizzati ad assumere il potere di guida che esiste nella Chiesa per nomina divina e che è chiamato anche potere di giurisdizione, ma che i laici possono partecipare all’esercizio di questo potere a norma del diritto. (CIC, can. 129 § 1 e § 2).

Tuttavia, questa partecipazione non significa che l’autorità episcopale sia estesa ai laici attraverso una sorta di divisione dei poteri nel governo della Chiesa in virtù di un diritto di voto egualitario, che siedono insieme ai vescovi nei concili sinodali e decidono insieme a questi ultimi su un piano di parità al tavolo delle riunioni (decisioni a maggioranza).

Questo non solo abbandona il terreno del Concilio, ma mina anche l’apostolicità e la sacramentalità del ministero di guida e lo neutralizza attraverso una sorta di parlamentarismo sinodale (la cosiddetta separazione dei poteri). Le conseguenze sono prevedibili.

Questo è ben noto nella Chiesa orientale.

Solo nell’Occidente latino il fuoco arde ancora.

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5 commenti

  • Mimma ha detto:

    Eccellenza,
    in tutti i documenti del Vaticano Secondo, pregevoli in generale, c’è un aspide nascosto nell’erba e tra i fiori.
    Tra i passi da Lei citati è questo : i laici sono chiamati a collaborare con la gerarchia ecc.
    Quest’ apertura minima , che sembrò un ragionevole richiamo alla responsabilità di tutti nel culto, è diventata negli anni un portone spalancato a ogni eccesso.
    Sta qui quello che.i fedeli controrivoluzionari rimproverano all’ultimo concilio, in questo è negli altri ambiti.
    Il clero sessantottino è stato imprudente, a dir poco.
    Non doveva aprire spiragli senza prima esaminare le condizioni culturali e spirituali dei fedeli.
    Felici di essere sopravvissuti a una guerra terribile, inquinati da rivoluzioni varie, scaltriti dall’accesso agli studi superiori, rammolliti dal lusso e dalle comodità, i laici si sono fatti arroganti, convinti di poter mettere becco anche in argomenti nei quali erano e restano ignorantissimi. Per rendersene conto, basti l’assunto secondo il quale laico equivale a laicista.
    Perciò, in Italia, é ritenuto normale che un cattolico sia abortista divorzista e genderista…!
    Il sacerdozio sacramentale e quello battesimale sono ormai equiparati da tutti, anche dagli docenti dei seminari.
    Ho esperienza diretta di questo fatto.
    Lei non ha idea delle sofferenze cui sono sottoposti ogni giorno alcuni sacerdoti, fedeli a Cristo e al vero magistero ecclesiale, a causa dei fedeli.
    Sindaci che pretendono di tenere discorsi funebri, dame divorziate e risposate che , dopo aver ottenuto il lasciapassare pontificio verso l’onestà, chiedono di fare le catechiste, le madrine, le ” animatrici ” della Messa.
    Donne all’ambone, tra i ministranti, al posto dei preti per distribuire l’Eucaristia e tenere omelie se sono suore…
    Tra poco Lei sa bene che otterranno il diaconato e poi chissà …
    Giustamente Lei denuncia la deriva che ormai è sotto i suoi occhi, ma noi che siamo al fronte, questa deriva la vediamo da decenni e ormai, sotto questo pontificato, ci sentiamo sull’orlo del baratro.
    Queste sue dichiarazioni perciò non ci stupiscono ma, aumentando la nostra amarezza , ci confermano nel giudizio che diamo su questa chiesa sconquassata, in cui le voci come la Sua sono poche e ormai inefficaci.
    Il Signore ci aiuti. La riverisco.

  • Adriana 1 ha detto:

    Pare di essere ai dibattiti d’ordinanza post-cineforum “dantani” dove il pensiero unico serviva ai più furbi per far carriera politica
    e dove la truppa irreggimentata seguiva obbediente.

  • Federico ha detto:

    Il Cristianesimo non è democrazia ma verità rivelata dal Figlio di Dio; la sinodalitá nelle materie indicate da Bergoglio è semplicemente opposizione edulcorata a Cristo.
    I danni che sta facendo sono incalcolabili.

  • Mara ha detto:

    Toh, un vescovo che esce dal sarcofago. Grazie, Monsignore. Faccia svegliare i suoi confratelli, tanto la prebenda mensile la dovranno lasciare qui sulla Terra come tutti noi, e con il Capo (quello vero) che hanno tradito dovranno parlare d’altro…

  • IL BRIANZOLO ha detto:

    Vescovo ausiliare emerito di Coira, non di Coppia….mannaggia al traduttore automatico.
    Nel merito, mons. Eleganti ha il coraggio di dire come stanno le cose, evidenziando le supercazzole della sinodalita’ bergogliana…. Infatti, nominato vescovo ausiliare da Benedetto XVI, è stato poi silurato da Francesco che gli ha preferito uno dei suoi. Guarda cado….