Il Papa Vuole in Vaticano i Colloqui Russia-Ucraina. Intelligence Online. E Macron…

13 Dicembre 2022 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, secondo il site Intelligence Online il Pontefice regnante avrebbe la speranza e l’intenzione di ospitare in Vaticano i possibili futuri colloqui per la pace in Ucraina, e sta corteggiando il presidente francese Macron, che avrebbe un ruolo importante nella mediazione a questo scopo. Secondo il sito, papa Bergoglio sarebbe desideroso di giocare un ruolo di mediatore neutrale fra i due contendenti in guerra, e di ospitare in Vaticano il negoziato; e Macron potrebbe facilitare il progetto. 

L’articolo fa un elenco dei nomi e dei titoli delle varie figure che stanno (forse) giocando un ruolo nell’aiutare a impostare i colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Secondo quello che scrive Robert Moynihan, nella sua newsletter, una di queste figure è Leonid Sevastianov, 44 anni, capo della comunità russa dei “Vecchi Credenti”, che conta 1-2 milioni di membri (link). Il padre di Sevastianov è stato a capo della comunità prima di lui.
L’articolo suggerisce che Sevastianov sia un “collegamento” tra… Papa Francesco e la leadership del Cremlino.
Come è possibile?
Sevastianov “fa da ponte tra il Vaticano e l’amministrazione presidenziale”, si legge nell’articolo.
L’articolo prosegue: “In particolare, Sevastianov intrattiene buoni rapporti con la squadra del principale aiutante di Putin, il primo vice capo di gabinetto Sergei Kirienko (IO, 05/07/22). Sevastianov lo conosce bene per essere stato consulente per le pubbliche relazioni della società statale Rosatom quando Kirienko ne era l’amministratore delegato”.
Quindi Sevastianov ha lavorato come consulente per la società russa di energia atomica Rosatom, il cui capo era un uomo di nome Sergei Kirienko, vicino al presidente russo Putin.
Ma come potrebbe un “Vecchio Credente” russo avere rapporti con Papa Francesco?
L’articolo rileva che c’è una certa opposizione, o irritazione, negli ambienti della Chiesa cattolica, riguardo al presunto ruolo di “collegamento” di Sevastianov con il Papa. Si legge:
“A Parigi, il Papa si tiene in contatto con il suo ambasciatore, il nunzio apostolico Celestino Migliore [Nota: Migliore, 70 anni, è stato nominato nunzio in Polonia nel 2010 da Papa Benedetto, poi nunzio in Russia nel 2016, da Papa Francesco, quindi nunzio in Francia nel gennaio 2020; quindi Migliore conosce bene la Russia (link).- RM]. In privato, Migliore protesta per il ruolo di primo piano che Sevastianov svolge a Mosca. Il Vecchio Credente non è un nunzio, ma un portavoce ad hoc in virtù dei suoi stretti rapporti personali con il Papa, che di conseguenza gli ha affidato questa missione non ufficiale”.
Ma questa frase, se da un lato chiarisce che Migliore “protesta” per il “ruolo di primo piano che Sevastianov svolge a Mosca” (come rappresentante non ufficiale di Papa Francesco al Cremlino), dall’altro chiarisce che Sevastianov sta effettivamente svolgendo un qualche ruolo… sufficiente a scatenare la protesta di Migliore…Aspettiamoe vediamo che cosa accadrà…

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2 commenti

  • Stefano ha detto:

    Papa Francesco (1) ha pregato con le mogli dei comandanti del battaglione neonazista “Azov” per la liberazione dei mariti all’indomani della resa di Azovstal; (2) ha baciato una bandiera di guerra dell’esercito di Kiev inviatagli da Mariupol e decorata da croci, sciabole e mazze ferrate; (3) quando il patriarca Kiril ha tentato di esporgli il punto di vista della sua parte, lo ha deriso come “cherichetto di Putin” mettendo in piazza un colloquio che doveva restare riservato; (4) ha attribuito, sulla rivista dei gesuiti “America” (vicina a quel presidente Biden che in Ucraina aveva sistemato il figlio), un’indole crudele alle minoranze buddiste e musulmane della Russia, con accenti obiettivamente razzisti. Una mediazione sarebbe necessaria e importante, ma come potrebbe una figura tanto indiscreta e sbilanciata apparire un mediatore credibile agli occhi della parte russa?