Gender, Tajani all’ONU Tradisce le Aspettative. Appello di Pro Vita & Famiglia per un Cambio di Rotta.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, come forse ricorderete duegiorni fa abbiamo pubblicato questo appello di Pro Vita & Famiglia al minsitro Tajani relativo al voto all’Onu su Gender & C. Naturalmente il governo di questa destra cialtrona ha tradito ancora una volta le aspettative dei suoi elettori, come ci spiega qua sotto Antonio Brandi, che comunque lascia uno spiraglio di speranza se Tajani dà disposizioni in senso diverso da quelle adottate finora. Veramente straordinario come il servilismo a tappeto verso gli USA sia selettivo: non si amnifesti cioè in campi essenziali come sanità e famiglia…Buona lettura e condivisione.

§§§

 

Ciao Marco,

ti porto notizie dall’ONU.

Non sono quelle che volevo ricevere.

Non sono quelle che volevo darti.

Ma soprattutto, non provengono da chi aveva il dovere istituzionale di informarci prima.

L’Italia ha votato a favore delle cosiddette “conclusioni concordate” della Commissione sullo Status delle Donne (CSW) in corso all’ONU fino al 19 marzo.

Il testo approvato col voto favorevole dell’Italia è pieno di previsioni ideologiche che avranno un grave impatto concreto sugli ordinamenti internazionali.

Ti segnalo, in particolare, tre gravi elementi:

1) L’espressione “salute sessuale e diritti riproduttivi” – il linguaggio che l’ONU usa sistematicamente per introdurre l’aborto come diritto universale – è nel testo, senza riserve.

2) La parola “genere” compare decine di volte al posto di “sesso”. Una porta lasciata aperta alle interpretazioni “fluide”. Deliberatamente.

3) Finanziamenti pubblici garantiti, stabili e pluriennali alle organizzazioni femministe. Non come scelta degli Stati. Come obbligo.

Avevamo chiesto al Ministro degli Esteri Antonio Tajani di chiarire la posizione dell’Italia. Non ci ha mai risposto. Ma ora lo sappiamo: favorevole.

La delegazione degli Stati Uniti è stata l’unica che abbia provato ad arginare la deriva, in linea con le politiche del Presidente Donald Trump.

Gli USA avevano proposto 8 emendamenti. Il più importante: intendere “genere” come distinzione biologica tra uomini e donne. No alle ‘donne trans’.

La delegazione dell’Olanda, a nome di tutta l’Unione Europea, ha lavorato perché gli emendamenti fossero bocciati in blocco. E così è stato.

Gli americani, a quel punto, hanno ritirato il loro consenso. “Come possiamo affidare le donne e le ragazze del mondo – ha detto l’Ambasciatore americano – a un’agenzia che nega la realtà biologica di una donna?”.

Sante parole.

Per la prima volta nella storia, quindi, le “conclusioni concordate” della CSW non sono state approvate per consenso generale ma ai voti.

Tra quei voti, anche quello – favorevole – dell’Italia. E di questo, da cittadino italiano, mi vergogno profondamente.

Ma attenzione Marco, il nostro Governo può ancora salvare il salvabile. In calendario c’è un ultimo voto. Un voto cruciale.

Gli Stati Uniti infatti insistono per vincolare il termine “genere” al dualismo biologico maschile e femminile. Nessuna interpretazione fluida. Si voterà la prossima settimana.

Il Ministro Tajani può ancora rimediare, ordinando alla nostra delegazione di schierarsi con gli Stati Uniti contro l’ideologia gender.

Ma questo accadrà solo se Tajani sentirà aumentare la pressione dell’opinione pubblica in tempi brevi. E c’è solo un modo perché ciò avvenga, Marco.

Firma e condividi la petizione per chiedere al Ministro Tajani di ordinare alla delegazione italiana all’ONU di appoggiare l’emendamento USA che interpreta ‘genere’ come sinonimo di ‘sesso’ nelle conclusioni concordate della CSW70

Non è il momento di disperare.

Anche grazie alle donazioni ricevute nei giorni scorsi, Pro Vita & Famiglia si è presentata preparata a questo appuntamento:

  • abbiamo analizzato paragrafo per paragrafo i documenti preparatori della Commissione ONU sulle Donne
  • abbiamo redatto con esperti di diritto internazionale un documenti analitico con le proposte di modifica, inviato alla delegazione italiana
  • abbiamo elaborato articoli e contenuti informativi diffusi quotidianamente sul nostro sito e sui nostri social network
  • abbiamo noleggiato e fatto circolare a Roma, intorno al Ministero degli Esteri, questo camion-vela col nostro messaggio a Tajani:
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1773413286
Firma la petizione: Tajani, rispondici!

Il camion-vela sta ancora circolando a Roma, e ti spiego perché sta colpendo nel segno.

1) Perché continua a pressare Tajani chiedendogli di appoggiare l’emendamento anti-gender della delegazione USA che si voterà all’ONU

2) Perché ha generato il furioso attacco del Partito Democratico, costringendoli ad ammettere tutto ciò che stiamo denunciando

Sì, il Partito Democratico ha diramato un comunicato stampa al vetriolo contro il nostro camion-vela.

Ci accusano apertamente di voler “influenzare il dibattito pubblico mentre l’Italia partecipa ai negoziati internazionali all’ONU”.

Esatto, è proprio così. È un nostro diritto farlo. D’altro canto, è proprio ciò che stanno facendo, dal loro punto di vista, le Lobby Lgbt.

Quando la sinistra ci accusa di fare troppo rumore, vuol dire che ne dobbiamo fare il doppio.

1773413189
È la prova definitiva: temono la nostra azione.

L’Italia ha votato sì alle ‘conclusioni concordate’, e questo non possiamo cambiarlo. Ma possiamo ancora impedire che “genere” venga usato per cancellare la realtà biologica, in particolare della donna.

Il Ministro Tajani ordini alla delegazione italiana all’ONU di schierarsi con quella americana e limitare il concetto di ‘genere’ a maschio e femmina!

Il voto del 19 marzo è reale e aperto.

Ogni firma che raccogliamo è un segnale concreto sul tavolo della delegazione italiana. Più siamo, più il silenzio di Tajani diventa insostenibile.

Conto sul tuo aiuto.

1771587857

Antonio Brandi
Presidente Pro Vita & Famiglia

 

P.S. Marco, lasciami essere diretto.

A New York si sta decidendo cosa significa la parola “donna” nei documenti che governeranno le politiche di genere di decine di paesi per i prossimi anni. L’Italia ha già votato sì a un testo che lascia quella parola senza definizione, aperta a qualunque interpretazione, compresa quella che equipara le donne biologiche alle donne trans. Lo ha fatto senza dire nulla. Senza rispondere. Senza spiegare.

La settimana prossima c’è un’ultima occasione per correggere il tiro. Un voto. Una scelta. Biologica o ideologica. L’Italia non può aggiungere al danno anche la beffa: aiutaci a chiedere al Ministro Tajani di appoggiare l’emendamento anti-gender dell’Amministrazione Trump firmando ora la petizione

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4 commenti su “Gender, Tajani all’ONU Tradisce le Aspettative. Appello di Pro Vita & Famiglia per un Cambio di Rotta.”

  1. Davide Scarano

    Il primo “tradimento” di Forza Italia, ma forse sarebbe più giusto definirlo “il più recente e fragoroso” è stato ai tempi del Covid. Un partito che si definisce liberale non avrebbe dovuto approvare una norma quale il green pass, ma, al contrario, avrebbe dovuto difendere la sacralità della persona umana, lottando contro l’idea stessa dell’obbligo vaccinale: invece abbiamo avuto la legge Lorenzin, prologo giuridico e mediatico al Covid. Evidentemente è stato più semplice e, viene da pensare, più redditizio, trasformare il comportamento razionale di colui che sceglie cosa è meglio per se, facendosi consigliare dal proprio medico di fiducia nell’apodittico “No vax” ammanito ogni giorno dalla vulgata politica e mediatica dominante.
    Nel merito osservo che gli eventi di oggi non nascono da oggi: nascono da un progetto che, col miraggio di una maggiore libertà, intende liberare l’Uomo da se stesso, rendendolo succube del potere e delle ideologie dominanti. Rilevo infine che l’azione di pro Vita è fondamentale, ma “se ci fosse una Chiesa” che parlasse attraverso i suoi ministri ed il suo popolo allora la battaglia avrebbe maggiori possibilità di vittoria. In ogni caso, al di là degli esiti contingenti, non rimane che agire in modo che: “a noi la battaglia, a Dio la Vittoria”:

  2. Analisi condivisibile e da sottoscrivere in toto. Nani e ballerine al governo a qualunque direzione appartengano, oltre all’ appoggio esterno, non potrebbero essere li senza il concorso d’un immenso serbatoio di apostati dediti al vizio in ogni forma e declinazione. La chiosa finale circa il tutto nelle mani di Dio è perfetta. Questo non significa che il residuo dei credenti non debbano testimoniare la fede, anzi questi sono i momenti migliori di lotta.

  3. L’Italia ha un grosso problema: non nascono bambini.
    Con l’attuale andamento tra vent’anni gli italiani saranno praticamente scomparsi e sostituiti.
    Il disastro è iniziato a diventare tragico dal 2010: con i Governi tecnici imposti da Davos/Bruxelles.
    La Chiesa degli anni bergogliani è stata adattissima allo scopo: dai valori non negoziabili al negozio aperto sette su sette.
    Il combinato disposto di emigrazione di giovani italiani, politiche inattive per la natalità, immigrazione selvaggia e vaccini ha fatto il resto.
    C’è una volontà esterna di depopolare l’Italia e di decattolicizzarla, ma dentro, come cavalli di Troia, ci sono italiani asserviti al progetto.
    Può essere invertita la rotta? Umanamente sarei propenso a dire di no.
    Trattandosi di un progetto satanico, assecondato da un popolo che in gran parte ha apostatato la fede e tradito la patria, siamo messi male.
    In un certo senso ce lo meritiamo: i politici che abbiamo qualcuno li ha scelti.
    L’attuale andamento va spezzato e non c’è alle viste chi abbia la volontà di farlo o almeno di provarci.
    I poteri che avviluppano l’Italia sono molto determinati e hanno comperato chiunque avrebbe potuto denunciarne le mire.
    Il nostro popolo ha una fede che cova sotto la cenere. Sarà quella a fare la differenza e non per merito degli italiani.
    La fede cristiana non è uno strumento, ma è un dono di Dio. Essendo opera di Dio, da Dio, è Dio! Sarà Dio a salvarci, come sempre.

  4. Dai che alle prossime elezioni votiamo in mucchio un partito islamico se c’è: no aborto, no gender, schiaffi a CEI e vatimerda

I commenti sono chiusi.

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