CBS, Politico, Telegraph: Licenziamenti e Minacce per i Giornalisti non Allineati a I$r@ele.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione su alcuni elementi interessanti per capire come i gruppi finanziari filo-israeliani stanno impadronendosi, o rafforzando, la loro presa sull’informazione negli USA e in Gran Bretagna, con licen<iamenti dei non allienati o minacce di licenziamento. E la loro sostituzione con esponenti sensibili alla propaganda filo Tel Aviv. D’altronde in Italia noi abbiamo Enrico Mentana che non riesce a pronunciare la parola “coloni” parlando delle violenze e della pulizia etnica in Cisgiordania, e Davide Parenzo, e Maurizio  Molinari, e Paolo Mieli, e Giuliano Ferrara…per citarne solo alcuni. Buona lettura e diffusione.

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C’è questo articolo di Inside Over:

A sei mesi dall’acquisizione da 8 miliardi di dollari di Paramount Global da parte di Skydance Media, la società del magnate pro-Israele David Ellison, l’emittente CBS sta vivendo una delle trasformazioni più profonde e controverse della sua storia.

Al centro della tempesta, l’arrivo della nuova caporedattrice Bari Weiss e il licenziamento dei giornalisti non allineati con la linea editoriale ora marcatamente filo-israeliana, in linea con l’agenda politica dell’editore.

L’ultimo atto di quella che il giornalista Premio Pulitzer Glenn Greenwald definisce la creazione di un vero e proprio “Israel State Media”.

Secondo quanto riportato dal New York Post, la Cbs ha esonerato la capa dell’ufficio di Londra, Claire Day, una giornalista con quasi 25 anni di carriera nel network, in seguito a scontri con la nuova direttrice editoriale Bari Weiss sulla copertura delle guerre a Gaza e in Iran.

La Weiss, autodefinitasi una “fanatica sionista”, riteneva che la Day fosse “eccessivamente favorevole alla parte palestinese” e che l’ufficio di Londra fosse quindi “fazioso contro Israele”.

La Day sarà sostituita da Shayndi Raice, ex vice-capo dell’ufficio per il Medio Oriente del Wall Street Journal (WSJ), residente a Tel Aviv.

Il suocero di Rice è Rabbi Avi Weiss, fondatore dell’Hebrew Institute of Riverdale e figura di spicco dell’Open Orthodoxy ed è il rabbino il rabbino personale della spia Jonathan Pollard, che ha rubato i segreti americani più sensibili per passarli a Israele.

Il giornalista Max Blumenthal sottolinea poi che Raice ha presieduto alla stesura di un rapporto del Wall Street Journal, poi ampiamente screditato, che nel gennaio 2024 affermava falsamente che il 12% dei dipendenti dell’Unrwa (l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi) avesse partecipato all’attacco del 7 ottobre, e che il 10% avesse legami con gruppi armati.

Ma l’ombra più lunga non è quella di Bari Weiss o di Shayndi Raice, bensì quella di Larry Ellison, il fondatore di Oracle e padre di David Ellison, il cui attivismo politico è fortemente orientato al sostegno degli interessi israeliani.

Leggi l’articolo completo di @robertovivaldelli al link nelle stories

#usa #israel #cbs

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E poi c’è questo post su Instagram:

politico

Il proprietario di The Telegraph, Politico, Bild e Business Insider — che possiede anche le edizioni polacce di Forbes e Newsweek — ha detto ai giornalisti che dovrebbero seguire odiernamente la sua posizione pro-israeliana o dimettersi.
Mathias Dopfner ha difeso il suo gruppo mediatico Axel Springer, che sostiene da tempo Israele, dopo che i giornalisti di Politico hanno sollevato preoccupazioni riguardo ai suoi commenti pubblici sull’Occidente.
In una riunione interna con il personale, Dopfner ha dichiarato che i dipendenti che non sono d’accordo con i principi fondamentali dell’azienda — noti internamente come “le basi” — potrebbero essere meglio ad lavorare in un’altra azienda.
“Non dovrebbe lavorare per Axel Springer, nonostante le basi, nonostante le basi siano un’attrazione, nonostante le basi non siano un motivo per cui lavorare per questa azienda, posso solo consigliare di lavorare per altre aziende”, ha dichiarato, secondo quanto riportato da The Jewish Insider.
Le dichiarazioni sono state fatte durante una riunione di 40 minuti con i dipendenti di Politico, a seguito delle lamentele dei giornalisti riguardo agli articoli di opinione scritti da Dopfner. Si dice che il personale ha sostenuto che le sue opinioni potessero minare l’neutralità del giornale.

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Sullo stesso argomento, con altri dettagli, questo post:

politico telegraph

Il proprietario del Telegraph e del Politico ha dichiarato che i giornalisti devono sostenere Israele o dimettersi, provocando accuse secondo cui l’indipendenza del reparto stampa è in pericolo.
Le tensioni all’interno del Politico sono state esposte questa settimana dopo che Axel Springer CEO Mathias Dopfner ha detto al personale che sostenere Israele costituisce un valore fondamentale del lavoro presso l’outlet. Axel Springer ha acquisito il sito di notizie politiche nel 2021.
Le dichiarazioni sono state fatte durante una tensione interna lunedì, convocata dopo che i giornalisti di Politico hanno inviato una lettera all’editore in carica Jonathan Greenberger accusando il magnate Dopfner di utilizzare la pubblicazione “per promuovere la sua agenda politica”.
Lo staff ha avvertito che le sue recenti opini “minacciano di minare” la reputazione dell’outlet come fonte di informazione, come riportato da The Jewish Insider.
La controversia approfondisce la vigilanza su l’espansione dell’impero mediatico di Axel Springer, soprattutto dopo che ha ottenuto l’approvazione all’inizio di questo mese per l’acquisto del Daily Telegraph.
Gli giornalisti temono che l’ideologia stabilita in cima potrebbe plasmare le linee editoriali di tutta la sua identità, presentandola come parte di una struttura più ampia di cinque valori fondamentali, che includono “libertà, mercati liberi, libertà individuale e libertà di parola”.
Ha messo in luce la sua posizione esplicita.
Ha insistito che la lealtà verso Israele sia una decisione fondamentale, poiché siamo molto trasparenti al riguardo, e che questa decisione possa essere semplicemente una scelta di chiunque sia, in quanto Axel Springer e qualcuno che ha credenze fondamentalmente diverse potrebbero essere un buon candidato.
✍️: Elis Gjevori/MEE

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E sulla presenza di giornalisti filo-israeliani nelle maggiori testate e canali televisivi USA guardate questo post su Instagram. La didascalia legge: Perché non credi nei Media, e nei Canali di notizie? Io rispondo: Ecco perché…

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