Questa è la conferma: Stati Uniti e Iran erano a un passo da un accordo storico sul programma nucleare degli Ayatollah, grazie a sorprendenti concessioni da parte di Teheran durante i negoziati in Oman. Rivera il Guardian, citando un altro funzionario britannico che ha assistito ai colloqui. Ma dopo poche ore,Trump ha deciso di bombardare.
E oggi il capo dell’intelligence statunitense Tulsi Gabbard ha confermato che il nucleare iraniano non rappresentava una minaccia. Insomma, non c’era nessuna ragione di scatenare la guerra, se non quella di assecondare gli assurdi piani di Netanyahu. Questi sono i fatti, oltre la propaganda.
Le dimissioni di Kent, insieme alla morte di Kirk, la presa di distanza di Carlson, Rogan, Greene, Massie… dimostrano che almeno una gran parte degli elettori di Trump gli aveva creduto, aveva creduto alla sua promessa di porre fine alle guerre infinite.
Anch’io ci avevo creduto.
Oggi è facile vedere l’ abbaglio, ma sarebbe superficiale credere che 1) non ci fossero motivi 2) con Kamala sarebbe stato diverso.
Riguardo al primo punto non va dimenticato che la prima Presidenza Trump poteva far ben sperare, insieme al fatto che contro Trump si erano schierati i più guerrafondai del paese, compresi i repubblicani McCain, Bush, Cheney e Powell. Tutti nomi che ci ricordano gli altri disastri degli ultimi 30 anni
Riguardo al secondo punto, non possiamo sapere cosa avrebbe fatto la Kamala, ma non si può dimenticare che aveva promesso di proseguire la guerra alla Russia ( con il rischio di una terza guerra mondiale, che però non è finito), e aveva accusato Trump di sottovalutare il rischio Iran. Senza dimenticare che la carneficina di Netanyahu a Gaza è cominciata sotto Biden- Harris e, a parte proteste formali, ha ricevuto da quella amministrazione pieno sostegno de facto ( armi e soldi).
Rimane da chiedersi se Trump sia solo un mentitore seriale ( oltre che un Narciso patologico) o se sia, invece, ricattato.
L’ex Miss California e alleata di Trump Carrie Prejean dichiara “MAGA è morto. ”
“Lascia che ti dica subito, MAGA è morto. ”
“È più morto che morto. ”
“Non riconosciamo il Presidente Donald J. Trump non più. ”
“Sono stato un sostenitore fedele… per quasi 20 anni… Lo considero un caro amico. E ve lo dico subito, non riconosco il nostro presidente. ”
“Penso che siamo una nazione occupata. Penso che un paese straniero abbia occupato il nostro governo. ”
“E stiamo vedendo ora che questo Presidente degli Stati Uniti d’America è influenzato da un governo straniero. ”
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E cliccate per il video, anche questo:
Joe Kent dice che gli è stato impedito di indagare sull’assassinio di Charlie Kirk, dice che l’ultima cosa che Charlie gli ha detto è stata impedire agli Stati Uniti di entrare in guerra con l’Iran.
“L’ultima volta che ho visto Charlie Kirk su questa Terra è stato a giugno, nell’Ala Ovest. ”
“Mi ha guardato negli occhi e ha detto… Joe, impedici di entrare in guerra con l’Iran. ”
“Uno dei consiglieri più stretti del Presidente Trump ci ha vocalmente sostenuto di non entrare in guerra con l’Iran e di ripensare, almeno, il nostro rapporto con gli israeliani. ”
“E poi viene improvvisamente assassinato pubblicamente e non ci è permesso fare domande a riguardo? ”
“L’indagine di cui facevo parte [con] il Centro Nazionale Antiterrorismo, ci è stato impedito di continuare a indagare. ”
“Ma c’era ancora molto da indagare su cui non riesco a entrare. ”
“Ci sono domande senza risposta. ”
“Sappiamo, a causa dei messaggi resi pubblici, che Charlie era sotto pressione da parte di molti donatori pro-Israele. ”
Tradimento a stelle e strisce: quando MAGA diventa un giocattolo nelle mani di Trump e dei suoi padroni sionisti.
Di Luciano Tovaglieri, Segretario Nazionale di IGNIS

Fuoco Italico
C’era una volta un movimento. Si chiamava MAGA, “Make America Great Again”. Nato come un’onda popolare di rabbia contro le élite, la corruzione di Washington e il tradimento dell’uomo comune, prometteva di riportare l’America agli Americani. Prometteva di combattere il “deep state”, i media bugiardi e le lobby che dettano legge al Congresso.
Oggi, quel movimento è in fin di vita. E il colpo di grazia non glielo sta dando un democratico, non glielo sta dando la sinistra radicale. Glielo sta dando il suo stesso padre putativo: Donald Trump. In combutta con i veri padroni che lo hanno sempre finanziato e manovrato.
L’ultimo atto di questo dramma politico si consuma nel Kentucky, contro un nome che per molti rappresentava l’anima più pura e intransigente del movimento: il deputato Thomas Massie. Un “eroe americano”, come viene giustamente definito. Un uomo che ha avuto il coraggio di dire no, di votare secondo coscienza, di denunciare il marcio.
E qual è il suo crimine? Aver rivelato la verità che tutti a Washington sussurrano ma nessuno osa gridare: che ogni membro del Congresso ha un “tutore”, un “gestore” dell’AIPAC. Una balia incaricata di assicurarsi che il voto sia sempre e comunque nell’interesse di Israele, anche a costo di tradire gli interessi del popolo americano che quel rappresentante dovrebbe servire.
Per questo reato di lesa maestà, Massie deve essere distrutto. E Trump, come un pistolero a noleggio, si presta volentieri al servizio.
Tre miliardari ebrei di New York – Henry Paulson, Miriam Adelson e Paul Singer – hanno aperto i loro forzieri. Hanno versato fiumi di denaro in un fondo elettorale con un unico scopo: cacciare Massie. Hanno comprato la macchina del fango. Hanno comprato i media locali. E, a quanto pare, hanno comprato anche la fedeltà di Donald Trump.
La retorica del presidente è la solita, becera e violenta: Thomas sarebbe “perdente”, “cattivo”, “sleale”. Ma quando Trump parla di slealtà, tradotto dal trumpese, significa: “Non ha obbedito ai nostri padroni israeliani”. Significa: “Ha infranto il giuramento di fedeltà alla lobby sionista”. Perché oggi, nel Partito Repubblicano, essere “sleali” non significa tradire gli elettori del Kentucky o gli Stati Uniti. Significa disobbedire ai dettami di Tel Aviv, anzi, grazie a Trump, di Gerusalemme.
E non è un caso isolato. È la sistematica epurazione di ogni voce veramente patriottica e anti-sistema che osi dissentire dalla linea filo-israeliana. Prima è stata la volta di Marjorie Taylor Greene, messa all’angolo e umiliata pubblicamente per aver osato avvicinarsi troppo alla verità. Poi Tucker Carlson, Candace Owens,, Charlie Kirk e Carrie Prejean Boller. Poi Joe Kent, eroe di guerra, sacrificato sull’altare della Realpolitik. Ora è il turno di Massie.
Il cerchio si chiude. Il movimento che doveva combattere le élite globaliste è diventato il loro strumento più efficace. Trump, l’immobiliarista newyorkese cresciuto a pane e finanza, sta semplicemente tornando a casa. La sua impulsività, la sua imprevedibilità, la sua mancanza di ascolto non sono che maschere che cadono quando il padrone chiama. È stato triste e scioccante scoprirlo ma Trump è di fatto il cane a volte rabbioso, altre volte scodinzolante, al guinzaglio di Netanyahu e della sua fratellanza.
La verità è amara e bruciante: abbiamo un presidente fantoccio. Un uomo che non tollera il dissenso non perché sia un leader forte, ma perché è un burattino debole. I suoi consiglieri non osano dirgli nulla? Sciocchezze. I suoi consiglieri sanno benissimo a chi devono rendere conto. E non è all’elettore medio del Kentucky o dell’Ohio.
La lobby non ha bisogno di fare pressione su Trump. Lui è già un prodotto finito del loro sistema. Un prodotto che ora, per compiacere i suoi creatori, è pronto a divorare i suoi stessi figli. È la fine del sogno MAGA. Non per mano dei nemici esterni, ma per il tradimento interno più totale.
Assistiamo inermi all’assassinio politico (nel caso di Kirk assassinio fisico) sistematico di chi aveva ancora il coraggio di dire “No”. E mentre Massie cade, cade con lui ogni speranza che questo movimento fosse mai stato qualcosa di diverso da un giocattolo rotto nelle mani della massoneria kabalista sionista.
5 commenti su “Tradimento a Stelle e Strisce. Noi che – quasi – t’Amammo, o Trump…La Folle Inutile Guerra all’Iran.”
Non è altro che l’ esponente di una delle due massonerie che i creso sionisti lasciano fronteggiarsi dallo zio Sam. Il fine rimane uguale le strade, diverse, sono utili all’ inganno.
Ma quale tradimento??? Solo un imbecille, o un fondamentalista religioso (che poi è lo stesso, quasi sempre) avrebbe potuto dare credito a quel sinistro figuro. E, sopra a tutti, c’è l’ex prete frustrato suo grande amico, Tosatti.
Dimmi con chi vai …
Scommetto bp che ti piacciono tanto tanto i democratici ….
Democratici… mah! Certamente, ci vuole poco a essere meglio di Trump, e solo degli ottusi fondamentalisti come la gran parte dei frequentatori di questo blog non lo hanno capito. Detto questo, io sono di gran lunga più a sinistra dei Democratici e, soprattutto, sono ateo, ferocemente nemico (con pensieri e parole, nulla di più) di ogni religione. Figuriamoci dei fondamentalisti!
Il quadro che esce da questi contributi è certamente cupo, ma, direi, non sorprendente almeno per chi da tempo desideri informarsi in modo consapevole. Che altro dire? Abbiamo creduto che la forma della democrazia, o a essere più precisi, gli ideali della rivoluzione francese, eclissasse la questione del male presente in ogni uomo in virtù del peccato originale, ed invece la democrazia, o meglio la narrazione politica, è il teatro in cui ciascuno recita la propria commedia, anzi è la musica suonata dai pifferai che intendono governare le nostre vite, che operano con sempre maggiore intensità e pervasività. Non rimane che citare il paragrafo 6 del capitolo della lettera di S. Paolo agli Efesini: “il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità”. Anche in omaggio ad “Investigatore Biblico” propongo altre traduzioni consultabili nel link sottostante che però mi sembrano piuttosto simili ed altrettanto moderne.
https://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Ef6,12
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