“NO!”. LAICI CATTOLICI ESULTANO, QUALCHE VESCOVO UN PO’ MENO, FORSE…. #CENESIAMORICORDATI”

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Marco Tosatti

L’hashtag è #cenesiamoricordati. Il mondo delle famiglie del Family Day, quelli del Circo Massimo, esulta per la vittoria del “No”, e per la dipartita di Matteo Renzi. Matteo Renzi aveva partecipato con convinzione al primo Family Day, quello di San Giovanni; e poi c’è stata la conversione sulla via LGBT, la legge sulle Unioni Civili imposta soffocando ogni dibattito con una legge di fiducia a cui hanno contribuito Verdini e altri. Allora il popolo delle famiglie incassò la sconfitta (e lo strano voto di non pochi personaggi politici che si dichiaravano cattolici) con un “ce ne ricorderemo”. Poi venne la Cirinnà, con un video inquietante,  in cui si prospettava di tutto e di più dopo la riforma costituzionale, con un PD che avrebbe proposto leggi ulteriormente eversive dell’antropologia naturale.

E i timori si accrebbero. Negli ultimi mesi il Comitato promotore del Family Day , e in particolare il suo leader, Massimo Gandolfini si sono spesi, nel più totale silenzio dei mass media maggioritari, tutti in campagna esplicita o implicita per il “Si” a sottolineare i rischi per la democrazia di una vittoria di questa riforma frettolosa e pasticciata.

E qualcosa, sui rischi di una pesante sconfitta del “Si!”, deve essere filtrato persino ai vertici della Chiesa italiana, se negli ultimissimi giorni Gandolfini ha ottenuto un minimo di presenza su Avvenire e su TG2000, i feudi informativi gestiti in maniera molto presente dal Segretario generale della Cei, mons. Galantino. Se la legge sulle unioni civili è potuta passare grazie anche al quasi silenzio-assenso della Segreteria di Galantino, portatrice di un neo-collateralismo con l’esecutivo Renzi; maligni come siamo pensiamo che la presenza all’undicesima ora dell’esecrato Gandolfini sui media Cei possa non essere casuale. Ma invece essere il frutto di un qualche campanello di pericolo suonato a Circonvallazione Aurelia sull’esito referendario. Per evitare di associare una segreteria così contigua a Palazzo Chigi nella catastrofe delle urne. E forse anche per non silurare le possibilità di diventare Vicario del Papa per la città di Roma. Per sé o per il suo grande amico e sponsor, il vescovo di Albano, diocesi estremamente attenta ai problemi delle diversità e dei nuovi diritti.

E’ naturale che i laici cattolici che si sono battuti in questi mesi adesso si sfoghino sui social.

Mario Adinolfi, direttore de “La Croce” e bestia nera degli attivisti dell’ideologia omosessualista, scrive: “Dopo Hollande, Obama, Zapatero e Cameron un altro politico prono alla lobby Lgbt cade. Renzi ce ne siamo ricordati”. Associando l’approvazione del matrimonio omosessuale alle sventure politiche dei capi di governo (Obama per interposta Hillary Clinto). Una moderna versione della Maledizione di Tutankhamon che colpirebbe i premier filo LGBT.

adin

Altri sono stati più stringati: il Comitato Articolo 26 (@comitatoart26) ha twittato alle 0:28 AM on Lun, Dic 05, 2016:

“Le famiglie del #FamilyDay con il #PaeseReale hanno rispedito al mittente una brutta riforma che avrebbe indebolito la #democrazia ✌ #Renxit”.

art26

Qualcuno ha messo in campo addirittura il Nemico dell’umana natura, il Mentitore:

renzi-esorcismo

E poi naturalmente c’è chi non ha resistito allo sfottò, come qui sotto.

ciaone

 

E visto che il protagonista di questa battaglia stato Massimo Gandolfini, è giusto riportare in aggiunta al post originale la sua dichiarazione:

“Renzi è stato punito dalla sua arroganza, quella stessa arroganza che lo ha portato ad ignorare ogni confronto, anche informale, con il popolo del Family day – che ha portato milioni di persone in piazza a distanza di pochi mesi nel 2015 e 2016  – e ad imporre due voti di fiducia per far approvare la legge sulle unioni civili”. Così Massimo Gandolfini commenta il risultato del referendum istituzionale.

“Il 31 gennaio avevamo promesso che ce ne saremmo ricordati e ora Renzi si ricorderà per sempre del nostro popolo, che ha presentato il conto alle urne, dopo centinaia di incontri svolti in tutta Italia dal Comitato famiglie per il No”. Prosegue Gandolfini.

“Da qui nasce l’esigenza di una politica che smetta di prendere ordini dalle elite  – aggiunge il presidente del Comitato promotore del Family day –  ma torni a rappresentare le esigenze dalla famiglie che sono il lavoro e la natalità. La ripresa economica non può infatti essere agganciata senza una ripresa valoriale che metta al centro dell’azione culturale, politica e legislativa la vita, la famiglia e la stessa integrità dell’essere umano”.

“Oggi, la nostra attività in favore della vita, della famiglia e della libertà educativa ne esce sicuramente rafforzata”.


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GANDOLFINI SFIDA RENZI SUL “NO”. IN PARROCCHIA NON C’ERI. HAI UNA SETTIMANA PER INCONTRARCI.

 

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Marco Tosatti

Oggi a Verona alcune migliaia di famiglie cattoliche ne hanno manifestato per affermare e motivare il loro “NO” alla riforma costituzionale Renzi/ Boschi. Il movimento che sostiene il “Comitato famiglie per il No” ha come obiettivo quello di fermare la deriva centralista che l’attuale governo sta promuovendo. “L’accentramento del potere in un’unica direzione nega di fatto la democrazia e e il bilanciamento dei poteri. L’annullamento dei corpi intermedi,  primo fra tutti la famiglia, allontana la partecipazione del popolo alle decisioni che lo riguardano”. Cosi’  ha detto dal palco in piazza della Cittadella il presidente del Comitato promotore del Family day, Massimo Gandolfini.

“Renzi ci ha sfidato, dicendo che sarebbe andato nelle parrocchie di tutta Italia a spiegare le ragioni della riforma – ha proseguito Gandolfini -. Noi ci siamo andati veramente, organizzando centinaia di incontri ma non abbiamo visto il premier”.

“Il nuovo assetto istituzionale, anche a causa alle riforma elettorale, accentra il potere nella figura del premier e verrà utilizzato, come dicono pubblicamente i vertici del Pd, per completare la trasformazione del tessuto sociale italiano – ha aggiunto Gandolfini -. Le unioni civili sono infatti solo il capo fila di una politica tesa all’approvazione delle adozioni per tutti; del suicidio assistito; dell’estensione della procreazione artificiale a coppie gay e single; della regolamentazione dell’utero in affitto, delle leggi liberticide sulla omofobia e della legalizzazione delle droghe”.

“Quindi – ha detto ancora Gandolfini – la decisione di votare No non è una vendetta, ma la logica conseguenza davanti ad un governo che ha portato avanti a colpi di fiducia leggi contro la vita e la famiglia e tramite una riforma che indebolisce la rappresentanza popolare vuole riscrivere l’antropologia della società italiana”.

“Renzi hai ancora di una settimana di tempo per incontrarci in un confronto pubblico! Noi siamo disponibili, sai dove trovarci”, ha concluso Massimo Gandolfini.



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REFERENDUM: NO CATTOLICO. SABATO A ROMA UN GRANDE EVENTO, FAMILY DAY E MCL

 

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Marco Tosatti

Il Movimento Cristiano Lavoratori, e il Comitato del Family Day, autore della grande manifestazione del 30 gennaio 2016 al Circo Massimo in difesa della famiglia naturale, e contro la sua equiparazione ad altri tipi di unioni, che ha mobilitato centinaia di migliaia di persone in tutto il Paese, daranno vita sabato prossimo a un grande evento a Roma, per ribadire il loro ‘No’ motivato e ragionato al referendum sulla modifica della Costituzione preparata dal governo Renzi.

La manifestazione avrà luogo alle ore 15 di sabato 12 novembre presso il The Church Village Hotel Church Village Hotel (ex “Domus Pacis”), in via di Torre Rossa 94 (zona Aurelia).

Insieme a migliaia di delegati provenienti dai comitati locali di tutta Italia, e a noti esponenti del mondo del diritto e della società civile, Massimo Gandolfini (Family Day) e Carlo Costalli (MCL) daranno voce al loro ‘No’ deciso e argomentato.

Secondo gli organizzatori dell’evento la legge sulle unioni civili e le riforme del mercato del lavoro sono solo il capofila di un progetto di riforme che mira a stravolgere l’antropologia della società italiana. Con un parlamento mono-camerale e controllato da un solo partito il governo avrà, infatti, il potere assoluto di smantellare ogni legge basata sul diritto naturale, senza dover tenere conto del necessario dibattito tra le forze politiche e sociali.

Il mondo delle famiglie, dei lavoratori e del laicato cattolico vuole rinnovare la sua unità con lo stesso sentimento di apertura e inclusione che ai tempi della costituente permise la stesura di una Carta i cui assi portanti sono stati la dignità del lavoro e dei legami familiari.

Una Costituzione i cui principi fondanti sono stati oggetto dell’attenzione di troppe “rottamazioni”. Per questo motivo i leader dei due movimenti, Massimo Gandolfini (Family Day) e Carlo Costalli (MCL), si rivolgeranno a tutte le realtà impegnate nel sociale per difendere i corpi intermedi e la partecipazione del popolo alle decisioni, denunciando l’ideologia individualista che sottende una riforma tutta tesa alla disintermediazione e dalla decostruzione delle comunità locali.

L’opinione del Comitato del Family Day e del Movimento Cristiano Lavoratori è che in nome del decisionismo e della semplificazione della politica si voglia costruire una vera dittatura della maggioranza che sarà resa possibile grazie ad una legge elettorale da molti giudicata iniqua come l’Italicum.

“La manifestazione di sabato, a cui hanno aderito migliaia di attivisti, esperti del diritto ed esponenti della società civile e della politica, sarà quindi un’occasione di confronto e di impegno per tutti coloro che hanno a cuore le garanzie costituzionali della sussidiarietà e dell’integrità della persona e per smascherare quella pervicace propaganda che ha voluto far passare quanti si oppongono a questa riforma (non ad ogni riforma: ma a questa!) come conservatori e nemici dello sviluppo del Paese”.



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