Macron – Le Pen. La Frittata di Pirro. Padelle, Braci e un Futuro Ingovernabile. Vincenzo Fedele.

11 Luglio 2024 Pubblicato da 12 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Vincenzo Fedele, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul voto francese. Buona lettura e condivisione.

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Macron – LePen – La frittata di Pirro

 

In Francia ha vinto Macron. No, ha vinto Mélenchon. No, la sinistra unita. No,il centrosinistra allargato.

Non è che ci sia un po’ di confusione: c’è il caos. E non solo in Francia.

La mia previsione era che per bloccare la Le Pen si sarebbe portata la Francia all’ingovernabilità. Previsione che si è puntualmente avverata, anche se, pensavo, non in termini così ampi. Neanche la stessa sinistra unita se lo aspettava.

Avevo scritto alla vigilia (vedi qui): “Ammesso che i sinistri e i macroniani riescano ad ottenere la maggioranza, con la “desistenza senza alleanza” si avrà un Parlamento dove, forse, le destre saranno in minoranza, ma il resto sarà diviso e con intenti opposti a quelli di Macron e con ingovernabilità assicurata.”

Avevo anche scritto che non ho la sfera di cristallo per prevedere il futuro, ma era una mezza verità. In realtà ce l’ho, anche se non è proprio una sfera e non è di cristallo. Si chiama cervello ed è mosso da software che si chiamano buon senso, analisi e ragionamento.

I miei ragionamenti erano sulla degenerazione del concetto di Democrazia e gli esperimenti manipolativi francesi erano la palestra per vedere gli apprendisti stregoni al lavoro. Ho accomunato nei ragionamenti anche le manipolazioni inglesi ed i veri e propri brogli USA che, almeno, hanno avuto la ventura di vedere premiati gli sforzi manipolatori con una vittoria.

L’esito francese, invece, è di totale sfacelo.

Si potrebbe parlare di una vittoria di Pirro. Ma qui in realtà Pirro non ha assolutamente vinto, ha solo fatto una frittata immangiabile e velenosa. Nell’immediato ed in proiezione futura.

Macron ha vinto a tal punto da non sapere che pesci pigliare. Uno dei maggiori quotidiani francesi ha titolato a tutta pagina: E adesso cosa si fa?

Mélenchon, leader dell’estrema sinistra e capo del “Fronte popolare”, ha subito chiesto la nomina, per il suo schieramento, del nuovo capo del Governo francese.

Attal, attuale capo del Governo, aveva già presentato le proprie dimissioni, ma Macron le ha respinte, in attesa di capire cosa fare. Potrebbe impiegare mesi a decidere.

Nessuno ha i numeri per formare un Governo. Nessuno ha idea di come fare per formarlo e per governare.

Il “Fronte popolare” (accozzaglia eterogenea che va dai socialisti all’estrema sinistra), ha 182 seggi. Macroniani e alleati (quindi non i soli macroniani), ne hanno 168 mentre RN, di Le Pen, da solo, ne ha 143. Rassemblement National, quindi, resta il primo partito come numero di deputati ed anche come numero di voti, avendone raccolti 10 milioni, contro i 7 milioni di tutto il Fronte Popolare unito.

Questo è frutto del ritiro dal secondo turno di 130 candidati del Fronte e 82 dei macroniani per far convergere i voti sugli altri e impedire la vittoria della destra.

La Le Pen è stata descritta dai macroniani come male assoluto.

Mélenchon è molto peggio.

Come già detto in altri interventi, la sua base elettorale, oltre ad essere radicata nell’estrema sinistra, con coloriture trotzkiste, è pesantemente supportata dagli ambienti islamici. Non solo i nuovi immigrati, ma anche i figli e nipoti di vecchi arrivi e che, a tutti gli effetti, sono cittadini francesi da generazioni.

L’insipienza ed un concetto malato di accoglienza ed integrazione hanno creato quella che oggi è una bomba ad orologeria. La Francia è, oggi, quello che, probabilmente, sarà l’Italia domani, se non corriamo ai ripari. Forse è già tardi per farlo. Ma non divaghiamo.

In Francia siamo già alla terza generazione ed il solco si approfondisce aumentando sia i disagi che la criminalità (micro e macro) quale unico sbocco di sopravvivenza in una società che prima ha sfruttato, nel loro paese, i padri e i nonni dei giovani attuali ed ora continua ad emarginare figli e nipoti continuando a sfruttarli anche nella madre patria.

Il concetto laicistico dello Stato francese ha ulteriormente aggravato la situazione, obbligando alla quasi clandestinità il culto dei nuovi arrivati che, con le enormi carenze del sistema scolastico, sono acculturati e ideologizzati da Imam improbabili che, a loro volta, sfruttano giovani meno giovani in un circolo vizioso che continua ad avvitarsi sempre più su se stesso e che periodicamente porta a rivolte nelle banlieue.

E’ in questi ambienti che è radicata la sinistra di Mélenchon e di molti dei movimenti radicali che hanno accettato l’invito di Macron alla “desistenza”, ritirando i propri candidati per scongiurare la vittoria della destra.

Sino a 15 giorni prima il male assoluto erano i due estremi ma, come già descritto nell’articolo prima del ballottaggio, la sinistra era stranamente diventata alleata affidabile. Tanto affidabile da concordare la desistenza con i numeri abnormi prima ricordati.

E’ Inutile sottolineare che il partito della Le Pen, singolarmente, è quello che ha più deputati ed è anche quello che ha avuto più voti in assoluto. Importa anche poco che, all’interno della sinistra, la frammentazione in tante sigle l’una contro l’altra armata (meno che nelle urne), la renda un universo già di per se ingovernabile.

Quello che conta sono i seggi conquistati e la sinistra, nel suo complesso, ha più seggi all’Assemblea Nazionale.

Le idee di Mélenchon, visto anche il bacino a cui fa riferimento, sono molto favorevoli ad Hamas e molto critiche contro Israele. Sono vicine a Putin e distanti da Zelensky e dalla difesa ad oltranza dell’Ucraina. Sono fortemente e visceralmente contro la NATO. Basterebbe solo questo a far impallidire chiunque pensi ad un tranquillo governo di centrosinistra come ce lo mostrano, cercando anche di fare un parallelo tra la situazione italiana e quella francese.

La stessa notte della vittoria delle sinistre in Piazza della Repubblica, a Parigi, oltre ai canti e balli, c’erano già in azione squadre di Black Block che si scontravano con la polizia. Pensiamo a cosa sarebbe accaduto se le sinistre avessero perso.

Fra pochi giorni partono le Olimpiadi che sono già problematiche per loro conto, con timori di attentati, problemi sportivi enormi, la Senna, dove si dovranno svolgere le gare di nuoto, che risulta inquinata 10 volte oltre i limiti massimi consentiti, dopo aver sperperato a vuoto oltre 1,5 miliardi di Euro per risanarla, ed altre simili amenità.

Pensiamo ad un sinistro ministro dell’interno designato da un partito che ha sempre coperto e scusato i black block e le frange estreme e che debba fare da paladino dell’ordine pubblico.

Dal Fronte popolare, oltre ai giovani delle periferie, vengono anche buona parte dei gilet gialli, dei pensionati che manifestavano contro il Governo Attal, degli universitari che hanno occupato le facoltà contro il genocidio a Gaza.

Macron dovrebbe fare un Governo affidando a costoro, come ha già chiesto Mélenchon, la guida del Paese, cioè in modo diametralmente opposto alle sue intenzioni ed ai suoi indirizzi.

Anche la situazione economica della Francia è drammatica. Il deficit è schizzato al 7% e per rientrare nei parametri del 3% ci dovrà essere una manovra lacrime e sangue.

Pensate che Mélenchon si possa mai intestare una simile incombenza, dopo aver cavalcato la rivolta dei pensionati per far ritirare la riforma delle pensioni di Macron?

Questo è il quadro interno. A livello europeo è anche peggio.

La sinistra al Governo dovrebbe appoggiare la Von der Pfitzer che cavalca in modo sfegatato la difesa di Israele e di Zelensky. Assurdo.

Per garanzie sul voto del 18 Luglio la Von der Pfitzer sta disperatamente cercando trattative quasi singolarmente con ogni votante, non potendo fidarsi dei gruppi. Per stare più tranquilla dovrebbe aprire ai verdi, contro cui c’è la chiusura da parte del PPE (compresa Forza Italia). Allo stesso congresso tedesco che l’ha designata era stata fortemente contestata. La possibilità che i franchi tiratori la impallinino il 18 Luglio sono enormi, ed allora il pallino tornerebbe ai governi nazionali che in Francia sarebbero guidati dai sodali di Mélenchon.

Chi semina vento non può che raccogliere tempesta. Tempesta che durerà almeno un anno, visto che in Francia, per Legge, l’Assemblea non può essere sciolta e non si può ritornare alle urne prima di un anno.

A meno che non ci siano le dimissioni del Presidente, cioè di Macron, e si voti per la massima carica dello Stato.

Quando parlavo di ipocrisia (dei media, dei politici, degli economisti, degli intellettuali, ecc.) intendevo proprio questo. Nascondere la verità per manipolare quella che, per loro, sarebbe la democrazia.

La forza pervasiva dei media asserviti ha cancellato anche l’ultimo voltafaccia che, pure da solo doveva essere sufficiente a svegliare le coscienze.

Prima il nemico assoluto erano le due ali estreme, cosa già da rigettare visto che, in democrazia, tutti dovrebbero avere pari dignità, se ammessi alla candidatura. Poi una era stata omologata per coalizzarsi contro l’altra. Altra assurdità ugualmente accettata.

Anche il ceto medio, apertamente avverso alla sinistra, è stato accecato dagli appelli di Macron e dalla propaganda a senso unico. Del resto di cosa ci meravigliamo?

E’ il giochino dell’antifascismo di facciata che in Italia riesce sempre.

Sarebbe già da guardare con sospetto chi ti induce a votare “contro” qualcosa e non “per” qualcosa. Ma ancora di più chi, in una settimana, stravolge le sue stesse scomuniche per santificare uno dei due diavoli e illudere il popolo di doversi coalizzare per  fronteggiare un nemico demonizzato con il risultato di ritrovarsi dalla padella nella brace del caos e della totale ingovernabilità.

Non che nella padella si stia molto meglio.

Ma adesso potrebbe proprio essere la LePen a far cuocere a fuoco più o meno lento Macron. La patata bollente, adesso, è nelle mani del Presidente che non ha assolutamente idea di cosa fare per uscire dal pasticcio in cui ha cacciato se stesso e la Francia ed ha posto le premesse per il crollo europeo.

Si potrebbe azzardare una analisi che, al momento, potrebbe avere il sapore dell’assurdo: la vera vincitrice dello scontro, nel medio-lungo periodo, è la LePen.

Non ne gioisco, anche perché NON DIMENTICO che la LePen è fra coloro che ha votato a favore dell’aborto come diritto da inserire nella loro costituzione, né che appoggia Israele nonostante il genocidio.

Le ricette lacrime e sangue che la Francia deve adottare dovranno intestarsele Macron e Mélenchon che, da sinistra, dovrebbe sconfessare tutto quello che finora ha sostenuto in piazza. Sarebbe impagabile vedere i black block all’assalto distruttivo contro il Mélenchon di turno. I borghesucci ondivaghi avranno anche tempo e modo di sentire sulla propria pelle le manipolazioni di cui sono stati oggetto e che li hanno consegnati, di fatto, nelle mani dei loro carnefici.

Servirà, quando ci sarà da votare per le presidenziali? Se ne ricorderanno?

Probabilmente NO.

Il potere si inventerà altre manipolazioni e tradimenti e il vecchio “al lupo – al lupo” tornerà in auge come sempre avviene, perché la Storia è maestra di vita ma nessuno vuole apprendere nulla, credendo di sapere già tutto.

L’ipocrisia palese, che dovrebbe pure far drizzare qualche antenna, si estende anche da noi, anzi da noi si continua a vivere pure di luce riflessa dalle ipocrisie e manipolazioni altrui.

Notevole è il pezzo di Mattia Feltri stranamente pubblicato su “La Stampa” qualche giorno fa e che riporto integralmente: «Abbiamo registrato entusiasmi per i successi di Joe Biden (un modello per la sinistra italiana), di Obama (una lezione per la sinistra italiana), di Clinton (un ponte per la sinistra italiana), di Lula (un fatto di straordinaria portata per la sinistra italiana), di Zapatero (un punto di svolta per la sinistra italiana), di Hollande (l’apertura di una fase nuova per la sinistra italiana), di Tony Blair (un esempio per la sinistra italiana), persino di Chavez (la grande occasione per la sinistra italiana)».

La sinistra italiana, non avendo idee proprie, è brava ad intestarsi le vittorie altrui, comunque ottenute (brogli, manipolazioni o altro), senza essere capace di vincere una sola tornata elettorale da decenni, ma risultando ancora più brava a mantenere le poltrone del potere a nostro danno.

Dicevo anche che la Francia crollerà indipendentemente dal risultato elettorale. Il risultato delle urne serve solo ad accelerare la rovinosa caduta che potrebbe trascinare anche noi italiani nel baratro.

Il sistema è talmente marcio che occorre cambiare tutto per non cambiare nulla. Dieci anni fa avevano deciso di colpire la Grecia, piccolo Paese sacrificabile senza allargare il danno, il cui crollo è servito da monito per chi doveva intendere, salvando le banche francesi e tedesche dalla rovina. Adesso l’agnello sacrificale deve essere molto più corposo. La Francia è l’ideale, ma dopo la Francia veniamo noi.

Forse l’unico dato positivo potrebbe essere che il crollo francese porterà anche alla dissoluzione dell’entità europea chiama UE, o almeno ad una sua rifondazione su nuove basi.

Le masse amorfe e indifferenti sono sempre state guidate e modellate (come cera molle diceva qualcuno) da piccole avanguardie determinate che hanno aperto la strada al giacobinismo più sfrenato. Non è un caso che qui l’esempio francese calzi a pennello.

Quando ci decideremo a smascherare definitivamente queste ipocrisie da sempre predisposte a nostro danno sarà sempre troppo tardi.

Vincenzo Fedele

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12 commenti

  • GIUSEPPE ha detto:

    ANALISI MONUMRNTALE.

    SPERO CHE NON SI SBAGLI ANCHE SULL’IMPALLINAMENTO DELLA VON DER PFIZER,SEBBENE LA VORREI VEDERE A TESTA IN GIU’.

  • jordan l'africain: une histoire triste ha detto:

    “Non solo i nuovi immigrati, ma anche i figli e nipoti di vecchi arrivi e che, a tutti gli effetti, sono cittadini francesi da generazioni.”

    jordan, il difensore della Francia, è per tre quarti italiano, per un ottavo francese e per un ottavo algerino: fine della storia triste; https://www.vita.it/bardella-lafricano/

    • Topo gigio ha detto:

      Letta la genealogia di Bardella. Interessante. Vero : solo per un ottavo francese. Come italiani potremmo essere fieri della buona riuscita del nostro quasi connazionale.
      Ma dov’e’ che ho sentito la parola BERBERO ?I berberi sono un popolo fiero e con qualche usanza diversa dalle strette usanze islamiche. Poiche’ , in quelle terre d’Africa , prima dell’arrivo degli islamici esisteva un cristianesimo fiorente , qualcuno avrebbe ipotizzato che il popolo berbero fosse diventato islamico ma conservando qualche retaggio cristiano .

  • Antonio La Trippa ha detto:

    L’analisi che mancava. Stratosferica.

    Pari all’aquila di san Giovanni.

  • Ciro ha detto:

    Non credo a un crollo della Francia.
    La Francia e’ uno stato molto piu’ forte del nostro.
    Nonostante presidenti come Sarkozy o lo stesso Macron con una micro intelligenza e in preda alle loro personali ambizioni . Per costoro il bene del paese forse non e’ mai esistito.
    Ìn Francia hanno potuto costruire le centrali nucleari ed avere cosi’ energia a buon mercato. Da noi la sinistra ha imposto la chiusura di quelle poche che avevamo costruito.
    Il vero problema resta l’opposizione islamica allo stato laico francese. Le leggi che pŕmettono la coesistenza di religioni diverse non vanno bene a chi considera la teocrazia islamica una buona cosa.
    I fedeli sono meno tiepidi di noi italiani. Quando e’ bruciata Notre Dame frotte di fedeli si sono imginocchiate sul piazzale antistante e hanno intonato inni e preghiere.
    Ho fiducia nella Francia anche se l’attende un cammino accidentato. Parecchio accidentato.

  • Sereno Graffiante ha detto:

    Non ne ha parlato il dr. Fedele, ma probabilmente ci sarà un governo tecnico in Francia, cosa inusuale per i galletti, ma impareranno da noi che in quanto a fantasia non abbiamo rivali.
    I rivoluzionari tengono il “banco” da più di 200 anni, e si sa che il banco vince sempre.
    La rivoluzione non può morire di morte naturale.
    In realtà, mi sembra che un po’ ovunque la democrazia (o il suo simulacro) stia ansimando. I due poli da tenere d’occhio sono proprio gli USA e la Francia.

  • giovanni ha detto:

    La ” greppia ” a cui tutti sono legati, e’ perfettamente consapevole del disegno generale tendente al caos. In verita’ non solo in Francia ma in tutta Europa, Italia compresa. Ove non vi fosse questo obiettivo, si sarebbero gia’ messi d’accordo. I prodromi del caos generalizzato gia’ ci sono tutti. Ancora un po’ e ci saremo dentro fino al collo.

  • mimmagattaino ha detto:

    Magnifica analisi, dott. FEDELI.
    COMPLIMENTI.
    Noi Italiani non siamo più abbastanza colti.
    Non siamo attenti alle cose della politica nazionale, figuriamoci a quella internazionale.
    Se a ciò aggiunge l’ottundimento diffuso dal topicida genico ( è drammaticamente evidente che molti sono fuori di testa ) avrà il quadro desolante di ciò che ci attende .
    Intanto assistiamo allo sfascio francese e a quello tedesco e nipponico.
    Con molto rammarico, almeno da parte mia.

  • andreottiano ha detto:

    Ma non era meglio andare a votare?
    A partecipare?
    E i francesi bravi che non sono andati al mare?
    Ma chi crede più a queste messinscene?

    • Federico ha detto:

      Infatti: come volevasi dimostrare ed anche ampiamente previsto. Comunque l’importante è crederci (alla democrazia) ; tanto poi la realtà è quella a cui stiamo assistendo. Avanti con la prossima tornata elettorale che già mi prefiguro “sarà quella buona” (per l’ennesima volta) e “boia chi manca” et similia…

    • Luciano Motz ha detto:

      Più che da Andreottiano, la sua sembra un’uscita sprezzante. Andreotti sembrava cinico solo nelle battute, in realtà non lo era.
      Perché votare serve sempre, anche solo per un fatto aritmetico di chiarezza per chi con i numeri non mastica. Se tutti gli elettori avessero votato, tutti saprebbero che FdI conta per poco più del 13%, il PD per il 10%, e così via. Inoltre, la sinistra non avrebbe mandato al parlamento europeo la regina delle occupazioni abusive. E le rappresentanze di Fdi, PD e degli altri partiti sarebbero ridimensionate in proporzione.

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