Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, don Marco Begato sdb, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo articolo su un’iniziativa molto bella e interessante svoltasi a Parigi. Buona lettura e diffusione.
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“Un solo corpo, una sola fede”: a Parigi 24 ore di preghiera per i cristiani perseguitati
PARIGI – Per ventiquattr’ore consecutive, le navate della chiesa di Saint-Roch a Parigi si sono trasformate nel cuore pulsante di una mobilitazione spirituale unica nel suo genere. L’evento “Un solo corpo, una sola fede” (https://messe24h.fr/) ha visto infatti il susseguirsi ininterrotto di celebrazioni eucaristiche, offrendo un segno tangibile di solidarietà verso i cristiani che, in ogni angolo del globo, subiscono persecuzioni a causa della propria fede.
L’iniziativa si è distinta per la sua straordinaria ricchezza liturgica, con un intreccio di tradizioni che ha coinvolto comunità cristiane diverse: dal rito armeno a quello maronita e melchita, passando per le celebrazioni in rito romano delle comunità haitiana, ispanica e cinese, senza trascurare le cerimonie in rito antico. Una varietà che, come sottolineato dagli organizzatori, ha voluto riflettere l’universalità della Chiesa e la volontà di far convergere identità differenti verso un unico obiettivo di pace.
L’apertura è stata affidata alla “Messa degli Artisti”, un omaggio alla tradizione della parrocchia di Saint-Roch, storico punto di riferimento per il mondo culturale parigino.
Don Thierry Laurent, parroco e co-promotore dell’evento, ha spiegato in una recente intervista le motivazioni profonde di questa iniziativa (https://www.youtube.com/watch?v=RsxlqYLSLUk&t=1125s). L’obiettivo primario era quello di intervenire con la preghiera in difesa di chi soffre per la propria fede, partendo dal dato oggettivo – confermato da documenti della Santa Sede – che vede oggi i cristiani come il gruppo religioso più perseguitato al mondo.
Tuttavia, lo sguardo di don Laurent si è posato anche alle realtà culturali e politiche più prossime. L’evento è nato in un contesto, quello francese, segnato da “difficoltà reali”. Sebbene il parroco abbia usato prudenza nel parlare di “persecuzione” diretta in Francia, non ha nascosto i segnali di un crescente disagio. Per fare alcuni esempi, che pure il curato ha omesso di citare, pensiamo alle molte chiese profanate o incendiate (https://lanuovabq.it/it/francia-scristianizzata-ogni-due-settimane-scompare-una-chiesa) e ai tentativi di boicottaggio verso espressioni della cultura cristiana, come accaduto recentemente per alcune produzioni cinematografiche a tema religioso (Sacro Cuore il film: https://www.avvenire.it/mondo/film-sul-sacro-cuore-vietata-la-pubblicita-sui-mezzi-pubblici-in-francia_97223).
“Partecipare a queste messe, anche nel cuore della notte, significa agire per costruire la pace”, è il messaggio che emerge dall’iniziativa. L’idea di una “maratona” liturgica non è stata solo un atto di resistenza, ma una autentica proposta di pace liturgica e sociale. L’evento “Un solo corpo, una sola fede” si impone dunque come un esperimento di convivenza e armonia, dove la celebrazione diventa l’antidoto all’intolleranza e un supporto spirituale per chi, sia nel silenzio o sotto i riflettori, continua a testimoniare il Vangelo tra mille ostacoli del mondo contemporaneo.
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