Scienza, conoscenza e perdere di vista le giuste proporzioni. Il peccato originale è l’emblema della postmodernità.

Il peccato originale è tra i dogmi più indigesti del modernismo non solo ecclesiale e non è colpa della mela.

Quello che proprio non è accettabile è di mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male per morirne.

All’uomo sapiens sapiens sapiens erede dell’illuminismo e del positivismo questa cosa crea una forte acidità gastrica.

Anche al cristiano modernista tutto dialogo con il mondo il peccato originale sta stretto.  La fede porta alla la virtù, la virtù alla conoscenza, la conoscenza alla temperanza, la temperanza alla pazienza, la pazienza alla pietà, la pietà all’amore fraterno, l’amore fraterno alla carità. In un percorso così perché il conoscere sarebbe un male?

Tutti ragionano partendo dall’uomo e non da Dio, che è amore e vuole amore.

Il male è un’assenza di amore, assenza di Dio. Dove starebbe il peccato legato alla conoscenza del bene e del male subentrato alla creazione in cui il problema non c’era? Dio crea l’uomo e lo chiama ad essergli somigliante, quindi non solo l’immagine, ma quella stessa volontà. Per corrisponderle va da sé che serve obbedienza, ma l’amore lascia libertà.

Il male sta nella ribellione spirituale allo Spirito Santo, lasciandosi ingannare dall’invidia delle potenze dell’aria per questo amore esteso alla materia, fino a trasfigurarla riempiendola di Grazia. Non per caso l’invidia della Grazia altrui è un peccato imperdonabile. L’uomo è libero e si lascia incantare dall’alternativa al fidarsi di Dio: il veleno perciò non sta nella conoscenza, ma nell’assimilazione che non è più a Dio, ma a una creatura invidiosa.

Ad essere veleno è la somiglianza con un’intelligenza non divina, priva di quella volontà di amore. Allora la conoscenza, estesa al bene e al male, può diventare potere, affare, orgoglio, delirio…

La scienza è uno dei doni dello Spirito Santo che fa della conoscenza di ogni frammento del creato un intendere Dio, tendendovi. La scienza-dono ai puri di cuore fa intravvedere nel frammento -la particola- Dio Trinità e la comunione con l’umiltà necessaria per conoscervi il compimento…

Il mondo puro è puro di cuore e vede Dio con l’intelletto sapiente che gusta ciò che sa. Non così l’im-mondo orgoglioso, che ne fa mercato, prostituendovisi. Perduta la comunione con Dio, la scienza come idea frammenta e scarta, avvelenandosi del male che incarna. La scienza divide, uccide, usa la menzogna, esclude Dio, ruba tempo, risorse e vita.

Questo è il peccato originale e il peccato non è la conoscenza… il peccato è l’assimilare il divino all’umano invece di lasciarsi divinizzare. La natura priva di Dio usa del bene e del male diabolicamente. Questo vale in laboratorio, in fabbrica, al mercato, in banca, in ospedale, in cantiere, nell’informazione, nella gestione della giustizia, nel vivere un amore, anche in un ruolo ecclesiale trasformando il cristianesimo in religione e la religione in uno strumento politico.

La scienza dono viene confusa con il dato prodotto… comunque il dato è destinato ad essere ricevuto.

Il dato può essere comprato, oppure in prestito. Può essere in dono. Può essere rifiutato.

Passando al rimedio stabilito per il peccato originale, anche il Corpo di Cristo è dato. Una Grazia capace di nutrire il ricevente trasformandolo. È un dato che non viene assimilato, ma che assimila a sé. Lo Spirito Santo dà doni che santificano rendendo il comune speciale, come Dio tre volte santo. E’ conoscenza del bello, del buono e del vero.

Invece il dato ottenuto con mezzi umani, miranti alla conoscenza del bene e del male, è ambivalente: non serve solo a conoscere, ma può essere imboccato, addomesticato e aiutato a sembrare quel che più conviene a chi l’ha cercato. Un dato amplificato ha un maggior rumore di fondo, un dato censurato non griderà anche se è preciso. E via dicendo…

Solo la Verità rende liberi… il criceto in gabbia può ricevere dati per correre sempre più veloce sulla ruota, alimentato da una manina che apre e chiude il coperchio. Ogni tanto un prelievo per misurare altri dati, restituendoli come illusione, speranza, paura o bisogno… Il dato serve a creare un sentire, a fare propaganda, a manipolare un vissuto…

Il dato che viene prodotto dopo il peccato originale è molto ben gestito prima di darlo al prossimo. Proprio il contrario del Corpo di Cristo, troppo spesso dato senza nessuna cura, come se non contasse nulla. La società scientista vende bene i dati che produce, dandoli in pasto a chi riduce a criceti o cavie. Diversa la situazione della Gerusalemme celeste, in cui è dato il Corpo di Cristo per rendere liberi, come figli di Dio, dissolvendo la gabbia. Chi beve i dati che assimilano a cavie non mangia il Dato che assimila a Dio. Purtroppo succede anche a chi accosta i sacramenti avendoli svuotati di Verità.

Il dato da Dio assimila il ricevente alla Verità e rende liberi, portando a comunione.
Il dato dagli uomini dipende da quanto è integro. Infatti l’integrità depone a favore della verità del dato. Nella scienza quella vera l’integrità del dato è basilare. Non nella scenzah portata a imbrogliare: quella il dato lo tarocca.
Un dato che viene assimilato muovendo da una falsificazione crea confusione e divisione.
Il dato scientifico in un certo senso è legato a Dio, in quanto fornisce un aspetto di verità.
Il dato scientista è legato agli idoli, all’ideologia e identifica una volontà di corromperlo.
Un dato scientifico non si impone, ma si offre. Un dato scientista viene imposto e non ammette dubbi, come una fede.   Il guaio è l’idolo al quale ci si prostra, che non è Dio, ma la potenza dell’aria di cui si diceva prima. Si sa che il diavolo scimmiotta Dio e così lo scientismo si presenta come fede con i suoi riti. Assimila i suoi credenti al lager che costruisce.

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