Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Cinzia Notaro, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla vita spirutale di ciascuno di noi. Buona lettura e condivisione.
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La conversione: nasce in famiglia, si compie nell’incontro con Cristo
La conversione affonda le sue radici nella famiglia, dove si impara a pregare e si riceve il primo esempio di fede. È nella semplicità della vita quotidiana che si cresce, come Gesù a Nazareth, “in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2,52). Eppure, accade spesso che dopo aver ricevuto i Sacramenti nell’adolescenza, molti si allontanino dalla Chiesa. Questo accade perché, non sempre si è vissuto ciò che si è ricevuto, e soprattutto non sempre c’è stato un vero incontro con il Signore.
Gesù nel Vangelo afferma: “Questa è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6,40). La parola “chiunque” apre a tutti gli uomini di ogni tempo. Ma come è possibile oggi vedere il Figlio, se Egli è assiso alla destra del Padre? Lo si vede con gli occhi dello Spirito. Sant’Agostino insegna: “Credere è vedere con il cuore” (In Ioannis Evangelium Tractatus 40,9). Chi non impara a vedere così, rimane fermo a un giudizio puramente umano e non riesce a riconoscere la presenza reale del Signore nell’Eucaristia. Eppure, proprio lì Cristo è realmente presente, con tutto se stesso, come insegna la fede della Chiesa.
I Sacramenti non agiscono magicamente. San Tommaso d’Aquino ricorda che essi producono frutto in chi non pone ostacolo alla grazia (Summa Theologiae, III, q.69, a.8). Per questo il Battesimo va vissuto, l’Eucaristia va ricevuta in grazia, e tutta la vita cristiana deve diventare risposta concreta all’amore di Dio. Senza questa risposta, anche la pratica religiosa rischia di rimanere esteriore.
Il cristianesimo non è prima di tutto un insieme di norme, ma l’incontro con una Persona viva. Quando questo incontro avviene, tutto cambia. San Giovanni Crisostomo afferma: “Nulla è più freddo di un cristiano che non si preoccupa della salvezza degli altri” (Omelie sugli Atti degli Apostoli, 20,4). Chi incontra davvero Cristo non può più vivere per se stesso, ma sente il desiderio di amare, di donarsi, di testimoniare. Si diventa tralci uniti alla vite, come dice il Signore: “Io sono la vite, voi i tralci” (Gv 15,5). Da questa unione nasce una vita nuova, capace di amare anche i nemici e di trovare gioia nel dono.
La vera libertà non consiste nel fare ciò che si vuole, ma nel vivere nella verità. “Chiunque commette il peccato è schiavo del peccato” (Gv 8,34). Sant’Ireneo afferma: “La gloria di Dio è l’uomo vivente” (Adversus Haereses, IV,20,7), e l’uomo vive pienamente solo quando è unito a Dio. Per questo i comandamenti non sono un limite, ma una via di libertà. Essi liberano dal peccato, che impedisce di amare Dio, se stessi e il prossimo.
Molti pensano che basti ricevere i Sacramenti per salvarsi, ma la fede deve essere viva e operante. San Giacomo scrive: “La fede, se non ha le opere, è morta in se stessa” (Gc 2,17). Le opere non comprano la salvezza, che è dono gratuito ottenuto dal sacrificio di Cristo, ma la testimoniano. Sant’Agostino lo esprime con chiarezza: “Colui che ti ha creato senza di te, non ti salverà senza di te” (Sermo 169,13). Dio dona tutto, ma chiede la libera risposta dell’uomo.
Il Signore invita a confidare in Lui: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6,33). In un mondo spesso smarrito, che insegue falsi idoli e confonde la libertà con il libertinaggio, queste parole restano attuali. Molti cercano la felicità lontano da Dio e finiscono per ferire se stessi. Sant’Agostino, dopo una vita di ricerca, riconosce: “Ci hai fatti per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (Confessioni, I,1).
Quando si incontra veramente il Signore, si diventa nuovi. Si scopre che è più bello dare che ricevere, che nulla manca a chi ha Dio, che il peso della vita diventa leggero perché portato con Lui. Le opere buone nascono allora spontaneamente, non come obbligo, ma come risposta d’amore. Sono il frutto della grazia, segno di una fede viva.
Ogni uomo è chiamato a questa conversione nel segreto della propria coscienza. Non sempre la fedeltà a Dio porta riconoscimenti nel mondo, anzi a volte conduce all’emarginazione. Ma il Signore vede nel segreto e ricompensa. Come scrive san Pietro, la fede è provata “come l’oro nel crogiuolo” (cfr. 1Pt 1,7). Questa prova purifica e rende autentici.
La radice del disordine nel mondo è il peccato, e senza conversione il male cresce. Tuttavia la speranza non viene meno, perché Cristo continua a chiamare ogni uomo. Chi accoglie questa chiamata diventa luce del mondo e sale della terra (cfr. Mt 5,13-14), testimone di un amore che trasforma la vita.
Come l’aquila, che per continuare a vivere deve rinnovarsi, così anche l’uomo è chiamato a scegliere: cambiare o spegnersi interiormente.
L’immagine dell’aquila richiama ciò che è scritto: “Quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile” (Is 40,31). I Padri della Chiesa hanno visto in questo un simbolo della conversione. Sant’Agostino spiega che l’uomo deve spogliarsi dell’uomo vecchio per rivestirsi di quello nuovo, rinnovato in Cristo. Anche San Gregorio di Nissa parla della vita spirituale come di un continuo rinnovamento, un salire senza fine verso Dio.
Senza questo rinnovamento interiore, la fede si spegne e rimane solo una forma esteriore. Ma quando si incontra davvero il Signore, lo Spirito rinnova il cuore, come dice l’Apostolo: “Rinnovatevi nello spirito della vostra mente” (Ef 4,23).
E, come l’aquila, impara a volare in alto, lasciando ciò che è terreno per vivere nella luce di Dio.
Alla fine resta una domanda decisiva: abbiamo incontrato davvero il Signore?
(Credit per la foto: https://www.etsy.com/listing/1383410574/the-road-to-emmaus)
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1 commento su “ Conversione. Nasce in Famiglia, si Compie nell’Incontro con Cristo. Cinzia Notaro.”
Brava, molto brava !
Credo anche che una direzione spirituale che assicuri guida e continua crescita spirituale anche successivamente alla formazione in famiglia, sia importante .ettore
I commenti sono chiusi.