Esperto Inglese: Zelensky Deve Decidere dove Tirare la Linea. Perdere Territori, Salvare l’Ucraina.

30 Maggio 2024 Pubblicato da 3 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, su segnalazione di un fedele lettore del nostro sito, B.D., offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato dall’Huffington Post, che ringraziamo per la cortesia.

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Owen Matthews: “Kiev discuta su dove tirare la linea. Può perdere Donbass e Crimea, ma entrare in Ue”

“L’unica domanda da porsi è dove tirare la linea”. Owen Matthews è giornalista, storico e scrittore londinese, fortemente legato all’Ucraina e alla Russia. Sua madre è di Kharkiv, quando era ancora parte dell’Unione Sovietica, mentre suo nonno era un fedele sostenitore del Partito Comunista russo. Oltre ad aver coperto zone di guerra, dalla Bosnia alla Cecenia al primo conflitto russo-ucraino, come giornalista è stato capo dell’ufficio di Mosca e Istanbul per Newsweek, mentre ora collabora con The Spectator. Il suo libro “I figli di Stalin” è stato in lizza per il Guardian First Book Award, per l’Orwell Prize per la scrittura politica e per il Prix Médicis Etranger. La sua ultima opera, “Overreach: The Inside Story of Putin’s War against Ukraine”, che racconta il primo anno di guerra in Ucraina tramite la sua testimonianza diretta, è stato inserito tra i libri dell’anno secondo il Daily Telegraph. Huffpost lo ha incontrato a casa sua per parlare dell’andamento della guerra.

Quanto è credibile Vladimir Putin quando parla di negoziato con l’Ucraina? Di recente ha ribadito la sua volontà di trattare sulla bozza di Istanbul del marzo 2022.

Non vedo novità. Putin è pronto a fermare la guerra riconoscendo le priorità russe: demilitarizzazione e neutralità dell’Ucraina. Con la sua apertura, sta mandando due messaggi: posso fermarmi adesso o continuare finché voglio. La guerra finirà quando l’Ucraina riconoscerà de iure il confine che si è andato a creare, ottenendo le proprie sicurezze ma senza entrare nella Nato. Questo è un punto cruciale.

Si spieghi meglio.

Il dilemma di Volodymyr Zelensky è che l’Ucraina non può accettare una divisione perché sarebbe ingovernabile, a partire da quanti sfollati interni potrebbe avere. Ma allo stesso tempo è un modo per porre fine alla guerra. Pensiamo alla guerra di Finlandia nel 1941 mossa da Josip Stalin: i finlandesi hanno perso parte del loro territorio, ma hanno salvato la Finlandia. La posizione ufficiale del governo ucraino è quella di riprendersi tutto il territorio. Eppure il consigliere di Zelensky, Mikhailo Podolyak, aveva dichiarato lo scorso dicembre che l’obiettivo era distruggere la macchina da guerra della Russia: oltre a essere molto difficile, è una bella differenza con l’obiettivo del governo. Il problema della logica ucraina è che, anche liberando l’intero territorio, rimarrebbe il problema principale: cosa fare con coloro che si sentono russi? Credo che sia un errore riprendere Donbass e Crimea. Il problema potrebbe essere rappresentato dal sud, intorno a Kherson, che non può essere considerato Donbass, dove i cittadini non si sentono russi. L’unica domanda da porsi è dove tirare la linea.

Quindi qual è la soluzione?

È un cessate il fuoco, congelando il conflitto. Per molti ucraini potrebbe essere visto come una sconfitta. Ma perdere Donbass e Crimea potrebbe essere il prezzo da pagare per entrare nell’Unione europea.

Considera l’ingresso in Ue un obiettivo realistico? Non crede che ci siano dei problemi che impediscono, o rallentano, il suo processo di adesione?

Ci saranno molti cambiamenti qualora dovesse entrare, sì. A partire dal fatto che è un paese devastato economicamente, completamente da ricostruire. E poi anche agli scompensi che creerebbe, basti pensare al suo grano alla redistribuzione dei sussidi agricoli.

La Russia sta reggendo economicamente, nonostante l’isolamento. Quanto può continuare questa guerra?

Spende il 41% del Pil per la guerra e, allo stesso tempo, continua a ricevere soldi per l’esportazione di petrolio e gas aggirando le sanzioni. L’economia ha subito l’impatto del conflitto, ma parliamo di un grande esportatore energetico che quest’anno crescerà più di un paese G7. E questa è ovviamente una cattiva notizia, perché vuol dire che può continuare a combattere. Putin ha mosso il conflitto ma non si aspettava questo tipo di guerra, così lunga, sanguinosa e costosa. Pensava di ottenere i suoi obiettivi come in Crimea, con gli ucraini che avrebbero deposto Zelensky. È stata un’idea stupida, che sta pagando. Ma allo stesso tempo ha gran parte della popolazione che sposa le sue tesi. Un sondaggio di Levada evidenzia come il 77% dei russi è favorevole alla guerra.

Un problema in più per l’Ucraina è il supporto interno.

Senza il supporto dell’Occidente l’Ucraina sarebbe collassata nel 2022. L’Unione europea ha stanziato il budget per supportare l’economia, gli Stati Uniti per le questioni militari. Ma non è sostenibile nel lungo periodo. Basta guardare al pacchetto di aiuti americani e al trauma che ha rappresentato per i repubblicani, per una questione politica. Sarà l’ultimo molto probabilmente.

Torniamo alla bozza di Istanbul. Chi è stato a far saltare quel negoziato, a pochi giorni dallo scoppio della guerra?

A Istanbul, quando i russi avevano conquistato pochi km e si erano ritirati da Kiev, le due parti avevano raggiunto un accordo su due basi: congelare lo status della Crimea e la neutralità dell’Ucraina. E Kiev era d’accordo su questo. Ciò su cui non erano favorevoli gli ucraini era il riconoscimento dei territori occupati e la loro demilitarizzazione. Quello che ha fatto naufragare tutto è stata la strage di Bucha, da dove Zelensky ha rilasciato un’intervista in cui parlava di pace in termini generali. Inoltre, con il supporto occidentale testimoniato dalla visita del premier britannico Boris Johnson e via via tutti gli altri, da Joe Biden a Ursula von der Leyen, e soprattutto con gli aiuti da miliardi di dollari, gli ucraini hanno pensato di poter vincere.

Quindi non è stata colpa dell’Occidente se non c’è stata la stretta di mano?

No, l’Occidente è in parte responsabile della continuazione della guerra. E sì, è grazie all’Occidente se l’Ucraina non è collassata.

Crede che siamo vicini a un’escalation tra Nato e Russia?

Quando nell’ottobre 2021 il governo americano si era riunito per affrontare la questione del possibile conflitto, uno dei punti era come fermare la Russia. Il secondo punto era come evitare una guerra tra Nato e Russia. Per l’America questa è una priorità. In uno dei primi discorsi dopo l’invasione, Biden aveva dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero fatto di tutto per portare l’Ucraina nella miglior posizione ai tavoli negoziali. Non ha detto: per cacciare tutti i russi. Per il presidente francese Emmanuel Macron non è proprio così. La paura di un’invasione su larga scala dei paesi Baltici e dei paesi di confine è infondata: confondono l’imperialismo con il nazionalismo. Quando Putin ha invaso l’Ossezia del sud nel 2008, dopo non ha invaso anche tutta la Georgia. Ha legato l’economia georgiana a quella russa, ma questo non potrà avvenire con l’Ucraina. Nessun politico sarà mai filo-russo e lo permetterà. Pensi che Zelensky era colui che avrebbe dovuto esserlo…

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3 commenti

  • Carlo ha detto:

    Sterminare il massimo di ucraini, ecco l’ obiettivo. Il primo. Poi ci saranno altri stermini, ma niente fretta.

  • Terminus ha detto:

    Ceux qui croient vraiment en Dieu ne sauraient pas oublier sa parole qui nous a annoncé anticipativement ce que les hommes réaliseraient effectivement :
    Apoc 16/13 : ”Puis, de la gueule du Dragon, et de la gueule de la Bête, et de la gueule du faux prophète, je vis surgir trois esprits impurs, comme des grenouilles”
    Apoc 16/14 : ”Et de fait, ce sont des esprits démoniaques, des faiseurs de prodiges, qui s’en vont rassembler les rois du monde entier pour la guerre, pour le grand Jour du Dieu Maître-de-tout.”
    Apoc 17/12 : ”Et ces dix cornes-là, ce sont dix rois ; ils n’ont pas encore reçu de royauté, ils recevront un pouvoir royal, pour une heure seulement, avec la Bête.”
    Apoc 17/13 : ”Ils sont tous d’accord pour remettre à la Bête leur puissance et leur pouvoir.”

    Ceux qui savent qui est la ”Bête à sept têtes et dix cornes surgies de la mer” pourront comprendre.

  • Giovanni ha detto:

    Purtroppo l’attore in comando a Kiev non decide nulla. È nelle mani del puparo anglosassone. E a quanto pare il puparo, in drammatico ( per lui ) declino, cerca di salvarsi affossando i vassalli. Credo voglia infliggere una sconfitta strategica ai Russi combattendo fino all’ultimo Ucraino ( ormai esausti ) e successivamente fino all’ultimo Europeo. Un vero genio del male.

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