UN DEPLIANT SULLA COMUNIONE. IN BOCCA? IN MANO? E PERCHÉ SOLO IN PIEDI COME I CAVALLI?

Marco Tosatti

Un amico di una città del nord Italia mi ha mandato un bel depliant, stampato dalla sua parrocchia, in cui si danno le istruzioni per la comunione. Non so se si tratti di una pubblicazione diocesana, o si tratti di un’iniziativa a livello più ristretto. Fra l’altro si dice che “Da parecchi anni la Chiesa italiana ha riportato l’antica consuetudine di ricevere la Comunione nella mano. Questo non significa che è stata tolta l’usanza della comunione in bocca. Infatti una parte dei fedeli preferisce ancora riceverla così. Ricevere la comunione sulla mano però, appare oggi più fedele al gesto di Gesù nell’ultima cena. Egli ha spezzato il pane e lo ha consegnato ai discepoli perché lo mangiassero. Molto più tardi è prevalsa l’idea che il pane eucaristico non si potesse né toccare né masticare. In questo senso perciò il gesto della comunione in mano è più eloquente e significativo, se espresso correttamente”.

Come sapete, chi scrive non è un sapiente né uno studioso, per cui accetta tutto quello che gli viene detto. Però qualche noticina su questo punto ce l’avrei. In particolare dovesi dice che “non si devono fare segni di croce, inchini o genuflessioni, né prima né dopo”. E perché? Ciascuno vive quel momento – che è un momento non banale – a suo modo, e non mi sembra che un inchino, in segno di rispetto, o una genuflessione dopo aver ricevuto l’ostia, o un segno di croce siano altro che l’espressione di un movimento del cuore verso la santità di quel momento.

Nelle istruzioni non si fa cenno all’usanza – ancora ben viva in molti Paesi – di ricevere l’ostia in ginocchio. E anche questo mi suona male, devo confessarlo. Anche perché nel linguaggio del corpo – che è importantissimo – vediamo che l’inginocchiarsi ha un significato profondo di rispetto. La proskìnesis del cristianesimo orientale, la posizione dei fedeli dell’islam, le varie forme di genuflessione delle religioni orientali esprimono qualche cosa di vero e di profondo nel rapporto con il divino. Perché privarsene e ridurre il momento centrale della messa, e magari della settimana, per chi ci crede, a un gesto da buffet – self service?

Tornando a parlare della mano e della bocca, c’è anche qui un problema di rispetto. Chi scrive si sposta molto in bicicletta; ma il problema è simile anche per chi, per esempio, si reca alla messa in autobus. In bicicletta uno tocca lucchetti, catene, e altre parti del veicolo che sono rimaste esposte all’ambiente; un ambiente certo non pulito. Certamente le mani del fedele sono meno pulite di quelle del sacerdote – vi ricordate le foto di quelli che celebravano con i guanti? C’era una ragione di rispetto, non era giusto per eleganza…- . Ebraismo e islam, in momenti e maniere diverse, chiedono ai fedeli abluzioni e purificazioni. Che non vengono invece proposti ai cristiani. Se l’ostia è realmente quello che pensiamo che sia, non è preferibile riceverla dalla mano lavata di un alter Christus?



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60 commenti su “UN DEPLIANT SULLA COMUNIONE. IN BOCCA? IN MANO? E PERCHÉ SOLO IN PIEDI COME I CAVALLI?”

  1. La Santa Comunione è il Corpo ed il sangue di Nostro Signore. Toccare con le mani il cuore di Cristo è un segno di superbia bella e buona. Gli apostoli poterono toccare il corpo di Cristo in quanto sacerdoti. E’ vero i primi cristiani la ricevono sulle mani, ma esse erano coperte da un corporale e la bocca scendeva verso la mano inchinando la testa, aspirandola. Nell’ Ostia consacrata ogni frammento, seppur millesimale è il corpo di Cristo. Chi ricevendola in mano, aspira con la propria bocca la particella che inetavilmente si può depositare sopra? Quella particella che si forma che fine fa? C’è un bellisiimo video su youtube che lo fa vedere benissimo https://www.youtube.com/watch?v=93WN2u11z_c . pace e bene

  2. Caro Andrea P. posso dirti che tra di me avevo fatto esattamente le stesse identiche riflessioni? Mi sento sempre più a disagio ritrovarmi a presenziare a BUFFONATE del genere che nulla hanno a che vedere con la Santa Messa. Chi sono gli imbecilli ipocriti che imbastiscono simile SPAZZATURA? Come non esistessero altre forme di autentica preghiera da poter inserire in quel momento nella PREGHIERA DEI FEDELI al posto di codesto ciarpame che non puzza di ideologia e di ipocrisia insopportabile. Una cosa vomitevole e il fatto che l’abbia notata anche tu mi suggerisce che chissà quanti altri avranno fatto analogo pensiero. Stiamo messi male!

    1. Messi male, Gian, ma mai lo saremo abbastanza per dover cedere alla disperazione: non prevarranno, infine, questi buffoni.
      🙂

  3. A proposito di depliant, per chi non ne fosse già al corrente, da tener presente quello della Domenica, spesso utile per avere idea di come lo spirito dei tempi e del mondo, più che uno santo, diventi la bussola dentro la Chiesa.
    Soprattutto da tenere d’occhio, per ora, le “preghiere dei fedeli” e l’ultima pagina (nell’estate, a puntate, gli sforzi di render di pregio e di credibile continuità dottrinale la famigerata esortazione Amoris Laetitia, di recente l’elogio di Lutero..).

    Tra le preghiere dei fedeli, nell’immagine che si vede al link, si fatica a capire chi scriva i testi: la segreteria del PD? Una rappresentanza della Fiom? Le sogna di notte Bergoglio in persona?

    Vero è che, questo particolare momento inserito nella liturgia della Santa Messa, mi ha sempre suscitato molte perplessità e l’ho sempre vissuto con disagio significativo, confesso, per me capace di ridicolizzare o comunque distrarre e stroncare tantissimo la sacralità profonda della liturgia molto più di quanto possa il rumore brusco di un oggetto che cade od uno squillo improvviso di un cellulare.

    Ma, in effetti, se la liturgia senza fronzoli moderni e modernisti (o post modernisti) aiuta ad immergersi col cuore nella dimensione oltre la nostra misura del tempo, guardando all’eterno ed al Ciel elevandoci, con sollievo, anche dalle miserie e meschinità del Mondo e potendole vedere e sentire, così innalzati nell’anima, nutriti santamente nel Corpo e nello Spirito, verso il Santo Signore, Iddio dell’Universo, da una prospettiva meno prigioniera della polvere (ed allora più lucida e santa, appunto) per relazionarcisi,
    la preghiera dei fedeli dek figkietti domenicale è spesso fedele specchio delle cessioni della Chiesa, già consolidate, al mondo, allo spirito dei tempi ed ovviamente, alla politica relativa (attualmente in gran voga quella relativista).

    Ecco allora che, il celebrante esorta l’assemblea ad invocare, come unica, alta voce, dopo ogni pregiera
    “DONACI Il TUO SPIRITO DI LIBERTA’!”

    Una volta, presumo, prima che nascessi, sarebbe bastata l’invocazione aver aver in dono lo Spirito Santo ma oggi, ecco, sembra più apprezzabile un non meglio definito Spirito di libertà: con buona pace di quel giogo, seppur leggero, che ci offre amorevolmente Gesù che per noi si offre totalmente in pesantissimo e potentissimo sacrificio.

    Il lettore recita all’assemblea, le preghiere dei fedeli:

    – “Sostieni le Chiese perché agiscano..”
    .. le Chiese? Ma quante sarebbero? E quali? Una vale l’altra? Ma allora che senso ha la recita del Credo della Chiesa (una, santa, apostolica)?
    Sembra un caso di schizofrenia liturgica..

    – “Nelle scuole gli insegnanti prendano a cuore l’educazione umana degli studenti”.
    Educazione umana.. che vorrà dire? Boh.. l’educazione umana dell’elogiata da papa, tal Emna Bonino, per esempio, prevede il diritto all’aborto anche selettivo (eugenetica), teorie gender a sfare ovunque, scuole comprese, diritto ak suicidio assistito e sovvenzionato dallo Stato, riconoscimento ed equiparazione accoppiamenti omo alle famiglie etero, ecc.
    Ma non sarebbe stato più chiaro pregare perché sia oresa a cuore l’educazione cristiana?
    Ma che lo dico a fare: nella Chiesa bergogliona la cifra distintiva del metodo educativo è la doppiezza, l’ambiguità.. e la vendetta per chi osa tentar di correggerla, limitarla, sbugiardarla

    – “I lavoratori autonomi dichiarino con onestà e precisione il loro reddito perché non abbia a mancare il necessario alle categorie povere ed in difficoltà..”.
    Visto l’assunto ideologico (causa di ogni mancanza dei poveri i kaviratori autonomi) non si capisce se si è finiti per sbaglio in un’assemblea sindacale della Fiom o CGIL, in un comizio del PD o al contrario, l’assemblea CGIL o FIOM o il comizio del PD o una Casa del Popolo falcemartellato fuiri tempo massimo è finita in Chiesa, con un compagno commissario ad imporre i testi conformi l’ideologia da leggere e far approvare dall’assemblea..
    Che abbia fatto scuola la Chiesa ufficiale cinese? Mah!

    – “Nelle famiglue i genitori non cerchino di procurarsi un tenore di vita eccessivo, ma preferiscano educare i figli nella sobrietà e nell’essenzialità.”

    Qui siamo alla conversione della fede all’ideologia: non c’è invito a famiglie che educhino ai valori cristiani, alla difesa dei valori una volta considerati cattolicamente, non negoziabili ..

    Resta un invito aconfessionale, una preghiera atea, un’esortazione che potrebbe aver scritto l’oligarchia mondiale oer le famiglie italiane tramite Bruxelles, la Trilateral Commission o frau Merkel ..

    Era troppo chiedere, suppongo, nella neo-Chiesa dove il proselitismo cristiano è considerato spregevole anche dal papa, limitarsi alle preghiere cristiane, riconoscibili come cristiane e senza vergogna di apparir troppo cristiane e persino osando di sembrar cattoliche.
    Ma, suppongo ancora, sarebbe sentimentalismo, roba da tradizionalisti, da rigidi di cuore…

    Pater noster, qui es in cælis…
    (..)
    sed líbera nos a Malo.
    Amen.
    🕇
    https://m.facebook.com/473362412844155/photos/a.473408549506208.1073741828.473362412844155/817866128393780/?type=3&source=48

    1. Carissimo PIER. P
      ti confesso che io non è da oggi che sono in difficoltà a vivere la santa messa nelle comuni parrocchie, ma il Signore che è provvido e conosce i nostri cuori, se il nostro dolore è vero e sinceramente offerto, Lui ci pone con i suoi santi sacerdoti vivendo la “Sua” Liturgia, e questo ormai può avvenire solo con la messa in rito antico che grazie sempre a Dio, nella mia città posso scegliere tra il sabato sera e la domenica mattina. Spero che il vescovo nuovo ce le lasci……!
      Non abbiate paura, Dio stesso nella bibbia ce lo dice per ben 365 volte, cioè una volta al giorno “NON ABBIATE PAURA” (Non temete, io sono con voi ogni giorno della vostra vita). Perciò fratelli e amici, alziamo la testa senza più lamentarci su ciò che di iniquo si può vedere, ma durante la messa evitiamo di ascoltare, eventualmente, le preghiere dei fedeli recitando con cuore le bellissime tre Ave Maria per tutto il popolo cristiano. Vi assicuro che portano più frutto quelle che non queste preghiere che non provengono più dal cuore della Chiesa ma da chissà quale cuore. In quei momenti parliamo con Maria, Lei che è la Madre della Chiesa! Chi meglio di Lei può ascoltare il nostro dolore davanti a certe confusioni? FORZA alziamoci in piedi anche noi non accogliendo più nel cuore ciò che vediamo di non giusto.
      Pace e bene!

      Ps: Dimenticavo…..Ecco a voi qualcosa da leggere e che io ho commentato in fb
      https://www.corrispondenzaromana.it/gregoriana-angelicum-due-opposte-voci-sullhumanae-vitae/
      Leggendo ora ora questo articolo che mi è arrivato in posta elettronica, mi è venuta spontanea una piccola riflessione.
      Ho postato qui proprio ieri il video del Papa sul Padre nostro, dove all’inizio dice delle parole belle quando parla di glorificare Dio negli atteggiamenti, nelle opere, nelle cose giuste da fare verso il nostro prossimo perché non debba soffrire, ecc. Però come sua abitudine, in una pur bella spiegazione, alla fine ci mette sempre una punta che per me si chiama: veleno.
      DOMANDA: si glorifica Dio quando due coniugi usano il Condom, oppure si assume la pillola, o peggio ancora si ricorre a quello strumento malsano che si chiama spirale, sapendo che ci sono strumenti indicati dalla Chiesa compreso l’astinenza nei giorni fecondi?
      Oh quale assurda proposta la castità matrimoniale davanti a un mondo ormai dove la parte bassa del corpo umano viene usata come cosa irrinunciabile con giovani e meno giovani, ma peggio ancora spesso usato per unioni schifose da richiamare l’ira di Dio come la sodomia. E guardate caso oggi anche benedetto dalla Chiesa, da questa chiesa, e se qualcuno crede che io dica una fesseria, vada a cercare: benedizione del Papa alla coppia gay con tre figli adottati.
      Ieri qui ho postato un video dove il Papa parla del Padre nostro solo per poi dire, alla fine: fate quello che volete perché Dio è buono, Dio tutto perdona perché lui è provvidente, non c’è peccato. Ecco il “veleno”.
      Forse amici un giorno scenderanno dal cielo anche i “Condom” o le pillole anticoncezionali invece dell’acqua o del pane, come successo agli ebrei, perché Dio dà sempre ciò che l’uomo chiede, ma alla fine chiede anche il conto di ciò che abbiamo fatto e di come abbiamo messo in atto i suoi insegnamenti. Ed è inutile che questa gerarchia si schieri contro quei santi sacerdoti che parlano anche dei castighi che Dio dà all’uomo per correggerlo, e per farci capire questo ci ha mandato e ci manda la sua Mamma, però quando l’uomo ha se stesso come Dio, è disposto ad eliminare, a imprigionare qui sacerdoti che dicono la verità; ma è disposto anche a eliminare quella parte di Chiesa (noi laici) che insegna in verità la parola di Dio che per grazia il Signore ha fatto capire e mettere in pratica.
      In questo articolo si parla di “interruzione”, perché in effetti l’anticoncezionale interrompe la vita, ma da qui ad arrivare a stare zitti sull’aborto sarà solo un piccolo passo, visto anche come alcuni in Vaticano hanno parlato nei mesi scorsi di essere d’accordo in alcuni casi sull’eutanasia. Come vedete tutto è partito dall’AL e chi l’ha contestata se n’è dovuto andare, buttato fuori da questa assurda e deleteria chiesa.
      Noi amici continuiamo a camminare sulla strada stretta e in salita, ma con il Signore che ci guida non è difficile, sicuri che alla fine riusciremo ad arrivare in vetta e vedremo la luce di nostro Signore che ci dirà: vieni servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone (Mt 25,14-30).
      Vangelo bellissimo da leggere meditare oggi.

      E ancora un pensiero di come stanno trattando Gesù Giuseppe e Maria nel loro travaglio che li ha visti soffrire nel santo Natale, e che ce li vogliono paragonare ai clandestini islamici:

      Giusto per chiarire….
      Giuseppe e Maria erano sposati (non concubini), erano ebrei (non arabi), avevano nobili origini e documenti in regola. Giuseppe non era né un ricco industriale, né un poverissimo sottoproletario ma un lavoratore autonomo con tanto di bottega. Giuseppe e Maria non erano clochards, ma alloggiarono in un caravanserraglio perché non vi erano altri posti disponibili. Non erano quindi clandestini Giuseppe e Maria, ma tornavano nel paese di origine perché obbligati dal censimento augusteo e infatti, se ne tornarono a Nazareth. La parentesi egiziana fu una fuga dovuta a persecuzione diretta nei confronti di Gesù, non un’emigrazione per altri motivi. Erode commise una strage di bimbi ebrei ed è curioso come questo crimine si possa oggi negare senza incorrere nel cappio della Fabius/Gayssot. Tra l’altro i Re Magi non erano dei disperati ricattati dal business immigrazionista, ma rappresentanti della élite culturale, sacrale e regale del paganesimo indoariano, probabilmente iranico e mithraico che ricevettero in modo misterioso il dono della fede…..
      Teniamolo a mente, quando Bergoglio questo Natale sicuramente paragonerà di nuovo (come già fece lo scorso) Maria e Giuseppe a due clandestini per la sua propaganda pietosa di accoglienza di afro-islamici….

  4. Personalmente ringrazio infinitamente il Signore di aver avuto la Grazia di ricevere Gesù nella mia prima Comunione ( fatta a 6 anni e conoscendo condizionatamente già il Catechismo di S. Pio X) in ginocchio alla balaustra, sulla lingua e a mani giunte. Adesso, prima di riceverlo, mi inginocchio malgrado faccia perdere qualche secondo al susseguente, perché ormai anche questa “pratica” deve essere espletata in tempi contenuti magari anche con l’ausilio di ministri straordinari assolutamente non necessari.
    Ma vorrei cogliere l’occasione per richiamare la vostra attenzione
    su un altro momento focale della S. Messa: la Consacrazione. E’ uno spettacolo di indecenza e irriverenza dove la maggior parte
    dei fedeli rimane bellamente e in qualche caso con strafottenza in piedi (genere di solito maschile ma anche femminile, con un piede sull’inginocchiatoio e a braccia conserte). Questo perché ormai nessun sacerdote ha più gli attributi maschili per invitare i fedeli ad inginocchiarsi davanti a Gesù che viene, malgrado sia tuttora vigente quanto prescrive in proposito l’Ordinamento Generale del Messale. Ma soprattutto ci si deve inginocchiare, come bene ha detto Valeria, perché se “nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra” a maggior ragione si deve piegare davanti a nostro Signore che si fa realmente presente. Quindi i sacerdoti perdono pure questa facile e importantissima occasione per fare catechesi. Preghiamo per loro, ne hanno tantissimo bisogno.
    Cristo regni!

    1. ROBERTO CECCARELLI: Idem
      Io con il velo sul capo mi inginocchio per terra a ricevere la comunione. Ho parlato al mio parroco di mettere un piccolo banchetto, visto che non sono la sola a volerla ricevere in ginocchio e nella bocca l’Ostia. Risposta: ma no Enza, noi siamo dei risorti e la Chiesa ha indicato bene questo metodo….
      Io gli ho risposto con il documento: Redenmptionis Sacramentum dove al punto 90,91,92 a seguire. Dice espressamente questo: chi vuole l’eucarestia in bocca e in ginocchio deve essere data così. Io ad esempio me la son vista negare nella Chiesa di santa Maria in Silva qui a Brescia, ma pure il nuovo curato nella mia parrocchia quando mi ha vista in ginocchio mi ha detto come un dittatore: si alzi in piedi. Io ho risposto: NO e il giorno successivo vedendo che inginocchiandomi a terra mi sono sbilanciata (causa ginocchi malfermi) ha sbuffato. Se questi sono sacerdoti io sono dio in persona. Scusatemi ma è uno schifo, un vero marcio!
      Saluto di vero cuore!

      1. “vedendo che inginocchiandomi a terra mi sono sbilanciata (causa ginocchi malfermi) ha sbuffato”.

        Come uomo (ancor più se anche sacerdote) sembra avere una meschinità d’animo mica da ridere.

      1. Grazie a te Andrea. Ho postato un video dell’intervista di papa Francesco fatta da don Pozza su tv 2000. Le prime battute sul padre nostro ok, ma l’ultima battuta sulla nonnetta……che strazio! ciaooo

  5. Dottor Tosatti, qui a Roma noto da anni che le suore ricevono regolarmente la comunione sulle mani, anche quelle straniere (indiane, per esempio) o anziane le quali dovrebbero sapere che il metodo buono non è quello. Mi sorge dunque il sospetto che qualcuno dall’alto abbia loro ordinato di fare così. Lei ne sa qualcosa? Potremmo dirne quattro a questo messere che ha dato ordini di tal fatta?

    1. Alla messa di domenica 15 ottobre al mio fianco avevo una suora africana, alla comunione mi precedeva ed ho notato che ha preso la comunione in bocca, come ho re-imparato a fare anch’io per merito di Bergoglio.

      Tutte le stranezze che si sono susseguite nella liturgia, come conseguenza del CVII, il popolo le ha subite per demerito della casta ecclesiastica. Ogni novità, anche la più becera, è sempre stata imposta dall’alto, dagli uomini di chiesa… Il popolino accetta tutto, passivamente, con reverente sottomissione perché consapevole della propria ignoranza, pensando in buona fede che se una cosa viene imposta dall’alto non può che essere buona. Ecco perché penso che nel giorno del Giudizio il popolino verrà salvato, avendo agito in buona fede.

      In passato i nostri padri e più ancora i nostri nonni, nella loro semplicità erano più ferrati riguardo alle cose della fede, segno che ricevevano un insegnamento più sano. Erano quindi più “smaliziati” nel giudicare certe stranezze. Oggi non più purtroppo, al popolo la casta ecclesiale modernista può dar da bere quello che vuole e il popolino beve tutto, specie se di sapore inebriante.

      1. “Ecco perché penso che nel giorno del Giudizio il popolino verrà salvato, avendo agito in buona fede”
        Ottima osservazione. Occorre ricordarla ogni qualvolta si intraprende una difesa della Dottrina, immaginando plotoni di innocenti traviati che vanno all’inferno per colpa d’altri.
        Occorre però anche comprendere il limite della “buona fede”: questa può valere quando i temi sono completamente fuori dalla portata dell’uomo medio (es. i grandi dibattiti di morale attuale, che creano difficoltà tra gli stessi teologi); meno, invece, quando si tratta di questione alla portata di molti, che con due click su google possono chiarirsi le idee.

    2. @Iginio,
      no, la comunione sulle mani è diventato nella chiesa, ormai da tanti anni, un modo giusto per prendere la comunione e sai perchè? Perchè, e sempre per anni, nelle predicazioni riguardo a questo argomento i preti ci hanno detto che siamo dei “risorti”, ecco perchè! Frase ripetuta dal mio parroco in casa mia giusto una settimana fa quando gli avevo proposto di mettere un piccolo banchetto soprattutto per quegli anziani che vorrebbero ricevere l’eucarestia in bocca e inginocchiati, visto che il concilio stesso nel suo documento dice che dobbiamo, prima di assumere l’ostia fare un profondo atto di riverenza e adorazione. RISPOSTA: ma no Enza noi siamo risorti e stiamo in piedi, e poi prendere l’ostia sulla mano non è grave perchè anche Gesù ha detto: fate questo. Inutile dire che Gesù l’ha detto agli apostoli, perciò ai consacrati, non capiscono più, sono confusi e portano fuori strada anche le pecorelle ormai da troppo tempo, ecco perchè abbiamo una chiesa così divisa, confusa e dove il risultato di tutto questo è quello di avere due papi. Dopo la disobbedienza dei vescovi e sacerdoti del nord europa riguardo l’Eucarestia, è stato fatto un indulto, ma poi i cristiani un bel giorno, si sono alzati volendo l’eucarestia in mano, e siamo ad oggi con tante belle profanazioni fino a vedere gente che si porta l’ostia fino al banco per coccolare Gesù. CHE FARE? Basta il buon senso Iginio: noi riceviamola in bocca e se possibile in ginocchio, semplice. Se tutti quelli che aborriscono ricevere l’eucarestia in mano e in piedi, facessero diversamente, forse qualcosa nelle chiese cambierebbe. Allora teniamoci stretti quei sacerdoti che amano la “vera” liturgia e che vogliono, col loro amore per il Signore, portare anime a Cristo.
      Buona giornata

  6. Le avevo viste tutte ma non un ministro dell’Eucaristia in pantaloni corti.
    Altro che Comunione sulla mano!
    Ancora mi pento di non essermene andato.

    1. Ti sei perso il Rosario in jeans e maglietta, con la voce impostata da DJ, in una chiesa barocca al centro di Roma.

  7. Inoltre, tralasciando l’importante questione della lavanda dei piedi sollevata da alcuni commentatori, non si capisce perché dal testo si dovrbbe necessariamente evincere che il pane fosse consegnato nelle mani dei discepoli perché lo mangiassero. Ad esempio nelle visioni delle beata Emmerich, per quanto concerne l’istituzione dell’Eucaristia, da http://medjugorje.altervista.org/doc/visioni/emmerick/passione_emmerick/1.html
    trovo: «Prendete e mangiate: questo è il mio corpo che dono a voi». Quando mise il pane sulla lingua degli apostoli, che si avvicinavano a due a due, vidi il volto di Giuda oscurarsi. Egli era stato il terzo a prendere il corpo di Cristo. Il Signore, posandogli il bocconcino sulla lingua, gli aveva sussurrato: «Fai presto ciò che vuoi fare! »

  8. Dall’istruzione Redemptionis Sacramentum, su “alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia” (25 marzo 2004), consiglio la lettura di 88-96 riguardo “La distribuzione della Santa Comunione”.

    90. «I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi»,e confermato da parte della Sede Apostolica. «Quando però si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme»

    91. [… ]Non è lecito, quindi, negare a un fedele la santa Comunione, per la semplice ragione, ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio oppure in piedi.

    92. Benché ogni fedele abbia sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca,[178] se un comunicando, nelle regioni in cui la Conferenza dei Vescovi, con la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere il Sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra ostia. Si badi, tuttavia, con particolare attenzione che il comunicando assuma subito l’ostia davanti al ministro, di modo che nessuno si allontani portando in mano le specie eucaristiche. Se c’è pericolo di profanazione, non sia distribuita la santa Comunione sulla mano dei fedeli.[179]

    93. È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo frammento cada.

    Quindi essenzialmente dal 92 ogni fedele ha SEMPRE il diritto di comunicarsi ricevendo la Santa Comunione in bocca. SOLAMENTE ove una conferenza episcopale ha dato permesso, con conferma della sede apostolica, di ricevede la Santa Comunione sulla mano, lo si puo’ fare. Tuttavia nel caso di pericolo di profanazione non si deve distribuire la Santa Comunione in mano.

  9. Ma se i bambini, occidentali in generale e statunitensi in particolare, non hanno una comprensione piena del pane e vino, per rendergli più accessibile, comprensibile e appetibile la Comunione, transustaziamo patatine fritte e ketchup?

    1. Sì, ma è solo provvisoriamente: in futuro ci sarà, forse, la transustanza di un tweet o di un mess di Whatsapp, previa meditazione suggerita da quel sant’uomo di Cantalamessa (che sarà confermato a dar ufficiali spunti meditativi anche dal prossimo pontefice, il quarto da Giovanni Paolo II, poi Benedetto XVI, poi Francesco I ed infine, papa Pannella I), il quale osserverà che l’eccessivo significato dato al pane ed al vino consacrato ci ha allontanato dai nostri cari fratelli protestanti, mettendoli tanto, tanto a disagio a bella posta ma, in effetti, creando disagio e portando confusione ovunque, ha finito per allontanarci anche dai fratelli ebrei, dai fratelli mussulmani e perché no? Da quelli indù, buddisti, atei e tutto il cucuzzaro.

      D’altra parte – dirà ancora quel sant’uomo di Cantalamessa – anche se non è questo il contesto giusto per parlarne (più opportuno sarà farlo, ad es., al prossimo appuntamento all’Osteria San Petronio), fin dall’inizio Gesù volle concedere una comunione wireless aperta.

      Aperta a tutti, anche a Buddha o maometto..
      ma la Madonna NO! Giammai: sarebbe un’esagerazione, fatta anche in dispetto ai protestanti ma che non ha mai avuto una salda collocazione argomentativa nella Bibbia e, pertanto, nell’insistere, può portare solo altra confusione.

  10. Disse Gesù a Santa Maria Margherita Alacoque: “Ecco questo Cuore che ha tanto amato gli uomini, che non ha risparmiato nulla, fino a esaurirsi e consumarsi, per testimoniare loro il Suo Amore.
    E, per riconoscenza, io non ricevo dalla maggior parte che ingratitudini, in disprezzi, irriverenze, sacrilegi e freddezze, che essi hanno per Me in questo Sacramento d’amore.
    Ma ciò che è anche più doloroso, è che essi sono cuori che mi sono consacrati.
    Ecco perché Io ti domando che il primo venerdì dopo l’ottava del Santo Sacramento, sia dedicata ad una festa particolare, per onorare il Mio Cuore, facendogli riparazione d’onore con un’onorevole ammenda, facendo quel giorno la Comunione per riparare le indegnità che Esso ha ricevuto, durante il tempo che è stato esposto sugli altari”.
    DOMANDA: LA COMUNIONE IN MANO GESU’ LA CONSIDERA UNA BELLISSIMA VIRTU’, O LA ISCRIVE NEI “DISPREZZI, IRRIVERENZE, SACRILEGI E FREDDEZZE”, DI CUI CHIEDE RIPARAZIONE CON LA FESTA DEL SACRO CUORE, PER I MILIONI DI FRAMMENTI DEL SUO SACRATISSIMO CUORE CHE CADONO A TERRA O RIMANGONO SULLE MANI, PER LA GIOIA DI SATANA?

  11. La questione della comunione in mano è davvero un problema, un problema a livello di fede. Questa era la paura del Beato Paolo VI. Perchè la comunione in mano è obbrobrio?
    1° perchè se leggiamo il testo greco la parola scritta (non la ricordo più ma c’è un sacerdote che può istruire tutti e vi posterò qui il link) dice che Gesù diede il pane ai suoi apostoli direttamente in bocca, tanto è che davanti alla domanda di Giovanni: Signore chi è colui che ti tradirà? Gesù rispose: “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà”. (Mt 26,23). Perciò anche se la Chiesa ci dice che possiamo prenderla in mano, noi che non ci istruiamo, siamo come traditori. Traditori perchè questa pratica ha tolto dalla mente della gente che quello è vero corpo e vero sangue, ma considerando ormai la messa un incontro, un cammino, una cena o qualcos’altro di “orizzontale”, abbiamo perso persino la capacità di capire che dopo averlo ricevuto dobbiamo stare in ginocchio, in silenzio, per ringraziarlo del dono offerto a nostra salvezza: quello è “sacrificio”.

    Impariamo dalla fede di San Pio da Pietralcina: nonostante il sacerdote abbia le mani unte dal Sacro Crisma per toccare le Sacre Specie con le mani (cosa che non hanno i laici), fuori dalla Santa Messa, Padre Pio si faceva imboccare l’Ostia dal celebrante: non dimentichiamo le vie maestre che hanno percorso i grandi santi.

    Io mi sono sentita persino dire che siamo dei “risorti” ecco perchè dobbiamo prendere l’Ostia in piedi. A me viene da ridere! E perchè far sedere la gente e non insegnare invece ad adorarlo dopo averlo ricevuto? Non siamo al bar dopo aver mangiato un panino sapete? mah….!

    Però, e ripeto, senza voler violentare la sensibilità (creata ad hoc in preparazione al protestantesimo), prendere la comunione in mano è obbrobrio. Poi il Concilio riferisce che dobbiamo fare atto di “adorazione” mentre riceviamo l’ostia….Vedete qualcuno voi a fare atto di adorazione? Io che mi inginocchio pur avendo male alle ginocchia passo per fanatica e disobbediente, mentre i disobbedienti sono stati proprio i vescovi, prima quelli nordici che si sono ribellati, e poi di tutto il popolo cristiano perchè così è piaciuto. C’è uno scritto (credo in una apparizione di Gesù alla beata Emmerick se non ricordo male) che dice così: Giovanni doveva comunicare Maria, ma le disse che lei stessa poteva prendere il corpo di suo figlio. La Madonna rispose: no Giovanni, perchè mio figlio ha istituito voi per dare il suo corpo, solo voi avete l’autorità nessuno può prendere in mano il suo corpo se non solo voi.

    Un cristiano ha ricevuto lo Spirito Santo, e che Spirito vediamo oggi? Quello della disobbedienza e del menefreghismo davanti a Gesù Eucarestia, a parte pochi!
    Perciò attenzione: fate la comunione ricevendola in bocca. Pensate a quante mani lerce che dopo aver toccato di tutto persino i soldi per l’offerta, poi vanno a ricevere Cristo, senza contare il pericolo di profanazioni o di perdita di frammenti che sono vero corpo di Cristo, e chissà quante volte l’avremo calpestato! A me nell’arco di un mese, il mio parroco nel comunicarmi, quando ancora la prendevo in mano con molto rispetto, l’ostia si è divisa a metà. A quel punto bisogna leccare la mano perchè nessun frammento vada in terra. Il piattino poi chi lo usa? Vedete come ci hanno istruiti bene per accogliere i protestanti? Dopo 40-50 anni chi si ricorda più della sana dottrina? I giovani poi…..Provate a dire al catechista o al prete che al vostro bambino, nella prima comunione, volete che l’ostia la riceva in bocca….provate! Ci trattano come marziani ribelli e incoscienti, gente che con il fanatismo della tradizione vuole allontanare dalla comunità il proprio bimbo.
    Termino con un consiglio: INIZIAMO TUTTI NOI CATTOLICI, SE DAVVERO CI SENTIAMO TALI, AD INGINOCCHIARCI E RICEVERE CON AMORE IN BOCCA L’OSTIA, SCIOGLIENDOLA LENTAMENTE ADORANDO GESU’ NEL NOSTRO CUORE, E NON MANGIARLO COME FOSSE UN CRACKER.

    BUON POMERIGGIO CON QUESTA PLAY LIST, SE VOLETE ISTRUIRVI, E’ UN SACERDOTE MERAVIGLIOSO
    [youtube https://www.youtube.com/watch?v=videoseries?list=PLve3tw5Hn_ft9aTdUmtaimaTb5eWVhQLs&w=560&h=315%5D

    1. @Enza

      PAPESSA SUBITO!!! 🙂 🙂
      Grazie (e grazie anche angli altri commentatori che hanno condiviso importanti chiarimenti sull’argomento in oggetto).
      Sapevo già che è un balla colossale dare per scontato, come fanno i preti alla moda e il loro fan club da mezzo secolo, che Nostro Signore Gesù abbia distribuito in mano agli apostoli i bocconi consacrati.
      Non sapevo però che dal testo greco si ha invece un serio indizio del contrario, cioè che Gesù abbia dato ai suoi apostoli i bocconi consacrati direttamente nella loro bocca.
      In questi tempi di sistematica truffaldina “rieducazione” dei battezzati, non conoscere bene la lingua greca dei Vangeli è un grave handicap.
      L’ultima che mi è capitata fu sabato scorso un diacono a una conferenza ha fatto notare (dicendo senza polemica che forse i vescovi italiani hanno voluto evitare un’espressione troppo brusca) l’ennesima distorsione “politically correct” , nella traduzione CEI in italiano, di una espressione dell’originale greco di un vangelo.

      P.S. il foglietto di istruzioni di quella parrocchia è gravemente errato nel descrivere l’uso primitivo della distribuzione SULLE mani … perché allora il corpo di Nostro Signore NON veniva posto su mani impure ma su un lindo sacro lino!!! (il corporale) come ha di recente ricordato don Leonardo Pompei in una sua video catechesi.

  12. Ricevere la Comunione è sempre più banalizzato. I Sacerdoti non ricordano più ai fedeli quali siano le condizioni fissate per riceverla degnamente, mentre la Madonna, attraverso i suoi strumenti ci dice che noi laici dobbiamo riceverla direttamente in bocca, dalle mani del Consacrato e con le dovute riverenze. Provate a dirlo ai Sacerdoti e vedrete la loro reazione : solo qualcuno vi darà ragione.

  13. I discepoli poterono toccare la Santa Eucaristia istituita nell’Ultima Cena da Nostro Signore Gesù Cristo in quanto, come insegna la Chiesa Cattolica da sempre, perché insieme alla lavanda dei piedi istituita hanno il significato della istituzione sacerdotale.
    Ergo gli Apostoli erano in quel momento sacerdoti.
    E’ vero che in alcune chiese antiche vi era la possibilità di comunicarsi prendendo l’Eucaristia in mano senza però mai toccarla direttamente, ma poi la Chiesa Docente approfondendo il Mistero della Trasustanziazione già dal nono secolo tolse questa possibilità ammettendo solo la Comunione in bocca.
    All’uso di ricevere la Comunione solo sulla lingua fa riferimento anche san Tommaso d’Aquino, il quale afferma che la distribuzione del Corpo del Signore appartiene al solo sacerdote ordinato. Ciò per diversi motivi, tra i quali l’Angelico cita anche il rispetto verso il sacramento, che «non viene toccato da nessuna cosa che non sia consacrata: e quindi sono consacrati il corporale, il calice e così pure le mani del sacerdote, per poter toccare questo sacramento. A nessun altro quindi è permesso toccarlo fuori di caso di necessità: se per esempio stesse per cadere per terra, o in altre contingenze simili» (Summa Theologiae, III, 82, 3).
    Il cardinal Ratzinger riteneva sempre sullo stesso argomento che «la pratica di inginocchiarsi per la santa Comunione ha a suo favore secoli di tradizione ed è un segno di adorazione particolarmente espressivo, del tutto appropriato alla luce della vera, reale e sostanziale presenza di Nostro Signore Gesù Cristo sotto le specie consacrate» (cit. nella Lettera This Congregation della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, del 1° luglio 2002).
    In continuità poi con l’insegnamento del suo predecessore, a partire dalla solennità del Corpus Domini del 2008, il Santo Padre Benedetto XVI ha iniziato a distribuire ai fedeli il Corpo del Signore, direttamente sulla lingua e stando inginocchiati.

    E’ vero che il fedele italiano ha la possibilità di comunicarsi prendendo la Santa Comunione in mano come da decisione della CEI del 1989 (passata per un solo voto in più favorevole rispetto ai contrari) ma è anche vero che questa pratica è stata data come indulto nella istruzione Memoriale Domini del 1969 dal beato Paolo VI in quelle diocesi laddove il clero disobbediente già la distribuiva sulla mano. Però Paolo VI nella istruzione ribadisce che il modo di distribuire la Santa Comunione in bocca “deve essere conservato, non soltanto perché si appoggia sopra un uso trasmesso da una tradizione di molti secoli, ma, principalmente, perché esprime la riverenza dei fedeli cristiani verso l’Eucaristia”. L’istruzione vaticana del 1969 paventava che si arrivasse “a una minore riverenza verso l’augusto Sacramento dell’altare”, “alla profanazione dello stesso Sacramento” e “alla adulterazione della retta dottrina”.

    Oggettivamente parlando quindi anche la prassi introdotta in Italia nel 1989 è frutto di un indulto causa sacerdoti ribelli.
    Così come è accaduto in Argentina nel 1996.

    Perché fare la Comunione in bocca? Perché in primis siamo di fronte a Nostro Signore Gesù Cristo presente nelle sacre particole in Corpo Sangue Anima e Divinità, quindi per riverenza in quanto solo il consacrato (sacerdote o diacono) può toccare le sacre particole (nelle chiese dove si assiste a donne che distribuiscono la comunione si sta assistendo ad un abuso in quanto espressamente vietato da San Giovanni Paolo II in una sua istruzione). Poi perché si evita la perdita di frammenti di Nostro Signore per terra che verrebbero calpestati. Poi ancora perché secondo il vecchio andiamo lex orandi lex credendi il fedeli sa cosa sta facendo e Chi sta prendendo in quel momento (non è un memoriale della Cena ma siamo di fronte al Sacrificio).
    E’ raccomandabile anche o fare un inchino o una genuflessione prima di prendere la sacra particola in bocca.
    Ci sono sacerdoti in alcune chiese che mettono anche a disposizione del fedele un inginocchiatoio per comunicarsi in ginocchio.
    In altre chiese se ci si genuflette o si cerca di prendere la comunione in bocca ed in ginocchio si viene guardati male purtroppo (mi è capitato).
    Ricordiamo infine che la pratica della comunione in mano è in uso presso in protestanti, ma loro ne vedono solo una commemorazione dell’Ultima Cena, non il Sacrificio come è espressamente indicato nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

    Alla fine poi ognuno faccia come vuole, i mezzi per capire come è doveroso comunicarsi ci sono tutti nel Magistero Cattolico.
    A mia figlia di 9 anni le ho detto dopo la Prima Comunione “Arianna secondo te è meglio fare la comunione in bocca o in mano?”, lei “in bocca perché in quel momento noi prendiamo Gesù ed è giusto che lo tocchi solo il sacerdote”, io “brava, sai quello che dovrai sempre fare”.

  14. D – Alcuni dicono che nei primi tempi della Chiesa la Comunione si dava sulla mano.
    È vero?

    R – Nei primi tempi del cristianesimo c’era l’uso di dare la comunione sulle mani perché, a causa delle frequenti persecuzioni contro i cristiani, la Chiesa si trovò nella necessità di permettere ai fedeli non solo di ricevere la comunione sulla mano, ma di portarla e conservarla a casa, affinché, in caso di pericolo imminente, di arresto improvviso, potessero comunicarsi per ricevere da Gesù Eucaristico la forza di affrontare anche il martirio.
    Cessate le persecuzioni, l’uso di ricevere la comunione sulla mano non durò a lungo perché gli inconvenienti, le irriverenze e le profanazioni di Gesù Eucaristico furono tanti e tali da indurre la Chiesa a introdurre l’uso di dare la comunione sulla lingua.
    Nel quarto secolo, infatti, la comunione sulle mani era considerata una pratica eccezionale permessa soltanto in circostanze speciali.
    San Basilio, vescovo di Cesarea (370-379), dice chiaramente che il potere di ricevere la comunione nella mano è permesso solo in tempo di persecuzione o, come accadde con i monaci del deserto, quando ad amministrarla non c’è nessun sacerdote o diacono.
    All’inizio del V secolo il Papa San Leone Magno (440-461) afferma che il ricevere la comunione sulla lingua è un uso corrente.
    Poi nel Sinodo di Rouen (650) fu dichiarato di non potersi più dare la comunione nella mano e venne decretato di darla esclusivamente sulla lingua.

    D – Dal Vangelo di San Matteo (26, 26), si legge: «Or mentre essi mangiavano, avendo Egli preso del pane, lo spezzò e, dandolo ai discepoli, disse: “Prendete e mangiate questo è il mio corpo”, sembra di poter dedurre che anche i semplici fedeli possono prendere la Comunione nella mano
    Non le pare?

    R – No, perché nell’ultima cena gli apostoli, quando presero nelle loro mani il pane offerto loro da Gesù, erano già sacerdoti, poiché consacrati pochi istanti prima da Cristo con le parole: «fate questo in memoria di me» (Lc. 22, I9).
    Cessate, come abbiamo già detto, le persecuzioni dei primi secoli, la Chiesa riservò l’amministrazione della comunione ai soli sacerdoti. San Tommaso d Acquino, il grande teologo della chiesa, dice: «Il corpo di Cristo appartiene ai sacerdoti… esso non sia toccato da nessuno che non sia consacrato, nessun altra persona ha il diritto di toccarlo, eccetto in casi d’estrema necessità».
    Il Concilio di Trento dichiara: «L’uso che solo il sacerdote dia la comunione con le sue mani consacrate è tradizione apostolica».

    Fonte:
    http://nullapossiamocontrolaverita.blogspot.it/2010/09/la-storia-della-comunione-sulla.html?m=1

  15. Ricordiamoci sempre che l’uso di ricevere il Santissimo sulle mani è un indulto, dovuto sempre ai soliti “nordici” (formalmente cattolici, nei fatti protestanti) che già negli anni ’50 facevano ciò nelle loro diocesi, evidentemente non credendo più nella Presenza Reale. Il beato Paolo VI, evidentemente con scarsa lungimiranza, concesse tale indulto a condizione che tali diocesi avrebbero ripristinato l’uso di ricevere la Santa Comunione in ginocchio e sulla lingua il prima possibile. Condizione non solo disattesa ma ignorata e che, come un tumore, si è diffusa nel resto del mondo, tanto che ora non solo molti si comunicano così (facendo male, a prescindere che le Conferenze Episcopali locali lo permettano o meno), ma addirittura è praticamente impossibile riceverla in ginocchio: tutti in piedi come farisei dinanzi al Cristo nella Santa Ostia.
    Tra l’altro, il fatto che per ricevere il Santissimo si possano usare due mani è sbagliato per due motivi: anzitutto, giustificare il fatto che fosse fatto così anche in tempi antichi è una forma di archeologismo, eresia condannata dal venerabile Pio XII, in quanto eventuali simili disposizioni sono state superate e condannate dal Concilio di Trento, il quale ha indicato bene come bisogna accostarsi alla fonte e culmine della vita cristiana; poi, i cristiani antichi non ricevevano la Comunione sulle nude mani, bensì anch’essi interponevano tra il Pane consacrato e le estremità un panno bianco, e non prendevano mai in mano la Divina Ostia. Questo senza contare che non c’è scritto da nessuna parte che la ricevessero in piedi. Questo quindi è un doppio abuso, per quanto coperto da indulto, in quanto è espressione sia di un pensiero eretico (e che, andando a scavare, altro non è che quello protestante, il quale appunto non riconosce la Presenza Reale nelle specie consacrate e che adora l’archeologismo fine a sé stesso) sia di un falso storico, in quanto non è mai esistito, proprio per rispetto ed adorazione, che i cristiani ricevessero sulle nude mani ed in piedi la Comunione.

  16. L’uomo è uno “spirito corporeo” o “corpo spirituale”. Ergo la sua capacità di apprendimento è attraverso i sensi – perché non c’è nulla nell’intelletto che non sia prima nel senso – che attraverso poi la capacità di astrazione, sola dell’uomo, riesce a trasformare il dato sensibile in intellegibile.
    Cosa vuol dire? Che i segni esteriori manifestano le realtà interiori.
    Allora…rispetto amore adorazione ….a Dio, si manifestano anche attraverso i segni “esteriori” del corpo, pur non esaurendoli, ovviamente.
    L’ipocrisia cui tanto gli “spiritualisti” s’attaccano per disprezzare chi a questi gesti è legato, travisano una coerenza tra segno e vita, che non è detto siano necessariamente e per forza in antitesi. Anzi.
    Sovente il gesto esteriore oltre a voler manifestare la realtà interiore, aiuta e sorregge questa.
    Altrimenti perché insegniamo la buona educazione ai figli?
    Se poi qualcuno è “ipocrita”, cioè non è in armonia e non vive in accordo le due realtà. ..possiamo per questo negarne la bontà e la validità.
    Gesù stesso insegna a non disprezzare il formalismo farisaico, ma a viverlo anche e soprattutto interiormente e nella vita e a non accontentarsi di un mero rispetto formale delle prescrizioni.
    Il rischio concreto che vediamo ogni giorno di più. ..è che “si butti via l’acqua sporca con tutto il bambino”.
    “Quelle cose invece dovete osservare assieme a queste” direbbe verosimilmente Nostro Signore.

  17. Non sono mai stato un credente, nemmeno quando fino all’età di 15/18 anni frequentavo la Messa, tuttavia quando leggo queste disquisizioni, mi paiono non soltanto surreali ma del tutto incomprensibili. Chi crede e ha fede nel Dio cristiano, sa che quella particola rappresenta e concentra in sé il Corpo, il Sangue e la Divinità del Cristo e quindi dovrebbe istintivamente inginocchiarsi di fronte a ciò che racchiude in sé il mistero dell’incarnazione.
    Mi capita spesso di entrare nei luoghi di culto per scoprirne la bellezza e i tesori artistici. Scelgo i momenti di minor afflusso e lo faccio sempre con grande attenzione, rispetto e in silenzio per ciò che rappresentano e per coglierne nel migliore dei modi le vibrazioni che emanano. Quando vado a rendere omaggio ai miei genitori istintivamente m’inginocchio per ringraziarli. È davvero così difficile per chi crede e ha fede inginocchiarsi di fronte al proprio Dio?

    1. Questa nuova gerarchia ecclesiastica, salvo alcuni, è impegnata a distruggere il sacro e i gesti di sacralità. Si prevedono tempi in cui l’abominio, soprattutto verso i sacramenti della Eucarestia, della Confessione e del Matrimonio, sarà tale che al confronto Lutero apparirà una barzelletta. La distruzione del sacro ha le sue radici nel CVII, che invece di purificare dalle deviazioni ed esagerazioni devozionali, si è dato come obiettivo in modo subdolo quello che si sta attuando oggi. Cioè banalizzare il sacro con la scusa della semplicità e dell’essere più coinvolgenti e vicini al popolo. Nel mio paese si è negata la comunione ad un anziano che si è rifiutato di alzarsi perché chiedeva di comunicarsi in ginocchio. Chissà se dopo la paternale del misericordioso non seguirà anche l’ostracismo per il Cardinale Sarah?!

      1. @Ira Divina
        Ho già scritto più volte e ripeto per l’ennesima volta che il CVII non c’entra nulla. Quel periodo l’ho vissuto e so bene quali furono le linee guida coerenti con il Concilio.
        E’ stata invece la (presunta) applicazione del Concilio che ha portato alla successiva e attuale deriva del relativismo.
        Infine, trovo di poco momento disquisire sulla Comunione in piedi o in ginocchio, in bocca o sulla mano. Sarebbe meglio invece educare coloro che ricevono l’ostia sulla mano a non portarla a spasso per la chiesa come accade spesso.

        1. Come già scritto in altri commenti, l’Ostia sulla mano è una profanazione introdotta da clero protestante/massonico

          http://ilviandantecattolico.blogspot.pt/2012/12/la-santa-comunione-in-mano-storia-di-un.html?m=1

          Il sacerdote dopo aver distribuito la Santa Comunione fa la purificazione proprio per evitare che anche il minimo frammento (dove c’è Tutto Gesù) vada perso.
          Inoltre il Corpo di Cristo può essere toccato solo da mani consacrate come insegna il dottore della Chiesa, San Tommaso d’Aquino perché solo il sacerdote agisce in persona Christi.

          Insegamo ai fedeli a rispettare Gesù ed ad accostarsi alla Santa Comunione con riverenza, devozione, umiltà e a riceverlo direttamente in bocca e in ginocchio (chi può). Se solamente “Al nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi” a maggior ragione dobbiamo inginocchiarci davanti a Gesù realmente presente nell’Ostia consacrata.

  18. Quando si riceve l’Eucaristia
    sarebbe bene che i cristiani
    stessero insieme come nella moltiplicazione dei pani,
    come nell’ultima cena,
    come al Calvario sotto la croce.

  19. non entro nel merito, di mano o bocca…. anche se personalmente ho ricevuto – immeritatamente, non è un vanto, ma un dono ricevuto – una adeguata catechesi sul perché “poter” (non “dover”) ricevere la Santa Eucaristia sulla mano. Una catechesi che ha accresciuto, e non diminuito, in me e in fratelli di esperienza e cammino di Fede, un santo timore e tremore nel ricevere un Dono così grande. Detto questo credo che valga sempre lo spirito e la devozione con cui ci si accosta al Sacramento. Non è questione di igiene della mano ma di igiene del cuore e della mente. Se uno riceve la santa Ostia in mano e lo fa superficialmente senza ritener importante il fatto che sia sporca, polverosa o altro, beh, il disprezzo gli viene dal cuore , non dal numero di acari che ha sul palmo. Se invece uno ha il santo tremore a amore per il Corpo di Cristo, beh, anche se si è scapicollato sui pedali tra il traffico per arrivare in tempo e poi si pulisce appena con un fazzoletto, penso che il Signore lo ami e abbracci egualmente, o di più. Vale il cuore. Lo dice anche Cristo quando perentoriamente riprende farisei…”Voi pulite il bicchiere e osservate tutte le prescrizioni della legge, ma…”

    1. Non è questione di igene delle mani, infatti, né di cuore…ma sulle mani restano frammenti dell’Ostia, dove c’è Tutto Gesù, come ha sempre insegnato la Chiesa Cattolica, il sacerdote infatti dopo aver distribuito la Santa Comunione fa la purificazione, ovvero lava le mani e beve l’acqua contente tutti i frammenti, ovvero Tutto Gesù. Inoltre, come insegna il dottore della Chiesa San Tommaso d’Aquino “il Corpo di Cristo può essere toccato solo da mani consacrate…perché solo il sacerdote agisce in persona Christi” La comunione sulla mano è una profanazione, introdotta con l’inganno da clero protestante massonico….

  20. C’è solo.una spiegazione plausibile: dopo aver banalizzato la Messa hanno banalizzato l’Eucarestia che tutti ricevono ma quasi nessuno si confessa. Una volta eliminata nei fedeli la percezione della sacralità dell’Eucarestia la elimineranno del tutto con le nuove formule invalidi di consacrazione.

  21. Abbè Tosatti, se mi dice qual é la parrocchia ci vado in pellegrinaggio subito per mettermi in fila in ginocchio fino ad arrivare così al ministro, facendo decine di segni di croce prima durante e dopo. Posso anche mettermi due trecce posticce da rabbino e portarmi un tappetino simil-persiano (dell’ikea).

    Ps volantino terrificante. Soprattutto il ”non” maiuscolo….

  22. http://www.preghiereagesuemaria.it/sala/decreto%20cei%20sulla%20comunione%20nella%20mano.htm

    Nel decretoCEI, 19 luglio 1989, si legge:

    Il modo di distribuire e di ricevere la comunione
    1859

    14. La Chiesa ha sempre riservato grande attenzione e riverenza all’eucaristia, anche nel modo di avvicinarsi alla mensa e ricevere la comunione. Particolarmente appropriato appare oggi l’uso di accedere processionalmente all’altare ricevendo in piedi, con un gesto di riverenza, le specie eucaristiche, professando con l’«Amen» la fede nella presenza sacramentale di Cristo (cf. IGMR 56i, 117, 244c, 246b, 247b; Inaestimabile donum, 11) (V3/2104.2168) (V3/2305 ss.) (V7/301).

    1860

    15. Accanto all’uso della comunione sulla lingua, la Chiesa permette di dare l’eucaristia deponendola sulle mani dei fedeli protese entrambe verso il ministro, ad accogliere con riverenza e rispetto il corpo di Cristo. I fedeli sono liberi di scegliere tra i due modi ammessi. Chi la riceverà sulle mani la porterà alla bocca davanti al ministro o appena spostandosi di lato per consentire al fedele che segue di avanzare (cf. Rito della comunione fuori della messa…, 21; Notificazione sulla comunione nella mano, 3, 4, 7) (V4/2531) (V9/1535 s., 1539). Se la comunione viene data per intinzione, sarà consentita soltanto nel primo modo.

      1. Mio marito ed io ci inginocchiamo sul pavimento…ma capisco che per un anziano o una persona con problemi di mobilità è impossibile….la cosa brutta è che alcuni, anche tra i miei conoscenti, non si inginocchiano, pur potendo, perché non vogliono dar fastidio…questo non va bene, chi può e ha avuto la grazia di capire che la Santa Comunione si riceve in ginocchio come è sempre stato, deve inginocchiarsi, deve dare testimonianza, e per prima cosa è rispetto verso Gesù, il Re dei re…se davanti anche solo “al nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi…” a maggior ragione davanti a Gesù Vero, realmente presente in Corpo Sangue Anima e Divinità nella Sacra Ostia

      2. Davvero “le balaustre sono state abolite”? Dev’essere notizia di oggi, perché fino a ieri non era così…
        E, comunque, Le assicuro che per inginocchiarsi servono le ginocchia, non le balaustre…
        Mi perdoni la bonaria ironia.
        Saluti.

    1. http://ilviandantecattolico.blogspot.pt/2012/12/la-santa-comunione-in-mano-storia-di-un.html?m=1

      La pratica della comunione sulla mano è un abuso introdotto con l’inganno da parte di clero protestante/massonico

      Non è che tutto quello che viene scritto da uomini di Chiesa nei documenti è automaticamente Santo e fedele alla dottrina della Chiesa Cattolica…purtroppo la massoneria si è infiltrata all’interno di Vaticano e seminari per distruggere la Chiesa da dentro….

  23. Per rispetto al Signore era prevalso l’uso fino al CVII di ricevere lodevolmente il Corpo del Signore a digiuni dalla mezzanotte,in ginocchio e sulla lingua;dopo il concilio si e’passati agli abusi,ai sacrilegi dei Frammenti,staccati dalle Particole consacrate depositate sulle mani dei fedeli e finiti per trascuratezza per terra,ove…!

  24. Comunione, in ginocchio o in piedi? Cosa dice la Chiesa di Riccardo Barile

    Tenendo la prolusione di un convegno sulla liturgia a Milano (Università Cattolica del Sacro Cuore), il 6 giugno scorso, il card. Robert Sarah ha spezzato una lancia a favore della recezione della comunione in ginocchio. Oltre alla sua testimonianza personale, ha portato l’esempio di san Giovanni Paolo II e di santa Teresa di Calcutta. Di recente poi è capitato un equivoco di informazione sul provvedimento di un Vescovo, che invece si è rivelato corretto. Tutto questo induce a valutare che la questione sia un poco “calda” e che debba essere affrontata riferendosi alla disciplina della Chiesa, cioè ai documenti che legittimano e motivano le diverse posture per la recezione dell’Eucaristia, evitando un dibattito emozionale.

    “Prima del Concilio” vigeva la comunione in ginocchio alla balaustra e sulla lingua. “Dopo il Concilio” alla postura in ginocchio si è affiancata quella in piedi e alla comunione sulla lingua si è affiancata la comunione in mano. Combinando i vari fattori, le soluzioni potrebbero risultare quattro – tra le quali la comunione in ginocchio e sulla mano (!) -, ma di fatto la prassi si riduce a due posture: a) la più praticata e cioè in piedi con la comunione sulla mano o sulla lingua; b) la meno praticata e cioè in ginocchio con la comunione sulla lingua.

    Il punto di partenza legislativo è l’Istruzione Inaestimabile donum del 3.4.1980, che al n. 11 prevede che la comunione «può essere ricevuta dai fedeli sia in ginocchio che in piedi, secondo le norme stabilite dalla Conferenza Episcopale». Chiamata in causa, la Conferenza Episcopale Italiana in data 19.7.1989 emanò la delibera n. 56 secondo la quale: «La santa comunione può essere distribuita anche deponendo la particola sulla mano dei fedeli» (ECEI 4/1845). La stessa CEI pubblicò contestualmente una Istruzione Sulla comunione eucaristica che al n. 14 promuoveva di fatto anche la postura in piedi in questi termini: «Particolarmente appropriato appare oggi l’uso di accedere processionalmente all’altare ricevendo in piedi, con un gesto di riverenza, le specie eucaristiche, professando con l’Amen la fede nella presenza sacramentale di Cristo» (ECEI 4/1859).

    Si noti che la concessione della CEI non riguardava l’alternativa “in ginocchio / in piedi”, sempre possibile secondo la citata Istruzione Inaestimabile donum, ma riguardava la comunione sulla mano o in bocca; infine ed inoltre «i fedeli sono liberi di scegliere tra i due modi ammessi» (n. 15 = ECEI 4/1860.1864). Si esigeva però un segno di venerazione, un leggero inchino (ECEI 4/1859.1866), non esigito se la comunione era in ginocchio, secondo le disposizioni della Santa Sede: «Quando i fedeli ricevono la comunione in ginocchio, non è loro richiesto alcun segno di riverenza verso il Ss.mo Sacramento, perché lo stesso atto di inginocchiarsi esprime adorazione. Quando invece la ricevono in piedi, accostandosi all’altare processionalmente, facciano un atto di riverenza prima di ricevere il sacramento» (Inaestimabile donum 11).

    La situazione che ne seguì dall’introdurre la comunione in piedi e in mano fu la difficoltà di trovare e di insegnare il previsto gesto di venerazione, per cui la recezione della comunione avvenne/avviene per lo più senza questo gesto. E non si tratta solo di un gesto: la comunione avviene per lo più senza lo “spirito” di venerazione/adorazione espresso dal gesto. Infatti il gesto rituale, come per tante altre esperienze umane, non si limita a “manifestare” un atteggiamento interiore, ma – presupposta una minima e previa catechesi – è anche la causa che genera e mantiene tale atteggiamento interiore.

    A conferma e controprova riporto uno solo di alcuni testi patristici che la già citata concessione CEI appone in nota al n. 3 delle Indicazioni particolari (ECEI 4/1865): «Ciascuno si avvicina, con lo sguardo abbassato e le mani tese. Guardando in basso il fedele esprime, mediante l’adorazione, una specie di debito di convenienza» (Teodoro di Mopsuestia). Ora è chiaro che un atteggiamento simile è un poco difficile e in parte estraneo alla mentalità del “fedele tipo” che fa la comunione processionalmente e in piedi, per cui non attecchì. Così non tardarono le reazioni. Giovanni Paolo II nella Dominicae cenae (24.2.1980, secondo anno di pontificato), al n. 11 stigmatizzava in alcuni casi «mancanze di rispetto» e repressioni quanto alla libertà di scelta di coloro che intendevano ricevere la comunione in bocca. Benedetto XVI favorì la comunione in ginocchio nelle celebrazioni da lui presiedute, non senza polemiche, per la verità strane, dal momento che il n. 160 dell’Ordinamento Generale del Messale Romano stabilisce laconicamente che: «I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza Episcopale».

    Comunque, a seguito di divieti e di paralleli ricorsi a Roma, la Congregazione per il Culto divino, con la lettera This Congregation ad un vescovo e ad un fedele circa la postura per ricevere la comunione eucaristica, in data 1 luglio 2002 chiarificò che: «Pur avendo la Congregazione approvato la legislazione che stabilisce per la santa comunione la postura eretta, in accordo con gli adattamenti permessi dalle Conferenze dei vescovi per mezzo della Istitutio generalis Missalis Romani, n. 160, par. 2, lo ha fatto chiarendo che i comunicandi che scelgono di inginocchiarsi non devono per questo motivo subire un rifiuto» (EV 21/665). Un documento successivo sanciva e ribadiva la stessa legge di libertà, rivolgendosi evidentemente ai ministri competenti e specificando che: «Non è lecito negare a un fedele la santa comunione, per la semplice ragione, ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio oppure in piedi» (Redemptionis sacramentum 91, del 25.3.2004). Dunque tutte e due le possibilità sono ammesse in un regime di libertà e dal punto di vista della legislazione vige una perfetta “par condicio”.

    Se si osservassero le leggi,  sarebbe tutto semplice e si sarebbe evitata la gimkana tra i documenti di cui sopra. Le difficoltà sorgono perché a volte “qualcuno” – un parroco, un formatore di seminaristi o di religiosi, un vescovo – sconsiglia o vieta la comunione in ginocchio, evidentemente abusando della sua autorità. Che fare? Evitando ricostruzioni storiche e analisi liturgiche che pure circolano, diamo per scontato che la comunione in mano e in piedi è al momento irreversibile e, invece di sognare improbabili virate, cerchiamo di darne ragione al meglio, motivando nel contempo la comunione in ginocchio e la libertà di scelta per entrambe a secondo della “grazia” personale: La comunione in ginocchio mette in evidenza l’adorazione, la preghiera in ginocchio presente nel Vangelo da parte di Gesù (Lc 22,41) e poi di tanti altri verso Gesù o semplicemente nella preghiera (Mt 1,40; 10,17; 17,14; Lc 5,8; At 7,60; 9,40; 20,36; 21,5). È un restituire a Cristo in adorazione ciò che nella passione ricevette per scherno (Mt 27,29; Mc 15,19). È un riconoscimento del disegno grandioso della salvezza e della vittoria escatologica di Gesù Cristo (Ef 3,14; Fil 2,10; Rm 14,11), anticipo del regno futuro che si attua nell’Eucaristia; la comunione in piedi (sulla mano) e camminando si riallaccia simbolicamente al “pane del cammino” del profeta Elia, che «con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio» (1Re 19,8), o alla manna data per sostenere il popolo durante il cammino (Es 16,1ss.). Gesù, portando a compimento queste Scritture, moltiplicò i pani per coloro che lo seguivano ascoltandone la parola (Mt 14,13; 15,3; Mc 6,34; 8,1-2; Lc 9,11; Gv 6,2).

    Dunque ricevere la comunione in piedi e processionalmente – con un previo atto di riverenza/adorazione – è un gesto simbolico del cammino della vita verso Cristo per riceverne forza e per camminare orientati a lui. Ecco la “sinfonia cattolica”. Mentre i dittatori di un sedicente “dopo il Concilio” impongono una sola dimensione non accettando la varietà dei carismi, coloro che attenendosi fedelmente alle norme «dimostrano in modo silenzioso ma eloquente il loro amore per la Chiesa» (Giovanni Paolo II, Ecclesia de Eucharistia 52) – accettano che per dono dello Spirito alcuni fedeli nel ricevere la comunione esprimano una pluralità di atteggiamenti. Lasciando coesistere le due forme, si ha un vicendevole influsso ed un arricchimento l’una dall’altra: la comunione processionale ricorda la serietà di vivere il rapporto con Cristo ben radicandolo in questo mondo; la comunione in ginocchio ricorda che il senso ultimo della vita non si riduce a sistemare bene questo mondo, ma ad adorare e lodare il nostro unico Salvatore nella forza dello Spirito e a gloria del Padre. Certo la Chiesa, in quanto fedele ermeneuta di Gesù Cristo, può e potrà modificare tale disciplina e bisognerà attenervisi. Ma ad oggi – leggi alla mano – stabilire a chi e quando sia dato l’uno o l’altro carisma non dipende dagli operatori pastorali. Perché, se così fosse, si tratterebbe sì di “clericalismo”.

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