L’Uso Corrotto della Psicologia Sociale e il Sogno Infranto della Pace. Amedeo Zerbini.

16 Aprile 2024 Pubblicato da

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, un amico fedele del nostro sito, l’ing. Amedo zerbini, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla Psicologia Sociale,e  come essa sia stata e sia usata in maniera deviante, e in buona analisi, Tradita. Mentre invece…Buona lettura e condivisione.

 

Un grande sogno infranto: la pace.

Penso che a grandi linee sia a tutti noto che cosa sia la psicologia sociale, ma per la precisione credo sia opportuno darne una definizione. La Psicologia Sociale è nata come scienza interdisciplinare fra la psicologia e la sociologia allo scopo di studiare l’interazione tra individuo e gruppo, in entrambi i sensi e cioè: studiare come il gruppo influisce sull’individuo e come l’individuo influisce sul gruppo. In estrema sintesi possiamo dire che la prima parte del discorso riguarda sei argomenti: la conoscenza, la motivazione, gli atteggiamenti individuali, il linguaggio e la comunicazione interpersonale, la cultura, il comportamento dell’individuo in quanto appartenente al gruppo. La seconda parte invece riguarda tre argomenti e cioè: la leadership, l’organizzazione e il funzionamento dei gruppi, l’efficienza dei gruppi nei rapporti col mondo o, in definitiva, di un gruppo nei rapporti con un altro.

Come ramo delle scienze umane la Psicologia Sociale ebbe inizio tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 ma ebbe il suo boom tra gli anni 50 e 70 soprattutto negli USA.

Lo spunto per questa riflessione mi è venuto dalla rilettura di un classico dell’epoca .

Autori: Krech, Crutchfield, Ballachey . Titolo :Individuo e Società. (Edizione italiana Giunti & Barbera del 1970). Si tratta di un libro di 669 pagine ricchissimo di contenuti magistralmente ordinati.

Dall’introduzione del suddetto libro riporto testualmente:

Un’idea rivoluzionaria sta modificando il pensiero dell’uomo nei confronti dei problemi sociali. Fiduciosamente, l’uomo persegue la prospettiva che le scienze umane siano ben presto in grado di impedire l’odioso rivoltarsi dell’uomo contro l’uomo in nome del pregiudizio razziale, di evitare gli aspri conflitti tra popoli diversi per condizione economica e per ideologia politica, e soprattutto la terribile indegnità della guerra. E l’urgenza di una tale speranza aumenta a misura che l’uomo medita sulle calamità ancora più tremende che la scienza ha reso oggi possibili.

Col loro impegnarsi in una sbalorditiva gamma di attività, gli studiosi sociali incoraggiano queste speranze

[omissis]

Essi siedono al tavolo delle trattative fra imprenditori e lavoratori, al fine di individuare le cause dell’incomprensione e del conflitto. Salgono scale, premono campanelli e rivolgono domande alla gente per sondare l’opinione pubblica.

[omissis]

Molti di loro si impegnano attivamente nel tentativo di costruire un mondo tollerante, un mondo pacifico , un mondo migliore.—

A questo punto, guardando alla realtà dei fatti, appare evidente il grande insuccesso pratico della Psicologia Sociale , anche se c’è ancora molto da imparare dai suoi insegnamenti.

Gli effetti degli insuccessi sono chiaramente visibili: le guerre in corso, in primis, gli inconciliabili conflitti ideologici non solo fra stati ma all’interno dei singoli stati , il dilagare di polemiche, di manifestazioni di protesta, di atti di repressione a suon di manganellate (quando va bene) …..

Per me la Psicologia Sociale ha costituito un grande supporto allo svolgimento del mio lavoro, soprattutto dopo che essendo stato nominato dirigente mi resi conto che dominare la materia è sempre più facile che governare gli uomini. Per quanto importante, la Psicologia Sociale è però stata per me una materia laterale e di supporto e pertanto non sono in grado di fare una diagnosi “professionale” sulle cause di tale insuccesso ma azzardo alcune ipotesi sulle quali mi piacerebbe confrontarmi con qualcuno più giovane e, possibilmente, più aggiornato di me.

Negli anni 70, benché la scienza e la tecnica progredissero con una continua accelerazione, nessuno avrebbe potuto immaginare quanto è avvenuto negli ultimi 50 anni.

Allora la televisione stava ancora muovendo i primi passi, l’informatica era tutta concentrata sui grandi “centri di calcolo” e l’informatica distribuita era ancora un progetto più che una realtà. Per non parlare della potenza di elaborazione e di memorizzazione dei calcolatori: 100 kb erano già una grossa cifra e alle migliaia di GB non ci si pensava proprio.

Ugualmente imprevedibile l’enorme sviluppo dell’informatica personale che ha generato una conseguenza paradossale: non si parla più col vicino , ma si è eternamente in comunicazione con una massa di lontani e sconosciuti.

E’ quasi scomparso lo spirito di gruppo, siamo sempre meno solidali e sempre più individualisti, sospettosi, minacciosi, aggressivi. In sostanza lo studio del mondo materiale ha preso il sopravvento su quello dell’uomo come essere pensante, continuamente alla ricerca della soddisfazione non solo dei bisogni materiali ma anche degli altri bisogni,soprattutto dei bisogni sociali come quelli di affezione, di prestigio, di amicizia.

C’è un’enorme sproporzione tra le risorse dedicate allo sviluppo dei mezzi di distruzione e di morte piuttosto che ai mezzi di sostentamento, di formazione e di sviluppo dell’uomo libero, creativo, contento di vivere e di realizzarsi. Si continua a parlare di bene comune in contrapposto al bene individuale ma che cosa si intende per bene comune? Quand’anche la politica e l’economia mondiale fossero in grado (magari) di garantire tre pasti al giorno all’intera popolazione mondiale, sarebbe raggiunto l’obiettivo del bene comune o non soltanto quello di una sopravvivenza comune a livello di animale?

Studiando l’uomo sano di mente e anche no, la Psicologia Sociale ha ampiamente applicato il paradigma del comportamento di cui già altre volte ho qui parlato . Tale paradigma si traduce in quattro fattori del comportamento tra loro collegati : Motivazione Stimolo Risposta Rinforzo.

Contribuirono alla formazione di questo paradigma diversi grandi nomi della psicologia sperimentale tra i quali brilla in modo particolare quello di Skinner.

Purtroppo chi dovrebbe operare per il bene comune nella vita e oltre la vita non ne ha tenuto conto. Ne hanno invece approfittato in modo pesante pochi balordi cyber-furbi che hanno fatto e stanno facendo tutto il possibile per sottomettere miliardi di cyber-idioti convincendoli che la legge del militarmente e tecnicamente più forte è l’unica legge su cui si regge l’equilibrio mondiale.

Escludendo ogni motivo di religione e di fede e considerando i dieci comandamenti come il manuale d’uso del mondo dato dal produttore all’utilizzatore, pensiamo a quanto saremmo felici se tutti e dieci venissero scrupolosamente osservati da tutto il mondo. Invece i primi tre sono disconosciuti persino da chi, se non altro per dovere professionale, li dovrebbe far osservare; i rimanenti sette vengono sistematicamente applicati alla rovescia.

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2 commenti

  • Luca antonio ha detto:

    Bell’ articolo, che dà la misura dell’ hybris della modernità, i novelli prometeo sono innumerevoli, ognuno con le sue buone o cattive intenzioni, ma tutti accomunati dal pensare che l’ uomo, come ben evidenziato nelle conclusioni, possa fare a meno di Dio, che possa essere, lui creatura, facitore di se stesso.
    Follia difficile da contrastare quando i matti sono piu’ numerosi dei sani…. sino a quando arriva il redde rationem dell’ insormontabile natura delle cose…. ci stiamo entrando.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Mi sorprende il tombale silenzio sull’argomento.
    Possono darsi più motivi ma quello che più preoccupa è il fatto che un argomento come la Psicologia Sociale delle Organizzazioni non desti più alcun interesse.