RATZINGER. ANCHE I LAICI POSSONO PREGARE L’ESORCISMO.

19 Aprile 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, vi ricordate le polemiche di una settimana fa legate all’invito, rivolto a vescovi, preti e laici di tutto il mondo di recitare insieme alle 15.00, ora di Roma, la preghiera dell’esorcismo di Leone XIII? Ora il sito Cooperatores Veritatis porta un elemento decisivo e dirimente in questa discussione, che ha fatto scendere in campo (incautamente, forse…) l’Associazione degli Esorcisti; e cioè una lettera con cui il cardinale Joseph Ratzinger allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, affermava chiaramente che anche i laici potevano, per il loro benessere spirituale, recitare questa preghiera. Dal sito riportiamo la documentatissima spiegazione di don Alfredo Morselli:

***

Cari Amici, dopo le recenti discussioni accese dall’intervento dell’Associazione Esorcisti, il quale si opponeva all’iniziativa di mons. Carlo Maria Viganò, leggete qui: L’Associazione Internazionale Esorcisti contro mons. Viganò e difesa invece da Don Alfredo Maria Morselli che l’ha portata a compimento, vedi qui, ecco che grazie sempre a Don Alfredo riceviamo un vero scoop che chiude definitivamente ogni dubbio sulla questione.

Lo stesso testo si può scaricare qui in pdf: Ultimo responso sull’esorcismo

Mons. Viganò aveva ragione ad invitarci a pregare privatamente l’Esorcismo di Leone XIII: è pieno diritto di tutti i fedeli.

In queste ore un nuovo argomento favorevole alla liceità della recita privata dell’Esorcismo di Leone XIII, a cui eravamo stati invitati da Mons. Vigano: la risposta data dal segretario del Card. Joseph Ratzinger, Mons. Joseph Clemens, allora segretario del Prefetto delle Congregazione per la Dottrina della Fede, in data 3-12-1987, in cui egli scrive che “per incarico di Sua Eminenza il Card. Ratzinger ho il gradito compito di comunicarle che nulla osta da parte del Magistero della Chiesa affinché i fedeli recitino privatamente l’Esorcismo di Leone XIII a proprio beneficio spirituale”.

Siccome avevo aderito con tutto il cuore alla richiesta di Mons. Viganò, e nonostante tante messe in guardia avevo proceduto a pregare l’Esorcismo lo scorso sabato santo, avevo cercato di portare argomenti pro liceitate, soprattutto per difendere il valoroso Prelato già sotto tiro per tante questioni. Ora una nuova importante testimonianza prova che non ci eravamo sbagliati.

Credo che questa risposta convalidi la mia recezione delle norme canoniche che ben distinguono l’esorcismo pubblico e solenne, cioè quello rivolto verso gli ossessi, e che può essere pregato solo dall’Ordinario del luogo o da un sacerdote dallo stesso autorizzato, e l’esorcismo semplice e privato, che può essere pregato – ovviamente con tutta la prudenza del caso – anche dai semplici fedeli laici.

Ripercorro tutta la storia delle mie argomentazioni, per meglio comprendere la logicità della risposta del Card. Ratzinger del 3-12-1987.

————————————————————————————————————————

Nei giorni scorsi mi ero espresso in modo favorevole alla liceità della recita dell’Esorcismo contro satana e gli angeli ribelli, per rispondere alla quanto mai opportuna e lodevole richiesta di Mons. Viganò [https://tinyurl.com/invito-vigano].

Avendo poi riletto meglio il “Comunicato dell’Associazione Internazionale Esorcisti circa l’utilizzo dell’esorcismo di Leone XIII” [https://tinyurl.com/esorcisti-vs-vigano] del 9 aprile 2020, ho ritenuto che gli argomenti ivi addotti avessero un certo peso, sebbene non fossero del tutto decisivi (ritenevo la questione aperta).

Riporto, tra i vari argomenti portati nel Comunicato, i due che avrebbero potuto essere decisivi:

1) Viene riportata l’indicazione rubricale delle edizioni più recenti del Rituale Romanum: “Sequens exorcismus recitari potest ab Episcopis, nec non a Sacerdotibus, qui ab Ordinariis suis ad id auctoritatem habeant” (= Il seguente esorcismo può essere recitato dai Vescovi, e così pure dai Sacerdoti che dai loro Ordinari ne abbiano l’autorizzazione)

2) viene portato come argomento l’indulgenza concessa da Papa Leone XIII “Sacerdotibus ab Ordinariis suis legitime ad id auctoritatem habentibus” (= Ai sacerdoti aventi da parte degli Ordinari legittimamente autorità a ciò).

In base a questi argomenti, secondo il Comunicato, la preghiera di Leone XIII può essere recitata solo da sacerdoti autorizzati.

A mio avviso detta conclusione rimaneva dubbia per i seguenti motivi:

  1. La rigorosa normativa canonica
  2. Gli argomenti della lettera non mi sembravano decisivi
  3. A) La rigorosa normativa canonica

“Nemo exorcismos *in obsessos* proferre legitime potest, nisi ab Ordinario loci peculiarem et expressam licentiam obtinuerit” (Can. 1172 – § 1).

[Nessuno può proseguire legittimamente esorcismi sugli osssessi se non per sé non abbia ottenuto dall’ordinario del luogo una peculiare ed espressa licenza]

Ora, tra i principi ermeneutici del diritto , ne vengono qui buoni due:

  1. I) Odiosa sunt restringenda(Le cose odiose sono da restringere)

Cioè i divieti sono da restringersi ai casi in cui è sicuro che vadano applicati.

  1. II) Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit(Dove la legge ha voluto ha detto, dove non ha voluto ha taciuto)

Detto questo, esaminiamo la specie della proposizione di cui il canone si compone: si tratta di una particolare negativa:

[alcuni esorcisimi] non [si possono fare a certe condizioni]

La natura particolare è data dalla specificazione “in obsessos” [sugli ossessi]. Ciò rende l’affermazione ben diversa dalla universale, “tutti gli esorcismi non si possono fare a certe condizioni”.

Quindi, se sono proibiti gli esorcismi “in obsessos”, non si evince che siano proibiti gli esorcismi “in non obsessos”, e tanto più quelli “in non homines”, ma semplicemente “ad diaboli potentiam reducendam” (per ridurre la potenza del diavolo).

E quindi, potendo restringere i divieti a ciò che sicuramente e certamente vietato (broccardo I) e ritenendo che il legislatore, se avesse voluto estendere l’obbligo del permesso dell’ordinario a tutti gli esorcismi, lo avrebbe scritto (broccardo II), e non avrebbe invece limitato la necessità di detto permesso agli ossessi, ne inferisco che tutti i christifideles possono recitare la preghiera di Leone XIII, quando non in obsessos.

Naturalmente con prudenza ed evitando ogni abuso. Ma il pericolo di abusi non toglie l’oggettivo valore della norma.

Mi era stato fatto fatto notare la seguente raccomandazione della C.d.F, nella Lettera agli Ordinari riguardante le norme sugli esorcismi, del 29 settembre 1985 [https://tinyurl.com/lettera-vescovi-esorcismo]:  “i Vescovi sono invitati a vigilare affinché – anche nei casi in cui è da escludere una vera possessione diabolica – coloro che sono privi della debita facoltà non abbiano a guidare riunioni durante le quali vengono usate, per ottenere la liberazione, preghiere nel cui decorso i demoni sono direttamente interrogati e si cerca di conoscerne l’identità”.

E quindi la C.d.F estenderebbe l’ampiezza del divieto. Ma detta estensione non riguarda il nostro caso: infatti, nella preghiera che Mons. Viganò ci ha invitato a dire, non si interroga direttamente il demonio né si cerca di conoscerne l’identità; quindi detta raccomandazione della C.d.F non è pertinente al caso nostro.

Abbiamo infatti scongiurato tutti i demóni senza fare domande e senza che ci importasse alcunché di sapere i loro nomi.

  1. B) Gli argomenti della lettera non mi sembravano decisivi

I argomento: l’indicazione rubricale secondo la quale l’esorcismo di Leone XIII può essere recitato soltanto dai Vescovi, e così pure dai Sacerdoti che dai loro Ordinari ne abbiano l’autorizzazione.

Rispondo: Nelle edizioni più antiche del rituale (ad esempio in quella che ho io del 1913), in cui la preghiera è proposta editorialmente distaccata dall’esorcismo sugli ossessi, non compare la rubrica citata nel comunicato; il che depone a favore della necessità di autorizzazione solo nel caso l’esorcismo debba essere compiuto sugli ossessi, cioè che abbia le caratteristiche di esorcismo pubblico e solenne.
La rubrica comparve infatti da quando nel rituale furono raggruppati due forme di esorcismo nel TITULUS XI, il cui capitolo I introduttivo è intitolato “De exorcizandibus obsessis a daemonio”: sotto questo titolo furono riunite il Caput II “Ritus exorcizandi obsessos a daemonio” e il Caput III “Exorcismus in Satanam et Angelos apostaticos”. Si suppose cioè di avere a che fare sempre con degli ossessi, ed è ragionevole la specificazione dell’autorizzazione richiesta. Nelle edizioni precedenti, dove la preghiera era posta separatamente, cioè dove si intendeva né più né meno che il titolo (Esorcismo contro satana), non si parlava di autorizzazioni dell’Ordinario. Vedi foto in calce.

II argomento: l’indulgenza concessa da Papa Leone XIII “Ai sacerdoti aventi da parte degli Ordinari legittimamente autorità a ciò”.

Rispondo: Un’indulgenza concessa a chi “ha le carte in regola” (legitime ad id auctoritatem habentibus) non implica che debba essere richiesta in tutti i casi l’autorizzazione; perché non mettere direttamente negli “Acta” la necessità di autorizzazione all’inizio della preghiera, proprio come nelle edizioni più recenti del rituale? L’indulgenza sembrerebbe concessa a chi recita la preghiera nel dovuto modo, a seconda dei casi.

Conclusioni

Questi erano i dubbi sugli argomenti portati nel Comunicato. Quando il contesto prossimo di una norma dà adito a dubbi, allora possiamo ricorrere al contesto remoto, costituito, nel nostro caso, dal canone 1172 § 1 del Codice di Diritto Canonico, da me esaminato sopra; secondo detto testo, l’unico permesso necessario è quello per gli esorcismi sugli ossessi. Cf. anche le osservazioni del Codice di Diritto Canonico Commentato, a c. della Redazione di Quaderni di Diritto Ecclesiale, Milano: Ancora 2017/4, pp. 959-60.

Concludevo scusandomi per il modo forse troppo deciso con cui avevo inizialmente preso “di petto” il comunicato dei cari confratelli esorcisti; rimanevo della mia idea, secondo la quale è possibile, nel caso di esorcismi privati e semplici, pur con tutte le cautele e con grande prudenza, che tutti i fedeli possano recitare  la preghiera di Leone XIII. Ricordiamoci che S. Caterina da Siena era una laica, e, in virtù del Battesimo, ha potuto liberare degli ossessi. È vero che di S. Caterina ce ne è una, ma è anche vero che il Rituale non è riservato ai grandi Santi.

Potevo anche far notare non è mai stata negata autoritariamente ai laici la possibilità di recitare l’esorcismo della Medaglia di San Benedetto, dove si impreca direttamente il demonio (“Vade retro satana, sunt mala qual libas, ipse venenum bibas” = “vattene satana, sono cattive le cose che propini, tu stesso bevi i veleni”): è sempre chiaro che, alla luce delle vigenti norme, non è possibile recitare questo breve esorcismo in obsessos, se non da un Vescovo o da un sacerdote autorizzato.

Non mancano neppure libri con tanto di imprimatur che dicono apertamente che è lecito per i fedeli recitare l’esorcismo: ad esempio Il libro blu, Bergamo:Kolbe 2014, con imprimatur “Datum Massae. die IV mensis octobris MCMXCVII † Eugenius Binini Episcopus Massensis-Apuanus”, p. 195. Analogamente in un libro di preghiere edito dalla FSSPX.

Detto questo, ritengo che gli argomenti portati nel Comunicato abbiano un certo peso e valore, e ritenevo che solo un responso delle Congregazioni competenti possa chiarire definitivamente la questione. Nel frattempo, in certis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas

Ma proprio in queste ore un nuovo argomento favorevole alla liceità della recita privata dell’esorcismo: la risposta data dal segretario del Card. Joseph Ratzinger, Mons. Joseph Clemens, allora segretario del Prefetto delle Congregazione per la Dottrina della Fede, in data 3-12-1987, in cui egli scrive che “per incarico di Sua Eminenza il Card. Ratzinger ho il gradito compito di comunicarle che nulla osta da parte del Magistero della Chiesa affinché i fedeli recitino privatamente l’Esorcismo di Leone XIII a proprio beneficio spirituale”.

Credo che questa risposta convalidi la mia recezione delle norme canoniche che ben distinguono l’esorcismo pubblico e solenne, cioè quello rivolto verso gli ossessi, e che può essere pregato solo dall’Ordinario del luogo o da un sacerdote dallo stesso autorizzato, e l’esorcismo semplice e privato, che può essere pregato – ovviamente con tutta la prudenza del caso – anche dai semplici fedeli laici.

Aggiungo che le tristi circostanze presenti ci spingono a studiare a fondo il problema della causalità diabolica sulle malattie: è chiaro infatti che un esorcismo non è contro un virus (sebbene possa essere recitata la benedizione deprecatoria contro gli animali nocivi), ma contro il demonio che sicuramente può influenzare, per permissione divina e con un maggior potere sul mondo concessogli dai peccati personali, anche la diffusione di un’epidemia: Come? Sarebbe doveroso un approfondimento teologico.

Qui sotto la foto di pag. 173* del Rituale Romanum, ed. Typica 1913 (Pustet), senza l’indicazione rubricale “Sequens exorcismus recitari potest ab Episcopis, nec non a Sacerdotibus, qui ab Ordinariis suis ad id auctoritatem habeant” (Il seguente esorcismo può essere recitato dai Vescovi, e così pure dai Sacerdoti che dai loro Ordinari ne abbiano l’autorizzazione), in quanto distaccato tipograficamente dalle preghiere sugli ossessi.

Don Alfredo Maria Morselli

 

§§§




 

STILUM CURIAE HA UN CANALE SU TELEGRAM

 @marcotosatti

E ANCHE SU VK.COM

stilumcuriae

SU FACEBOOK C’È LA PAGINA

stilumcuriae




SE PENSATE CHE

  STILUM CURIAE SIA UTILE

SE PENSATE CHE

SENZA STILUM CURIAE 

 L’INFORMAZIONE NON SAREBBE LA STESSA

 AIUTATE STILUM CURIAE!

ANDATE ALLA HOME PAGE

SOTTO LA BIOGRAFIA 

OPPURE CLICKATE QUI 




Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa” fino a quando non fu troppo molesto.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina


LIBRI DI MARCO TOSATTI

Se siete interessati a un libro, cliccate sul titolo….


Viganò e il Papa


FATIMA, IL SEGRETO NON SVELATO E IL FUTURO DELLA CHIESA

Fatima El segreto no desvelado

  SANTI INDEMONIATI: CASI STRAORDINARI DI POSSESSIONE

  PADRE PIO CONTRO SATANA. LA BATTAGLIA FINALE

  Padre Pío contra Satanás

La vera storia del Mussa Dagh

Mussa Dagh. Gli eroi traditi

Inchiesta sul demonio

Condividi i miei articoli:

Libri Marco Tosatti

Tag: , , , ,

Categoria:

19 commenti

  • MARIO ha detto:

    Don Alfredo Morselli, nel suo articolo, fa riferimento al 1° Comunicato (d.d. 09.04.2020) dell’ “Associazione Internazionale Esorcisti”. Trattasi di un comunicato molto stringato. Vedi al seguente link:
    https://aiepressoffice.com/it/2020/04/09/comunicato-dellassociazione-internazionale-esorcisti-circa-lutilizzo-dellesorcismo-di-leone-xiii/

    Successivamente però la stessa “Associazione Internazionale Esorcisti” ha pubblicato un 2° Comunicato (d.d. 14.04.2020) di CHIARIMENTI sull’esorcismo di Leone XIII. Questo mi sembra molto esauriente. Vedi al seguente link:
    https://aiepressoffice.com/it/2020/04/14/chiarimenti-sullesorcismo-di-leone-xiii/

    Così ognuno può fare le sue valutazioni, con maggior cognizione di causa, e trarre le proprie conclusioni.

    • Alessandro ds ha detto:

      Grazie Mario.
      A conferma di ciò che ho detto io poco fa. Recitare p’esorcismo di Leone xiii per liberare luoghi o oggetti o persone terze è pericoliso, perché il demonio si incavola e attacca e vessa chi ha osato provare impargli un ordine senza averne l’autorità e la potenza di farlo.
      Cioè tu provi a dare un ordine al demonio e lui invece di.obbedire all’ordine ti attacca. Se sei esorcista o Vescovo invece il demonio è costretto a obbedire.
      Addirittura loro dicono che nemmeno come preghiera privata personale si può recitare, questo non lo sapevo, anche perché io sapevo che in modo privato si potesse.

      • MARIO ha detto:

        Vorrei anche aggiungere un’altra considerazione: non credo che una lettera dell’allora Segretario del Card. Ratzinger (lettera di cui non viene fornito alcun riferimento che ne attesti l’autenticità) possa essere considerata un documento magisteriale.

        Questa lettera inoltre sarebbe smentita da un documento, questo sì autentico, dell’allora Card. Ratzinger (d.d. 29.09.1985), nel quale (al punto 2.) si vieta ai fedeli la recita dell’esorcismo di Leone XIII. Vedi al link sottostante:
        https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19850924_exorcism_it.html

        • Marco Tosatti ha detto:

          Come avrà letto, qui si tratta di preghiere di liberazione SU persone che si pensa abbiano problemi. Non c’entra niente con la recita personale e privata, cioè come preghiera, non come strumento da esercitare in presenza di una persona da liberare. Sono due cose diverse.

          • Alessandro ds ha detto:

            Con la parola “privatamente” si intende per se stessi, da soli e per se stessi, con l’intwnzione di preghiera indirizzata a se stesso.
            Non si intende “privata” nel senso non pubblicamente.
            L’intenzione di Viganò e di chi si è unito alla preghiera era di pregare per la liberazione della chiesa, cioè di “un luogo presubilmente con problematiche che richiedono quel tipo di preghiera”.
            Quindi pregando un esorcismo per liberare un luogo infestato, è esattamente come se si prega per una persona con il medesimo problema, quindi è vietato per un laico ed è vietato anche per un sacerdote. Solo i Vescovi e gli esorcisti lo possono fare. Nemmeno i sacerdoti possono farlo, figuriamoci i laici.
            Sapete bene tutti quanti quanto detesto Bergoglio e anche io credo che siamo negli ultimi tempi, dove satana si è infiltrato nella chiesa….quindi sapete che se che quella preghiera non si può fare non lo faccio per pregiudizio. È perché ho affiancato un esorcista per diverso tempo e lo so, perche me lo ha insegnato lui.
            Strano non lo sappia Viganò.

  • Alessandro ds ha detto:

    Guardate, che i laici possono pregare esorcismi solo.ed esclusivamente per se stessi, per “autochiedere” la liberazione, dando ordine al demonio che è dentro di loro o che li vessa.
    Cosa diversa invece quando la l’esorcismo è rivolto alla liberazione di un luogo, o di un altra persona.
    Ciò perché l’esorcismo consiste nel dare un “ordine diretto al demonio”, per avere potere per dare un ordine diretto al demonio bisogno avere il ministero di farlo ( esorcista ).
    Ma questo monper un discorso di narcisismo o di superiorità.
    Ma per il semplice discorso che il demonio quando riceve un ordine diretto da una persona che non ha alcun potere su di lui ( un laico ) si incavola e attacca la petsona che ha osato cercare di dargli un ordine. È un discorso di sicurezza sua e di chi sta vicino.
    Cosa diversa è la preghiera di liberazione, che non è un ordine diretto al demonio, ma è una richiesta fatta a Dio di liberare la persona, è una intercessione a Dio.
    Ora, è palesa palese che quella preghiera di esorcismo era diretta per un luogo o petsone terze. Quindi chi continua a non ammettere questo mente.
    Semplicemente chi ha pregayo l’esorcismo per la liberazione di un luogo o persone terze ha disobbedito alla chiesa e ha messo in pericolo la sua incolumità e quella degli altri.
    Il punto non è se un laico può pronunciare o no un esircismo, il punto è verso xhi lo dirige, quale è l’intenzione mentre lo fa.
    Sono cose che sanno anche i bambini…

  • giulia anna anna meloni ha detto:

    grazie, molto utile questi ulteriori chiarimenti anche se non abbiamo mai dubitato della verità nell’invito di mons.VIGANO’ che abbiamo eseguito a nostro personale beneficio spirituale.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    domanda: ma l’associazione degli esorcicci, in questo caso dimostratasi più realista del re, non aveva niente di meglio da fare?…

    • stefano raimondo ha detto:

      Ma infatti è più credibile l’Esorciccio di questa “Associazione Internazionale Esorcisti”. 🙂

  • Iginio ha detto:

    La Benedizione Deprecatoria contro gli animali nocivi la poteva recitare solo il sacerdote delegato dal vescovo e comunque non si usa più (non c’è nel Benedizionale).

  • Donna ha detto:

    Grazie di aver chiarito una volta per tutte la diatriba che penso abbia creato non pochi scrupoli di coscienza a noi laici se avevamo agito correttamente nel recitarlo.
    Grazie a papa Benedetto XVI , come sempre in soccorso per affermare la Verità in mezzo alla dilagante confusione. Che il Signore lo conservi a lungo, faro per noi tutti.

  • Sconsolata ha detto:

    È opera demoniaca anche il pescare nel torbido e addebitare errori e colpe infondati a persone non certo inclini a comportamenti dettati da pulsioni incontrollate e da intenzioni malevoli.

  • Marco Matteucci ha detto:

    Insieme alla Preghiera a San Michele Arcangelo, recitate sempre il Salmo 91 per invocare la Protezione dell’Altissimo.

    In tutta umiltà, vi consiglierei di impararlo a memoria, non è né lungo né difficile da apprendere:

    SALMO 91

    I) Tu che abiti al riparo dell’Altissimo
    e dimori all’ombra dell’Onnipotente,

    II) dì al Signore: “Mio rifugio e mia fortezza,
    mio Dio, in cui confido”.

    III) Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
    dalla peste che distrugge.

    IV) Ti coprirà con le sue penne
    sotto le sue ali troverai rifugio.

    V) La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;
    non temerai i terrori della notte
    né la freccia che vola di giorno,

    VI) la peste che vaga nelle tenebre,
    lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

    VII) Mille cadranno al tuo fianco
    e diecimila alla tua destra;
    ma nulla ti potrà colpire.

    VIII) Solo che tu guardi, con i tuoi occhi
    vedrai il castigo degli empi.

    IX) Poiché tuo rifugio è il Signore
    e hai fatto dell’Altissimo la tua dimora,

    X) non ti potrà colpire la sventura,
    nessun colpo cadrà sulla tua tenda.

    XI) Egli darà ordine ai suoi angeli
    di custodirti in tutti i tuoi passi.

    XII) Sulle loro mani ti porteranno
    perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

    XIII) Camminerai su aspidi e vipere,
    schiaccerai leoni e draghi.

    XIV) Lo salverò, perché a me si è affidato;
    lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.

    XV) Mi invocherà e gli darò risposta;
    presso di lui sarò nella sventura,
    lo salverò e lo renderò glorioso.

    XVI) Lo sazierò di lunghi giorni
    e gli mostrerò la mia salvezza.

  • GMZ ha detto:

    Roma locuta, e meno male: tutto il latinarum del mondo non sarebbe riuscito nell’impresa di dimostrare il fumus persecutionis che si percepisce ogni volta che si palesa Viganò.
    Tié!

    • Pier Luigi Tossani ha detto:

      Viganò fin dall’inizio si era rivolto ai soli sacerdoti e vescovi.

      Comunque, dice nell’articolo, che suppongo tu non abbia letto, che

      “Ma proprio in queste ore un nuovo argomento favorevole alla liceità della recita privata dell’esorcismo: la risposta data dal segretario del Card. Joseph Ratzinger, Mons. Joseph Clemens, allora segretario del Prefetto delle Congregazione per la Dottrina della Fede, in data 3-12-1987, in cui egli scrive che “per incarico di Sua Eminenza il Card. Ratzinger ho il gradito compito di comunicarle che nulla osta da parte del Magistero della Chiesa affinché i fedeli recitino privatamente l’Esorcismo di Leone XIII a proprio beneficio spirituale”.

      Giusto per…

      vade retro, Satana!….

      • GMZ ha detto:

        Caro Tossani,

        il mio intervento non brilla per chiarezza; quel che volevo dire, è che è una fortuna che ci sia stato quel chiaro pronunciamento in favore della “recitabilità” dell’esorcismo di Leone XIII da parte della generalità dei fedeli. Altrimenti nessun azzeccagarbugli sarebbe riuscito a rintuzzare gli attacchi dei soliti personaggi che non perdono occasione di perseguitare il Viganò.
        Ossequi!

  • Catholicus ha detto:

    Dal Vangelo di oggi: ma è giusto il passo di Gv 20,31 “beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!», o non è più giusta la formula “beati quelli che pur non avendo visto, crederanno” ? mi sembra che ci sia stata una certa polemica in passato su questo passo del Vangelo di San Giovanni. La formula attuale è stata forse manipolata e riscritta dal clero post CV II ?

    • MINIMUS ha detto:

      E’ giusto: “hanno creduto” perché sia nel testo in greco, sia in quello in latino il verbo è al passato.