Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Generazione Voglio Vivere, che ci ha particolarmente colpito. Buona lettura e diffusione.
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Il piccolo Samuele, condannato a morte dall’industria dell’aborto, si succhia il pollice
Non riusciamo a capacitarci dell’accaduto!
In una stanza d’ospedale nel Queensland, in Australia, è capitato un fatto, che non riusciamo a toglierci dalla testa e che sicuramente impressionerà molto anche te.
Un bimbo è nato vivo dopo un aborto fallito alla 16a settimana di gravidanza. Attorno a lui non v’era nessuno pronto ad accoglierlo e ad aiutarlo, nessuna coperta per avvolgerlo.
Invece di ricevere assistenza medica nella clinica in cui si trovava, è stato lasciato completamente solo a morire, senza cure, senza antidolorifici, senza un abbraccio.
Eppure, per trenta minuti, ha lottato per la vita ed ha cercato conforto, compiendo un gesto istintivo, il più semplice di tutti: si è succhiato il pollice!
Un dipendente della struttura sanitaria, mettendo a rischio il proprio posto di lavoro, gli ha scattato una foto e l’ha diffusa, affinché tutti sappiano.
Quell’immagine sconvolgente mette a nudo l’orrore dell’aborto nella sua crudezza e la vera natura dell’industria, che vi ruota attorno.

Immagine pubblicata sui social e dal sito Stirezo pro Life
Gli attivisti pro-life hanno voluto dare un nome al piccolo, lo hanno chiamato Samuele. Quello di Samuele non è un caso isolato, non rappresenta un’eccezione.
È anzi l’amara realtà di solitudine, dolore e lutti, causata da una legislazione, che consente una vera e propria strage degli innocenti.
In Australia l’aborto è consentito sino al momento del parto, senza alcun limite, senza il benché minimo scrupolo… Tutto ciò è disumano!
Per questo dobbiamo dare il più possibile visibilità alla foto scattata al piccolo Samuele: è necessario che tutti vedano! Solo così potremo salvare altre vite umane…
Aiutaci anche tu, con la tua migliore offerta, a diffondere quest’immagine tramite i social, che ci consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Ti chiediamo un altro sforzo, non meno importante: i Radicali stanno cercando di estendere ancora di più, in Italia, i limiti entro i quali abortire, rendendo la legge 194 ancor più permissiva.
Vorrebbero che fosse consentito di uccidere il bimbo nel grembo materno sino alla 14a settimana ed anche oltre, qualora venissero riscontrate patologie nel feto.
In una parola, vorrebbero tanti, altri casi come quello del piccolo Samuele. Per questo hanno presentato una proposta di legge. Non possiamo permetterlo!
Firma anche tu, se non lo hai ancora fatto, la petizione «No all’estensione dell’aborto!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al ministro per la Famiglia e la Natalità, Eugenia Roccella, affinché scongiuri in tutte le sedi, governative e non, il tentativo ultra-abortista dei Radicali.
Oggi è urgente fermare questa ideologia di Morte e promuovere il valore della Vita, anche per scongiurare le drammatiche conseguenze dell’«inverno» demografico, che già stiamo patendo.
Secondo la dottoressa Joanna Howe, docente di Diritto all’Università di Adelaide, solo nel 2022 nel Queensland circa 50 bambini sono nati vivi dopo un aborto fallito.
Sono stati tutti lasciati morire senza ricevere alcun aiuto, alcuna assistenza. Immagina… quanti saranno i casi come Samuele nel mondo? Sicuramente troppi! Noi lo troviamo impressionante, orribile…
Il governo australiano e le Big Tech si sono subito mosse con un obiettivo: cancellare la foto di Samuele ed impedirne la diffusione tramite i social.
Non vogliono che la gente veda la strage disumana che si sta compiendo, oltre tutto utilizzando soldi pubblici.
L’anti-lingua blatera di “diritti riproduttivi”, di “assistenza sanitaria”, di “scelta”,… ma che scelta è quella di lasciar morire deliberatamente un bambino nato vivo, privandolo di qualsiasi aiuto?
Spesso alle donne tentate dall’aborto si raccontano menzogne. Vien detto loro che tanto il piccolo “ancora non prova dolore”, “ancora non è un essere umano”, “è solo un ammasso di cellule”.
Samuele, che nella sua innocenza succhia il pollice nei suoi ultimi istanti di vita, in attesa di una condanna a morte che altri hanno già emesso per lui, è lì a dimostrare il contrario!
Fin dal momento del concepimento i bambini sono esseri umani, hanno diritto alla vita, alle cure, all’amore di persone che vogliano loro bene!
Fermiamo il massacro di piccoli innocenti!
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5 commenti su “Samuele, Condannato a Morte dall’Industria dell’Aborto, si Succhiava il Pollice…”
Per chi vive e muore con gli occhi prosciuttati l’umanità è un fastidio fra uno spot e l’altro. Forse questo è un teatrino di ombre insensate e dopo si va tutti nella grande entropia. O forse Mike Bongiorno ci aspetta al varco con un quiz sull’Almanacco del calcio. Oppure è anche possibile che quel Tale ci chieda conto del più piccolo dei Suoi e nostri fratelli. Una vita, una busta e una risposta.
Sono stato, da buon militante del PCI un abortista convinto. Dicevamo, noi atei – come da filmati ripresi durante l’esecuzione di un aborto – che il feto che si ritirava, che cercava di non farsi aspirare, o di non farsi fare a pezzi, era al pari di un “lombrico”, che si ritira quando lo tocchi… Quindi, il feto era da valutare come un lombrico…. Poi, un giorno, dando un procedimento di Dianetics di L. Rom Hubbard, , che usa le tecniche di “regressione” senza ipnosi, la giovane a cui ponevo le domande e che aveva difficoltà a ripercorrere gli episodi nascosti nel suo inconscio, improvvisamente si mise ad urlare “sono bloccata qui!”. Immediatamente feci la domanda. “Cosa è che ti blocca?”… La risposta: “Un enorme ferro da calza mi sta bloccando il corpo!”. Capii immediatamente che aveva iniziato a ripercorrere un tentato aborto mentre era nel ventre della madre… Infatti, continuando il procedimento, era entrata nell’episodio di un tentato aborto ad un mese e mezzo dal concepimento (come diceva) , di cui non aveva mai saputo nulla dalla madre (una ragazza – madre, messa incinta dal figlio del padrone della casa in cui lavorava come donna di servizio, in Germania); tentativo di aborto che le aveva procurato disturbi all’udito e alle corde vocali. Infatti non sentiva bene e il sonoro della voce non usciva chiaro… Da parte mia meichiesi mentalmente “cosa ho fatto fino ad oggi?” E in quell’attimo – non stando più di fronte al fatto, come da procedimento, ho assorbito il dolore e la paura che la giovane stava ripercorrendo, nello scoprire – dal suo inconscio – che stava per morire… Un racconto fatto di particolari, tipo dell’orrore di guardare la mammana, grassa e sudata, che armeggiava nell’utero materno con il ferro da calza. “Vedeva”, dato che all’epoca del tentato aborto la giovane – come feto – si era esteriorizzata, uscendo dal ventre della madre, e aveva visto la mammana, che era una tedesca, che lo stava praticando con un ferro da calza. Il feto urlava “mamma, aiuto,…mamma non farmi morire… salvami…”. Quindi, il feto era consapevole di ciò che gli stava accadendo. Come sappiamo, il feto è percettivo e registra ciò che avviene quando è nel ventre della madre… Quindi, il feto di un essere umano, non è un lombrico con la consapevolezza di un “lombrico”!
Una cosa particolare da dire: è che, dopo aver realizzato e ripercorso l’episodio del tentato aborto, l’affetto per la madre di questa giovane, poi “nata”, è rimasto immutato, come lo era prima del procedimento di Dianetics..
Al contrario, io, in cinque secondi, ero diventato – da abortista che ero – un antiabortista convinto. All’epoca non ero un credente e pensavo che eravamo solo corpi fisici e basta, con un cervello che pensa e che fa di tutto per sopravvivere fisicamente e intellettualmente e che poi, con la morte, finisce tutto… Con quella esperienza del tentato aborto avevo fatto un passo avanti sulla via della Conoscenza….
Oggi, per la grazia dello Spirito Santo, sono ritornato nella Chiesa cattolica. Ma piango ancora per quel mio figlio, che oggi avrebbe avuto circa cinquanta anni e che per “ignoranza” materialista ho lasciato che venisse ucciso. Non riesco ancora a perdonarmi per non averlo difeso… Tutti mi dicono che Dio mi ha perdonato.. Lo so,. Ma, io, che ho sempre difeso gli oppressi, i più deboli, non sono riuscito a difendere quel mio figlio, che avrà anche lui chiesto aiuto, come ho poi ascoltato durante quel procedimento di Dianetics.
Vedendo adesso il corpicino del bimbo abortito… e di fronte alla convinzione satanica che l’aborto fa parte di civiltà evoluta in mano a Lucifero e ad Arimane (costui è il Satana delle tentazioni di Cristo), si scatena in me la convinzione che questa intera umanità è degna di autodistruggersi con una guerra atomica…. Però, contemplo pure una “luce” che rivela che la maggioranza delle persone comuni sono fondamentalmente buone – e sono una maggioranza. Quindi degne di continuare sulla strada della evoluzione verso stati superiori d’Essere. Quindi dobbiamo combattere contro i guerrafondai satanisti. Certo che, alla fine, il nostro Maestro ritornerà, gettando il Nemico e l’Anticristo con tutti i suoi accoliti laddove sappiamo che finiranno, “attraverso sofferenze di cui – come dicono i Teosofi – è meglio non parlare”. Che, però, in molti di noi già conoscono.
A chi so sempre piaciuti i fìlm horror di questi tempi si trova bene
Demoniaco e troppi sono i demoni a due zampe che collaborano.
Sono profondamente sconvolto, l’uomo che compie questi atti è una MERDA. Perdonate il francesismo ma non trovo altre parole per esprimermi.