La Minaccia al Papa c’è Stata o No? Lo Scontro – Evidente – fra Leone e Trump. Francesco Agnoli.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento di Francesco Agnoli  che ringraziamo di cuore, pubblicato su Facebook. Buona lettura e condivisione.

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La minaccia al papa c’è stata o no?
Dopo che molti giornali hanno riportato la notizia di uno scontro tra Pentagono e il cardinale Christophe Pierre, rappresentante del Vaticano negli States, il portavoce della sala stampa vaticana ha smentito la narrazione ufficiale, non l’incontro con Colby, sottosegretario alla Difesa.
Come sono andate veramente le cose?
Difficile dirlo nei dettagli e non sarà una smentita della sala stampa vaticana, sui toni del colloquio, a dare alcuna certezza: è infatti prassi della diplomazia vaticana sminuire sempre i contrasti, per tenere aperta una via di dialogo. Chi mostra le foto sorridenti di Pierre e Colby, dimentica che la stessa operazione si può fare per mille altre occasioni in cui, come abbiamo saputo poi, le tensioni c’erano eccome. Anche nei colloqui con i nazisti e i comunisti, dopo una persecuzione e prima dell’altra, ci sono stati amichevoli tentativi di “dialogo”.
La Chiesa cerca sempre di fare buon viso a cattivo gioco, per realismo e per diplomazia (l’unica forza che ha, non possedendo un esercito).
Detto questo, mi pare che vadano notate almeno alcune cose.
L’incontro con un rappresentante della Difesa mi appare del tutto irrituale!
La seconda: la definizione di Pierre di incontro “franco, ma molto cordiale”, lascia in realtà capire che la franchezza c’è stata… non si userebbe tale aggettivo, dopo un incontro in cui le parti sono del tutto concordi.
Dunque cordialità sì, almeno ufficialmente, ma anche franchezza, cioè divergenze…
Detto questo aggiungiamo alcune cose:
1) Vance chiede una visita al primo papa americano negli Usa, per i 250 anni dell’indipendenza, e l’8 febbraio la sala stampa vaticana afferma che il papa non andrà negli Usa nel 2026 (https://www.acistampa.com/…/papa-leone-xiv-non-si…)!
Non proprio un gesto di gentilezza. L’8 febbraio è poco dopo l’incontro del 22 gennaio di cui sopra.
2) la Santa Sede rifiuta l’invito a sedere nel Board of Peace e critica la gestione di Gaza (poi il papa incontra il presidente dello Stato di Palestina Abbas); quando rifiuta? Il 17 febbraio, cioè, ancora una volta, poco dopo l’incontro suddetto del 22 gennaio.
Quando è stato fatto l’invito? A gennaio, guarda caso il mese dell’incontro, “franco ma cordiale”.
Dunque il papa non va negli Usa, la Chiesa non riconosce il Board di Trump.
Lo scontro c’è eccome. Si aggiunga che il 2 dicembre Leone ha concluso il suo viaggio nel Libano, martoriato dalle bombe israeliane, con il placet americano.
3) il papa riceve Herzog, su sua richiesta, e invita Israele con una certa “durezza” a riconoscere lo Stato di Palestina;
4) Più e più volte Leone si esprime in modo piuttosto ” franco” per un pontefice: “Con i coloni è veramente complesso. Israele aveva detto una cosa poi si fa un’altra, qualche volta”. Critica anche la modalità di intervento in Venezuela(https://www.lastampa.it/…/il_papa_in_pensiero_per…/ ).
5) Il papa, seguito dal capo dei vescovi e da vari cardinali, critica duramente, più volte la guerra in Iran, e interviene persino sul folle annuncio di ridurre l’Iran all’età della pietra.
6) Ultimo punto che andrebbe per primo: il 9 gennaio, cioè pochi giorni prima del colloquio di cui sopra, Leone al corpo diplomatico fa un lungo discorso nel quale difende il diritto internazionale e dice tra l’ altro: “A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati. La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui. Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile in sé «nel perseguimento di un ordine voluto da Dio, che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini», ma la si ricerca mediante le armi, quale condizione per affermazione di un proprio dominio. Ciò compromette gravemente lo stato di diritto, che è alla base di ogni pacifica convivenza civile… “.
Difficile immaginare una condanna più esplicita della politica estera Usa e della violenza israeliana.
Dunque, riassumendo: lo scontro tra Leone e Trump c’è?
Sì, eccome. Se ne sarà parlato il 22 gennaio? Sembra impossibile che non sia avvenuto! L’amministrazione Trump è composta da uomini moderati, nei toni e nei modi?
Leggere le dichiarazioni folli, per fare un solo esempio, di quell’infelice eretico che sta alla guerra, Pete Hegseth, ne fa dubitare.
E chi è, tra le altre cose, Pete Hegseth? Il superiore diretto di Elbridge Colby!

2 commenti su “La Minaccia al Papa c’è Stata o No? Lo Scontro – Evidente – fra Leone e Trump. Francesco Agnoli.”

  1. Un’ aura di pervicace prepotenza noncurante delle regole più elementari del vivere civile sta invadendo il mondo. Non valgono più né accordi, né carte scritte nel tempo, in specie dopo il flagello del secondo conflitto mondiale e il più forte si sente autorizzato ad imporre le proprie voglie a chi ritiene più debole e facilmente attaccabile e vincibile e non si capisce perché mai alcune potenze si sentano in diritto di possedere armi nucleari e di impedirne invece il possesso ad altri. Una regola o vale per tutti, oppure non è più una regola, ma solo volontà di sopraffazione. Fare la voce grossa, ruggire minacciando una apocalittica catastrofe, inserendo in tutto questo il nome di Dio nominato invano è semplicemente diabolico. Assecondare le mire di un seriale assassino, stragista indisturbato (e incredibilmente protetto dall’ universo mondo) che sa come tener sotto scacco chi è coinvolto in questioni innominabili, è azione miserevole e turpe, degna del più deprecabile delinquente mai comparso sulla faccia della terra. Per questi orrendi personaggi, per le loro terribili colpe, il mondo si trova sull’orlo dell’ abisso, in una condizione che solo la divina misericordia, di cui oggi è la festa, può (nel caso di un purché umile pentimento) modificare.
    Purtroppo, quando manca il riconoscimento della signoria di Dio nell’ universo intero, quando si è prede di lacci infernali, tutto il male è possibile.

  2. Temo che certi commenti stiano scadendo nel paradossale… i problemi del mondo riportano a quelli che si fa finta di non vedere, ma piace fare come piace proprio a loro.

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