IL COMUNE DI ROMA CENSURA GIOVANNI PAOLO II. IL PRESIDENTE DI PROVITA: ROMA COME MOSCA ANNI ’70.

Marco Tosatti

Che l’amministrazione capitolina faccia acqua da tutte le parti – e in particolare quello dei servizi: mezzi pubblici, rifiuti, viabilità, decoro urbano – non è ormai un mistero per nessuno, tanto da spingere la creatività dei romani a invocare la “Santa Madonna della Molletta”, come si vede dal manifesto qui sotto.

Ma che oltre a queste evidenti incapacità l’amministrazione Cinque Stelle eserciti la censura preventiva sulle opinioni forse potevamo non aspettarcelo. O perlomeno, potevano pensarlo quanti si illudessero che il Movimento Cinque Stelle non fosse allenato con il pensiero dominante, quello legato ai grandi poteri mondialisti e globalità che determinano le linee dell’informazione.

Registriamo la denuncia di ProVita Onlus, che si esprime oggi con questo comunicato:

“Dopo l’inquietante interrogatorio da parte della polizia, subìto da Toni Brandi, presidente di ProVita Onlus, il Comune di Roma non cessa di stupire per la sua volontà di censura…Abbiamo presentato tre diversi tipi di manifesti da affiggere per le vie di Roma al Comune, come da regolare procedura e ricevendo conferma di ricevimento: Il primo per commemorare il Cardinale Caffarra e Giovanni Paolo II, poi il secondo contro l’aborto e l’ultimo manifesto per la difesa della salute delle donne, rispettivamente con ricevute di protocollo dal Comune il 31.10, il 1.11 e il 28.11.

E’ semplicemente allucinante che il Comune sembri rifiutarsi a procedere e persino a darci una risposta formale con le motivazioni del diniego e questo più di 40 giorni dalla prima richiesta”, afferma il presidente di ProVita Onlus, Toni Brandi che conclude: “Sembra di stare non a Roma, ma nella Mosca degli anni ’70. Non abbiamo mai avuto problemi a pubblicare manifesti. Ora invece, l’amministrazione sembra tollerare solo messaggi ‘graditi’ e utilizza la polizia per sondare le ‘motivazioni’ di coloro che non si allineano al pensiero unico. Non avevamo mai visto nulla di simile prima dell’amministrazione Raggi”.

Ecco due dei sovversivi manifesti di fronte a cui il Comune di Roma traccheggia:



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FEDELI ALLA CHIESA, NON A PASTORI CHE SBAGLIANO. DOCUMENTO CLAMOROSO DELLE ORGANIZZAZIONI MONDIALI PRO VITA.

 
Marco Tosatti

Fedeli all’insegnamento di sempre della Chiesa, non ai pastori che sbagliano: si può sintetizzare così una clamorosa dichiarazione, firmata dai responsabili dei principali movimenti a difesa della Vita e della Famiglia. Importante perché non si tratta di una presa di posizione di studiosi, come la correctio filialis, ma di uomini di azione che rappresentano milioni cattolici in tutto il mondo. Tra i firmatari c’è Lifesitenews di John-Henry Westen, che è il maggior portale internazionale di difesa della vita e della famiglia; la Society for the Protection of the Unborn Children (SPUC) di John Smeaton, che è la più antica organizzazione pro-life del mondo; Family Life International della Nuova Zelanda di Coleen Bayer; la World Federation of Doctors Who Respect Human Life, di Philippe Schepens; in America latina, la Alianza Latinoamericana para la Familia-ALAFA, di Christine de Marcellus Vollmer e la Families of the Americas di Mercedes Arzú Wilson. Sia Christine Vollmer che Mercedes Wilson, che facevano parte della Pontificia Accademia per la Vita, sono tra le fondatrici della neo-nata Accademia Giovanni Paolo II per la Vita Umana e la Famiglia presieduta dal prof. Josef Seifert. Tra le molte sigle aderenti in Francia, le Salon Beige di Guillaume de Thieulloy, uno dei più influenti blog quotidiani francesi, e SOS Tout-Petits fondata dal dott. Xavier Dor, più volte incarcerato per la sua difesa della vita in Francia; aderisce anche dalla Romania, la Ioan Barbus Foundation con la dott.ssa Anca Maria Cernea, rappresentante della conferenza episcopale del suo paese durante il Sinodo sulla Famiglia del 2015; molte le sigle negli Stati Uniti tra le quali Judie Brown leader dell’importante American Life League.
In Italia troviamo sigle storiche come la Fondazione Lepanto e l’Associazione Famiglia Domani ma anche nuove organizzazioni come Federvita Piemonte, Il Cammino dei Tre Sentieri, Ora et Labora in difesa della Vita, SOS Ragazzi, Famiglie Numerose Cattoliche, Voglio Vivere.

Fedeli alla vera dottrina, non ai pastori che sbagliano. Promessa di fedeltà all’insegnamento autentico della Chiesa dei leader dei movimenti pro-vita e pro-famiglia. Il numero di bambini innocenti uccisi dall’aborto nel corso del secolo scorso è maggiore di quello di tutti gli esseri umani che sono morti in tutte le guerre della storia umana. Gli ultimi cinquant’anni hanno testimoniato una continua escalation di attacchi alla struttura della famiglia come è stata progettata e voluta da Dio, capace di creare il miglior ambiente per una sana e vigorosa crescita dell’uomo e soprattutto per l’educazione e la formazione dei bambini. Il divorzio, la contraccezione, l’accettazione di atti e di unioni omosessuali e la diffusione dell’“ideologia di genere” hanno causato danni incommensurabili alla famiglia e ai suoi membri più vulnerabili. Negli ultimi cinquant’anni il movimento pro-vita e pro-famiglia è cresciuto in dimensione e portata per far fronte a questi gravi mali, che minacciano sia il bene temporale che quello eterno dell’umanità. Il nostro movimento comprende uomini e donne di buona volontà provenienti da una grande varietà di ambiti religiosi. Siamo tutti insieme uniti nella difesa della famiglia e dei nostri fratelli e sorelle più vulnerabili, attraverso l’obbedienza alla legge naturale, impressa in tutti i nostri cuori (cfr Rm 2,15). D’altronde, in questa ultima metà di secolo il movimento pro-vita e pro-famiglia si è affidato in modo particolare all’insegnamento immutabile della Chiesa cattolica, che afferma la legge morale con la massima chiarezza. È quindi con grande dolore che negli ultimi anni abbiamo dovuto constatare che la chiarezza dottrinale e morale, su questioni legate alla tutela della vita umana e della famiglia, è stata sempre più sostituita da dottrine ambigue e persino direttamente contrarie all’insegnamento di Cristo e ai precetti della legge naturale. Una Supplica filiale consegnata a Papa Francesco nel settembre 2015, è stata firmata da circa 900.000 persone provenienti da tutto il mondo; nel 2016, è stata presentata una Dichiarazione di fedeltà all’insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio. Il 19 settembre 2016 quattro cardinali hanno sottoposto cinque dubia a Papa Francesco e alla Congregazione per la Dottrina della Fede chiedendo chiarimenti su alcuni punti dottrinali contenuti nell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris laetitia. Nel giugno 2017, i cardinali hanno reso pubblica la loro richiesta di essere convocati in udienza, presentata al Papa dal Cardinale Carlo Caffarra il 25 aprile 2017, ma, come i dubia, non hanno ricevuto alcuna risposta. Il 23 settembre 2017 una Correctio filialis de haeresibus propagatis è stata elaborata da 62 teologi e accademici cattolici “in merito alla propagazione di eresie causata dall’esortazione apostolica Amoris laetitia e da altre parole, atti e omissioni” di Papa Francesco. Il 4 novembre 2017, 250 teologi, sacerdoti, professori e studiosi di tutte le nazionalità hanno sottoscritto il loro sostegno alla Correctio. Le turbolenze in seno alla Chiesa sono in aumento, come testimonia una lettera inviata di recente a papa Francesco da un prominente teologo, che afferma: “C’è caos nella chiesa e Vostra Santità ne è una causa”.
Come leader cattolici pro-vita e pro-famiglia, siamo tenuti a sottolineare numerose ulteriori dichiarazioni e azioni che hanno avuto un impatto particolarmente dannoso sul nostro lavoro per la protezione dei bambini non nati e della famiglia negli ultimi anni. Esempi rappresentativi includono:
– dichiarazioni e azioni che contraddicono l’insegnamento della Chiesa sul male intrinseco degli atti contraccettivi
– dichiarazioni e azioni che contraddicono l’insegnamento della Chiesa sulla natura del matrimonio e sul male intrinseco degli atti sessuali al di fuori dell’unione matrimoniale
– l’approvazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che richiedono fortemente agli Stati membri la realizzazione di un accesso universale all’aborto, alla contraccezione e all’educazione sessuale entro il 2030.
– l’approccio adottato riguardo l’educazione sessuale, in particolare nel capitolo 7 di Amoris Laetitia e nel programma The Meeting Point elaborato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia.
– Come leaders di movimenti pro-vita e pro-famiglia, o dirigenti di movimenti laici che riguardano la difesa e la diffusione dell’insegnamento morale e sociale cattolico, siamo testimoni di prima mano del danno e della confusione causati da tali insegnamenti e azioni. Al fine di rispettare le nostre responsabilità verso coloro che abbiamo promesso di proteggere, in particolare i bambini non nati e quelli particolarmente vulnerabili a causa dello sfascio della famiglia, dobbiamo chiarire la nostra posizione su questi temi. Dobbiamo anche fornire una leadership a coloro che, all’interno del nostro movimento, fanno riferimento a noi per avere guida e consigli. Per questo motivo desideriamo ribadire la nostra immutabile adesione alle posizioni morali fondamentali di seguito descritte:
– esistono certi atti intrinsecamente malvagi e che è sempre proibito commettere.
– l’uccisione diretta di un essere umano innocente è sempre gravemente immorale. Di conseguenza, l’aborto, l’eutanasia e il suicidio assistito sono atti intrinsecamente malvagi.
– il matrimonio è l’unione esclusiva e indissolubile di un uomo e di una donna e tutti gli atti sessuali al di fuori del matrimonio e tutte le forme di unione contro-natura sono intrinsecamente negativi e gravemente nocivi per gli individui e la società.
– l’adulterio è un grave peccato e coloro che vivono in adulterio non possono essere ammessi ai sacramenti della Penitenza e della Santa Comunione, fino a quando non si pentono e non modificano la loro vita.
– i genitori sono gli educatori primari dei loro figli e l’educazione sessuale deve essere svolta dai genitori o, in determinate circostanze, “nei centri educativi scelti e controllati da loro”.
– la separazione del fine procreativo e univoco dall’atto sessuale attraverso metodi contraccettivi è intrinsecamente negativa e ha conseguenze devastanti per la famiglia, per la società e per la Chiesa.
– i metodi di riproduzione artificiale sono gravemente immorali in quanto separano la procreazione dall’atto sessuale e, nella maggior parte dei casi, portano direttamente alla distruzione della vita umana nelle sue prime fasi.
– ci sono solo due sessi, maschio e femmina, ognuno dei quali possiede le caratteristiche complementari e le differenze che sono loro proprie.
– gli atti omosessuali sono intrinsecamente cattivi e nessuna forma di unione tra persone dello stesso sesso può essere approvata in alcun modo. Come leaders cattolici pro-vita e pro-famiglia dobbiamo restare fedeli a Nostro Signore Gesù Cristo, che ha affidato il deposito della fede alla Sua Chiesa. Noi “siamo obbligati, per fede, a rendere a Dio rivelatore piena sottomissione dell’intelletto e della volontà”.
– Aderiamo pienamente a tutte quelle cose “che sono contenute nella parola di Dio e si trovano nella Scrittura e nella Tradizione e che sono proposte dalla Chiesa come principi a cui credere perché divinamente rivelati, sia in base a suo solenne giudizio, sia per suo magistero ordinario e universale”.

Dichiariamo la nostra completa obbedienza alla gerarchia della Chiesa cattolica nel legittimo esercizio della sua autorità. Tuttavia, nulla potrà mai convincerci od obbligarci ad abbandonare o contraddire qualsiasi articolo della fede e della morale cattolica. Se esiste conflitto tra le parole e gli atti di qualsiasi membro della gerarchia, compreso il Papa, e la dottrina che la Chiesa ha sempre insegnato, rimarremo fedeli all’insegnamento perenne della Chiesa. Se dovessimo abbandonare la fede cattolica, ci separeremmo da Gesù Cristo, a cui vogliamo essere uniti per tutta l’eternità. Noi, sottoscritti, promettiamo di continuare ad insegnare e propagare i principi morali sopra elencati e ogni altro insegnamento autentico della Chiesa cattolica e che mai, per nessuna ragione, ci allontaneremo da essi.

Chi vuole aderire può farlo a questo link.

Ed ecco la lista dei firmatari, in ordine alfabetico:

Signatories to the “Pledge of Fidelity” to the authentic teaching of the Church

 

Bernard Antony, President of Chrétienté-Solidarité (France)

Dame Colleen Bayer, DSG, Founding Director of Family Life International NZ (New Zealand)

Judie Brown, President of American Life League (United States)

Patrick Buckley, Director of European Life Network (Ireland)

Georges Buscemi, President of Campagne Quebec Vie (Canada)

Giorgio Celsi, President of Associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita” (Italy)

Dr. Anca-Maria Cernea, MD, Ioan Barbus Foundation (Romania)

Greg Clovis, Director of Family Life International UK (United Kingdom)

Rev. Linus F. Clovis, Spiritual Director of Family Life International St Lucia (St Lucia)

Virginia Coda Nunziante, President of Associazione Famiglia Domani (Italy)

Modesto Fernandez, President of Droit de Naître (France)

Richard P. Fitzgibbons, M.D., Director of the Institute for Marital Healing (United States)

Mathias von Gersdorff, Director of Aktion Kinder in Gefahr (Germany)

Corrado Gnerre, Guida Nazionale, Il Cammino dei Tre Sentieri (Italy)

Doug Grane, Chief Executive of Serviam (United States)

Michael Hichborn, President of the Lepanto Institute (United States)

Jason Jones, Founder of I am Whole Life, Founder of Movie to Movement (United States)

John Lacken, Founder of Legio Sanctae Familiae, Secretary of the Lumen Fidei Institute (Ireland)

François Legrier, President of Mouvement Catholique des Familles (France)

Vittorio Lodolo D’Oria, President of Famiglie Numerose Cattoliche (Italy)

Samuele Maniscalco, Director of Generazione Voglio Vivere (Italy)

Christine de Marcellus Vollmer, President of Asociacion Provida de Venezuela (PROVIVE), President of Alianza Latinoamericana para la Familia (ALAFA), President of Alive to the World, Education in Integrity (Venezuala)

Roberto de Mattei, President of Fondazione Lepanto (Italy)

Jean-Pierre Maugendre, President of Renaissance Catholique (France)

Thomas McKenna, President of Catholic Action for Faith and Family (United States)

Anthony Murphy, Director of Catholic Voice (Ireland)

Marisa Orecchia, President of Federvita Piemonte (Italy)

Philippe Piloquet, President of SOS Tout-petits (France)

Philippe Schepens M.D., Secretary-General of the World Federation of Doctors Who

Respect Human Life (Belgium)

John Smeaton, Chief Executive of the Society for the Protection of Unborn Children (United Kingdom)

Molly Smith, President of Bringing America Back to Life, Executive Director of Cleveland Right to Life (United States)

Guillaume de Thieulloy, Director, Le Salon Beige (France)

 Dr Thomas Ward, President of the National Association of Catholic Families (United Kingdom)

John-Henry Westen, Co-Founder and Editor-in-Chief of LifeSiteNews (Canada)

Mercedes Arzú Wilson, Founder and President of Family of the Americas Foundation (Nicaragua)

Diego Zoia, Director of SOS Ragazzi (Italy)



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ALFIE COME CHARLIE. UNA FAMIGLIA LOTTA PER LA VITA DI UN BAMBINO. I MEDICI NON SANNO CHE COSA ABBIA, MA VOGLIONO “TERMINARLO”.

Marco Tosatti

Un altro Charlie Gard. Sempre in Gran Bretagna, sempre in un ospedale, sempre dei medici che vogliono terminare un bambino di diciotto mesi, e i genitori che lottano per tenerlo in vita, e per portarlo altrove. Alfie Evans è in coma, affetto da una patologia misteriosa, che i medici non sono riusciti a decifrare. È ricoverato all’Alder Hey Children Hospital di Liverpool, i cui medici hanno chiesto all’Alta Corte britannica l’autorizzazione a lasciarlo morire. I suoi genitori, Katie e Thomas, si oppongono: “Stiamo vivendo un incubo. Avevamo trovato un ospedale in Italia disposto ad accogliere Alfie”, dicono. La sorte di Alfie è stata presa a cuore da moltissime persone, che esprimono il loro appoggio soprattutto su un gruppo nato su Facebook, “Alfie’s Army”. Un anno fa, nel dicembre 2016, Alfie è entrato in coma; i medici non sono riusciti a stabilere quale sia la sua malattia. I genitori stanno cercando ovunque ospedali in grado di fare una diagnosi, ma è una lotta contro il tempo, perché per i sanitari dell’Alder Hey non ci sono più speranze. “Pensano che la vita di nostro figlio sia inutile – ha scritto il padre di Alfie su Facebook – Abbiamo bisogno di tutto il vostro supporto”. La pagina FB ha registrato oltre trenta mila utenti, e migliaia di post che vengono scritti ogni giorno a sostegno del piccolo e della sua famiglia. Il gruppo ha anche organizzato una raccolta fondi per aiutare i coniugi Evans a sostenere le visite mediche e la ricerca per scoprire quale sia la malattia di Alfie. “Non stanno dando una chance a nostro figlio, lo stanno ignorando. Un dottore si è offerto volontario, voleva capire meglio la situazione di nostro figlio, ma i medici dell’Alder Hey si sono rifiutati di parlare con lui” dice il padre.

Questo è il link a una petizione per salvare Alfie.

Qui sotto riportiamo un’intervista pubblicata da Provita-Onlus all’avvocato che si sta occupando di cercare di salvare Alfie.

– In difesa del piccolo Alfie, già da questa estate, hanno cominciato a muoversi anche degli Avvocati dell’Associazione Giuristi per la Vita: il segretario avv. Filippo Martini, l’avv. Maristella Paiar di Trento, l’avv. Claudio Corradi di Verona, Monica Boccardi di Rimini. Già in estate, infatti, i genitori di Alfie avevano affidato ai Giuristi per la Vita la procura a rappresentarli in Italia e, seppure con fatica, si è riusciti a creare un gruppo di lavoro internazionale. Questo perché – afferma l’Avv, Martini, raggiunto da ProVita Onlus – “il sistema legale inglese non è assimilabile a quello italiano. Gli avvocati (i solicitors) non si sbilanciano troppo verso casi limite come questo. Ci sono stati alcuni avvicendamenti e noi come Giuristi per la Vita abbiamo sempre avuto un punto di riferimento fisso che però non poteva fungere da difensore ma ci ha aiutato e continua a farlo tantissimo. Poi altre persone, penso a Christine Broesamle che è stata ed è vicino alla famiglia, l’amico Marco, Adele e alcune splendide traduttrici Fabiana, Claudia, Chrisula e Laura (e forse dimentico altri) che ci hanno aiutato e sopportato giorno e notte, festivi compresi. Ora sì, abbiamo uno studio legale di riferimento con cui stiamo cooperando”.

– Avvocato Martini, queste ore sono decisive per il piccolo Alfie: qualcosa si sta muovendo. Potrebbe aggiornarci sugli ultimi sviluppi e sul ruolo dei legali italiani in tutto questo?

“Sì queste ore sono davvero decisive. L’Alder Hey Hospital ha trasgredito ad alcune regole di buona condotta e non si è comportato secondo buona fede. Avevamo una trattativa serrata in corso da alcune settimane. Dovevamo arrivare a svolgere la procedura di mediazione per ricercare assieme all’ospedale una soluzione concordata. Di fatto la soluzione già c’era e occorreva semplicemente incontrarci, rilevare i reciproci interessi e a tavolino, trovare il rimedio più ragionevole per salvaguardare gli interessi di tutte le parti. Invece l’Alder Hey ha tradito la fiducia riposta e, proprio loro che all’inizio della vicenda avevano chiesto riserbo e toni bassi (cosa che in effetti era avvenuta in quanto siamo stati trincerati sino ad oggi in un silenzio totale) sono stati i primi ad agire in tribunale e ad informare le testate giornalistiche di Liverpool. E da lì, il mondo mediatico si è scatenato…”.

  • Facciamo un passo indietro. Ad oggi non si sa cosa abbia Alfie, non c’è una diagnosi. Di fronte a questo vuoto, è lecito sbilanciarsi nel dire che “non ha speranze”? Su quali basi?

“Non vi è alcuna diagnosi. Vi sono dei sospetti e dei nessi legati a patologie di tipo neurologico grave, con attacchi di tipo epilettico. Non è però lecito sbilanciarsi in affermazioni avventate per cui Alfie “non avrebbe speranze”, in quanto non vi sono certezze scientifiche per poterlo affermare. Mi spiego meglio. Ad oggi, in queste condizioni, non è dato nemmeno pronosticare quanto tempo o aspettativa di vita avrebbe il piccolo. Due mesi ? Due anni? Nessuno lo dice e nessuno può dirlo. Secondo l’Alder Hey Alfie doveva essere morto alcuni mesi orsono. Non è dato sapere se la scienza nel prossimo arco temporale, possa raggiungere obiettivi di ricerca idonei per capire che malattia ha e per capire quale processo di reversione e guarigione attivare. Certamente Alfie necessita di amore e di cure. Lui è semplicemente attaccato a un ventilatore e in tutti questi mesi, l’ospedale Alder Hey nemmeno ha mai praticato una tracheotomia. Perché? Abbiamo anche sospetti di altro tipo, ma al momento non è lecito esporsi in questo senso. Vedremo in seguito”.

  • Come già per “Charlie”, coloro che stanno agendo per la morte di Alfie invocano il “best interest” del piccolo. Come può essere la morte la soluzione migliore?

“La morte non è la soluzione migliore. Non lo era per Charlie. Ancor meno lo è per un caso come Alfie. Se guardate i video diffusi in rete (ve ne posso mandare anche io inviati dal padre ad agosto e settembre) Alfie apre gli occhi. Accenna sorrisi. Gli alzi le braccia e lui le mantiene sollevate o le abbassa lentamente controllando i muscoli. Alfie è tutto fuorché (sia consentito l’orrendo termine) un “vegetale”. L’unica soluzione è continuare ad amarlo, a farlo vivere, pregare, curarlo e sperare”.

  • Per scongiurare la morte di Alfie, appare necessario trasferirlo in un altro ospedale, diverso da quello attuale. È vero che a questa ipotesi è stato ribattuto che il trasferimento “non è privo di rischi” per la salute di Alfie?

“Incredibile ma vero. Guardi le leggo giusto tre frasi scritte nello stesso testo di lettera inviato dall’Alder Hey Hospital: “It is the opinion of the clinicians at the Trust treating Alfie that his further active treatment is futile and that his quality of life is either very poor (if he can sense anything at all) or non-existent (if he is in effect insensate)”. Ogni trattamento è futile e la qualità di vita è povera o inesistente (insensata!). Guardate i video dei genitori con Alfie e ditemi voi se è una vita “insensata”. Poi scrivono “it is the opinion of the clinicians that, following the results of their exhaustive testing and treatment of him over the past year, it is no longer in Alfie’s best interests to be provided with mechanical ventilation and it would be best for him to withdraw ventilation and allow him to die in a peaceful and dignified manner in the company of those who love him”. In pratica dicono che sono pronti a staccargli la ventilazione e a farlo morire soffocato davanti agli occhi di chi lo ama. Giuro, hanno scritto davvero questo. E poche righe dopo, sempre nero su bianco: “The transfer to — (nome ospedale italiano) — is not without risks”. Ci rendiamo conto? Lo vogliono morto di sicuro lì in Inghilterra, ma il viaggio “non è privo di rischi” e quindi non lo fanno andare. Rischi che, in verità abbiamo già visto ed esaminato sono del tutto minimali e assolutamente tamponabili con le odierne e modernissime tecniche di trasporto. Ce l’hanno detto non una, ma almeno tre compagnie aeree specialistiche contattate e già pronte a sopperire al trasporto, con il solo preavviso di un paio di giorni. Nemmeno avrebbero bisogno di visitarlo prima, il piccolo Alfie”.

  • Nell’ipotesi di un trasferimento, qualche ospedale italiano potrebbe essere adatto e pronto a ospitarlo?

“Sì, uno di sicuro c’è. Si tratta di una disponibilità di primissimo livello e sarebbe pure immediata. Non posso riferire nominativi o altro almeno per il momento in quanto è opportuno prima parlare con i referenti di questa struttura e non ho avuto tempo di farlo prima di quesa intervista”.

  • Un’ultima domanda, per i nostri Lettori: cosa può fare la gente comune per Alfie, in queste ore?

“Pregare tanto per Alfie, per la sua famiglia, ma anche per lo staff dell’Alder Hey (e per noi già che ci siete). Sostenere economicamente la famiglia in quanto il viaggio avrà dei costi e pure aiutare questi genitori ventenni sarà necessario. Loro sono fermi e decisi a portare via dall’Inghilterra il loro Alfie e dovranno trovare ospitalità quando arriveranno in Italia. Sottoscrivere inoltre una petizione che è stata lanciata (da non so chi) su Change.org e mi dicono che abbia già raggiunto oltre 30.000 sottoscrizioni. Presto ne vorremmo lanciare un’analoga sull’italiana Citizen.Go. Poi c’è anche un gruppo Facebook da sostenere, in quanto molto attive e con tantissime adesioni in favore di Alfie… Mi auguro molto presto di poterle fornire degli aggiornamenti più colmi di speranza per Alfie”.



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DUE BATTAGLIE DI CITIZENGO. DISNEY-GAY, GIÙ LE MANI DAI BAMBINI. RENZI, DITE NO ALL’EUTANASIA MASCHERATA.

Marco Tosatti

Oggi ci occupiamo di due battaglie, una più importante dell’altra, di quella organizzazione meritoria che si chiama Citizengo, e che per questo è – ovviamente – la bestia nera di tutta la banda mondialista, sorosiana e via global-sinistrando.

La prima battaglia potrebbe intitolarsi: giù le mani dai bambini. E come scrive Caroline Craddock, una delle responsabili di Citizengo, “Continua la discesa della Disney nell’indecenza”. Infatti il colosso americano ha messo in circolo su Dsney Channel, di recente, due storie “anti-famiglia” che hanno provocato reazioni choccate in tutto il globo. Andi Mack, uno degli show televisivi della Disney, ha messo in programma la prima storyline gay su Disney Channell. In un recente episodio un personaggio, che ha 13 anni, “scopre” di essere gay, e fa coming out con i suoi amici. Che lo accettano, confermano le sue attrazioni omosessuali e lo applaudono perché esprime “il suo vero essere”.

Di conseguenza il Kenya ha cancellato dalle sue trasmissioni Andi Mack. Ezekial Mutua, il capo esecutivo del Comitato di classificazione dei film del Kenya, ha dichiarato d opporsi “a ogni tentativo di introdurre una programmazione gay”.

Un altro show sul canale Dsney XD ha presentato sia un bacio omosessuale che una principessa maschio. Il Christian Post ha raccontato che un episodio di Star contro le Forze del Male “ha presentato il personaggio Marco Diaz mascherato da una principessa chiamata Turdina, in quello che i siti LGBT friendly hanno definito una coraggiosa dichiarazione”. Precedentemente nell’anno lo stesso show “ha presentato una scena con coppie dello stesso sesso che si baciavano”.

Secondo Citizengo temi di questo genere non sono appropriati a un pubblico giovane senza controllo. “Queste conversazioni dovrebbero avvenire quando i genitori pensano che sia appropriato farle, e in armonia con i valori delle famiglie”.

Citizengo propone di firmare qui per dire alla Disney di smetterla. Con una lettera indirizzata direttamente alla Disney.

La seconda battaglia è qualche cosa che ci riguarda tutti, ed è la legge sulle cosiddette DAT. Citizengo ritiene che il disegno di legge sul cosiddetto “testamento biologico” sia in realtà il primo passo della legalizzazione dell’Eutanasia in Italia.

“Significa che entro breve il sistema sanitario italiano spingerà malati e anziani a ‘scegliere’ di essere lasciati morire o addirittura di essere soppressi per non dover “pesare” sui conti economici dello Stato. Il disegno di legge obbliga i medici e il personale sanitario a rispettare qualsiasi ordine, comprese le richieste di chiaro stampo suicidario come quelle per la sospensione dell’idratazione e della respirazione assistita. In altre parole, i medici saranno costretti a lasciar morire di sete e per soffocamento pazienti che potrebbero ancora essere assistiti senza alcun accanimento terapeutico”.

Citizengo propone di firmare una petizione “per chiedere al Segretario del Pd Matteo Renzi, il principale sponsor di questa legge, (ma non doveva lasciare la politica un anno fa? N.D.R.) di non commettere un errore politico e culturale che sarebbe fatale per migliaia di malati e anziani”.

Citizengo ricorda che “Il Segretario del Partito Democratico, infatti, ha imposto come priorità assoluta per la fine ormai imminente di questa legislatura l’approvazione immediata del cosiddetto “testamento biologico”. Grazie all’appoggio del Movimento 5 Stelle, la legge rischia seriamente di essere approvata. Su questo argomento, giornali e televisioni ci stanno raccontando una marea di falsità”.

È chiaro che la questione non è affatto così semplice come la stanno raccontando. In realtà, “sotto”, c’è ben altro…

“In poche parole: il testamento biologico obbliga i medici ad assecondare richieste potenzialmente suicidarie, rilasciate da persone anche quando erano in perfetto stato di salute. Infatti, la legge considera come “terapie” anche l’assistenza nell’idratazione e nella respirazione, quando il paziente non è autosufficiente. Acqua e aria sono… medicine…? Sospendere questi sostegni vitali di base (che non sono terapie) significa far morire di sete e per soffocamento il malato”.

Sì alla libertà di scelta, no all’eutanasia.

 



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PADRE PIO CONTRO SATANA. IL LIBRO CHE RACCONTA LA BATTAGLIA DI UNA VITA INTERA DI UN SANTO STRAORDINARIO.

Marco Tosatti

Marco Tosatti – e Stilum Curiae – pro domo sua. Mi permetto di segnalarvi un libro che è appena stato pubblicato – dal 30 novembre scorso è in vendita su Amazon e su altre librerie online, e non solo – da ChoraBooks, e che manca da molti anni nelle librerie normali. Racconta il rapporto straordinario di uno dei più grandi santi del secolo scorso, Padre Pio, con il nemico dell’umana natura, l’avversario per eccellenza, il demonio.

È un libro non lungo, ma a cui sono molto affezionato, perché è il frutto di lunghe ricerche nelle memorie di quanti hanno conosciuto il santo, e la maggior parte del suo materiale proviene da fonti originali, e di difficile reperimento e consultazione: gli otto volumi della “Positio”, cioè la mole di testimonianze e documenti che hanno portato il religioso di Pietrelcina agli onori degli altari.

Racconta questa battaglia, che si è conclusa solo con la vita terrena di Padre Pio: “un duello di tempi antichi, vissuto nel secolo appena trascorso”, una lotta reale, “un corpo a corpo prolungato per tutta l’esistenza terrena, e anche oltre, fra un monaco e il suo Avversario”.

Moltissimi sono gli episodi straordinari legati a questa battaglia. Fra questi uno di cui è stato protagonista uno dei fedelissimi del santo del Gargano” il celebre esorcista di venerata memoria don Gabriele Amorth che prima della morte ha narrato “di come il commendatore Angelo Battisti, primo amministratore e primo Presidente della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo sia stato posseduto negli ultimi anni della sua vita dal demonio”.

Don Gabriele Amorth, della cui amicizia mi onoro, era un fedele di Padre Pio, che aveva conosciuto personalmente, e verso il quale nutriva una grande venerazione.

Nel libro ho scelto di concentrami solo sulle apparizioni e sulle manifestazioni diaboliche – alcune molto fisiche e corporali – vissute da padre Pio; ho volutamente appena accennato a estasi e visioni celestiali, che spesso seguivano da presso gli scontri con satana, e che credo, erano strettamente connesse alla lotta spirituale combattuta dal salto.

Dicevamo che la battaglia è andata avanti sino alla fine della vita terrena di Padre Pio. Penso che il suo avversario non gli abbia concesso tregua. Chiudo questo breve articolo con la citazione delle ultime righe del libro: “L’eroe di un’epopea ‘deve’ morire con la spada in pugno. Anche padre Pio aveva un’arma. Quale fosse, lo rivelò pochi giorni prima di morire. Racconta padre Tarcisio da Cervinara che un giorno, ‘mettendosi a letto disse ai frati che erano in cella col lui: ‘Datemi l’arma. E i frati, sorpresi e incuriositi, gli chiedono: ‘Dov’è l’arma? Noi non vediamo niente!’. E padre Pio: ‘Sta nella mia tonaca, che avete appesa all’attaccapanni or ora!. I frati, dopo aver rovistato per bene in tutte le tasche del suo abito religioso, gli dicono: ‘Padre, non c’è nessun’arma nel suo saio! C’è soltanto la corona del Rosario!’. E padre Pio, subito: ‘E questa non è un’arma? La vera arma?’ “.

 


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SUPEREX RICORDA UNA PROFEZIA DELLA MADONNA, AD AKITA, SUL DRAMMA DELLA CHIESA. E CITA UN TESTE BERGOGLIANO D.O.C.

Marco Tosatti

Mi ha riscritto. Quell’amico di cui Stilum Curiae ha ospitato uno sfogo dritto dal cuore qualche giorno fa, quello che si definisce Ex Movimento per la Vita, ex Scienza & Vita, ex giornalista di Avvenire, ex docente di scuola cattolica…

Insomma un SuperEx, un ex come ce ne sono pochi, e sarà così che si è deciso di battezzarlo. Fortunatamente per lui la lista degli “ex” si ferma qui, ed è ancora – più che mai – cattolico; il che, se ci pensate, di questi tempi, è un vero miracolo, la testimonianza che papi vescovi prelati e chierici vari in fondo in fondo possono risultare davvero servi inutili. Nel bene, ma, per fortuna, anche nel male…Comunque bando alle ciance e vediamo che cosa ci dice oggi SuperEx.

Caro Tosatti, dopo la mia lunga lettera da ex, soprattutto di Avvenire, giornale oggi irriconoscibile, illeggibile, intollerabile, mi è venuto voglia di inviarLe un breve passo tratto da un libro del giornalista Andrea Tornielli, già ratzingeriano di ferro, oggi bergogliano d’acciaio, domani chissà…

E’ tratto dal suo libro Attacco a Ratzinger (Piemme, 2010, p.272), da un capitolo apocalittico incentrato sulle molteplici profezie che suggeriscono l’esistenza di una crisi, nella Chiesa, senza precedenti.

Quella che ho scelto mi ricorda gli insulti e le volgarità con cui alcuni cardinali bergogliani, Maradiaga su tutti, hanno sovente insultato altri cardinali come Burke o Caffarra, che invece avevano posto domande sul piano dottrinale, senza mai scadere nel personale. Oppure, mi ricorda l’ondivago errabondare del cardinale Christoph Maria Michael Hugo Damian Peter Adalbert Schönborn (spero di non aver perso nulla per strada), oggi così impegnato a dire il contrario di ciò che scriveva e diceva solo pochi anni fa. Conversione o, per usare una parola della profezia sottostante, “compromesso”?

Ecco il testo di Tornielli:

“Accenni espliciti e immagini che preannunciano una crisi difficile nella Chiesa si ritrovano nei messaggi collegati alle apparizioni di Akita, in Giappone, avvenute nel 1973 e riconosciute come soprannaturali, con il consenso di Roma, dal vescovo Niigata, monsignor John Shojiro Ito. Il vescovo, prima di rendere pubblica l’approvazione, nel 1988 si era incontrato in Vaticano con il cardinal Ratzinger. La Madonna, il 13 ottobre 1973, anniversario del miracolo del sole avvenuto a Fatima, aveva detto a una religiosa, suor Agnese Sasagawa, che

“L’opera del diavolo si insinuerà persino nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli… la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi”.

È impressionante, vero, leggerlo adesso, alla luce di quello che sta accadendo nella Chiesa? Una fotografia…



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CONTRO LUTERO. UN NUOVO LIBRO DI PADRE CAVALCOLI, PER NON MORIRE PROTESTANTI. DA CATTOLICI…

Marco Tosatti

Oggi ci occupiamo di un libro molto importante per avere un quadro chiaro e lucido, da un punto di vista cattolico, sulla situazione dei rapporti con le Chiese protestanti, e in particolare con i luterani. Importante perché in un momento storico e culturale in cui le emozioni prevalgono sul ragionamento, praticamente in ogni campo, l’uso della razionalità diventa fondamentale per evitare disastri e fraintendimenti.

Parliamo di “Contro Lutero”, un nuovo testo del teologo domenicano Giovanni Cavalcoli, un’opera in cui il noto pensatore cattolico precisa le condizioni che permetterebbero un reale riavvicinamento tra la chiesa cattolica e i protestanti. Il sottotitolo – Perché non vogliamo morire protestanti – ha un significato ben preciso in questi giorni, quando i segnali di una deriva della Chiesa cattolica verso forme protestanteggianti sono sempre più forti, e si moltiplicano in tutto il mondo episodi di “condivisione” eucaristica non sempre opportuni e opportunamente svolti. E i segnali di affetto – pensiamo al francobollo celebrativo emesso dalle Poste vaticane – sembrano presupporre la rimozione parziale di elementi forti dell’identità cattolica.

Il libro – un’opera piccola come formato, e per questo, se vogliamo, ancora più incisiva e utile – è stato pubblicato da ChoraBooks su Amazon. È accompagnato da una presentazione dell’editore, Aurelio Porfiri, che scrive: “Padre Cavalcoli avverte: in questi 500 anni dalla nascita del luteranesimo, molta strada hanno fatto cattolici e luterani sulla via della riconciliazione, soprattutto a partire dall’impulso all’ecumenismo dato dal Concilio Vaticano II. Tuttavia i luterani restano ancora fermi ad alcuni errori di fondo, che bisogna correggere, per togliere del tutto ogni divisione, affinché questi fratelli siano “pienamente incorporati” alla Chiesa Cattolica.

E diciamo quali sono questi nodi da sciogliere. Si possono ridurre sostanzialmente a tre, secondo un compendio suggerito dallo stesso notissimo modo luterano di riassumere i princìpi di Lutero: tre assiomi fondamentali, tre parole d’ordine, tre motti emblematici, tre direttrici teoretiche, tre linee d’azione: Sola Scriptura, Sola fides, Sola Gratia”.

Su ciascuno di questi tre punti padre Cavalcoli esercita la sua attenzione e la sua critica. Per esempio per quanto riguarda l’assioma Sola Scriptura, conclude “I teologi luterani, inoltre, soprattutto i moderni, nella linea umanistica di Melantone, coltivano intensamente e a volte esemplarmente le scienze bibliche – si pensi per esempio al metodo storico-critico -. Ma, partendo da un concetto positivistico della scienza, se da una parte fanno mostra di una grande erudizione e capacità critica in questo campo, dall’altra sono gravemente carenti in metafisica – e qui si dimostrano discepoli di Lutero – , con la conseguenza disastrosa di commettere enormi errori sul piano della teologia speculativa e del dogma. Per usare un paragone di S. Caterina da Siena, questi esegeti, bene che vada, manifestano e mangiano la ‘scorza’ della Scrittura e trascurano la ‘polpa’”.

Commenta Aurelio Porfiri: “Un testo che non farà piacere agli oltranzisti dell’ecumenismo, a coloro che non riescono a vedere l’importanza della giustizia accanto alla pur necessaria misericordia, ai pastoralisti che hanno fastidio di ogni odore di dottrina”.

Padre Giovanni Cavalcoli è nato a Ravenna nel 1941. Si è laureato in filosofia a Bologna nel 1970. Entrato nell’Ordine Domenicano nel 1971, è stato ordinato sacerdote nel 1976. Ha insegnato teologia dal 1979 al 1982 presso l’allora Studio Teologico Accademico Bolognese (STAB). Ha conseguito la licenza in filosofia nel 1981 e il dottorato in teologia presso la Facoltà Teologica Pontificia “S.Tommaso d’Aquino” di Roma nel l984. Officiale della Segreteria di Stato dal 1982 al 1990. Ripreso l’insegnamento nel 1990, dal 2011 è docente emerito di Teologia Dogmatica nella Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna e di Metafisica e nello Studio Filosofico Domenicano di Bologna. E’ stato Vice postulatore nella Causa di Beatificazione del Servo di Dio Padre Tomas Tyn,OP dal 2006 al 2012. Dal 1995 tiene un corso per catechisti a Radio Maria. Ha al suo attivo la pubblicazione di molti libri ed articoli di teologia in riviste specializzate. Dal 2014 collabora con DonAriel Levi di Gualdo al sito IsoladiPatmos e dal 2015 al blog di Aurelio Porfiri Il Naufrago.



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ROMANA VULNERATUS CURIA E I ROHYNGYA. È SBALORDITO DAL PONTEFICE: ASSOMIGLIA SEMPRE DI PIÙ A GANDHI.

Marco Tosatti

Cari stilumcurialisti, Romana Vulneratus Curia (RVC per gli amici) ha qualche cosina da dire sulle dichiarazioni del Pontefice sull’aereo di ritorno dal Bangladesh. Ancora una volta – non è la prima, né, prevediamo, sarà l’ultima, il capo della Chiesa cattolica ha parlato di terrorismo e religioni, con queste parole: “C’erano gruppi terroristi che cercavano di approfittare dei Rohingya, che sono gente di pace. Sempre c’è un gruppo fondamentalista nelle religioni, anche noi cattolici ne abbiamo. (sottolineatura nostra). I militari giustificano il loro intervento a motivo di questi gruppi. Io non ho scelto di parlare con questa gente, ma con le vittime, con il popolo che da una parte soffriva questa discriminazione e dall’altra era difeso dai terroristi”. Non osiamo pensare quali “estremisti” pensi il Pontefice. Sospettiamo fortemente però che siano quelli che invece  di usare il mitra sgranano rosari ultimo modello, di fabbricazione israeliana, senza rinculo. Pericolosissimi. Non sappiamo neanche chi abbia informato il Pontefice sulla situazione, ma ci sono anche Rohyngya hindu e cristiani, che ahimè non se la passano per niente bene, all’interno di quel popolo, come testimonia questo articolo. E non hanno avuto l’onore di una menzione.

Ma ecco che cosa ne pensa RVC

“Caro Tosatti, più passa il tempo, e più osservo, con apprezzamento, la maturazione di Sua Santità nelle varie occasioni e circostanze. Ma sempre più riconosco in lui aspetti di una figura leggendaria come il Mahatma Gandhi. Le dichiarazioni sul problema dei Rohyngya hanno concorso a ricordarmi infatti Gandhi, detto Bapu. Anche Gandhi riteneva che gli estremisti religiosi fossero ovunque. Anche Gandhi era convinto che tutti si riconoscessero in lui : buddisti, cristiani, musulmani, hinduisti. Anche lui era convinto che la religione musulmana fosse per la non violenza e si dovessero distinguere i terroristi islamici dagli altri, pacifici. Anche Gandhi fondava la sua religione sulla tolleranza che era misericordia positiva. Anche lui predicava il non proselitismo convinto che tutte le religioni fossero vere, avendo un punto di vista sulla verità, ma essendo le religioni nell’uomo ed essendo l’uomo imperfetto anche le religioni sono imperfette, anche se tutte vere. Anche Gandhi era ostile alle istituzioni religiose tradizionaliste. Anche lui è apprezzato da Enzo Bianchi. Cosa manca ? Un Martin Luther King come discepolo ? Non basta un Luther da rivalutare?“.

Certo, Mahatma Gandhi non era molto cattolico, ma che vuoi che siano queste minuzie…siamo nel mondo globale o no?



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A ROMA, ALLA TRINITÀ DEI PELLEGRINI, L’ULTIMO CONCERTO DI RICCARDO MASSENI, CELEBRE VOCE BIANCA. PER SUMMORUM PONTIFICUM.



Marco Tosatti

Oggi Stilum Curiae parla di un concerto speciale che si terrà a Roma sabato 16 dicembre, nella parrocchia della SS. Trinità dei Pellegrini, e che avrà di sicuro molto appeal per gli amanti della musica, e per gli appassionati della tradizione liturgica della Chiesa.

Riccardo Masseni, straordinario giovanissimo cantante triestino, terrà per il Populus Summorum Pontificum il suo ultimo concerto quale voce bianca.

Riccardo Masseni è nato a Monfalcone nel 2002, ed ha intrapreso lo studio del pianoforte all’età di 5 anni. Due anni dopo ha affiancato al percorso strumentale quello vocale, ed è entrato a far parte del coro di voci bianche “Piccolo coro di Monfalcone”. Nel 2011 è stato scelto per partecipare alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno scolastico 2011/2012, tenutasi al Palazzo del Quirinale a Roma. Dal 2012 studia canto con la Maestra Cristina Nadal presso l’Associazione Musicale di Farra d’Isonzo, approfondendo il repertorio cameristico di autori classici come Haendel, Mozart, Bernstein e Britten.

Nello scorso mese di ottobre, Riccardo ha ottenuto un successo notevole al Teatro Verdi di Trieste quale voce solistica nella Quarta Sinfonia di Mahler. Avendo raggiunto i quindici anni, la sua carriera di voce bianca è ormai giunta alla conclusione, e Riccardo – che ha già cantato durante la S. Messa tradizionale che si celebra nella chiesa del Rosario di Trieste – ha deciso di regalare il suo ultimo concerto quale giovane cantore al Populus Summorum Pontificum, scegliendo per l’occasione la chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini di Roma. I brani in programma sono splendidi: ascolteremo musiche di Mozart, Bach, Haendel, Vivaldi, e un brano della quarta Sinfonia di Mahler.

L’ingresso al concerto è libero, ma sarà gradita un’offerta, che verrà devoluta all’Associazione Amici del Summorum Pontificum per il finanziamento del Pellegrinaggio Internazionale del 2018.

Il pellegrinaggio a Roma, ad Petri sedem, l’anno prossimo sarà guidato dal vescovo di Copenhagen, Czeslaw Kozon. Sarà l’ottava edizione di questo pellegrinaggio che si svolgerà, come è tradizione consolidata, nel week end in cui cade la Giornata di Cristo Re, da venerdì 26 a domenica 28 ottobre. Un appello particolare è rivolto a sacerdoti e fedeli dell’Europa del Nord, vista la presenza del vescovo d Copenhagen. E per questo motivo alle lingue ufficiali del pellegrinaggio – inglese, italiano e francese – è stato aggiunto il tedesco.



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ILPAPA CAMBIA MAESTRO DELLE CERIMONIE? VOCI SULLA PARTENZA DI GUIDO MARINI. SE NE VA UN ALTRO PEZZO DELLA CURIA DI BENEDETTO.

  •                              
Marco Tosatti

Voci di buona fonte (due, diverse e indipendenti) danno per probabile la sostituzione di mons. Guido Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, con mons. Diego Ravelli. Mons. Guido Marini era stato nominato a questo incarico nell’ottobre del 2007 da papa Benedetto XVI. Ha quindi compiuto due mandati quinquennali da capo delle cerimonie. Mons. Diego Ravelli è cerimoniere pontificio dal 2006, e nel 2013 il Pontefice regnante lo ha nominato capoufficio dell’Elemosineria Apostolica. La sua nomina, a quanto si dice, è stata appoggiata da mons. Piero Marini, già maestro delle cerimonie sotto Giovanni Paolo II, e segretario di Annibale Bugnini, il principale responsabile della riforma liturgica post-conciliare e della messa, e caduto in disgrazia probabilmente a causa di voci sulla sua presunta affiliazione alla massoneria. Bugnini fu inviato come nunzio in Iran, e morì a Roma nel 1982, in maniera inattesa, dopo un’operazione di ernia.

Secondo le voci di cui riferiamo l’annuncio della sostituzione dovrebbe essere imminente, e il provvedimento dovrebbe aver luogo nel gennaio prossimo, una volta concluse le feste di Natale e l’impegnativo ciclo di celebrazioni liturgiche ad esso correlato. Se le voci troveranno conferma, si tratta certamente di un cambiamento radicale di impostazione e di stile.

Qualche giorno fa accennavamo alle voci ricorrenti di una sostituzione dell’arcivescovo Georg Gaenswein, attuale Prefetto della Casa Pontificia. Con l’eventuale partenza sua e di mons. Guido Marini vengono smontati gli ultimi pezzi della Curia dei tempi di papa Ratzinger. Fatti salvi alcuni intoccabili, come il prefetto di Propaganda Fide, il diplomatico Filoni, e un altro diplomatico, il cardinale Sandri. Oltre al gruppo di arcivescovi e cardinali protetti dall’ombrello del Comitato Bertone.


 


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