Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Cinzia Notaro, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo colloqio con il prof. Stefano Montanari. Buona lettura e diffusione.
§§§
Vaccini sperimentali, carne, latte e uova: ci stanno davvero dando prodotti sicuri o stiamo mangiando esperimenti di laboratorio.
Con il dott. Stefano Montanari – laureatosi in Farmacia nel 1972 presso l’Università di Modena con una tesi in microchimica, già insegnante di nanotecnologie e nanopatologie presso la scuola IFOA (Istituto Formazione Operatori Aziendali), autore di numerosi articoli scientifici sulle nanopatologie e sull’inquinamento ambientale, autore e coautore di diversi libri scientifici e divulgativi sull’argomento delle nanopatologie, nonchè Direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena – affrontiamo un tema di grande attualità e complessità: l’mRNA nei cibi e negli allevamenti animali.
Può spiegare in parole semplici cos’è l’mRNA e come funziona nei vaccini, sia per gli esseri umani che per gli animali da allevamento?
Si tratta di una lunghissima molecola fatta come un filamento che serve a trasportare le informazioni genetiche ai ribosomi, cioè alle grandi molecole che sono presenti in tutte le cellule e sono incaricate di dirigere la sintesi delle proteine. Quelle informazioni in arrivo all’mRNA regolano la produzione delle proteine. Uomo (che è un animale) o non uomo, cioè altro animale, non fa differenza.
Negli allevamenti italiani e nel mondo, quali sono le principali applicazioni dei vaccini a base di mRNA sugli animali da produzione, come suini, bovini e pollame?
Al momento non esiste alcun vaccino mRNA approvato per il bestiame. A fare da cavia è l’Homo sapiens.
Questi vaccini a mRNA per animali sono già usati in pratica o sono solo sperimentali? Ci sono differenze tra Italia, Europa e altri Paesi nel loro utilizzo?
Si sta sperimentando qualcosa, peraltro in maniera inaccettabile secondo la tecnica farmaceutica, per esempio per l’afta epizootica.
L’mRNA contenuto nei vaccini somministrati agli animali può trasferirsi nei prodotti alimentari come carne, latte o uova? Ci sono differenze tra alimenti crudi o trasformati?
Tenendo presente il fatto che quei vaccini non sono ancora utilizzati, e che tutti i vaccini veterinari sono di tipo tradizionale, è ovvio che, se si modificano le proteine dell’animale, anche i prodotti come carne, latte e uova risulteranno modificati di conseguenza. Crudi o cotti non ha rilevanza.
Quali rischi reali o ipotetici potrebbero derivare dall’esposizione all’mRNA tramite i cibi? In che modo potrebbe influenzare la salute umana o animale a lungo termine?
Un interessante salto nel buio. Nessuno ha davvero idea di quali possano essere le conseguenze di cibarsi di prodotti geneticamente modificati. E poi, la domanda è: modificati come?Le modifiche possono essere infinite.
Dal punto di vista microbiologico, l’mRNA ingerito può influenzare il microbioma intestinale umano o animale, o integrarsi nelle cellule dell’organismo?
Di fatto, al di là di certe “rivelazioni profetiche”, non ne sappiamo niente. La mia opinione è che sia impossibile che il microbiota e il microbioma (due significati diversi) non siano influenzati. Da un certo punto di vista la cosa è interessantissima, come tutti i pastrocchi degli apprendisti stregoni. Il rischio è grande, ma pare che il mondo sia felice di correrlo.
Ci sono differenze tra l’mRNA dei vaccini e l’RNA naturalmente presente negli alimenti vegetali o animali? Quali implicazioni può avere questa differenza?
L’mRNA che s’intende usare non è certo naturale, ed è costruito in laboratorio. Quali informazioni contenga dipende dal laboratorio ed è suscettibile di essere creato in varietà il cui solo limite è la fantasia o, forse, sarebbe più onesto dire la follia dell’autore. Come ho detto, le conseguenze di quegli ordini genetici è sconosciuto, e lei mi fa una domanda alla quale è impossibile rispondere perché mancano i dati necessari per farlo.
Quali studi scientifici esistono finora sull’effetto dell’mRNA presente negli alimenti sul corpo umano o sugli animali? Ci sono lacune nella ricerca che preoccupano la comunità scientifica?
Studi scientifici nel vero senso dell’aggettivo, nessuno. Al momento, esiste una piattaforma chiamata Sequivity dell’azienda Merck indirizzata ai suini, però non è un vaccino né uno pseudovaccino, ma, semplicemente, una tecnologia. Tenga, poi, conto del fatto che la “comunità scientifica” è una mostruosità che esiste solo nelle menti distorte. La scienza vera, e non ciò che si contrabbanda per tale, non ammette il concetto di consenso, ma solo quello di confronto. Se esistesse una “comunità scientifica”, sarebbe, come si dice in inglese, l’ultimo chiodo piantato nella bara della scienza. E il martello c’è già chi lo impugna.
L’uso di mRNA negli allevamenti può avere un impatto sulla qualità nutrizionale, sulla sicurezza o sulle caratteristiche dei prodotti alimentari destinati al consumo umano?
A lume di logica, sì. Ma, come ho già detto più volte, non ne sappiamo niente.
Come viene regolamentato l’uso dei vaccini a mRNA negli allevamenti, sia in Italia che nel resto del mondo? Esistono protocolli di sicurezza o monitoraggio della presenza di mRNA negli alimenti?
Ho già detto che non esistono cosiddetti vaccini mRNA in campo veterinario. Forse è opportuno ricordare che i vaccini devono contenere il patogeno e quelli a mRNA non lo contengono, cosicché sono altra cosa.
Qual è la percezione dei consumatori italiani ed esteri riguardo all’mRNA nei prodotti alimentari e nei vaccini per animali? C’è fiducia o preoccupazione e come può essere gestita?
Mi è difficile rispondere. La mia esperienza personale mi dice che il popolo è disposto a credere a qualunque assurdità, a patto che venga ripetuta all’infinito come diceva Joseph Goebbels, per una dozzina d’anni ministro della propaganda nazista. Se, poi, si fa leva sull’irrazionalità, cioè la paura in primis, il successo è quasi assicurato. Io posso solo augurarmi che qualcuno faccia scendere una specie di fiammella pentecostale sulla testa di tutto il popolo e lo illumini. Come sempre, io voglio ricordare che il mondo non è nostro, ma lo abbiamo in affidamento dalla generazione futura, e il nostro dovere è di consegnarlo in condizioni ineccepibili. Non siamo sulla buona strada.
Guardando al futuro, quale ruolo vede per l’mRNA nella produzione alimentare e nella sicurezza degli allevamenti, considerando sia i benefici potenziali che le criticità e i rischi ancora poco studiati?
Se dovessi mettere su un piatto della bilancia i rischi potenziali e gli altrettanto potenziali benefici sull’altro, non credo che quello dei benefici si muoverebbe di un millimetro. Come ammoniva il filosofo elisabettiano Francis Bacon, per dominare la Natura bisogna ubbidirle.
Considerando la presenza di vaccini mRNA negli allevamenti e nei prodotti animali, pensa che una dieta vegetariana o vegana possa ridurre eventuali esposizioni, o questo non rappresenta un rischio significativo?
Può essere. E se ci trovassimo l’insalata trattata?
L’mRNA viene utilizzato o studiato anche nelle piante, coltivazioni agricole o negli insetti come api e insetti commestibili? Quali sono le possibili implicazioni per la sicurezza alimentare e anche per l’ambiente?
Non è il mio campo. Posso solo dire che non mi piace. L’ingenua presunzione di poter comandare alla Natura a nostro capriccio è la gemella povera della ribellione di Lucifero.
Quali suggerimenti darebbe a chi è attento a queste tematiche e vuole tutelare la propria salute, rispetto all’mRNA negli alimenti e negli allevamenti animali?
Idealmente, ognuno dovrebbe coltivare le piante alimentari da sé e da sé allevare il bestiame, il che è, come è ovvio, praticamente impossibile. La nostra grande arma è quella di rifiutare quelle follie finché sono ancora ad uno stadio iniziale. Se nessuno le comprasse, nessuno le produrrebbe. C’è poi, anche, la possibilità di allontanare i politici che non fanno il bene del popolo ma quello ingenuamente miope di chi arraffa ricchezza e potere.
§§§
Aiutate Stilum Curiae
IBAN: IT79N0200805319000400690898
BIC/SWIFT: UNCRITM1E35
***
Stilum Curiae lo trovate anche qui:
https://www.instagram.com/sanpietrotos/
https://www.facebook.com/marco.tosatti/
https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822
www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21
(21) Marco Tosatti (@MarcoTosatti) / X
***

