San Teodoro Martire (non Sacrificò agli Dei), la Pachamama e i Vescovi di oggi. Benedetta De Vito.

3 Luglio 2024 Pubblicato da Lascia il tuo commento

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, la nostra Benedetta De Vito offre alla vostra attenzione queste meste riflessioni su un santo eroico, e i nuovi idoli della Chiesa attaule. Buona lettura e riflessione.

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Sudava bianco e boccheggiava nello scirocco ieri pomeriggio, il ridente paesino di San Teodoro dove mi sono recata per cercare di procurarmi (invano) tante copie di Cuoresardo per la presentazione che si farà a Porto San Paolo il 9 luglio. Camminavo lungo lo stradone che collega il centro del paese all’orientale sarda e pensavo, scrollandomi di dosso le cure del mondo (che sono tante), al dolce santo, un soldato romano, che qui è patrono e venerato insieme a Madre Teresa di Calcutta (co-patrona)  in questa piccola comunità dove , fin da bambina, sono venuta per la Santa Messa domenicale. Cammino e penso e appena mi trovo, sulla destra, la chiesa intitolata al Santo, il richiamo è forte, non posso resistere. Entro e giù d’un rigo, dai, con me.

Mi trovo, eccomi, nella chiesa che mi vedeva bimba con i tanti fratelli e i genitori. E ora sono sola.

Sola, naso a naso con San Teodoro che mi sta di fronte. E’ vestito da legionario, in rosso e argento e in mano tiene una piccola palma, che rappresenta il suo martirio. Lo guardo, osservo il grande Gesù Crocifisso che tiene sui lati del legno orizzontale i due santi patroni, e mi perdo nella preghiera.

Non mi chiama, nossignore, il piccolo grande Teodoro, dono di Dio, ma la sua storia è a me nota e so che egli morì, di morte atroce, per non aver voluto sacrificare agli dei pagani.

Morì e la sua memoria era cara alla Serenissima che poi lo sostituì con San Marco. Ed è cara ai sardi che qui, nel suo giorno, l’onorano. Ma penso e una risposta non so darmela: San Teodoro morì per essersi rifiutato di bruciar l’incenso agli dei pagani e il suo tributo di sangue e sofferenza fu la vita stessa.

E allora, perché, mi dico i nostri vescovi, che dovrebbero essere pastori e innamorati di Teodoro, nelle nostre chiese introducono diavoli, diavolesse, demoni e altre sconcerie passate per arte? Perché a San Pietro ha fatto brutta mostra di sé la divinità crudele andina detta Pachamama? Perché si sono celebrate Messe con evocazione di spiriti dell’antico Messico, degli indiani d’america e di altre balordaggini solenni?

Perché non si vuol dire chiaro e tondo che l’ecumenismo viene dal diavolo perché solo la Santa Romana Chiesa e il Cattolicesimo sono la vera e unica religione, l’unica via che conduce alla Trinità?

Caro, piccolo Teodoro, tu hai dato la vita per dire che non c’è altra strada che il Cristo, morto e risorto, e ora, tradito, abbandonato, resti come statua muta in una piccola chiesa sarda. E sei come me, impotente. Non hai neanche la voce che io, oggi, ti impresto.

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