G@z@, Libano. I$r@ele Uccide Decine di Civili nella “Tregua”. Bibi: non ce ne Andremo da Gaza.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione su quanto sta accadendo in Medio oriente. Buona lettura e condivisione.

§§§

Il primo è questo post su Instagram. Cliccate sul collegamento per vedere il video.

 

gaza 15 mag

 

Nella notte tra il 15 e 16 maggio un raid aereo israeliano prende di mira un edificio residenziale di cinque piani che ospita famiglie sfollate nel quartiere di al-Rimal a Gaza City provocando un vasto incendio e intrappolando all’interno famiglie, tra cui molte donne e bambini.

Gli attacchi uccidono 8 persone e ne feriscono più di 45.

I giornali italiani riportano la seguente notizia: “Raid israeliano contro il capo di Hamas”.

I civili uccisi, evidentemente, non fanno notizia per la stampa italiana.

Dalla tregua di ottobre 2025 Israele ha ucciso almeno 1000 palestinesi a Gaza dopo averne ucciso oltre 250,000 da ottobre 2023.

Il 15 maggio l’esercito israeliano uccide almeno 6 persone in Libano.

Tra queste, come riporta la reporter @courtneybonneauphotography operativa dal Libano, tre paramedici della Protezione Civile con attacchi double tap davanti alla loro ambulanza.

Dal 2 marzo scorso Israele ha ucciso almeno 108 paramedici in Libano.

Durante il “cessate il fuoco” del 17 aprile tra Israele e Libano, l’IDF ha ucciso 657 persone.

Complessivamente, almeno 2.951 persone sono state uccise e 8.988 ferite negli attacchi israeliani dal 2 marzo.

Il 15 maggio Israele e Libano hanno approvato l’estensione per altri 45 giorni del cosiddetto “cessate il fuoco”.

#gazagenoci̇de #lebanonunderattack

***

Poi c’è questo commento su LinkedIn dell’avvocato Antonino Polimeni, a cui va il nostro grazie:

Il parlamento israeliano ieri ha approvato una legge che crea tribunali speciali per processare i palestinesi accusati di aver partecipato agli attacchi terroristici e al genocidio contro il popolo israeliano.

Fin qua, nulla di nuovo. Però la nuova legge cambia le regole.

In quei processi la giurisdizione viene costruita politicamente, si ammettono prove anche solo indiziarie o ottenute in condizioni coercitive, vengono abbassati gli standard processuali ordinari e viene prevista la pena di morte applicabile ai palestinesi imputati – con una legge separata già approvata a marzo che la esclude invece per gli israeliani.

I processi verranno filmati e trasmessi in diretta su un sito dedicato. Ora capiamoci, parlo da giurista. Non giudico i crimini (in questo post), non sto da una parte o dall’altra (in questo post). Il mio, qui, è un discorso assolutamente tecnico.

E vi dico che le guerre, come quelle in corso, su cui noi abbiamo le nostre idee, in realtà si giudicano con la storia. L’uso della forza si valuta con il tempo, con le proporzioni, con le versioni contrapposte, anche se ognuno di noi ha le sue certezze oggi.

Ma i tribunali no. I tribunali parlano da soli, perché rivelano davvero cosa uno Stato pensa di se stesso.

Le abbiamo già viste queste cose. Sappiamo dove portano.

Lì, esatto, proprio lì.

Tre elementi, storicamente, bastano a identificarlo.

Il primo: il giudice perde la terzietà, perché l’autorità politica – nel caso di Israele il ministro della Difesa – controlla l’implementazione della legge e risponde solo a una commissione parlamentare, senza supervisione giudiziaria indipendente.

Il secondo: la prova viene sganciata dalla verità e agganciata all’utilità, perché ammettere elementi indiziari o ottenuti sotto coercizione significa che il processo serve a confermare una colpa già decisa e non ad accertarla.

Il terzo: la pena diventa asimmetrica per categoria etnica, il che trasforma il diritto penale da sistema universale a strumento di controllo su un gruppo specifico.

Quando questi tre elementi compaiono insieme in un impianto legislativo, come avviene nella nuova legge israeliana, il sistema non è un sistema giustiziario. Ha una forma diversa, che conosciamo. Ha un nome diverso, che conosciamo. Ah e lo streaming in diretta è chiaro a cosa serve. Serve a tenere vivo il trauma degli attentati come narrazione politica permanente (pensavate che servisse a garantire trasparenza?).

Quello che sta succedendo in Israele oggi vale come segnale, indipendentemente da qualsiasi altra valutazione su guerra o genocidio. Vale come segnale perché riguarda la struttura, a prescindere dai contenuti.

Se hai ha a cuore lo stato di diritto – che tu sia israeliano, palestinese, libanese, meloniano, leghista, attivista, cattolico, buddista, vegetariano, uomo, donna, cane – faresti bene a guardare con moltissima attenzione.

Antonino Polimeni

***

E poi ci sono questi due post, che aiutano a capire quali siano i piani del governo di Tel Aviv. Ecco il primo, cliccate sul collegamento per vedere il video.

netanyahu gaza

“Oggi controlliamo il 60% di Gaza…domani vedremo”.

Lo dice senza alcuna esitazione, anzi con orgoglio il premier israeliano Benjamin Netanyahu davanti ad un pubblico in estasi che gli rivolge una standing ovation.

Durante una cerimonia per la Giornata di Gerusalemme, Netanyahu ha ammesso pubblicamente che Israele ora occupa illegalmente oltre il 60% della Striscia.

Come sottolinea la politologa @assalrad_ commentando il video di Netanyahu: “Il fatto che lo dica apertamente dovrebbe essere riportato da tutti
i giornali”.

Ma evidentemente l’occupazione illegale in palese violazione dei termini di “tregua” non sembra per i media una notizia degna di nota.

Dopo la “tregua”, il controllo israeliano era segnato dalla cosiddetta “Linea Gialla”, identificata sul terreno da blocchi di cemento dipinti di giallo. In base ai termini del cessate il fuoco, la Linea Gialla copriva circa il 53% dell’enclave.

Ad aprile Israele ha pubblicato senza annunci ufficiali le nuove mappe della Striscia di Gaza.

Nelle nuove mappe, la Linea Gialla è ancora visibile ma accanto compare una linea arancione che delimita una zona ampliata dell’11% rispetto alla Linea Gialla.

Nel complesso, le zone occupate da Israele coprono quasi due terzi di Gaza.

L’aumento dell’occupazione provoca nuove ondate di sfollamenti forzati ed è accompagnato da attacchi aerei, bombardamenti, sparatorie che hanno ucciso almeno 1000 palestinesi dalla “tregua”.

Migliaia di palestinesi sfollati si trovano ora all’interno di una zona sempre più ristretta, i cui confini possono essere modificati dall’esercito israeliano in qualsiasi momento.

E trovarsi in aree dai confini incerti a Gaza significa essere bersagli certi dell’esercito israeliano.

Credits mappa in slide @qudsn

Leggi l’articolo di @orceanwall

#gazagenoci̇de #netanyahu

***

Ed ecco il secondo. Cliccate sul collegamento per il video.

gvir 1 gvir 2 gvir 3

 

“Stabilitevi in ​​Libano! Abbiamo i piani giusti per incoraggiare la migrazione da Gaza e per attuare la migrazione anche dalla Cisgiordania. Non abbiate paura di alcuna pressione.”

Così il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir intervenuto a un evento per le celebrazioni per la Giornata di Gerusalemme.

All’incontro ha preso parte anche il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich che ha dichiarato: “Il popolo d’Israele sta tornando a casa, e questa volta per sempre. L’intera Terra di Israele è nostra, è ora di cancellare finalmente le linee che distinguono tra le aree A, B e C”.

Israele continua a violare quotidianamente il cessate il fuoco a Gaza, in vigore dall’ottobre 2025, dove almeno 1000 persone sono state uccise e altre 2.486 ferite.

In Cisgiordania occupata il governo Netanyahu ha approvato oltre cento nuovi insediamenti e 60.000 unità abitative. Gli insediamenti israeliani sono illegali per il diritto internazionale.

Pochi giorni dopo il “cessate il fuoco” in Libano del 17 aprile il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato che tutte le case e i villaggi sul confine saranno demoliti sul modello di Gaza, gli sfollati non potranno tornare e l’IDF controlleranno il territorio fino al fiume Litani.

Dal 2 marzo, l’esercito israeliano ha ucciso 2.882 persone in Libano. Tra cui almeno 199 bambini.

Dal 2 marzo oltre 1 milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case in Libano.

Come riporta la giornalista @courtneybonneauphotography dal Libano, Israele continua a emettere ordini di sfollamento forzato. L’ultimo in concomitanza con la ripresa dei negoziati per il cessate il fuoco a Washington previsti il 17 maggio. La reporter sottolinea che “lo sfollamento forzato di popolazioni civili è un crimine di guerra”.

Inoltre, come riporta il giornalista @steve_sweeney_journalist sopravvissuto a un bombardamento israeliano in Libano, Israele continua a usare il fosforo bianco contro la popolazione libanese. L’uso di fosforo bianco su aree civili è vietato dal diritto internazionale.

#lebanonunderattack #gazagenocide #westbankunderattack

***

E infine questo post di middleeasteye. Cliccate sul collegamento per il video.

gerus sputi a madonna

Le immagini della CCTV hanno immortalato il momento in cui un gruppo di coloni israeliani ha sputato verso la santuario della Vergine Maria a Gerusalemme.
L’incidente è avvenuto il giorno della “Marcia della Bandiera”, una festività nazionale che segna l’occupazione di Gerusalemme orientale dalle forze israeliane a seguito della guerra del 1967.

§§§

 

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

***

Stilum Curiae lo trovate anche qui:

https://www.instagram.com/sanpietrotos/

https://vk.com/stilumcuriae

https://www.facebook.com/marco.tosatti/

https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822

https://t.me/marcotosatti

www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21

https://x.com/MarcoTosatti

***

banner pro vita

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Se hai letto « G@z@, Libano. I$r@ele Uccide Decine di Civili nella “Tregua”. Bibi: non ce ne Andremo da Gaza. » ti può interessare:

Torna in alto