ROMANA VULNERATUS CURIA E I ROHYNGYA. È SBALORDITO DAL PONTEFICE: ASSOMIGLIA SEMPRE DI PIÙ A GANDHI.

Marco Tosatti

Cari stilumcurialisti, Romana Vulneratus Curia (RVC per gli amici) ha qualche cosina da dire sulle dichiarazioni del Pontefice sull’aereo di ritorno dal Bangladesh. Ancora una volta – non è la prima, né, prevediamo, sarà l’ultima, il capo della Chiesa cattolica ha parlato di terrorismo e religioni, con queste parole: “C’erano gruppi terroristi che cercavano di approfittare dei Rohingya, che sono gente di pace. Sempre c’è un gruppo fondamentalista nelle religioni, anche noi cattolici ne abbiamo. (sottolineatura nostra). I militari giustificano il loro intervento a motivo di questi gruppi. Io non ho scelto di parlare con questa gente, ma con le vittime, con il popolo che da una parte soffriva questa discriminazione e dall’altra era difeso dai terroristi”. Non osiamo pensare quali “estremisti” pensi il Pontefice. Sospettiamo fortemente però che siano quelli che invece  di usare il mitra sgranano rosari ultimo modello, di fabbricazione israeliana, senza rinculo. Pericolosissimi. Non sappiamo neanche chi abbia informato il Pontefice sulla situazione, ma ci sono anche Rohyngya hindu e cristiani, che ahimè non se la passano per niente bene, all’interno di quel popolo, come testimonia questo articolo. E non hanno avuto l’onore di una menzione.

Ma ecco che cosa ne pensa RVC

“Caro Tosatti, più passa il tempo, e più osservo, con apprezzamento, la maturazione di Sua Santità nelle varie occasioni e circostanze. Ma sempre più riconosco in lui aspetti di una figura leggendaria come il Mahatma Gandhi. Le dichiarazioni sul problema dei Rohyngya hanno concorso a ricordarmi infatti Gandhi, detto Bapu. Anche Gandhi riteneva che gli estremisti religiosi fossero ovunque. Anche Gandhi era convinto che tutti si riconoscessero in lui : buddisti, cristiani, musulmani, hinduisti. Anche lui era convinto che la religione musulmana fosse per la non violenza e si dovessero distinguere i terroristi islamici dagli altri, pacifici. Anche Gandhi fondava la sua religione sulla tolleranza che era misericordia positiva. Anche lui predicava il non proselitismo convinto che tutte le religioni fossero vere, avendo un punto di vista sulla verità, ma essendo le religioni nell’uomo ed essendo l’uomo imperfetto anche le religioni sono imperfette, anche se tutte vere. Anche Gandhi era ostile alle istituzioni religiose tradizionaliste. Anche lui è apprezzato da Enzo Bianchi. Cosa manca ? Un Martin Luther King come discepolo ? Non basta un Luther da rivalutare?“.

Certo, Mahatma Gandhi non era molto cattolico, ma che vuoi che siano queste minuzie…siamo nel mondo globale o no?



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90 commenti su “ROMANA VULNERATUS CURIA E I ROHYNGYA. È SBALORDITO DAL PONTEFICE: ASSOMIGLIA SEMPRE DI PIÙ A GANDHI.”

  1. Mi par strano che il camaleonte, questa volta con la pelle da imam ma con la statuetta portafortuna di Lutero in tasca, nella sua collezione panteistica massonica e new age non ha ancora programmato la visita apostolica alla Sala del Regno dei Testimoni di Geova. Forse sarà questa l’ultima figurina da inserire nel suo album della collezione panteistica simile a quello che noi una volta usavamo per la collezione dei calciatori della Panini Editori?

    1. Mah, potrebbe anche farlo, ma i Testimoni di Geova sono talmente insignificanti che per vincere il Nobel non servono a niente, quindi dubito che ci vada.

  2. Piccolo inciso: Nelle chiese dei gesuiti hanno iniziato a fare piccoli aggiustamenti strategici al messale quando celebrano messa: “Dio ha misericordia, perdona i nostri peccati e ci conduce alla vita eterna” anziché il congiuntivo (che implica una speranza, non una certezza); fanno pregare anche il popolo con “Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli Vi lascio la pace ecc. ecc.” perché così “preghiamo tutti per la pace”… Ma tanto i gesuiti sono colti e ne sanno più degli altri, giusto?

    1. I gesuiti sono stati un ordine glorioso e con alcuni grandi santi, ma sono quelli che piu’ di tutti hanno subito il disastro causato dal Concilio Economico Vaticano II. Oggi hanno – con licenza parlando – le pezze al culo, da tutti i punti di vista, soprattutto quello morale e intellettuale.

  3. Mah, Gandhi si commosse fino alle lacrime guardando il Crocifisso nella Cappella Sistina, vedendovi un segno sublime di amore divino. Andrebbe semmai rinfacciato ai laicisti laiconi di casa nostra, radicali in primis che si sono da tempo appropriati dell’effigie di Gandhi.
    Passando al Nostro: del tutto delirante l’affermazione sui fondamentalisti anche “nostri” e sul povero “popolo buono” difesosi grazie ai terroristi. Qui siamo evidentemente al populismo più spinto e becero. Urgono ripassi – o lezioni – di storia, filosofia e diritto. E immersioni nella realtà (quella vera, non quella dell’Utopia ideologizzata).
    Analogamente trovo sommamente esasperante il ritornello bergogliano sul “testimonianza sì, proselitismo no”. E come la facciamo, la testimonianza, se qualcuno prima non ci ha insegnato come vivere e perché? E soprattutto: ma davvero ancora nel 2017 c’è qualcuno che crede che, facendo i cristianucci, la gente intorno a noi si commuova e tutti si abbracciano e diventano cristiani? Ma veramente? Ma lo sapete che cosa capita a uno se è puro di cuore, mite, agnello, insomma un esempio di virtù evangelica? Da una parte viene preso a pesci in faccia, fatto oggetto di bullismo e canzonature ecc. (senza che lui abbia detto niente! Basta l’aspetto di questa persona e le reazioni partono subito) del genere “sembri un prete, sei un co….one, ma vai a divertirti, ma ti piacciono le ragazze o no?”. Non a caso molti adolescenti mollano la chiesa: chi glielo fa fare di sorbirsi questo trattamento dai loro coetanei?
    Dall’altra parte il mite cristiano viene sfruttato come un povero scemo e poi preso in giro alle spalle.
    Non parliamo poi di quando le prese in giro avvengono in ambienti cosiddetti cattolici ormai mondanizzati (vedi UPS, per esempio).
    Guardate che è tutto sperimentato, purtroppo: ne so ben io qualcosa. E lo si sapeva già decenni fa: per fare un esempio non italiano, negli anni Trenta in Slovenia, quando qualcuno lanciava la proposta di “tendere la mano” ai comunisti, un prete replicò: “Guardate che i comunisti si approfittano dell’amore cristiano verso di loro e poi lo deridono”.
    Ma poi arrivò la “primavera conciliare”, il “dialogo”, “camminare insieme”… E i risultati si sono visti. Ormai in tutto l’Occidente c’è un odio verso il cristianesimo davvero formidabile.
    Il comportamento morale cambia quando cambia il modo di pensare, e il modo di pensare cambia quando c’è qualcuno che insegna con autorità, come Nostro Signore faceva. Altro che “testimonianza senza proselitismo” e “realtà superiore all’idea”.

    1. Quella del “proselitismo” e’ una tipica strategia Bergoglionide di buttare fumo negli occhi per i propri viscidi scopi. La Chiesa nella sua storia non ha mai promosso il “proselitismo”, che effettivamente e’ da sempre roba di protestanti esaltati con il cervello all’ammasso, ma bensi’ “evangelizzazione” che e’ una cosa ben diversa. La verita’ e’ che Bergoglio non vuole l’evangelizzazione tout court. Si e’ visto nell’ultima gita, pardon, viaggio pseudo-apostolico in Birmania. E per meglio giustificare il suo rifiuto di evangelizzare tira in ballo qualcosa che non c’entra nulla, cioe’ il proselitismo e dice che e’ tanto una brutta cosa. Cosi’ lui non si sente piu’ in dovere di evangelizzare con la scusa che non si deve fare proselitismo. Insomma si e’ inventato una buona scusa “cristiana” per non evangelizzare. Naturalmente lui crede di essere molto furbo e bisogna dire che in parte il suo gioco riesce perche’ ci sono in giro un sacco di allocchi che bevono tutti i suoi sofismi e le sue scemenze: ne abbiamo un esempio anche qui dentro (e’ inutile dire a chi mi riferisco) ma oramai il suo modo e i suoi obiettivi sono chiari, basta lasciare parlare i fatti. E prima o poi anche lui dovra’ rendere conto al Signore del suo operato e li’ temo che tutti i suoi sofismi gli serviranno a poco.

  4. Papa Francesco elogia il Bangladesh per l’accoglienza verso i rohingya che sono in gran parte musulmani:

    “quello che fa il Bangladesh per loro è grande, è un esempio di accoglienza. Un paese piccolo povero che ha ricevuto 700mila persone… Penso ai Paesi che chiudono le porte!”

    Il Bangladesh è al 26 posto nella classifica mondiale dei paesi che maggiormente perseguitano i cristiani, nella stessa categoria (persecuzione molto alta) dell’Arabia Saudita, della Libia ecc
    https://www.porteaperteitalia.org/persecuzione/_wwlist/
    A questo punto suppongo che gli islamici del Bangladesh si sentano particolarmente gratificati anche quando perseguitano i cristiani. Del resto il papa non ha detto una parola sulle persecuzioni, ma solo complimenti. Chissà se un rohingya musulmano dovesse convertirsi al cristianesimo in Bangladesh quante porte aperte troverebbe!
    https://ecclesiaafflicta.blogspot.it/2017/12/il-papa-elogia-il-bangladesh.html

    1. Comunque, nella nuova chiesa di Francesco, è meglio che un rohingya musulmano rimanga quello che è. Il proselitismo e le conversioni non vanno ricercate:

      “Ma noi non siamo molto entusiasti di fare subito le conversioni. Se vengono, aspettano: si parla…, la tradizione vostra…,”

      Del resto è meglio che il cristiano non parli del vangelo
      «l’ultima cosa che tu devi fare è dire qualcosa»
      Deve soprattutto fare assistenza come un’ONG, parlando il meno possibile.
      https://ecclesiaafflicta.blogspot.it/2017/12/il-papa-afferma-il-contrario-di-san.html

      1. Faccio sommessamente notare che il Bangladesh, esempio di accoglienza, è lo stesso paese in cui poco più di un anno fa furono uccisi 9 nostri connazionali (ma forse è più giusto dire 9 + 1, poiché una di essi aspettava un bambino), prima presi in ostaggio in un ristorante e poi barbaramente trucidati perché non conoscevano il Corano.
        Fra questi c’era Simona Monti, di poco più di 30 anni, incinta, che sarebbe dovuta tornare presto in Italia per farvi nascere quel figlio che è invece morto con lei.
        In un’intervista il fratello, prete, ha riportato le parole pronunciate dal padre nel ricordarla: “Ho dato a Dio un figlio sacerdote e una figlia martire.”

        Nessun intento polemico, solo per rammentare qualcosa che tanti paiono aver già dimenticato.

        1. Infatti io per esempio non lo ricordavo. Oramai questi fatti sono diventati talmente all’ordine del giorno che “passano di moda” su giornali e tv con la rapidita’ delle pubblicita’ dei pomodori.
          Ricordiamo anche che il sig. Bergoglio nel suo viaggetto di ritorno ha osservato con l’acutezza mentale e la grande sensibilita’ che lo contraddistingue che anche tra i cattolici ci sono i cattivissimi fondamentalisti, esattamente come tra i musulmani ci sono i terroristi che fanno queste cose. Chissa’ se il fratello sacerdote di quella povera donna si immaginava che oltre a una martire, sua sorella sarebbe stata anche insultata da un papa.
          Proprio un senza vergogna, e’ veramente irrecuperabile.

          Grazie per averci ricordato questo fatto. Da non dimenticare.

    2. Lodando il Bangladesh per la sua “acccoglienza” dei Rohinya, il Sommo Pontefice dice:”Quello che fa il Bangladesh per loro é grande, é un esempio di accoglienza.”
      L’Italia dovrebbe quindi imitare il Bangladesh nella sua
      politica di accoglienza verso i migranti.
      E vá bene. Vediamo che cosa ció implica.
      (1) Il Bangladesh non permette ai Rohingya di insediarsi
      all’interno del paese. Devono rimanere al confine vivendo
      in lager, le cui condizioni sono indescrivibili.
      Peró, il papa chiama tutto ció un “esempio di accoglienza” da essere imitato da parte di tutti i paesi civili, quindi anche dall’Italia.
      Ebbene, facciamolo anche noi con i nostri migranti, obbedendo alle indicazioni del Pontefice. Si istituiscano
      dei lager lungo la costa, non permettendo ai migranti
      di spargersi tra la popolazione italiana e insediarsi nel centro del paese, magari facendo la voce grossa sui loro “diritti”.
      (2) Il Bangladesh rifiuta di concedere la cittadinanza ai
      Rohingya. Questi rimangono “ospiti” tollerati apolidi che devono vivere nell’area ristretta loro concessa dal governo del Bangladesh.
      Ebbene, sia questa una chiara indicazione pontificia per il governo italiano nella discussione sullo “ius soli”!
      (3) Ci si chiede infine: ma adesso agisce il Bergoglioso
      come attore nello scacchiere politico internazionale?
      Toccherá vederlo anche negli altri “punti caldi” del pianeta, forse nella Corea del Nord, a scusarsi per le colpe degli americani ed sudcoreani, senza incarico di alcuno, meno
      di tutti dai diretti interessati?
      Ma che centra lui? Chi l’ha nominato rappresentante dell’universo e capro espiatorio che se ne assume le colpe? Un Gesú Cristo redivivo? E cosí si arriva alla domanda finale: il Bergoglio si considera forse, nel segreto della sua
      autocoscienza egomane e narcisistica, Dio?
      E’ questo il punto d’arrivo della campagna PR dei PR americani, assunti al Vaticano per curarsi della popolaritá
      del Pontefice?
      Una grande americanata, insomma, dai toni sempre piú plateali ed irreali, che si smonta e si affloscia appena il Divino apre la bocca.

      1. Vuole semplicemente il Nobel della pace, vuole essere ricordato come il grande apostolo della pace e della fratellanza , vuole i bagni di folla, vuole la ribalta. Forse il segreto del mistero Bergoglio sta tutto qui: una vanita’ smisurata, un egocentrismo senza incrinature. si sente chiamato ad un grande ruolo planetario. Ci si chiede ma avra’ mai dei dubbi su quello che sta facendo? Avra’ mai dei pensieri notturni, delle preoccupazioni di star sbagliando?
        No, lui stesso L’ ha detto dorme come un ciocco .

  5. Deutero.Amedeo,per piacere,lei è molto simpatico,ma perciò non si metta a scimmiottare gli attuali dottori della “Chiesa in uscita”esibendo una “indocta ignorantia”.Carini gli apologhi da strapaese ma,perdoni,la sua scrittura non è quella di Dante e neppure quella di Guareschi che Dante l’aveva letto e che rispettava.

    1. Mi scusi, ma del suo discorso non ho capito niente. Quindi non posso nemmeno dirle se ne farò tesoro . Grazie ugualmente , comunque per la sua premura.

    2. Adriana, mi ha tolto le parole di bocca. L’indocta ignorantia non giova a nulla e non v’è alcuna sana ragione per esibirla. Meglio impegnarsi a studiare, conoscere e, se possibile, comprendere. L’atteggiamento caustico e svalutativo nei riguardi dello studio, dello sforzo intellettuale e del sapere in genere, è una soluzione di comodo (papa Francesco si direbbe, a suo modo, un esperto del genere), ma è sterile e dannoso.

      1. Resta il fatto che quanto hai detto su “indurre” è linguisticamente scorretto. Quindi impegnati a studiare meglio anche tu.

        1. Caro Raffaele Cantarella (spirito del compianto latinista?), sarà fatto. E a tale riguardo ti invito senz’altro a darmi tu i primi lumi, indicandomi in che cosa quanto ho detto su “indurre” sarebbe, dal punto di vista linguistico (italiano, latino, greco? tutti e tre?) scorretto. Non sottrarti a cotanta responsabilità, così impariamo tutti qualcosa.

          1. Cantarella era un grecista. Strano non lo sappia uno che scrive in greco su un blog.
            Il miglior lume che ti posso dare è il seguente: acquistare un vocabolario greco/italiano, uno latino/italiano e un dizionario di italiano e verificare cosa significano le parole da te citate.
            Per il greco, compra anche una grammatica di IV ginnasio, così vedi anche il significato delle particelle di quel verbo composto.
            Comincia da qui e quando sarai pronto facciamo tutti gli approfondimenti del caso.

          2. Cantarella era un classicista, padrone compiuto e della lingua greca e di quella latina. A differenza dell spettrucolo che fregiandosi del suo nome chiede agli altri di entrare nel merito delle questioni… senza mai entrare egli stesso nel merito delle questioni. Buffo e insolente, come tutti gli spettrucoli. Si tratta di verificare se oltre che spocchioso sia anche competente. Per ora si è limitato a scrivere battutine da corso di sostegno per la prima classe della scuola materna, e i bamboli applaudono gioiosi. Per il resto attendiamo qualche folgorazione della sua suppósta (probabilmente suppòsta?) scienza.

          3. Spettrucolo dillo pure a tua sorella ed evita pure di invocarmi solo perchè non sai come rispondere ai ceffoni altrui.
            Grazie.

            Ps se vuoi nella mia classe c’è un posto vacante. Se ti serve un po’di istruzione ne parlo col preside.

            * * *

            Mi scuso con l’Abbè Tosatti (p.e b.s.d.l.) per la tipologia di messaggio, ma reputo indispensabile, ogni tanto, mettere i puntini sulle i. Bacio il calzino porporato e mi professo servitore Vostro.

      2. Va bene ho capito…. Di apologhi da strapaese ne avrei molti altri che oltre ad essere divertenti dimostrano come spesso la gente umile riesca ad intuire grandi verità con la sola osservazione dei fatti, buon senso e quella sana ironia e arguzia che castigat ridendo mores.
        TRANQUILLI D’ora in poi vi annoierò a morte citando solo i Padri del deserto, Sant’Agostino, San Benedetto da Norcia, San Tommaso d’Aquino, gli Atti del Concilio di Nicea e Costantinopoli, Critica della Ragione Pura e gli scritti di Immanuel Kant, Spinoza , del Discorso sul Metodo di Cartesio, e se volete vi dò qualche lezione privata di Scienze delle Costruzioni, e di automatic Control System (così imparereste anche che cosa siano la Ciberneticaca e la teoria del Feedback. )

  6. Bergoglio in aereo nel viaggio di ritorno :” non siamo entusiasti di fare subito le conversioni “. Traduzione : prima di accettare il convertito bisogna fargli l’esame del sangue per verificare se ci sono tracce delle tossine della Chiesa di sempre o le vitamine dalla MIA nuova chiesa.
    Queste sono le dichiarazioni di un leader pentecostale svedese Ulf Ekman convertitosi al cattolicesimo nell’ottobre 2016 :” I miei amici protestanti mi hanno detto che erano pronti ad accettare che Dio potesse chiamarmi alla chiesa cattolica ma non potevano accettarne la DOTTRINA. Quando rispondevo che credevo a tutto cio` che la chiesa crede , insegna e ha sempre insegnato sembrava loro strano .Era difficile per loro capire che essere cattolici significa credere come cattolici e vivere come cattolici . Per me la VERITA`e` stata l’elemento decisivo.Ho capito che nella chiesa fondata da Gesu` Cristo c’e` un tesoro , un deposito di FEDE OGGETTIVA e uns ricca vita sacramentale.I sacramenti sono diventati una REALTA` TANGIBILE DA SUBITO , una fresca brezza sta soffiando nella mia vita “.
    Caro signor Ekman oggi Bergoglio non sarebbe contento della sua conversione e la inviterebbe a fare una cura disintossicante a causa delle motivazioni che lei invece adduce : VERITA` , DOTTRINA ( parolaccia),FEDE OGGETTIVA, sacramenti come REALTA` TANGIBILE DA SUBITO , perche ‘ il treno del nuovo corso che e` partito ha nel suo bagaglio al loro posto VERITA` IN EVOLUZIONE , PRASSI PASTORALE CON DISCERNIMENTI , FEDE SOGGETTIVA CON PRIMATO DELLA COSCIENZA e , al posto della realta` tangibile da subito dei sacramenti , gli IDEALI .

    1. Newman ci ha messo anni a convertirsi dall’anglicanesimo al cattolicesimo, ma è poi diventato pietra miliare della ns. Chiesa. La solidità della conversione di questo Ekman è ancora tutta da vedere.

  7. A Bergoglio interessa solo vincere il premio Nobel per la pace. Tutto quello che fa lo fa a questo scopo.
    Comprese le sue gite, pardon, “viaggi apostolici”, che di “apostolico” non hanno un bel niente.
    Trovo Bergoglio nel complesso piuttosto – posso dirlo? intellettualmente e moralmente osceno.

    1. già, ma tanto “piace alla gente”… Ieri parlavo con un signore anziano, non molto religioso, il quale diceva che questo papa svolgerebbe la sua missione in modo altissimo e lo metteva alla pari nientemeno che… di Pio XII!!!

      1. A dire il vero a me sembra che si stia verifcando il constrario. Io conosco sempre piu’ gente che Bergoglio non lo sopporta piu’, tanto tra cattolici quanto anche tra gente che in Chiesa non ci va nemmeno a Natale o Pasqua. Secondo me ad ammirarlo e ad esaltarlo rimarranno presto solo i suoi potenti amici che scrivono sui grandi quotidiani e che dirigono le televisioni. La gente comincia a capire quali siano i veri scopi di questo signore, al di la’ delle sue tante chiacchiere e dei suoi plateali “gesti”.

        1. Quando parli di “più gente” ti riferisci alla tua cerchia di amici o al miliardo e mezzo di battezzati sparsi sul globo? Nella seconda ipotesi, hai fatto tu la conta?

          1. @ Raffaele Cantarella
            “Gratis asseritur, gratis negatur”, caro Cantarella.
            Dove sono le Sue statistiche? E se non ci fossero,
            la questione non diviene forse materia di opinione, in cui ciascuno puó opinare ció che vuole, secondo
            le proprie percezioni, le sue letture, le sue informazioni?
            Ma che strano, anche Lei, come QC, vuole le statistiche! Bisognerá consultare il Pew Research,
            almeno.
            Almeno negli Stati Uniti ne é stata fatta una qualche anno fa: i cattolici intervistati dovevano rispondere alla semplice domanda se il Bergoglio loro piacesse o no.
            Ebbene, una parte degli intervistati, al tempo (si era ancora al principio della grande Bergogliata … che strano, bergoglio rima con imbroglio) non molto rilevante, ma che tradotta in numeri voleva dire milioni di persone, disse che il Bergoglio loro non
            piaceva. Non si trattava ovviamente di un giudizio
            estetico, arduo da raggiungere considerando che il
            ré allora non era ancora nudo. Oggi lo é, e quindi i risultati dell’inchiesta sarebbero molto diversi da allora, come succede inevitabilmente dopo ogni
            “denoument” (si perdoni il gioco di parole).
            Cito dai miei ricordi di qualche anno fa, il link,
            se desiderato, dovrebbe trovarselo Lei, Cantarella!
            (Che nome strano, mi ricorda Don Bosco quando diceva di lasciar cantar le passere!). Sorry!
            Il tutto per dire che ad ogni modo si esula dal circolo di amici: battuta facile e del tutto irreale
            degli apologeti del Bergoglione (che strano … rima con imbroglione).
            Battuta utile, tuttavia, per introdurre dubbi e cercare di circoscrivere il malcontento (si pensi solo ai cattolici cosidetti ortodossi) ad un numero risibile di persone.
            Maggioranze e minoranze, “mi piace” o “non mi piace”, fede e facebook.
            Ma in che senso in cose che concernono la fede, maggioranze e minoranze sono rilevanti?
            Si pensi a ció che Paolo VI ebbe a dire a Jean Guitton circa la “dottrina non cattolica” che si faceva strada nella Chiesa, guadagnando larghi
            consensi. Ebbene, la “dottrina non cattolica”,
            anche se fosse condivisa dalla maggioranza dei cattolici, non sará mai la dottrina cattolica, disse
            Paolo VI. La quale sopravviverebbe anche se fosse condivisa soltanto da un numero esiguo di cattolici, dalla “cerchia di amici”, tanto per dire.

          2. @ raffaele cantarella

            Vista la sproporzionata risposta di G.Gervasi –
            con cui le sconsiglio di dialogare per ragioni sin troppo evidenti – alla sua più che legittima domanda – temo che abbia toccato un nervo scoperto.
            A certa gente da molto fastidio che si smascheri l’inconsistenza delle loro perentorie affermazioni…

          3. @raffaele cantarella
            fai una polemica inutile, perché sarebbe bastato leggere bene quello che ho scritto: “io conosco sempre piu’ gente”, eccetera.
            La prossima volta provi almeno a leggere quello che uno scrive prima di partire in quarta con il sarcasmo fuori luogo: quello che ho scritto non e’ difficile da capire, puo’ arrivarci anche lei.

          4. Claudius non barare…hai parlato della gente che conosci tu e hai concluso che col papa rimarranno soli i giornalisti. Quindi vuol dire che la gente che conosci tu ammonta a quel miliardo e mezzo di cui parlava l’illustre cattedratico…
            Facile, no?

          5. Eccone un altro che non sa leggere, oltre che scrivere e che si sente in dovere di fare l’avvocato difensore di un altro. Ma forse sono sempre la stessa persona.

          6. Ebbene Claudius, fornisci l’esatta interpretazione del tuo pensiero. In particolare: cosa impedisce di mettere in relazione le due proposizioni indicate (che per me costituiscono premessa e conclusione)?
            Attendo lumi. Ciao

          7. te l’ho gia’ detto una volta ma vedo che con te le cose bisogna ripeterle piu’ volte per fartele capire: IO NON RISPONDO A SOFISMI le tue polemiche a base di provocazioni sofistiche valle a fare con i tuoi soci bergoglionidi, non con me.

  8. Caro Direttore:
    Francesco il profetizzato “Falso profeta” si presenta come un mite “agnello” ma “parlava come un drago”: bugie, inganni.
    “Fa grandi segni, fino a fare discendere fuoco dal cielo alla terra in presenza della gente. Ed inganna gli abitanti sulla terra”: Apocalisse 13: 11, 13, 14.
    Tutto quello che realizza il “Falso profeta” lo fa per ingannare e sedurre, tutto è falso: il falso fuoco è il falso spirito del falso nuova Pentecoste, una falsa misericordia, un falso perdono dove non esiste il pentimento perché non c’è riparazione: una notizia e falsa Chiesa.
    Saluti.

    1. @ QC (07.12/ ore varie) si vede che QC é irritato, anzi,
      molto irritato ma non sá proprio come reagire, quindi i diversi tentativi.
      Bellissimo che Lei intervenga in difesa di Cantarella,
      cioé di se stesso, QC ,vecchio mio!
      Ero certo che l’avrebbe fatto, una volta provocato a dovere.
      Per i novizi sul blog, dialogare con QC é come fare un corso di ripetizioni sul “Peri hermeneias”, sezione sofismi e sciocchezze varie per bambini un pó cretini.
      QC puó essere divertente al principio, poi diventa noiosetto, perche i suoi tricks e le sue mosse sono sempre gli stessi,
      prevedibilissimi.
      Non si speri che QC entri nella discussione dell’argomento principale di un posting. Non lo fá mai, perché dovrebbe criticare il suo eroe, il “re nudo”, o ammettere i suoi errori.
      Si limita agli “sparrings”, in cui si illude di essere spiritosissimo, e non lo é, “re nudo” anche lui!

      1. @ de QC
        come si riconosce subito se sotto un nick si cela
        l’abate Quanta Cura?
        E’ facilissimo. Mentre il Bergoglio si riconosce perché puzza di pecora, Quanta Cura si riconosce perché
        puzza di arroganza.

  9. A proposito del dovere di accogliere le novità del CV II, che sacerdoti, vescovi,, arcivescovi, cardinali e papi ci propongono da oltre 50 anni,ho fatto una piccola riflessione, che vorrei sottoporre al parere degli amici del blog; eccola :
    1) se ci si salvava l’anima anche prima del “Concilio”, continuando a seguire il magistero, la dottrina, i precetti della Chiesa preconciliare ci si dovrebbe salvare e santificare pure oggi, no ?
    2) se il CV II è in continuità con la Chiesa preconciliare (come afferma papa B XVI con la sua teoria della “ermeneutica della continuità”), allora seguendo quest’ultima non si disobbedisce al primo, nevvero? tanto più che esso si è voluto solo pastorale, e non dogmatico (parole di papa G XXIII);
    3) se invece non ci dovesse essere questa continuità, allora non avrei alcun dubbio ad aggrapparmi ancor di più alla dottrina professata dalla Chiesa preroncalliana, unica strada sicura (e largamente sperimentata) per il Regno dei Cieli.
    Quindi “tertium non datur” : se c’è continuità tra CV II e magistero precedente, perché non posso seguire quest’ultimo?; se invece questa continuità non c’è, perché dovrei rigettare 2000 ani di magistero della Chiesa, dei suoi santi, martiri, pontefici (quando era “Ecclesia magistra vitae”) per abbracciare delle novità, peraltro ambigue e confusionarie ?
    Non esiste una terza via, a meno che non si voglia far violenza al principio di non contraddizione.
    Quando Mons. Benelli chiese a Mons. Léfèbvre, a nome di papa Paolo VI, di sottomettersi alla “Chiesa conciliare”, il fondatore della FSSPX rispose “Io non conosco questa Chiesa conciliare, io non conosco che la Chiesa cattolica”, aggiungendo poi “ci attacchiamo alla Tradizione della Chiesa (loro della FSSPX) perché, restando fedeli a ciò che la Chiesa ha sempre insegnato per 2000 anni, siamo certi e sicuri di non sbagliarci”. Parole sante, queste, che mi confortano e mi confermano nella mia scelta di rimanere anch’io aggrappato saldamente alla Tradizione bimillenaria di Santa Romana Chiesa, non per sentirmi definire fanatico, integralista, oscurantista, ma per rimanere semplicemente cattolico, evitando così di correre il rischio di divenire protestante, comunista, islamico , talmudista, buddista o induista.
    Prima del Concilio Vaticano II la Chiesa si esprimeva in modo “apodittico”, sintetico, chiaro e preciso, comprensibile a tutti, anche alle persone più semplici e sprovvedute; era l’epoca del “si si, no no”, in cui si seguivano fedelmente gli insegnamenti e le richieste di Gesù Cristo. Il Concilio, purtroppo, ha introdotto uno stile letterario ambiguo, di difficile interpretazione e comprensibilità, anche per i più acculturati, uno stile che si presta alle più disparate interpretazioni ed applicazioni pratiche, che dice tutto ed il contrario di tutto. Si è passati dal “si si, no no”al “si, ma anche”, dall’aut aut all’ et et. La sintassi si allunga a dismisura, la lettura e la comprensibilità si fanno più faticose, spesso si deve ricorrere ad un esperto (o ad uno psicanalista) per capire cosa davvero vogliono dire questi 31

    prelati o teologi modernisti. Con l’attuale pontefice (?) poi, è ancora peggio, l’ambiguità è divenuto il suo pane quotidiano, assieme ad un’incorreggibile aggressività verbale nei confronti dei cattolici legati alla Tradizione bimillenaria di Santa Romana Chiesa, ai suoi papi (fino a Pio XII), ai suoi santi, ai suoi martiri. I suoi adulatori (pennivendoli opportunisti o solo ingenui in buona fede?) invocano la “contestualizzazione” per contestare le critiche di coloro che rimangono confusi o scandalizzati dalle affermazioni di Bergoglio e dei suoi gerarchi (Kasper, Marx, Braz de Aviz, Madariaga, Schonburn, Ravasi, ecc), da lui accuratamente scelti per formare la dirigenza della sua Chiesa modernista.
    La svolta logorroica della Chiesa conciliare (fiumi di parole, tanto per usare il titolo di una famosa canzone dei Jalisse di qualche anno fa), con montagne di carta prodotte ogni anno dalle parrocchie, dai vescovi, dalle conferenze episcopali, (e che regolarmente nessuno legge, a differenza dell’apologetica e del magistero della Chiesa preconciliari, così sintetici, chiari e comprensibili) è un chiaro segnale del desiderio di confondere le idee al popolo di Dio, per depistarlo più facilmente e indirizzarlo così su di una falsa strada, che non conduce al Cielo ma all’abisso. Gli strumenti utilizzati ? il dire e non dire, il dire una verità e subito dopo una falsità, un’eresia, l’abbandono del principio di non contraddizione, il cosidetto “bipensiero”, cioè l’arte di affermare tutto ed il contrario di tutto, dando credibilità ad entrambi, il tutto per far perdere ogni certezza ai fedeli, ogni punto di riferimento, e poterli così trascinare dove vogliono loro, pretendendo obbedienza ad autorità che non la meritano più (falsa obbedienza), poiché hanno tradito il loro Signore.
    Il punto di approdo, l’obiettivo ultimo di questa diabolica tattica della massoneria infiltratasi nella Chiesa Cattolica ? : la protestantizzazione della Chiesa, la sua deriva comunista, l’espulsione della trascendenza a favore dell’immanenza, del sociale, della pollitica, dell’animalismo, dell’ecologia, della raccolta differenziata, l’abbandono del Cristocentrismo a favore dell’antropocentrismo, il trionfo del relativismo e del sincretismo, l’ecumenismo suicida e calabraghista, la religione unica mondiale, dalla quale sia scomparso ogni riferimento a Gesù Cristo ed alla SS.ma Trinità, all’Immacolata ed ai santi e martiri di duemila anni di civiltà cristiana.

    1. Gentilmente, quando parli di cose che “la chiesa ha sempre insegnato in 2000 anni”, rifacendosi a Lefebvre, vi ricomprende anche il filioque, la pericoresi trinitaria, l’immacolata concezione e il purgatorio?

      1. @ Cantarella
        Non mi è molto chiaro cosa intendi dire, spero che tu non sia un allievo del gesuita Sosa, per il quale la Scrittura e la dottrina non contano nulla rispetto alla divinità di Bergoglio, per ritenere che la chiesa fin dal principio non abbia insegnato le dottrine come la trinità o l’immacolata concezione. E’ ovvio che, prima che esistesse la terminologia appropriata la chiesa non usava i termini che usiamo ora, ma la realtà delle dottrine è sempre esistita e sono state insegnate, perlomeno implicitamente, fin dal subito.
        Se non fosse così la religione cattolica sarebbe un’impostura, e i cattolici degli adoratori di uomini che di volta in volta si inventano le dottrine sulla base dell’opportunità e della convenienza rispetto allo spirito del tempo. Inomma, una pagliacciata che qualunque essere dotato di razionalità si augurerebbe scompaia al più presto dalla faccia della terra, al pari delle varie imposture, religioni e illusioni che affliggono l’umanità.
        http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

  10. Amico Tosatti,
    chiedo perdono a lei a agli affezionati del suo blog.

    Giuro, non sono mai stato invadente, non è mia abitudine, ma di fronte ai discorsi del bracchio ( br= c) del pontefice non riesco a stare zitto.

    Non sopporto chi dice che Gesù, essendo venuto a dare compimento alla legge e ai profeti, e’ venuto a cancellarli.

    Prima che col Rosario ( non ho niente contro il Rosario, sia ben chiaro) io prego con i Salmi e uno dei miei preferiti, se non il preferito, è il salmo 50 (51).

    Nel salmo 50 (51) – il Miserere – c’è un versetto che è come un lampo che illumina una notte oscura. Dice: – Ecco nella colpa io sono nato; nel peccato mi ha concepito mia madre. –

    A meno che i nuovi esegeti non dicano il contrario, finora questo versetto e’ stato interpretato non nel senso che il concepimento di un figlio e’ un peccato, ma nel senso che il mondo, come ambiente universale nel quale ogni uomo viene concepito, e’ un ambiente di peccato.

    Il mondo ha bisogno di gente che lotti contro, non che apra le porte al peccato.

    Non si tratta di innalzare muri ma di costruire “arche” per salvarci dal diluvio.
    Come ai tempi di Noè.

  11. Dr.Tosatti.appena inviato il 6 invito a legger 2 articoli storico-economici sull’argomento viaggio bergoglio in birmania e incontro -non improvvisato con i Rohingya–.Funzione Rohingyia pro U.S.A..Importanza dello stretto di Malacca:obbedienza di Jorge al circolo Obama care.Arriverà questa mia?

  12. Sarebbe da ricordare che Gandhi soleva accompagnarsi a giovinette, con le quali aveva quei rapporti che il Sedicente considera ormai parte legittima dell’esser cristiano, almeno stando ai suoi farneticamenti in Amor laetitiae.

    E sempre Gandhi, anima bella, ebbe a dire che – dovendo scegliere tra salvare sua madre o una vacca – avrebbe scelto senza dubbio la vacca, che presso gli idolatri Indù è bestia sacra. Complimenti per l’esempio di pietà filiale, non c’è che dire. Anche in quel di Roma, ultimamente, c’è chi sceglie gli eresiarchi e se ne bea.

    Come al solito, il Nostro rimesta nella pattumiera della storia per tirarne fuori il peggio, con quell’inclinazione per il riciclo dell’immondizia che pare esser uno dei punti fermi del suo eccentrico ministero. Unicuique suum.

    Certo, nella neo-chiesa non è che abbiano dei soggetti molto presentabili, ed ancor meno tra gli astri del firmamento di Santa Marta: don Mazzolari, don Milani, Pannella, la Bonino, Lutero, Giuda, Gandhi, Ravasi, Ricca, Marini, Lercaro, Montini, Bugnini, Martini, Grillo, Coccopalmerio…

    Noi Cattolici – che non abbiamo niente a che vedere con questa setta che si qualifica da sé – abbiamo fior di Santi e Sante, e ci bastano. Anche da questo si comprende l’abisso che separa la Santa Chiesa dalla sua pietosa parodia conciliare, che con la prima condivide solo l’indirizzo in piazza San Pietro.

    Che si tengano pure Gandhi e compagnia. Non credo che alla Corte celeste farebbe piacere che uno dei suoi cittadini venisse chiamato in causa da Bergoglio assieme a questi bei personaggi.

    1. Per i vecchi, genitori e nonni, i giovani sono sempre stati oggetto di grande attenzione e amore, ma anche di grande preoccupazione. Il timore era che prendessero strade sbagliate e finissero male.
      In passato, il popolo pregava solo in due lingue: il latino e il dialetto .
      Bene, al paese di “scarpe grosse e cervello fino” la preghiera delle mamme era questa: – Signur tigniga na ma sul co al me scet / sceta che ‘l/la fase giudise. Tradotto per i tagliani : – Signore tenete una mano sul capo a mio/mia figlio/figlia affinche’ si comporti bene.
      Se è vero che dai frutti si riconosce l’albero, la mamma di Mario Bergoglio questa preghiera non la conosceva.
      Devo aspettarmi un pugno in faccia come a chi parla male di Maometto?

    2. Non amo Gandhi, ma prego Baronio di citare fonti delle sue notizie sugli usi e i costumi del suddetto (che a me consta, invece, essere stato duramente censurato da R. Tagore proprio a causa della sua ricalcitranza verso le attività che Baronio gli ascrive).
      Non amo Gandhi principalmente perché fu uno dei catalizzatori di quella follia che si chiama “decolonizzazione” e che altro non è se non la rinuncia dell’Occidente a portare avanti la sua storica (e metafisica) missione civilizzatrice (alias “white man’s burden”).
      Nondimeno, quando si muove un addebito tanto infamante è buona norma addurre fonti e prove. Diversamente ci si pone sul piano di chi passa il tempo a infangare la Chiesa a suon di leggende nere.
      Merci

      1. Ciò premesso, Gandhi o non Gandhi l’inchino e le lacrimucce per i Rohyngya son davvero una pena! Fosse papa Checco capace di esprimere altrettanta contrizione per i fratelli nella Fede cristiana di cui dovria essere la guida!

    3. Solo una notazione su Montini, caro Cesare. Ognuno va giudicato in relazione al tempo storico che gli è dato di vivere. Il suo fu un pontificato drammatico, quasi tragico, vissuto in tempi terribili: l’apostasia nella chiesa e la follia autodistruttiva nell’occidente cristiano. Lui cercò in ogni modo di assolvere al suo compito, a volte riuscendoci a volte no, ma sempre mettendosi a disposizione dello Spirito Santo. Si trovò di fronte ad una confusione e a un dramma che non aveva causato e che non capiva. Cercò di rimediare praticamente da solo, avendo tutti o quasi contro, sia nella Chiesa sia nel mondo. Sinceramente credo che nessun altro, chierico o laico, avrebbe potuto fare di meglio in quelle estreme condizioni.

      1. @ Filippo Barboglio
        Quanto dice si applica pure alla riforma liturgica voluta da Paolo VI ed eseguita da Bugnini?
        Quando i Cardinali Ottaviani e Bacci consegnarono a Paolo VI. un promemoria mettendo in luce i difetti dogmatici del novis ordo missae, il papa non fece nulla.
        Quando rimase sorpreso di alcuni cambiamenti nella prassi liturgica, permessi da lui stesso, si mise a piangere, ma non cambió nulla.
        Il Patriarca Atenagora, se non erro, lo mise in guardia
        sulle riforme liturgiche che stava facendo e lo imploró
        di non farle: inutilmente, purtroppo.
        Paolo VI disse chiaramente che voleva un liturgia eucaristica in cui i protestanti non avessero nulla da obiettare, sperando che, tolto l’ostacolo, l’unitá ecumenica si facesse. Che illusione!
        Nulla fu fatto fino ad oggi, eccetto la dichiarazione congiunta sulla giustificazione, e anche questa con puntini e virgolette.
        I protestanti non hanno cambiato nulla in casa loro. Attendevano, e con successo, che fossero i cattolici a buttare a mare quanto piú di cattolicesimo potessero.
        Il Bergoglioso é imbarcato sullo stesso progetto, e anche lui vuole una riforma della liturgia eucaristica, ancora piú radicale di quella di Paolo VI, illudendosi con le stesse speranze del predecessore.
        Immaginarsi se i protestanti, fieri della loro tradizione
        e della loro indipendenza, le volessero abbandonare
        per entrare in una chiesa ormai livellata a loro misura ed alle loro aspettative, e sottoporsi alla disciplina di un papocchio! E poi, se la santificazione é possibile sia quá che lá, che necessità c’e di cambiar Chiesa?
        Ad ogni modo, questi erano campi in cui Paolo VI poteva decidere da solo e non lo fece.
        I tempi furono drammatici per la Chiesa anche a causa della sua debolezza.
        Che non li abbia compresi non risulta. Si vedano i suoi colloqui con Jean Guitton.

  13. Egr.dott Tosatti,da iersera a oggi ho inviato 3 post per segnalare 2 articoli su Bergoglio e perchè in bangladesh e il motivo dell’incontro -non-improvvisato con i Rohiynga.Cosa c’è che non funziona?

  14. NOVITÀ

    Roma, 6 dicembre 2017 – E’ la preghiera più celebre, quella che per ogni cristiano è segno di distinzione. Eppure il Padre Nostro, l’orazione che secondo il Vangelo di Luca fu insegnata da Gesù stesso ai suoi discepoli che gli chiedevano come pregare, dopo duemila anni è ancora al centro di una controversia su cui adesso ha deciso di intervenire direttamente Papa Francesco. Quello che non va bene, dice Bergoglio, è la traduzione in uno dei passaggi più conosciuti e cioè quando si invoca Dio perché «non ci induca in tentazione». Sbagliato. Perché a indurre in tentazione non è Dio ma Satana. Francesco ne ha parlato durante la settima puntata di ‘Padre nostro’ – il programma in cui il Pontefice si lascia intervistare da un prete delle periferie, don Marco Pozza – che sarà trasmessa questa sera su Tv2000.

    Povero papa! Non solo non sa niente dei Rohjngya, ma non sa niente neanche di italiano e di latino.

    La mia servetta analfabeta, nell’era ante Bergolium natum, il Padre nostro lo recitava in latino e diceva: – et ne nos inducas in tentationem, sed libera nos…..-
    Inducas = voce del verbo inducere che significa in- ducere , portare dentro. Non portare dentro vuol dire, a casa mia, tenere fuori. Per cui non ci indurre = tienici fuori.

    E poi per capire che cosa significa ” non ci indurre in tentazione” basta aprire il CCC – Libreria Editrice Vaticana – parte IV , sezione II, articolo 3 capo VI . Ed è tutto fatto e detto.

    Ad meliora.

      1. Ecco, questo è un buon esempio di commento prevenuto!

        Per una volta, invece, dovremmo dare ragione a papa Checco, perché la traduzione di μὴ εἰσενέγκῃς ἡμᾶς εἰς πειρασμόν con “non ci indurre in tentazione” è fuorviante. Così come, del resto, lo è quella di ἀλλὰ ῥῦσαι ἡμᾶς ἀπὸ τοῦ πονηροῦ con “ma liberaci dal male” (anziché, come corretto, “dal maligno”). “Non ci indurre” non è pienamente corretta non solo rispetto al greco, ma anche rispetto al latino, dove “inducere” (“in-duco”) ha piuttosto il senso di “condurre a/in” o, nel caso specifico, “permettere che siamo condotti a/in”.

        La modifica proposta dal papa è quindi non solo pertinente, ma anche auspicabile, così come lo sarebbe la modifica dell’indeterminato astratto “dal male” con il personale e concretissimo “dal maligno”.

        …e adesso via alla sassaiola…

          1. Siamo solo al primo trimestre, quindi non ci inquietiamo (però ai miei tempi, quando “tutto” era sbagliato, si dava “inclassificabile”).

            Sii tuttavia benevolo, o spirito del grande classicista, e dégnati di indicare punto per punto gli errori che sarebbero occorsi in ciascuna delle tre materie.(…anche perché altrimenti quelle del tuo responso restano parole in libertà).

      2. E vale la pena di aggiungere che Benedetto XVI aveva già, intelligentemente (e sulla scia dei Padri), notato come l’attuale traduzione italiana del passo in oggetto potesse dare adito a concezioni erronee, spiegando che il verbo dovrebbesi intendere “non permettere che la tentazione ci prevarichi” o, per dirla con Origene, “non permettere che siamo irretiti dalla tentazione”. Origene scriveva che la vita sulla terra è in sé stessa tentazione e che quindi chiedere tout court di non essere tentati sarebbe, data la condizione umana in questa vita terrena, chiedere l’impossibile. Così nella splendida parafrasi del Padre nostro che Dante mette sulle labbra delle anime purganti all’inizio di Pugratorio XI, subito dopo aver reso il nostro passo con

        nostra virtù che di legger s’adona,
        non spermentar con l’antico avversaro,
        ma libera da lui che sì la sprona

        si dice:

        Quest’ ultima preghiera, Segnor caro,
        già non si fa per noi, ché non bisogna,
        ma per color che dietro a noi restaro

        perché, appunto, le anime purganti non sono in questo mondo e dunque sono ormai sottratte alla tentazione che ad esso è strutturale.

          1. Preciso: quante anime possiamo ipotizzare che si siano dannate per questa presunto errore di traduzione del Padre nostro?

          2. Caro deutero.amedeo, purtroppo temo di non poterti rispondere, perché per qualche misteriosa ragione le mie risposte alle tue obiezioni non vengono quasi mai pubblicate e interloquire a queste condizioni è pressoché impossibile, perché non ci si può confrontare ad armi pari.

            Nell’eventualità, tuttavia, che questo commento passi, risponderò: nessuna. È cioè ragionevole ritenere che non una sola anima siasi perduta a causa della traduzione non troppo felice di “inducas”. Ciò non toglie che tale traduzione sia un po’ infelice (niente di cui stracciarsi le vesti, intendiamoci: piuttosto stracciamocele per gli inchini all’islam!).

            Vorrei aggiungere, già che ci siamo, che la soluzione proposta, “non ci abbandonare alla tentazione”, non è affatto soddisfacente, sia perché ha una fastidiosa patina di miele buonista sia perché sovrinterpreta eccessivamente il dato originario.

            Infine, detto tra noi, poiché il problema non esiste se il Pater noster lo si recita in latino, perché non prendere la sana abitudine di recitarlo in latino?

          1. Rispondo a Roberto.
            Io credo che questa del padre nostro sbagliato sia una delle tante furbate escogitate dal pontefice o da qualche suo consigliere per sviare l’attenzione della gente da altri problemi assai più gravi tuttora irrisolti.
            Detto questo , ritornando alla questione traduzioni latino/ italiano, vorrei dire che di traduzioni per lo meno strane ce ne sono parecchie.
            Ad esempio ” fructus ventris tui” tradotto in ” frutto del tuo seno” anziché in ” frutto del tuo ventre”. Oppure per andare ad una preghiera meno nota ma non meno bella ed importante come il Veni Creator troviamo “infunde Amorem cordibus” tradotto come” fiamma ardente del cuore” anziché “infondi l’Amore nei/ai cuori”. Se vai a vedere ce n’è per tutti i gusti.

            Ma tutto sommato si tratta di quisquilie, che diventano fatti gravi se inseriti nel contesto delle grandi manovre vaticane.

          2. Su un punto convengo senz’altro con te, deutero.amedeo: le traduzioni “avventurose” sono molte; anche se l’esempio di “ventris” è solo in parte calzante: “seno” andrà inteso nell’accezione originaria del latino “sinus”, ovvero “ricettacolo di forma curva” (come una vela incurvata dal vento o come, appunto, il ventre umano, specie quello della donna gravida). Citerei anche il “pro multis” tradotto con “per tutti” (sul quale giustamente si spese Benedetto XVI: quisquilia?) o l'”ut intres sub tectum meum” reso, qui in modo davvero sfacciato, con “di partecipare alla tua mensa” (era proprio necessario questo inutile assist ai protestanti?).

            A mio parere, comunque, il principale problema di certe traduzioni non è la letteralità (che conta fino a un certo punto, come dimostra il fatto che secoli di fede hanno visto milioni di credenti pregare in idiomi di cui poco o nulla capivano il senso), bensì l’impoeticità. Menzioni il “Veni Creator”: la resa in volgare di quell’inno è povera, prosaica, affatto priva della straordinaria potenza evocativa dell’originale. Lo stesso problema, se vogliamo, è accaduto alla liturgia in generale, che nella trasposizione dal latino all’italiano ha perso per strada gran parte della sua forza poetica, sacrale, evocativa, e che, con le libere interpolazioni dei celebranti-showmen, finisce sempre più per assomigliare a una ciacolata senza costrutto.

          3. Roberto: eisenekes -> inducas -> indurre.

            Vocabolario Treccani:
            indurre (ant. indùcere) v. tr. [lat. inducĕre, comp. di in- e ducĕre «condurre»] coniug. come addurre; part. pass. indótto, ant. indutto. […] 4. a. Sospingere, mettere in una determinata situazione morale, o persuadere a fare qualche cosa: i. in tentazione, in errore; i. a compassione; i. al male, al peccato, al delitto; i. con promesse, con lusinghe, con minacce; Questa è la vita ch’a ben far m’induce (Petrarca); sono stato indotto dalla necessità ad agire così; tutto m’induce a credere, a sperare, ecc.

            Ossia: non mettermi in questa situazione morale (la tentazione). Se solo Pope Francis e compagnia sapessero l’italiano, capirebbero che INDURRE va benissimo.

            Le cartucce nel caricatore della riscossa cristiana (non il sito, quella vera) sono fatte di speranze in Dio, fede e preghiere, non di queste sciocche dispute. Per fortuna.

          4. Per quanto riguarda il link del link segnalato da Alessandro2, dove fra’ Cristoforo aggredisce (giustamente) la maldestra traduzione “non ci abbandonare alla tentazione” (che è toppa peggiore del buco), segnalo allo spirito del prof. Cantarella, casomai gli sia rimasto ancora qualche 3 da dispensare, che εἰσενέγκῃς non è, come afferma il buon fra’, l’infinito aoristo, bensì il congiuntivo aoristo (2 sing. attivo) di εἰσφέρω.

            Aggiungo che il senso del verbo è “porto”, “reco”, “metto in”, “introduco”, ma anche “propongo” (una legge, un parere, ecc.) a (εἰς): all’assemblea, al popolo, ai “guardiani della legge” (come in Platone, Leggi 772c), ecc.

            La traduzione latina è, come già detto, un pertinente calco del greco (difficile che san Girolamo chicchi la versione).

            Il problema sorge invece per l’italiano, giacché nell’italiano del 2017 “indurre” significa anzitutto “persuadere”, “convincere”, “spingere a (fare qs.)”, e questo può essere fonte di equivoco.

            Intendiamoci: come già detto, non è materia su cui bandire una crociata; ma nemmeno questione su cui bandire una crociata contro il papa (pensiamo piuttosto alle prosternazioni con lacrime davanti Rohingya).

            E sul punto (salvo ulteriori sassate cui non mancherò, con fraterne fiondate, di replicare) non avrei altro da aggiungere.

          5. Grazie Roberto, son d’accordo: e perciò ‘sto benedetto Padre Nostro lasciamolo in pace, ché va bene così com’è.

  15. Il paragone mi sembra azzeccatissimo. C’è un altro elemento che li accomuna: l’antipatia verso i cattolici.
    Tagore, uno che mi pare al di sopra di ogni sospetto, rilevò questa contraddizione fra l’universalismo religioso predicato da Gandhi e il tentativo di ostracismo nella vita politica indiana mostrato ai cattolici e al cristianesimo in generale, mascherato da dichiarazioni di facciata.

    1. Non ritengo Tagore proprio al di sopra di ogni sospetto.
      Era panteista, e anche lui metteva nello stesso calderone Buddha, Gesù Cristo e Maometto…
      Giovanni Manara, nell’articolo molto critico “Religione e morale in Tagore” dice: ” la morale egoistica (di Tagore ndr) che comincia, si svolge, si esaurisce nell’uomo (…) mancano in essa moventi al di fuori di noi: è un ripiegamento sul nostro io che diventa origine e termine ad ogni azione individuale”.

      1. Quel “al di sopra di ogni sospetto” era proprio riferito al fatto che Tagore non potesse essere accusato di particolari simpatie verso il cristianesimo. Oltre a essere amico di Gandhi.

        Amicizia che si incrinò parecchio quando (per riallacciarmi ad alcuni commenti sopra) il Mahatma mise gli occhi sulla nipote giovanissima del poeta. Perché è vero che Gandhi si accompagnava alle ragazzine, ma secondo varie testimonianze, questo era dovuto al suo proposito di mettere alla prova la propria castità. Ovvero, si coricava nudo con giovanette in fiore per provare a se stesso di essere capace di vincere le tentazioni della carne. Che poi ci sia riuscito sempre sempre, non è dato sapere.
        Di sicuro Tagore non apprezzò quando decise di farlo anche con sua nipote.

  16. Deprimente.
    La conferenza stampa in aereo del Papa dovrebbe essere vietata per legge.
    Oggi, oltre alla consueta ambiguità, aggiungo alle qualità del Pontefice l’approssimazione, dovuta in parte ad uno zoppicante italiano (è il Papa, non Totò che dice ” nu vulevon savuar”) e dovuta soprattutto a frasi abborracciate come il concetto di evangelizzazione (testimonianza o.k., ma l’annuncio dov’è finito?), come il penoso richiamo al presunto terrorismo nostrano, come il cartello “vietato lamentarsi” (se è vero) tipico del cameratismo tra impiegati.
    Ma che magistero del piffero!
    Preferisco affidarmi ai saggi parroci del mio Appennino emiliano non ancora contagiati dal cristianesimo multiuso come i detersivi.

    1. All’inizio del suo pontificato anche Giovanni Paolo II tendeva a parlare a braccio (anche in aereo). Poi qualcuno pensò bene di metterci in mezzo il filtro del dott. Navarro-Vals. Benedetto XVI rilasciò anch’egli interviste non troppo concertate (p. es. a giornalisti tedeschi) e non disdegnò di rispondere a braccio in diretta tv alle domande da alcuni pargoletti. La differenza fra questi antecedenti – specie quello di Benedetto – e il caso attuale è tutta nella qualità dei contenuti…

  17. Allora la mamma che insegna al bambino il segno della croce e le prime più semplici preghiere, come il Gloria o l’Angelo di Dio, e gli spiega che bisogna avere rispetto degli altri, che non si deve rubare, essere troppo golosi ecc. ecc. perché così ha comandato il Signore può essere tacciata di tentato proselitismo?
    Mah….

  18. “Se non credete in me-dice Gesu’-credete almeno alle mie opere”:.Sono queste infatti che attestano che la Regione fondata da N.Signore e’l’unica vera.Questo dovrebbe sapere F1 e finirla di dire che il proselitismo e’una Sciocchezza e le altre altre religioni sono tutte vere.I Cattolici vogliono che F1 AGISCA DA PAPA,non vogliono un 2 Gandi!

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