ALLARME DELL’ABATE FARIA. HA LETTO IN UN ARTICOLO CHE FORSE IL PAPA HA CANCELLATO L’INFERNO, E LO RIVUOLE INDIETRO. SUBITO!

Marco Tosatti

Come al solito devo scusarmi con l’Abate Faria, perché tardo sempre a pubblicare le riflessioni che mi manda. Ma fra una scomunica qua, anzi doppia, un’operazione anti-terrorismo della Polizia contro un camion-vela recante lo stendardo inquietante di San Wojtyla e un appello sui giornali a verificare se il papa è davvero il papa l’attualità preme e fa la prepotente.

L’Abate Faria qualche giorno fa deve aver letto l’articolo di Rosso Porpora in cui fra le altre cose si scriveva: “Se è vero che Jorge Mario Bergoglio ha parlato talvolta dell’inferno (vedi ad esempio il “Convertitevi, ancora c’è tempo per non finire all’inferno!”, rivolto ai mafiosi durante l’incontro con ‘Libera’ del 21 marzo 2014), in diverse altre occasioni – specie recenti – l’ha addirittura implicitamente negato. Come il 23 agosto 2017, quando ha parlato dell’immagine della fine della storia come di “una immensa tenda dove Dio accoglierà tutti gli uomini per abitare definitivamente con loro”, replicando l’11 ottobre 2017 quando ha rilevato che alla fine della storia c’è Gesù misericordioso e “tutto verrà salvato. Tutto”. Qui non si può non osservare che “tutto” comprende evidentemente “tutti”. Perciò niente inferno. Del resto, commentando il Vangelo della domenica come tradizione all’Angelus, Francesco ha preso l’abitudine di censurare i passi più duri, come – il 15 ottobre 2017 – il famoso “là sarà pianto e stridor di denti”.  L’impressione che se ne trae è che Jorge Mario Bergoglio la parola ‘inferno’ non la pronunci volentieri (forse perché – come dice lui – è un po’ furbo o perché effettivamente ci crede poco?). E ciò non fa altro che accrescere la gran confusione dottrinale che regna tra i cattolici (tra i catto-fluidi, no… quelli bevono o fingono di bere tutto e il contrario di tutto!)”.

Si deve essere allarmato, l’Abate Faria. Perché mi ha scritto cos^:

“Mi si dice che all’inferno non va nessuno e che i diavoli, quindi, sono in cerca di nuova occupazione. Ora, perché negare alle persone il diritto di poter andare all’inferno? Cornelio Fabro diceva che uno dei problemi che più lo aveva intrigato, era quello della libertà. Ma se il mio comportamento non viene sanzionato da Dio per quello che è, nel bene e nel male, significa in definitiva che non sono libero, tutto è già deciso.

Ovviamente non ci si augura per nessuno di andare all’inferno, ma la mancanza di libertà è un inferno ancora più grande.

Se qualcuno mi dirà: vai all’inferno!, potrò aggiungere “almeno spero!”.

Abate Faria”.

Insomma, come direbbero a Roma: aridatece l’Inferno…



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69 commenti su “ALLARME DELL’ABATE FARIA. HA LETTO IN UN ARTICOLO CHE FORSE IL PAPA HA CANCELLATO L’INFERNO, E LO RIVUOLE INDIETRO. SUBITO!”

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  2. “Orribil furon gli peccati miei;/ma la bontà infinita ha sì gran braccia,/che prende ciò che si rivolge a lei./Dante,Divina Commedia,Purgatorio III,vv:121-123.”Venir sen dee giù tra i miei meschini,perchè diede il consiglio frodolente,/dal quale in qua stato gli sono a’crini;/ch’assolver non si può chi non si pente,/né pentére e volere insieme puossi,/per la contradizion che nol consente./Dante,Divina Commedia,InfernoXXVII,vv.115-119. Samuele o Lei non mi ha capita o io non mi sono spiegata chiaramente.Le masse “socializzate”che io ho paragonato a mandrie,del resto se le avessi paragonate a pecore sarebbero state le greggi bergogliose che devono precedere e guidare il pastore,fanno parte della Narrazione bergogliana.Quindi,senza guida pastorale rischiano di cadere nell’abisso.Nei succitati esempi,invece,Dante mette in luce come un effettivo,anche se tardivo pentimento,salvi l’anima di Manfredi;al contrario,la assoluzione a priori di un pontefice come Bonifacio VIII,desideroso di distruggere Palestrina permetta al diavolo di prendersi l’anima di Guido di Montefeltro,esecutore subdolo del progetto di conquista con l’inganno.Vicenda di inganni a incastro frutto di “Narrazioni”un tantino ,troppo “Personali” che non tengono nel dovuto conto che pentére e volere contemporaneamente il male -per logica-non stanno assieme.Ma naturalmente né Freud né Jung,né Adler erano ancora nati.Né la pletora dei loro “figli”,”nipoti” e “pronipoti”.Quindi oggi viviamo in una società dove la Contraddizione tende a sparire nella omologazione di ogni differenza.

  3. Papa Bergoglio a Nettuno il 2 novembre, giorno dedicato ai defunti, davanti a 5000 croci bianche dei soldati americani morti nell’ultimo conflitto mondiale ha parlato di tutto: della tragicità della guerra, delle sue conseguenze cioè delle distruzioni, delle lacrime delle madri, delle mogli dei caduti, dei figli orfani, di un mondo nuovo desiderato ma trasformato in regno di morte.
    E di Dio? Ha parlato di Dio? Sì, solo queste poche parole ripetute per ben 2 volte: “Per favore Signore FERMATI! Non più, non più la guerra, non più questa strage inutile”.
    Mi sono domandato: ma che fine ha fatto il Dio misericordioso gridato ai 4 venti ?
    E’ forse la guerra opera di un Dio che si diverte a provocarla?
    E Bergoglio è più misericordioso di un Dio che tradisce le nostre aspettative.
    Se non lo sapete, secondo Papa Bergoglio, anche la Madre di Gesù rmnase delusa davanti a suo Figlio crocifisso.
    O forse con quel FERMATI voleva dire: Signore ferma la guerra, ferma la tua severa giustizia!.
    Che strano questo nostro Papa, eppure il 13/05/17 sulla spianata della Cova afferma un concetto diverso, ironizzando proprio sul ruolo della Madonna.
    E sì, perché ha voluto correggere quei nostri modi errati di considerare la Madonna, non consoni al Vangelo.
    Ecco le sue parole che danno luce alla nostra povera mente!
    “Allora quale Maria..? -domanda il Papa- la Vergine del Vangelo, venerata dalla Chiesa orante, o invece… una Maria abbozzata da sensibilità soggettiva che La vedono tenere fermo il braccio giustiziere di Dio pronto a punire?”
    Capito? Sgomberariamo allegramente il campo da ogni equivoco.
    Anteponiamo la misericordia al giudizio: Dio per ora non ci condanna.
    Come si contraddice: dice una cosa e poi afferma un’altra.
    Ma se voleva dire allora il contrario di quello detto a Fatima, perché non ha continuato a parlare in un modo chiaro e forte come ha fatto veramente la Madre di Gesù e cioè che davanti a questo sfacelo di una umanità ostinata amante del peccato e della depravazione piuttosto che della grazia e della santità di Cristo, ci si aspetta un forte intervento divino per correggerci.
    Ma che scherziamo? Andremo tutti in paradiso.
    Insomma il Parlare di Bergoglio è questo: SI’ SI’..NO NO…FORSE..
    Questo dice il nostro vescovo vestito di bianco, venuto dalla fine del mondo: ci dice cose nuove, cose dell’altro mondo….

    1. Joseph lui semplicemente non pensa che la guerra sia conseguenza del peccato dell’uomo, che Dio momentaneamente abbandona a subire le conseguenze delle sue azioni. No, lui pensa che Dio sia Egli stesso responsabile della guerra. Una orribile bestemmia degna del suo idolo Lutero. Almeno questa è la mia sindacabilissima opinione. Quattro anni fa gli concedevo il beneficio del dubbio, oggi semplicemente penso che questo signore non sia non dico cattolico – ché la cosa salta agli occhi occhi di chiunque non sia ignorante o in malafede – ma cristiano, quanto alla fede. Per lui Cristo non è Dio, ma un profeta come tanti. A cui preferisce se stesso, follemente.

  4. Dio di qua, Dio di là , Dio di su, Dio di giù…. Neanche fosse Figaro del Barbiere di Siviglia.
    <>

    Direi che fra tutti i comandamenti questo, ai nostri giorni, è il più disatteso. Cani e porci, prelati, sacerdoti e laici, giornalisti notoriamente atei, politici ambigui, tutti si sentono in diritto di parlare di Dio, a proprio piacimento, attribuendogli pregi, difetti, qualità, sentimenti, valutazioni, giudizi prettamente umani; talmente umani da lederne la maestà, l’unicità, e, in ultima analisi, la sua essenza divina. Non dimentichiamo che Dio viene prima di qualsiasi uomo e sta al di sopra di ogni pensiero e di ogni giudizio umano: non è consentito a nessuno, nemmeno al papa, di parlarne senza rispetto, come se fosse un nostro occasionale compagno di viaggio col quale discorrere tranquillamente del più e del meno.

    1. Deutero amedeo, Dio è nostro padre, vorrebbe toglierci la confidenza di cui, per il semplice fatto di esserne figli, abbiamo bisogno? Il rispetto a Dio credo dovrebbe nascere dall’amore che ci unisce a lui, non dalla paura che traspare velatamente dal suo commento.

  5. Caro Samamuele,il sacerdote nella consacrazione del vino,ripete le S.Parole:Hic est enim Calix sanguinis mei…qui pro vobis te pro multis effundetur in remissione peccatorum.Dio quindi e’ morto per tutti,ma non tutti si salvano;solo molti.Molti non significa la maggior parte degli uomini,ma solo una parte di essi.Punto e basta.Perche’?Ma per il libero arbitrio dagli uomini usato per la loro rovina.

    1. @Lucius

      Mi scusi ma non spetta a lei decidere quanti uomini si salvano. La Madonna afferma che la maggior parte si salvano e io Le credo.

      Per il resto non sta scritto da nessuna parte che Dio lasci andare in perdizione la maggioranza del genere umano.

      1. Vediamo chi ci è già andato… Martin Lutero? Stalin? Hitler? Gengis Khan? Tamerlano? Papa Borgia? Pol Pot? I Grandi Abortisti? Mobutu? Gheddafi? Robespierre? Napoleone Bonaparte? Al Capone?
        Basterà un semplice pentimento in punto di morte per annullare il peso dei peccati commessi allegramente?
        Mi raccontavano i miei che vicino a casa mia a Corridonia c’era un ubriacone, che picchiava la moglie, bestemmiava, era ateo… Mentre stava per tirare le cuoia, le figlie lo imploravano “babbo, stai per presentarti a Dio, pregalo…”. Egli morì chiedendo: “Che je dico, che je dico…” (che gli dico, che gli dico…) Si sarà salvato?
        Non lo sappiamo. Certo è che quanto prima hai la conversione, con la promessa di non peccare più, e maggiori sono le garanzie di salvezza, passando per il Purgatorio.

        1. Il buon ladrone alla fine si pentì e andò in Paradiso. Questo è il Vangelo, Giorgio Rapanelli. Non è un invito ad aspettare l’ultimo istante della nostra vita per scoprire la grazia e la gioia di abbracciare Gesù, ma a non togliere la speranza di quell’abbraccio a quel fratello o sorella che si dovesse purtroppo trovare in quella condizione.

      2. Caro Samuele
        In effetti ciò che affermi è vero, ma è anche vero che la forma consacratoria non è “per tutti” bensì “per molti”.
        Dire per pro multis significa semplicemente che non tutti accettano il Sangue come Purificatore dei propri peccati.
        Al contrario, la dizione per “Tutti” implica il perdono dei peccati a prescindere, ma questo non è cattolico è puramente protestante.
        E’ vero quello che dici in quanto alla salvezza della maggioranza, poiché l’accettazione o meno del Kerygma gesuano deve essere approvato dalla piena avvertenza e deliberato consenso, vero dunque che non sempre gli atti dell’uomo hanno queste due caratteristiche, spesso ma molto spesso l’uomo difetta a volte di uno ma spesso di entrambi i requisiti, ciò non li portano alla dannazione ma ad un buon purgatorio, il qual fine poi è sempre il paradiso.

  6. Dio “vuole che tutti gli uomini si salvino”(1 Tim 2,4).
    Nei nostri tempi di libera apostasia, non si parla più di inferno, come possibile luogo di soggiorno di quanti si dannano, peccando contro Dio e la sua Legge.
    Tuttavia, come ignorare i
    numerosissimi e chiari versetti in cui Cristo Gesù nel suo Vangelo parla esplicitamente di questo luogo, indicandolo come: inferno- Geenna, fuoco inestinguibile e di eternità? Purtroppo, nel dopo Concilio Vaticano II, si è trascurato di parlare nelle catechesi e ancor meno nelle omelie, di escatologia in generale, o dei quattro Novissimi: morte, giudizio, inferno, paradiso. Oggi, sotto il pontificato di Papa Bergoglio, la Chiesa ha messo decisamente la freccia in direzione a senso unico verso la misericordia, a discapito della giustizia. Scimiottando i luterani, si pensa di essere giustificati e predestinati tutti ad essere salvi per fede. Il libero arbitrio? Boh!!! E bene ricordare e sottolineare, che Cristo Gesù è venuto per la salvezza di molti, e non di tutti, come Egli stesso ha precisato nell’ultima Cena.”Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato per molti” (Mc14,24). I non salvati allora, dove vanno a “sfernare”? Forse nel “troncamento eterno” come farneticano i Testimoni di Geova?
    SIA LODATO GESÙ CRISTO!

  7. Buonasera Abbè,

    Ma non era un articolo di Magister di qualche settimana fa?

    Comunque segnalo due cose:

    A) no inferno = no luterano

    B) che Gesù non manda all’inferno nessuno lo disse anche Don Camillo nel primo film, parlando al Crocifisso appeso alla parete di casa. Epoca preconciliare; film gradito a Pio XII *.

    Bacio le sacre nocche, chiedendo di benedirmi con un pugno sui denti!

    * per completezza aggiungo che l’intera saga di Don Camillo fu girata all’interno di una chiesa vera, ma nessuno, nemmeno Pio XII, gridò alla profanazione per averla usata come set cinematografico. Sarebbe carino dirlo a quella signora che, dalla Bussola, continua a duellare a distanza col Turiferario Magno sulla mensa di Bologna… 🙂

    1. Caro spettro ,
      E allora Dante e’ da meno di Guareschi?
      O la tua conoscenza della letteratura cattolica si ferma ai film e ai fumetti?

    2. Gentile Spettro di chicchessia. Certo Gesu’ non “manda” nessuno all’inferno. Il problema e’ che purtroppo qualcuno preferisce andarci. Provi a leggere “Il grande divorzio” di C.S. Lewis.

  8. Dio e’ misericordioso . E’ l uomo che lo rifiuta che si D’Anna. Non certo son tutti santi per le opere. Qualcuno citava il buon ladrone. Io potrei citare beati.

  9. Infatti , altro tema dimenticato, la resurrezione DELLA CARNE. La didache’ non canonico ma rispettato in alcune comunita’ Delle origini (non gnostiche) non parla di nuvolette…Gesù risorto MANGIA

  10. L’eresia dell’apokatastasis è roba vecchia, condannata da quindici secoli, ma evidentemente nella smania di riabilitare tutti bisogna pure andare a rimestare nel pattume in cui aveva già pescato Dostoevskij:

    «[…] ma questo Essere c’è, e può perdonare tutto e tutti e per conto di tutti perché Lui stesso ha dato il suo sangue innocente per tutti e per tutto».

    Bella roba. Peccato che chi la professa ricada sotto la censura del Concilio Constantinopolitano II:

    «Si quis dicit aut sentit, ad tempus esse dæmonum et impiorum hominum supplicium, ejusque finem aliquando futurum, sive restitutionem et redintegrationem esse dæmonum aut impiorum hominum, anathema sit».

    Bergoglio cancella l’Inferno, forse per l’inconfessabile paura di finirci egli stesso, con tutto quel che dice e che fa.

    E poi, se non c’è più l’Inferno, dove vanno a finire i tradizionalisti e quelli che scrivono petizioni al Sedicente, osando mettere in dubbio la sua infallibilità ed impeccabilità?

    1. Amico caro, quello che tu chiami ”pattume”, prima che fosse qualificato come eretico, era il pensiero di moltissimi Padri orientali.
      Mettere nella pattumiera San Gregorio di Nissa mi pare un pò presuntuoso….e d’altra parte lo sei.
      Magari informati bene o almeno fai la differenziata, come suggerisce il Papa!
      Ciao.

      1. “Amico caro.”.. aho’ spettro ma non e’ che sei lo spettro del senatore Razzi nella caricatura fatta da Crozza?
        Stesso stile da ignorante “so- tutto -io”

      2. Ma che strano, amico Lo spettro, ben ricordo che tempo addietro mi hai ironicamente tacciata di poca ortodossia per aver citato quel San Gregorio di Nissa che ora chiami in causa così volentieri. Classica smemoratezza adolescenziale o presuntuosa arroganza del sofista?

        1. No Serena è impossibile! O ricordi male o ci siamo fraintesi. Io amo San Gregorio e gli altri due Cappadoci.
          Una volta ne avevo riportato una citazione ma poi ho dovuto chiedere all’Abbè Tosatti di cancellarla, per tutti i commenti che una nostra Consorella – che non sapeva quel che faceva – aveva scritto sotto, infangandone la memoria.

          1. No, no, caro Lo spettro, non mi sbaglio affatto, però la cosa è più grave di quanto pensassi. Forse tu non te ne ricordi perchè, sospetto, non usi gli svariati nickname che periodicamente cambi con consapevolezza, ma evidentemente hai personalità multiple (anche se abbastanza simili tra loro da essere riconoscibile); e così quando cambi nick entri anche in un altro te stesso che scorda e rinnega ciò che ha fatto il precedente. Adesso per esempio sei convinto di avere sempre amato San Gregorio di Nissa (e forse è vero), ma ti sei scordato di averlo usato per contestare la sottoscritta.

          2. Brava Serena! Sei riuscita a mettere in fuga gli spettri che impazzano sui blog materializzandosi in vari personaggi. 😂😂😂😂 Si vede che ha perso la ververa spiritosa!😉

        2. “Classica smemoratezza adolescenziale”

          Da come scrive e da quello che scrive non credo affatto che Spettro sia un adolescente, tutt’altro.

          L’età tende a trasparire anche da come si scrive.

      3. Amico sarà lei. Questa mania di esser tutti fratelli e compagni di merende non mi è mai piaciuta. Come non mi piace questo democratico toutoyer da sanculotti. Sia rispettoso e prima di darmi del presuntuoso si studi un po’ di storia della Chiesa. E se posso permettermi di esser giocosamente presuntuoso, non gradisco altresì le reprimende dei petulanti.

        Che San Gregorio di Nissa abbia aderito ad un’eresia che il Costantinopolitano II ha condannato non legittima l’eresia in sé, anche perché egli la professò quando ancora non era stata definita tale (si documenti, please). San Gregorio morì intorno al 395 mentre il canone contro l’apokatastasis è del 553.

        Andare a rimestare nel ciarpame degli eretici è tipico dei novatori, un disgustoso redire ad vomitum da cui ogni buon cristiano dovrebbe tenersi alla larga.

        Quanto alla differenziata, ci pensa la mia perpetua. E nel sacco della carta da mandare al macero c’è finita, da quel dì, anche l’effigie del Sedicente, assieme ai suoi libelli.

        1. “Che San Gregorio di Nissa abbia aderito ad un’eresia che il Costantinopolitano II ha condannato non legittima l’eresia in sé, anche perché egli la professò quando ancora non era stata definita tale (si documenti, please). “

          Vero, ma questo è bene ricordarselo anche quando qualcuno parla di presunti Papi passati eretici, quando nessuno di loro ha mai sostenuto una eresia già condannata.

          Ad esempio Papa Giovanni XXII sostenne una eresia che però ancora non era stata condannata formalmente come tale, ergo non può essere definito eretico (altrimenti sarebbe eretico anche San Tommaso D’Aquino, il quale negò l’Immacolata Concezione, che alla sua epoca era una tesi Teologica e non -ancora- dogma definito) .

          Ma niente, in passato ricordo discussioni qui con gente ottusa che affermava che Giovanni XXII fosse eretico a tutti gli effetti, cosa falsa per i motivi spiegati sopra.

          1. Sono teorie propagate da un pessimo storico molto in voga tra i tradizionalisti-lefebriani et simila.
            A Cesare Baronio faccio presente che non parlavo di ”eresia” ma di ”pattume”. Bollare come ”pattume” intuizioni di grandi Padri, ancorchè poi smentite: a questo mi riferivo.
            Dovremmo considerare ”pattume” anche l’opinione di San Tommaso sull’Immacolata Concezione?

          2. Ma infatti su questo sono d’accordo, Spettro.

            San Tommaso aveva una opinione errata ma che era tempo era lecita.

            San Gregorio poi non aveva certo un pensiero qualificabile come pattume, seppure non esente da errori.

          3. Samuele
            “Ma niente, in passato ricordo discussioni qui con gente ottusa che affermava che Giovanni XXII fosse eretico a tutti gli effetti, cosa falsa per i motivi spiegati sopra.”

            In effetti è vero, c’è uno storico attuale che si scaglia contro Giovanni XXII tacciando di eresia.
            Al tempo di Giovanni XXII non era ancora ben chiaro
            lo status delle anime post-mortem, quindi egli si attenne a ciò che in quel momento pensava essere più ragionevole, ma disposto a cambiare opinione se ce ne fosse stata un’altra migliore, solo con Benedetto XII con la sua bolla “Benedictus Deus” formulò un’interpretazione la quale è tutt’ora in vigore, ma allo stato attuale neanche più la Benedictus Deus soddisfa la questio escatologica.

          4. “In effetti è vero, c’è uno storico attuale che si scaglia contro Giovanni XXII tacciando di eresia.”

            Cosa che dimostra, da parte di De Mattei (facciamo pure i nomi) una ignoranza e/o una disonestà intellettuale di prim’ordine, poiché non può essere accusato di eresia chi sostiene una opinione non ancora condannata formalmente come tale.

            Ma nel XXI secolo l’Italia non ha più solo 65 milioni di commissari tecnici della nazionale di calcio, ora ha anche 65 milioni di Pontefici e/o di prefetti della CDF.

            E questi sono i risultati.

      1. Caro Direttore.
        Quando un gesuita passa per il culo gli avvisi del suo sacro fondatore Ignazio di Loyola questo è quello che passa:
        Roberto Francesco Romolo Bellarmino: arrivò da cardinale e condannava a morire bruciato, un santo che è conveniente invocare davanti un poseso affinché il demonio muoia della risata.
        E Giorgio Mario Bergoglio Sívori: il più intelligente di tutti i gesuiti e più intelligente e misericordioso che Dio rettificandolo in Giovanni 8: 11. È tanto intelligente che è il profetizzato “Pastore ignorante e falso profeta” che verrebbe al “Fine dai Tempi”.
        Saluti

  11. Parere mio, l inferno esiste GIA’ E NON ANCORA, come il Regno. E’ la solita diatriba tra fede e opere che gia’ fece scrivere apparenti contraddizioni a Paolo e Giacomo. Sergio Quinzio ebbe a scrivere: l anticristo e’ colui che nega il peccato originale, CIO’ l uomo che si salva (solo ndr) con le proprie opere. Rendendo apparentemente inutile il sacrificio redentivo di Cristo…

    Una cosa buona della chiesa e’ che mentre proclama santi (dopo la morte, potrei fare pure il nome di qualche assassino o di Roberto Nell’armonia DOTTORE DELLA CHIESA, a cui era sfuggito l eliocentrismo). Cos e dunque la santita’? E’ fede e opere? L inferno c è..non possiamo compilare noi la lista dei presenti. Come a Ninive…se tutti si convertissero e fosse vuoto?

  12. Personalmente non ho mai avuto tanta paura d’andare all’inferno quanta ne ho da quando è arrivato il papa della Misericordia a spiegarmi che la mia fede è tutta sbagliata.

    E pota! direbbe il bergamasco Angelino Roncalli al secolo Giovanni XIII .

    NB L’inversione dei termini non è un errore: è una volontaria adesione allo spirito dei tempi che sta rovesciando tutto.

    Castigat ridendo mores!

  13. O,come scriveva Mark Twin,immaginava molto noioso starsene appollaiato su una umida nuvoletta intento a suonare la lira mentre giù si stava al caldo con l’occasione di parlare a persone intelligenti…Ma Buonasera-Buonpranzo possiede una visione molto “on the road”della vita umana e trans-umana di un pueblo unido in continua transumanza. Preferisce non raccontar nulla del Macello finale verso cui molte mandrie ignare vanno indirizzate.Una brutta costruzione eretta proprio dietro alla tenda di sosta.Chissà perchè queste narrative pseudoevangeliche mi ricordano il paese degli Acchiappacitrulli di collodiana memoria ,sfornate a iosa per bambini scemi che amano bigiare la scuola.

    1. Sinceramente non credo che Cristo si sia incarnato per permettere questo “macello”.

      Non dico nè che l’inferno non ci sia nè che non esistano dannati, ma non credo che un Dio d’amore lascerebbe che gran parte dell’umanità finisca per tutta l’eternità a patire pene che nessuno di noi augurerebbe nemmeno a Hitler.

      Poi magari mi sbaglio e scoprirò che il Dio in cui credo è molto meno buono di ciò che penso, ma al momento non credo che sia così.

      1. E allora quando nei Vangeli Gesu’ parla della Geenna dove c’ e’ pianto e stridore di denti” di cosa parla seconte te Samuele?

        1. Rileggi ciò che ho scritto, non ho negato la realtà dell’inferno.

          Semplicemente non credo che un Dio d’amore lasci perire tra innominabili tormenti la maggioranza del genere umano, e dalla mia parte ho la Madonna e Papa Benedetto XVI.

          1. Dio non lascia perire fra I tormento la maggior parte del genere umano, ma ci sono tanti esponenti del genere umano che rifiutano.la misericordia di Dio.E Dio non toglie loro la liberta di rifiutarlo e non e’un Deus ex machina ce all’ultimo atto garantisce l happy end a tutti.Non siamo burattini.
            Nessuno e’costretto ad andare in Paradiso suo malgrado, malgrado tutta lavita abbia offeso e rinnegato Cristo senza pentirsi.
            Per questo l’Inferno non e’vuoto :perche’l’uomo e’libero. Sulla porta dell’,Inferno e’scritto :fecemi.la divina potestate, la somma sapienza e il.primo amore.
            Si’l’Inferno e’stato fatto dal Primo Amore. Chi non riesce a capire questo non ha capito nulla del cristianesimo che e’soprattutto liberta’di scelta.

          2. “ma ci sono tanti esponenti del genere umano che rifiutano.la misericordia di Dio”

            Purtroppo è vero. Però spero che siano meno di quelli che pensiamo.

            “Nessuno e’costretto ad andare in Paradiso suo malgrado, malgrado tutta lavita abbia offeso e rinnegato Cristo senza pentirsi.”

            Ma infatti non ho mai affermato il contrario.

        2. Maria Cristina
          “Per questo l’Inferno non e’vuoto :perche’l’uomo e’libero. ”

          Ciò che dice è vero, c’è però un’altra considerazione da fare.
          Il “Peccato Mortale (grave)” deve sottostare a tre condizioni, “Violazione della materia grave – “Piena” Avvertenza – Deliberato consenso”.
          Ora in merito alla violazione della materia grave, significa violare uno o più comandamenti, e non è il VI maggiore del IV oppure VIII minore del V, la violazione di qualsiasi comandamento è della stessa gravità degli altri.
          Quello che invece a noi interessa è la “Piena avvertenza”, la quale raramente sussiste nell’uomo nella sua interezza, un atto compiuto nella “Piena consapevolezza” difficilmente potrà essere modificato, la maggioranza pensa di avere la piena consapevolezza, ma spesso non lo è.
          Il re Manasse pensava di essere pienamente consapevole quando faceva passare i suoi figli nel fuoco in onore del dio Moloc, ma non l’aveva, dimostrazione che al termine della sua vita si ravvenne dai suoi atti chiese perdono a Dio e fu da Dio perdonato.
          Nella stessa situazione si trovano oggi la maggioranza degli uomini, ciò però non esclude che degli uomini hanno questa pienezza dei loro atti (interessante la percentuale fatta da Samuele del 5%).
          Per cui al momento della morte, proprio in quell’attimo in cui l’anima si stacca Dio concede all’anima di vedersi come Dio la vede, in quel caso sussiste la “Piena Consapevolezza” la risposta che l’anima da a questa conoscenza determinerà la sua destinazione, se dannazione o purificazione.
          In fin dei conti, ogni anima è creata da Dio, ed Egli fa del tutto, pur non violando il suo libero arbitrio, per salvarla.
          L’inferno esiste, eccome se esiste, ma non è ne Dio ne Satana che “portano” l’anima all’infermo, è essa stessa che decide dove andare.

      2. Samuele
        ” finisca per tutta l’eternità ”
        Il fatto caro Samuele è che involontariamente trasferiamo le nostre categorie proprie dell’aldiquà nell’aldilà, essendo Dio atemporale ogni riferimento è viziato sin dall’inizio, in sostanza l’istante dell’aldilà può riferirsi a secoli nell’aldiquà.
        Comunque sono cose che ben sai.

        1. @Francesco

          In realtà il collegamento tra il mondo dei vivi e quello dei morti è più stretto di quanto si pensi, prova ne è che spesso i defunti appaiono ai loro cari in vita e anche i Santi spesso ricevevano visite dalle anime (pensiamo solo a Padre Pio).

          Questo perché vi è una sorta di “tempo” anche nell’altro mondo, tempo che permette la successione di atti , chiamato eviternità, che è, diciamo, una durata che sta in mezzo tra l’infinita durata dell’eternità propria di Dio, e la finita durata temporale propria delle realtà corporee, uomo compreso.

          L’eviternità è la durata delle sostanze spirituali finite nel mondo ultraterreno, si tratti delle anime dei defunti o degli angeli (santi o decaduti). E ha un inizio, ma non ha una fine. Il fatto che la sostanza spirituale finita non abbia corpo non vuol dire che non abbia una sua durata, che può essere in qualche modo misurata in modo simile a quello della durata temporale. Ciò permette di parlare ad esempio di pene del purgatorio più o meno lunghe. La durata eviterna comporta nel soggetto spirituale, in modo simile a quello della durata temporale, una successione di atti volontari o di eventi, i quali, benchè ormai estranei all’attività meritoria, che è relativa, per gli esseri umani, solo alla vita presente, non per questo non sono produttivi anche in relazione al mondo dei vivi.

          Così si spiega l’attività di intercessione dei santi del paradiso e delle stesse anime purganti, nonché le visite che alcune persone ricevono dai propri cari defunti.

          Perciò va anche un attim sfatata la convinzione che nell’aldilà non vi sia tempo in modo assoluto, perché non è così.

          1. Caro Samuele
            L’Eviternità è un ossimoro teologico, il tempo e spazio appartengono alla creazione e per la creazione, è evidente che il Creatore trascende la sua creazione, in Dio non sussiste il passato ne il presente ne il futuro, ma tutte sono nell’istante eterno, la linea temporale dell’uomo la si può tracciare orizzontalmente, in quanto sussiste sempre in divenire, lasciandoci alle spalle il passato vivendo nel presente e proiettandoci nel futuro. se dovessimo tracciare la linea riguardo a Dio, sarebbe una linea verticale, in quando nell’istante eterno sussistono tutti i nostri avvenimenti cronologici.
            Abbiamo dal punto di vista umano la Teoria della Relatività con il paradosso dei gemelli, il quale dimostra il relativismo del tempo.
            C’è ad esempio la scrittura che ci dice “Presso Dio mille anni sono come un giorno”, ciò per farci comprendere l’assurdità di relegare Dio nella sua stessa creazione.
            In modo particolare negli ultimi cinquant’anni gli studi Escatologici hanno compreso aspetti abbastanza interessanti, anche se attualmente la dottrina escatologica è ancora quella di Benedetto XII con la sua bolla Benedictus Deus,
            Comunque è un argomento molto interessante.
            Ciao

          2. “L’Eviternità è un ossimoro teologico, il tempo e spazio appartengono alla creazione e per la creazione, è evidente che il Creatore trascende la sua creazione, in Dio non sussiste il passato ne il presente ne il futuro”

            Ma infatti l’eviternità riguarda le creature, angeli e uomini, non Dio, naturalmente.

            Infatti ho scritto

            “L’eviternità è la durata delle sostanze spirituali finite nel mondo ultraterreno, si tratti delle anime dei defunti o degli angeli (santi o decaduti). E ha un inizio, ma non ha una fine”

            Nota bene, sostanze spirituali finite ho scritto, ovviamente Dio non lo è, essendo il Creatore, l’Essere di per se sussistente.

      3. E tu pensa, un Dio d’amore ha dovuto sopportare la ribellione di alcuni angeli che avrebbe preferito in paradiso. Che dici, ritorneranno anche loro in paradiso?

        1. @Ira divina

          C’è molta differenza tra sperare (come faccio) che i dannati siano relativamente (relativamente agli eletti intendo) pochi e dire che i dannati possano essere liberati dall’inferno.

          Il primo auspicio è pienamente lecito e ortodosso, oltre che sostenuto dalla Spe Salvi di Papa Benedetto XVI e dalle parole della Madonna (seppur in rivelazioni private come Anguera e Medjugorie), il secondo auspicio è una eresia.

          Non mescoliamo le cose.

    2. @Adriana

      Leggere cosa diceva la Madonna nelle Apparizioni di Anguera, il 24 settembre 1988

      “Iniziate ad amare i vostri nemici e avversari. Non giudicate. Non rimanete nell’amarezza. Non custodite avarizia nel vostro cuore, solo amore. Non desiderate alcun male per i vostri nemici ma, piuttosto, chiedete a Dio di benedirli e proteggerli. Io e mio Figlio vi daremo la grazia di amarli sempre di più. Al giorno d’oggi, la grande maggioranza delle persone va in purgatorio quando muore. Un certo numero va all’inferno. Solo una minoranza va direttamente in paradiso, senza passare attraverso il purgatorio. “

      Insomma, sembra che l’umanità non sia composta da miliardi di pecore da macello destinate alla perdizione mentre solo un piccolo gruppo di eletti si salva.

      Sembra al contrario che la grande maggioranza delle persone si salvi, seppur mediante il Purgatorio.

      Notare che questo coincide anche con quanto scritto nella Spe Salvi ai paragrafi 45 e 46 da Papa Benedetto XVI.

      E sembra ricalcare quanto detto dalla Madonna (che ha dett cose simili anche a Medjugorie, sul numero dei dannati e degli eletti), infatti prima scrive

      “Possono esserci persone che hanno distrutto totalmente in se stesse il desiderio della verità e la disponibilità all’amore. Persone in cui tutto è diventato menzogna; persone che hanno vissuto per l’odio e hanno calpestato in se stesse l’amore. È questa una prospettiva terribile, ma alcune figure della stessa nostra storia lasciano discernere in modo spaventoso profili di tal genere. In simili individui non ci sarebbe più niente di rimediabile e la distruzione del bene sarebbe irrevocabile: è questo che si indica con la parola inferno [37].”

      E qua praticamente sta parlando del “certo numero”menzionato dalla Madonna che finisce all’Inferno.

      Poi scrive

      “ Dall’altra parte possono esserci persone purissime, che si sono lasciate interamente penetrare da Dio e di conseguenza sono totalmente aperte al prossimo – persone, delle quali la comunione con Dio orienta già fin d’ora l’intero essere e il cui andare verso Dio conduce solo a compimento ciò che ormai sono [38].”

      E qua sta parlando del “piccolo numero di anime che vanno direttamente in Paradiso”.

      Nell’uno e nell’altro caso però è evidente che Papa Benedetto XVI stesse parlando di minoranze, infatti poi subito dopo scrive, facendo capire che “possiamo supporre” che la gran parte degli uomini si salvi, seppur attraverso il Purgatorio, le seguenti affermazioni.

      “Secondo le nostre esperienze, tuttavia, né l’uno né l’altro è il caso normale dell’esistenza umana. Nella gran parte degli uomini – così possiamo supporre – rimane presente nel più profondo della loro essenza un’ultima apertura interiore per la verità, per l’amore, per Dio. Nelle concrete scelte di vita, però, essa è ricoperta da sempre nuovi compromessi col male – molta sporcizia copre la purezza, di cui, tuttavia, è rimasta la sete e che, ciononostante, riemerge sempre di nuovo da tutta la bassezza e rimane presente nell’anima. Che cosa avviene di simili individui quando compaiono davanti al Giudice? Tutte le cose sporche che hanno accumulate nella loro vita diverranno forse di colpo irrilevanti? O che cosa d’altro accadrà? San Paolo, nella Prima Lettera ai Corinzi, ci dà un’idea del differente impatto del giudizio di Dio sull’uomo a seconda delle sue condizioni. Lo fa con immagini che vogliono in qualche modo esprimere l’invisibile, senza che noi possiamo trasformare queste immagini in concetti – semplicemente perché non possiamo gettare lo sguardo nel mondo al di là della morte né abbiamo alcuna esperienza di esso. Paolo dice dell’esistenza cristiana innanzitutto che essa è costruita su un fondamento comune: Gesù Cristo. Questo fondamento resiste. Se siamo rimasti saldi su questo fondamento e abbiamo costruito su di esso la nostra vita, sappiamo che questo fondamento non ci può più essere sottratto neppure nella morte. Poi Paolo continua: « Se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. Se l’opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l’opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco » (3,12-15). In questo testo, in ogni caso, diventa evidente che il salvamento degli uomini può avere forme diverse; che alcune cose edificate possono bruciare fino in fondo; che per salvarsi bisogna attraversare in prima persona il « fuoco » per diventare definitivamente capaci di Dio e poter prendere posto alla tavola dell’eterno banchetto nuziale”

        1. Scusi Dottor Tosatti, ma l’argomento è complesso e ho voluto citare non solo la Madonna ma anche Papa Benedetto XVI.

          Sa, sembra che alcuni si dilettino al pensiero di masse sterminate di dannati (tra cui ovviamente loro non possono esserci, essendo giusti) che brucino tra innominabili tormenti per tutta l’eternità tra pena del danno (assenza di Dio) e pena del senso (i tormenti sensibili), perciò volevo fare il “guastafeste” citando due persone che credo un minimo di autorità in materia ce l’abbiano.

          1. Quella visione dell’inferno dimostra che l’inferno esiste e che non è vuoto, cosa infatti che io non ho mai affermato.

            Se anche solo il 5% di persone finisse all’inferno sarebbe comunque un numero enorme di anime, purtroppo.

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