Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento satirico di Lavinia Marchetti che ringraziamo per la cortesia, pubblicato su Facebook. Buona lettura e diffusione.
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FENOMENOLOGIA DI EMANUELE FIANO.

o delle prospettive di redenzione bituminosa sotto l’impietosa canicola d’agosto.
Di norma, rifuggo con sdegnoso sussiego la volgare pratica del dileggio ad personam. Tuttavia, vi sono rare epifanie in cui la statistica delle umane aberrazioni esige un’imprescindibile deroga.
Il caso Fiano, in tal senso, è materiale da antologia.
Parliamo di augusti rappresentanti della res publica, gratificati da prebende tali da far vacillare le finanze di un piccolo granducato, cui è demandato il presunto e gravoso onere di dar voce alla cittadinanza.
A scrutare le sue titaniche prese di posizione, come questo straziante tormento per l’affronto del PD milanese su Tel Aviv, sorge il fondato sospetto che la sua culla ideologica naturale sia altrove.
Lo vedrei magnificamente incastonato nel Carroccio salviniano in quel mirabile milieu culturale che candida Trump al Nobel, che fraternizza amabilmente con le divise dal grilletto facile, quella superba fucina di plastici ferroviari e ponti chimerici.
Vi sarebbe, in tale transumanza, una continuità di pensiero di un’armonia a dir poco da idillio.
Ma ecco il colpo di teatro in stile Ionesco, diligentemente chiosato nel sottotitolo: “Ma al momento non lascia il partito”.
L’eroico e titanico sforzo di restare abbarbicati alla poltroncina ben remunerata della magione che si disprezza.
Il quesito escatologico, a questo punto, si fa ineludibile: quale arcano disegno cosmico trattiene questa fulgida entità, in amabile consorteria con i sempreverdi Fassino, Picierno e sodali vari, a ergersi ad araldi di un elettorato che, nelle sue derive di massima e cristiana magnanimità, ambirebbe unicamente a vederli stendere colate di bitume rovente sulla Salerno-Reggio Calabria, sotto la spietata canicola di Ferragosto?
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1 commento su “Fenomenologia di Emanuele Fiano. Il Caso Milano-Tel Aviv. Un Commento di Lavinia Marchetti.”
Sionisti e integrati. Fiano ha raccontato più volte la storia della sua famiglia, parte della quale è attualmente di cittadinanza israeliana, e lui stesso ha trascorso un anno in un kibbutz al confine libanese (wiki). Guardando al curriculum oggettivo e politicamente coerente, la domanda che s’impone spontanea a un ex parlamentare della Repubblica Italiana vorrebbe dire scomunica automatica nella buona intellighenzia e licenziamento con bacio sindacale nella buonissima informazione. Tra poco anzi, grazie alla maggioranza unica alternata che si distingue solo per il colore delle livree e l’ala della servitù in cui è alloggiata, le osservazioni senza paraocchi saranno penalmente perseguibili. Mettiamola così: io (pronome da trattare come la nitroglicerina, ma quando ci vuole ci vuole) se fossi costretto sulla torre della vita e della morte, tra l’Unione Europea burocrazia per prima, gli Stati Uniti statua della Libertà inclusa, Vaticano tutto intero occupanti ed eredi delle donazioni di impero, Israele stato alterato di coscienza, e l’Italia, saprei cosa scegliere. Fiano, forse, anche.
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