Lo Scientismo Imposto come Idolo, Nuova Moderna Versione del Peccato Originale. R.S.

7 Giugno 2024 Pubblicato da 4 Commenti

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, un amico fedele del nostro sito, R.S., offre alla vostra attenzione queste riflessioni su un tema che si tende facilmente a dimenticare. Buona lettura e condivisione.

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Scienza, conoscenza e perdere di vista le giuste proporzioni. Il peccato originale è l’emblema della postmodernità.

Il peccato originale è tra i dogmi più indigesti del modernismo non solo ecclesiale e non è colpa della mela.

Quello che proprio non è accettabile è di mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male per morirne.

All’uomo sapiens sapiens sapiens erede dell’illuminismo e del positivismo questa cosa crea una forte acidità gastrica.

Anche al cristiano modernista tutto dialogo con il mondo il peccato originale sta stretto.  La fede porta alla la virtù, la virtù alla conoscenza, la conoscenza alla temperanza, la temperanza alla pazienza, la pazienza alla pietà, la pietà all’amore fraterno, l’amore fraterno alla carità. In un percorso così perché il conoscere sarebbe un male?

Tutti ragionano partendo dall’uomo e non da Dio, che è amore e vuole amore.

Il male è un’assenza di amore, assenza di Dio. Dove starebbe il peccato legato alla conoscenza del bene e del male subentrato alla creazione in cui il problema non c’era? Dio crea l’uomo e lo chiama ad essergli somigliante, quindi non solo l’immagine, ma quella stessa volontà. Per corrisponderle va da sé che serve obbedienza, ma l’amore lascia libertà.

Il male sta nella ribellione spirituale allo Spirito Santo, lasciandosi ingannare dall’invidia delle potenze dell’aria per questo amore esteso alla materia, fino a trasfigurarla riempiendola di Grazia. Non per caso l’invidia della Grazia altrui è un peccato imperdonabile. L’uomo è libero e si lascia incantare dall’alternativa al fidarsi di Dio: il veleno perciò non sta nella conoscenza, ma nell’assimilazione che non è più a Dio, ma a una creatura invidiosa.

Ad essere veleno è la somiglianza con un’intelligenza non divina, priva di quella volontà di amore. Allora la conoscenza, estesa al bene e al male, può diventare potere, affare, orgoglio, delirio…

La scienza è uno dei doni dello Spirito Santo che fa della conoscenza di ogni frammento del creato un intendere Dio, tendendovi. La scienza-dono ai puri di cuore fa intravvedere nel frammento -la particola- Dio Trinità e la comunione con l’umiltà necessaria per conoscervi il compimento…

Il mondo puro è puro di cuore e vede Dio con l’intelletto sapiente che gusta ciò che sa. Non così l’im-mondo orgoglioso, che ne fa mercato, prostituendovisi. Perduta la comunione con Dio, la scienza come idea frammenta e scarta, avvelenandosi del male che incarna. La scienza divide, uccide, usa la menzogna, esclude Dio, ruba tempo, risorse e vita.

Questo è il peccato originale e il peccato non è la conoscenza… il peccato è l’assimilare il divino all’umano invece di lasciarsi divinizzare. La natura priva di Dio usa del bene e del male diabolicamente. Questo vale in laboratorio, in fabbrica, al mercato, in banca, in ospedale, in cantiere, nell’informazione, nella gestione della giustizia, nel vivere un amore, anche in un ruolo ecclesiale trasformando il cristianesimo in religione e la religione in uno strumento politico.

La scienza dono viene confusa con il dato prodotto… comunque il dato è destinato ad essere ricevuto.

Il dato può essere comprato, oppure in prestito. Può essere in dono. Può essere rifiutato.

Passando al rimedio stabilito per il peccato originale, anche il Corpo di Cristo è dato. Una Grazia capace di nutrire il ricevente trasformandolo. È un dato che non viene assimilato, ma che assimila a sé. Lo Spirito Santo dà doni che santificano rendendo il comune speciale, come Dio tre volte santo. E’ conoscenza del bello, del buono e del vero.

Invece il dato ottenuto con mezzi umani, miranti alla conoscenza del bene e del male, è ambivalente: non serve solo a conoscere, ma può essere imboccato, addomesticato e aiutato a sembrare quel che più conviene a chi l’ha cercato. Un dato amplificato ha un maggior rumore di fondo, un dato censurato non griderà anche se è preciso. E via dicendo…

Solo la Verità rende liberi… il criceto in gabbia può ricevere dati per correre sempre più veloce sulla ruota, alimentato da una manina che apre e chiude il coperchio. Ogni tanto un prelievo per misurare altri dati, restituendoli come illusione, speranza, paura o bisogno… Il dato serve a creare un sentire, a fare propaganda, a manipolare un vissuto…

Il dato che viene prodotto dopo il peccato originale è molto ben gestito prima di darlo al prossimo. Proprio il contrario del Corpo di Cristo, troppo spesso dato senza nessuna cura, come se non contasse nulla. La società scientista vende bene i dati che produce, dandoli in pasto a chi riduce a criceti o cavie. Diversa la situazione della Gerusalemme celeste, in cui è dato il Corpo di Cristo per rendere liberi, come figli di Dio, dissolvendo la gabbia. Chi beve i dati che assimilano a cavie non mangia il Dato che assimila a Dio. Purtroppo succede anche a chi accosta i sacramenti avendoli svuotati di Verità.

Il dato da Dio assimila il ricevente alla Verità e rende liberi, portando a comunione.
Il dato dagli uomini dipende da quanto è integro. Infatti l’integrità depone a favore della verità del dato. Nella scienza quella vera l’integrità del dato è basilare. Non nella scenzah portata a imbrogliare: quella il dato lo tarocca.
Un dato che viene assimilato muovendo da una falsificazione crea confusione e divisione.
Il dato scientifico in un certo senso è legato a Dio, in quanto fornisce un aspetto di verità.
Il dato scientista è legato agli idoli, all’ideologia e identifica una volontà di corromperlo.
Un dato scientifico non si impone, ma si offre. Un dato scientista viene imposto e non ammette dubbi, come una fede.   Il guaio è l’idolo al quale ci si prostra, che non è Dio, ma la potenza dell’aria di cui si diceva prima. Si sa che il diavolo scimmiotta Dio e così lo scientismo si presenta come fede con i suoi riti. Assimila i suoi credenti al lager che costruisce.

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4 commenti

  • R.S. ha detto:

    Gentile Balquis, non voglio “farla facile”, ma la semplicità non va mai sottovalutata.

    I vari movimenti (illuminismo, positivismo, modernismo, postmodernismo etc) segnano semplicemente dei passaggi critici della storia e della cultura.

    La crisi è intrinsecamente un crollo degli equilibri precedenti ed impone delle scelte nel farvi fronte.

    E’ andato in crisi il comunismo ed è andato in crisi il capitalismo. E’ andata in crisi la filosofia e poi la scienza. E’ andata in crisi la religione. Venuti meno i vari appigli si cerca di proporne di migliori, ma il problema è che (il peccato originale spiega bene perchè, con la conoscenza del bene e del male) esistono anche le crisi pilotate, le crisi volute, le crisi indotte… Molti passaggi epocali degli ultimi tempi sono dei false flag e l’agitare spettri è funzionale a rendere propizia la crisi facendo svoltare le decisioni dopo averle rese obbligate.

    Seminare confusione ovviamente è fondamentale per chi vuole dividere. Negare una finalità già data è strategico per chi fintamente vorrebbe indurre a credere di cercarne una nuova, tutti insieme.

    La Chiesa non è da giudicare in ritardo o al passo con i tempi… La Chiesa Sposa di Cristo è protesa verso l’oltrepassamento del tempo. Il cristianesimo genuino non è una religione, proprio perchè in Cristo, alfa e omega, Dio si è rivelato in modo totalmente originale e irriducibile alle pretese di farne “cosa nostra”. Una chiesa però mondana non esita a ridurre questa Grazia a un sistema e quindi finisce nel tritacarne della storia, tra un regno e l’altro, tutti soggetti al potere del principe di questo mondo, antiteticamente al Regno di Dio.

    Semplicemente la preghiera che orienta a Dio è questa: Gesù pensaci tu. Maria ha detto a Cana: fate tutto quello che vi dirà! Nel Padre nostro diciamo: sia fatta la Tua volontà. Arrovellarsi per il futuro è indice di poca fede e la poca fede impedisce alla Grazia di riempirci.

    Ricordiamoci che dove si parla della rimozione del katechon è detto che quando (gli uomini) diranno “pace e sicurezza” proprio allora ne saranno più privi.
    Personalmente non ho alcun interesse per le soluzioni umane, specialmente quelle finali che oggi incombono.

    • Balqis ha detto:

      Forse mi sono espressa male. La questione che ponevo era se la Chiesa non fosse già “moderna” ben prima del modernismo (penso ad esempio alla capacità di “inglobare” un Aristotele!) e riflettevo che non fosse questo il “nemico” da combattere, reputando ben più insidioso il postmodernismo, che considero all’origine della confusione attuale. ************* Non si può dire che la Chiesa del Rinascimento non fosse mondana! Non è la prima volta che si manifesta una simile tendenza. Penso però che si tratti di una fase temporanea di passaggio: l’uomo, prima o poi, torna a farsi domande e, infine, arriva inevitabilmente sulla soglia del Mistero ******* Soluzioni umane e traiettorie divine non sono sullo stesso piano. Riguardo alle seconde non possiamo che affidarci; quanto alle prime, ci siamo dentro e possiamo ragionarci sopra. ********* Non c’è nulla di nuovo sotto il sole: il Potere (anche quello temporale della Chiesa) ha sempre utilizzato strategie più o meno sofisticate per condurci dove voleva. L’unica differenza è che adesso utilizza strumenti più potenti, pervasivi e “suadenti” (anche per un’epoca smaliziata come la nostra!). E’ la ragione che ci è stata regalata a svelare gli inganni (prima dell'”incidente” dell’albero ragione e conoscenza non ci servivano perché eravamo al sicuro, al di fuori della Storia e dei suoi disastri). Per questo io penso che non possiamo smettere di tenerla in esercizio, anche al di là della possibilità di trovare eventuali soluzioni umane, destinate comunque a durare per un certo tempo per poi inevitabilmente crollare al mutare delle condizioni che le avevano generate.
      Buona serata.

  • R.S. ha detto:

    Oggi è la festa del Sacratissimo Cuore di Gesù.

    Tanto per adeguarsi ai tempi restando nella logica di Colui che è l’alfa e l’omega, se il Corpo e il Sangue di Cristo sono l’Hardware, il Cuore di Gesù è il Software dell’intelligenza spirituale (non artificiale, né artificiosa). L’uomo può essere chiamato a intenderne la Rivelazione, restando debitamente al proprio posto, timorato di Dio, eppure pieni di Grazia.

    Ricordiamocelo sempre, che fa bene: Dio non è l’uomo!

    Meraviglioso il testo di Osea e quello paolino uditi oggi durante la Santa Messa:

    A Èfraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro.
    Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore,
    ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia,
    mi chinavo su di lui per dargli da mangiare.
    Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all’ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Èfraim, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò da te nella mia ira.

    Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito. Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

    • Balqis ha detto:

      Gentile R.S., è molto bello ed utile il richiamo alla “cura” – silenziosa, quotidiana, sorridente – contenuto nella citazione del testo di Osea e di quello paolino, dai quali lei trae un interessante tentativo di “adeguamento ai tempi”. Le questioni sulle quali vorrei sollecitarla, però, sono altre e riguardano il tema modernismo/postmodernismo, che rendono l’idea della inevitabile confusione che caratterizza i tempi in cui viviamo, in transizione verso una dimensione ignota che ci spaventa. *************** Sono “andata a sbattere” contro il postmodernismo agli inizi degli anni ’90, riscontrando che nella maggior parte degli ambiti scientifici si andava affermando un modo di pensare nuovo, basato sull’idea della fine delle cosiddette “grandi narrazioni”.
      Non è un caso che l’emergere di questa tendenza sia stata coincidente con la fine dell’URSS, la cui ideologia/utopia rivoluzionaria, basata sulla “costruzione” di un “uomo nuovo”, a mio modesto avviso, si era in realtà già dissolta alla fine degli anni ’30, con l’ascesa al potere di Stalin. Ciò non toglie che, in Italia in particolar modo, questa ideologia a suo modo escatologica, abbia avuto per molti il significato di una vera e propria fede, alla quale generosamente hanno dedicato la propria vita. Sorprendentemente, però, l’adesione al postmodernismo – cioè alla sostituzione di una visione unitaria del mondo con una pletora di interpretazioni, spesso decisamente divergenti l’una dall’altra eppure comunque compresenti – è stata massiccia ed entusiastica soprattutto a sinistra, mentre la Chiesa ancora si dibatteva nelle diatribe sul modernismo senza accorgersi che, al di fuori, se ne stava celebrando il requiem negando l’esistenza di una realtà universale e stabile e mettendo in discussione la razionalità illuminista (dando luogo, però, ad un paradosso di autoreferenzialità, essendo la critica alla modernità da parte dei teorici del postmoderno del tutto impossibile senza i concetti e i metodi forniti dalla “vecchia” ragione moderna!).
      In realtà, l’affermarsi del “discorso postmodernista” coincide anche con un altro fenomeno di dimensione globale, cioè la progressiva diffusione “di massa” dei nuovi media, legata alle innovazioni nelle comunicazioni, nella produzione industriale e nei trasporti, tipiche del cosiddetto “capitalismo maturo” che caratterizza la società globale contemporanea – interconnessa e culturalmente pluralistica, priva di un reale centro dominante di potere politico, di comunicazione e di produzione intellettuale – che non sembra più in grado di offrire risposte che non siano temporanee e superficiali, nel flusso costante di apparenze e riferimenti, generando, come sostiene Baudrillard, «modelli di un reale senza origine o una realtà: un iperreale»: le idee diventano semplici simulacri e solo rappresentazioni autoreferenziali e copie tra di loro, mentre mancano fonti di comunicazione e di senso realmente autentiche, stabili o anche semplicemente oggettive.
      Da ciò derivano una serie di strani cortocircuiti che coinvolgono anche il mondo cattolico: qualche giorno fa, ad esempio, mi è capitato di vedere pubblicato – su questo stesso blog che ospita i suoi articoli e dove, qualche tempo fa, qualcuno, rispondendo ad una oggettiva precisazione storica, mi ha accusata di aver studiato su “testi marxisti” (senza peraltro specificare quali) – un articolo di Contropiano, «mensile che si è posto l’obiettivo di contribuire alla ripresa dell’iniziativa politica e di classe», che riprende il nome della rivista sull’operaismo fondata nel 1968, dopo l’esperienza di Classe Operaia, da Alberto Asor Rosa, Massimo Cacciari e Antonio Negri. Oltre a testimoniare l’apertura mentale dell’ideatore e gestore di questo blog, questo fatto a dir poco singolare mi sembra evidenziare la fase complicata e confusa che attraversa (anche) la Chiesa che, distratta da anatemi ed arroccamenti difensivi, rischia di non farsi portatrice di quella razionalità (moderna, checché se ne dica) che ne ha caratterizzato la storia (caratterizzando a sua volta la Storia) e del messaggio realmente rivoluzionario di liberazione che, ispirato dal divino, guarda all’umano con benevolenza e sollecitudine. Ciò può avvenire attraverso l’esercizio quotidiano della cura – amorevole, gentile, silenziosa – ma anche cercando di farsi autorevole e, soprattutto, indipendente portavoce di questioni che riguardano il destino comune, come nel caso trattato dall’articolo di cui allego il link.
      https://www.cybersecurity360.it/news/instagram-facebook-opt-out-ai/
      Questa è solo una delle riflessioni ispirate dai suoi ultimi due articoli. Ce ne sono anche altre, altrettanto importanti, ma sarà per la prossima volta. Cari saluti.

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