Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il prof. bernardino Montejano, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su un elemento fobdamentale dell’umana convivenza. Buona lettura e diffusione.
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RICONQUISTARE IL RISPETTO
Uno dei testi di guerra più importanti di Saint-Exupéry è “Lettera a un ostaggio”, e in esso troviamo un appello che sembra rivolto agli argentini del nostro tempo: “Rispetto per l’uomo! Rispetto per l’uomo! Se il rispetto per l’uomo è radicato nei cuori degli uomini, essi finiranno per elevare al potere il sistema sociale, politico o economico che consacrerà questo rispetto”.
Anche il grande poeta Charles Péguy mostrò la sua preoccupazione per l’argomento quando scrisse nella sua opera “Denaro”: “Rispetto per gli anziani, per i genitori, per i parenti… Rispetto per le donne. Rispetto per la famiglia, rispetto per la casa. Rispetto per lo strumento e per la mano, quello strumento supremo. Che fine ha fatto tutto questo?”
Tutto ciò sembra essere stato dimenticato tra noi, e su “La Nación” del 25 aprile appare un articolo di Daniel Gigena dal titolo: “L’aggressività è di moda. Insulti alla Fiera e una cultura impoverita”.
Il giornalista non si riferisce a una fiera di quartiere nella città di Buenos Aires, né alle periferie sofferenti ed emarginate, bensì all’inaugurazione della Fiera del Libro di Buenos Aires, nell’arena centrale di La Rural, che definisce “l’evento culturale più importante del Paese”.
L’articolo fa riferimento al rispetto, che “non ha ideologia. Non è né di sinistra né di destra”. E da quello che abbiamo visto, rimane vistosamente assente dai nostri dibattiti pubblici.
Cita poi Santiago Kovadlodff, il quale descrive con parole appropriate gli attuali detentori del potere e coloro che li hanno preceduti: “Un governo che si vanta di non odiare abbastanza il giornalismo, che usa un linguaggio volgare come strumento appropriato per disprezzare i suoi avversari… non può essere credibile quando afferma di dare valore alla cultura”.
“Ma quando le voci di chi lo condanna provengono dai tre governi precedenti… è doveroso ricordare che a loro manca ogni autorità morale… Quanto accaduto alla Fiera del Libro è stato… un segno inequivocabile del ruolo che l’ideologia continua a svolgere nell’impoverimento della nostra cultura.”
Interpellato in merito, Tomás Abraham ha riassunto la sua opinione in una sola frase: “Fischiare, insultare, umiliare, attaccare, è di moda”.
L’articolo include la testimonianza della scrittrice María Rosa Lojo, la quale afferma: “Credo sia giunto il momento di imparare l’arte del rispetto” e cita come esempio l’ammirevole atteggiamento del pubblico sudcoreano .
In quel paese asiatico, “mentre qualcuno parla, ascoltano attentamente senza interrompere. Questo non significa che la pensino come l’oratore, né che siano d’accordo. Poi, con lo stesso rispetto, pongono tutte le domande e sollevano le obiezioni che ritengono pertinenti. Come società saremo migliorati il giorno in cui accetteremo di ascoltare opinioni e affermazioni che non condividiamo, semplicemente ascoltandole, il che non significa approvare ciò che gli altri dicono, ma piuttosto accettare il loro diritto di esprimerlo ed essere ascoltati”.
L’articolo contiene anche una citazione incisiva della scrittrice Ana María Shua: “Se il governo sostiene davvero la cultura, lo fa con tale intelligenza e saggezza che nessuno se ne accorge”.
Il direttore Alejandro Katz, che non ha partecipato all’evento, ha espresso anche lui la sua opinione: “Non mi interessano i discorsi dei buoni, né quelli dei cattivi. Lo scopo principale della vita pubblica oggi è ricevere gli applausi della propria gente e i fischi degli altri, che è la misura principale del proprio successo: più ti insultano, meglio è.”
La vita pubblica di oggi è come nel calcio, dove a nessuno importa di quello che succede in campo, ma piuttosto di scontrarsi con gli altri tifosi. E Katz conclude: “Speriamo di non finire come nel calcio, con un solo gruppo di tifosi nello stadio”.
Perché la verità è che questo governo materialista ed economicista, nonostante la sua retorica libertaria, non ha alcun interesse per la cultura, e ancor meno per le sue radici spirituali. E in questo contesto, è impossibile recuperare il rispetto necessario per una sana vita sociale.
Buenos Aires, 28 aprile 2026.
Bernardino Montejano
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