
Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Mastro Titti offre alla vostra attenzione qualche riflessione sugli ultimi eventi editoriali legati alla vita della Chiesa, e ai tempi che stiamo vivendo. Buona lettura e condivisione.
§§§
Book-gate: terzo capitolo della saga
E siamo a tre. Anche il file di stampa del quasi testamento postumo di Benedetto XVI, Che cos’è il cristianesimo, gira indisturbato per email e chat. In questo caso, l’editore vittima è Sua Maestà Mondadori, che va ad aggiungersi a Cantagalli (vittima nel caso del vituperato Dal profondo del nostro cuore, a firma Sarah-Ratzinger-Benedetto XVI) e Piemme – Nient’altro che la verità, il recente memoriale a firma Gänswein-Gaeta.
Tre indizi fanno una prova in qualunque processo. Oppure diciamo che i casi sono molti di più, e molto meno illustri, dunque se ne parla meno o per nulla. Magie del digitale, violazioni del copyright come se piovesse, potenziali cause che gli autori, già affievoliti da vendite modeste e diritti da fame, possono intentare ai propri editori, che sono responsabili dello sfruttamento commerciale dell’opera e del supporto fisico.
Ci sono altri elementi a carico. Ad esempio il fatto che tutte e tre le opere menzionate hanno sollevato dei vespai mica male. In almeno due casi su tre (Cantagalli e Mondadori) la questione sacerdozio è per lo meno centrale, mentre la terza riguarda molto da vicino questioni di fede e potere che investono essenzialmente presbiteri.
Ripeto: nessuno dei tre editori è così pazzo o sprovveduto da danneggiarsi ed esporsi ad un’infinità di problemi reputazionali di questa portata. Tuttavia, i file di stampa che recano i marchi editoriali circolano indisturbati. Qualcuno li ha fatti uscire, dunque. E qualcuno dall’interno.
L’opera integrale viene diffusa per promozione presso giornali e vaticanisti? Benissimo, anzi malissimo, ma in tal caso dovrebbero essere reperibili anche i file di altri autori di grido. Si tratta di un errore marchiano dell’editore, e al contempo di una grave mancanza deontologica del giornalista, o della testata.
Una raffinata strategia di marketing? Raffinata e molto stupida, perché come ho già fatto notare si tocca il rapporto fiduciario fra autore ed editore: nessuno darebbe più un libro ad un tizio che non è in grado di garantirne lo diffusione e lo sfruttamento commerciale.
Si può anche ipotizzare, e qui si entra a testa bassa nel complottismo puro, che in Vaticano pensino a ritirare dal commercio opere spiacevoli, e allora ci si tuteli diffondendo comunque il contenuto in modo da sottrarlo ad operazioni di repulisti. Vorrebbe dire essere tornati al tempo dei samizdat, o dei volantini della Rosa Bianca.
L’editoria in genere non gode di buona salute, figuriamoci quella cattolica. È forse dai tempi della trilogia de Il Nemico, di Michael O’Brian, che non esce un’opera di narrativa che diventi un best-seller mondiale.
Passi per Piemme e Cantagalli, che sono di bandiera, ma che un editore laico come Mondadori caschi nella trappola dimostra chiaramente che il problema non è tanto chi pubblica, ma il contenuto dell’opera.
Allora conviene chiedersi: cui prodest? Senza avere fretta di arrivare ad una risposta, ma tenendo le antenne belle dritte.
§§§
Aiutate Stilum Curiae
IBAN
IT79N0200805319000400690898
BIC/SWIFT
UNCRITM1E35
§§§

