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SOLEIMANI E LA RESISTENZA AL SIONISMO-STATUNITENSE
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PASSATO REMOTO E PREMESSA
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| Siria, Iran, “Usa/Israele” e Unione Europea |
| Nel settembre 2012 il giornalista inviato di guerra Gian Micalessin arriva in Siria quando il conflitto è iniziato già da 18 mesi. Ha un interprete cattolico di nome Samaan, di cui parleremo tra poco. |
| Gian Micalessin, sin dal 2012 è stato numerose volte in Siria e ha raccolto quanto ha potuto constatare sul conflitto siriano in un libro molto interessante e ben documentato, intitolato Fratelli traditi. La tragedia dei cristiani in Siria. Cronaca di una persecuzione ignorata (Milano, Cairo, 2018). |
| L’Autore spiega come il sostegno e gli appoggi garantiti ai jihadisti per abbattere il regime di Bashar al-Assad abbiano permesso e favorito la nascita e lo sviluppo dell’Isis. |
| Infatti, a partire dal 2011 l’Europa e gli Usa hanno assistito indifferenti al dramma dei siriani e dei cristiani di Siria, perseguitati dall’Isis e da al-Qaeda. |
| Micalessin non esita a parlare di vero e proprio “tradimento” dei cristiani siriani da parte dell’Europa e dell’Occidente – oramai solo verbalmente “cristiani” – che hanno voluto illudersi sulla bontà delle cosiddette “primavere arabe”, le quali sotto apparenza di libertà e democrazia hanno favorito l’ascesa in Siria dei Fratelli Musulmani e degli islamisti fondamentalisti (come era successo in Iraq, in Libia, in Tunisia e in Egitto). |
| Da questa “rivoluzione primaverile” siriana, appoggiata e finanziata dall’America di Barack Obama e dall’Unione Europea, è iniziato il tentativo di consegnare anche la Siria al fondamentalismo islamista, scongiurato solo dall’intervento della Russia di Putin e dal generale Soleimani, almeno sino al 2020/2024. |
| I cristiani di Siria sono stati i primi a denunciare quest’equivoco, come dimostra il libro di Micalessin, ma non sono stati creduti, anzi son stati accusati di essere i complici del regime di Assad dalla maggior parte dei governi occidentali ed europeisti, che dovrebbero essere “fratelli nella fede” dei cristiani siriani, ma che in realtà sono piuttosto “fratelli tre puntini”. |
Una “quinta colonna filosionista” all’interno della Tradizione?
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| Il Giudaismo talmudico, che dopo il deicidio (33 d. C.), la distruzione di Gerusalemme (70 d. C.) e la dispersione (135 d. C.), ha dovuto trasformarsi in setta segreta, è operativamente antico quasi quanto il Cristianesimo. |
| “L’ebreo, quando è riuscito a infiltrarsi nella cittadella del suo nemico, lavora senza posa, ubbidendo agli ordini delle organizzazioni ebraiche che mirano a ottenere dal didentro il dominio sul popolo di cui si prefiggono la conquista”. |
| Il Giudaismo talmudico tenterà quindi, con ogni mezzo di esercitare il controllo sulle organizzazioni religiose nemiche per poi disintegrarle, se non scoperto (vedi “caso Krah”); una volta ottenute le cariche ecclesiastiche, le utilizza per sviluppare i propri piani di dominio universale, come sta accadendo oggi, sotto i nostri occhi, con il nome di Nuovo Ordine Mondiale. |
| San Paolo stesso ritenne necessario avvisare i vescovi che tra loro sarebbero sorti lupi feroci, che non avrebbero risparmiato il gregge di Cristo, e che tra gli stessi vescovi si sarebbero levati uomini che avrebbero detto cose perverse per fare dei proseliti. |
| Nostro Signor Gesù Cristo nel Vangelo ci mette in guardia contro i “lupi rapaci vestiti da agnello”, contro i “mercenari” o i “cattivi pastori” ammonendoci di essere vigilanti e sempre in guardia contro il “pericolo interno” e avvertendoci che “è necessario che avvengano degli scandali”. |
| Purtroppo, con il Concilio Vaticano II è stato permesso ai lupi vestiti da agnello d’introdursi nell’alto clero e di utilizzare la sua autorità giuridica (anche se soltanto “pastorale”) per schiacciare i difensori della Chiesa, sia chierici che laici. Non ci si deve meravigliare di quest’infiltrazione che Cristo permette nella Chiesa. |
| Il Vangelo, in fondo, ce ne dà un esempio classico, quello di Giuda, uno dei dodici Apostoli, che tradì Cristo per trenta denari. Forse si sbagliò Gesù nello scegliere Giuda? No! Gesù volle darci un esempio e un ammonimento. Volle farci constatare che il maggior pericolo che corre la Chiesa è quello di essere venduta al nemico per “trenta denari” dagli alti prelati della Chiesa stessa: infatti, altri Giuda sono sorti nel corso bi-millenario della storia della Chiesa e altri ancora ne sorgeranno e ne sorgono tuttora. |
| I fedeli, perciò, non devono scandalizzarsi se parliamo del complotto contro la Chiesa che ha potuto realizzarsi nel Concilio Vaticano II grazie al tradimento dei più alti prelati e da allora non ha cessato di essere rilanciato. |
| La Chiesa, nel passato, è sempre riuscita a vincere il più grave pericolo, quello della “quinta colonna”, grazie a un clero virtuoso e combattivo e a un laicato fedelmente sottomesso a esso. Purtroppo, con il Concilio Vaticano II, gli agenti della “contro-chiesa”, che San Giovanni chiama la “Sinagoga di satana” (Apoc., II, 9; III, 9) hanno occupato i posti di comando e hanno attuato quella rivoluzione che ha gettato lo scompiglio tra il clero e il laicato cattolico. |
| Perciò, è nostro dovere non solo “pregar/tacendo e tacendo/morir”, ma anche combattere – con l’aiuto di Dio – l’azione dissolutrice della “quinta colonna”, che ormai ha invaso la Chiesa di Cristo e ciò per un misterioso disegno del Redentore il quale, come ha voluto che durante la Passione la sua Umanità soffrisse terribilmente e la sua Divinità fosse completamente nascosta ed eclissata; così ha permesso – dopo duemila anni – che il suo Corpo mistico soffrisse un’analoga e terribile Passione, nella quale il suo elemento divino si eclissasse e apparisse solo quello umano, totalmente martoriato, quasi irriconoscibile. |
| In che modo i falsi cristiani cercano di penetrare nella Chiesa |
| Nella Chiesa di Cristo – come insegna San Paolo – “non vi è più giudeo né greco, schiavo né libero, ma tutti sono uno in Cristo Gesù” (Gal., III, 28), ma, al tempo stesso, essa vigila che al suo interno non s’infiltrino falsi convertiti. |
| Ogni interdizione dagli uffici è sempre stata comminata dalla Chiesa in base a motivazioni squisitamente religiose, mai razziali o genetiche, come ammette anche lo storico ebreo Paul Johnson: “Nella Spagna del XV secolo, un ebreo non poteva essere perseguitato perché era nato ebreo o perché erano nati ebrei i suoi genitori; bisognava dimostrare che praticava ancora il Giudaismo in qualche forma segreta”. |
| Le “Amicizie giudeo-cristiane” |
| Oggi, tra i mezzi più validi adottati dal Giudaismo per impedire l’autodifesa cristiana, spicca particolarmente la creazione di confraternite dette “Amicizie giudeo-cristiane” che hanno conosciuto un grande impulso e un particolare sviluppo durante e dopo il Concilio, nei lavori preparatori di “Nostra Aetate” (28 ottobre 1965), fino a giungere all’abbraccio, nella sinagoga di Roma, tra Giovanni Paolo II e il rabbino-capo di Roma Elio Toaff il 13 aprile/31 dicembre del 1986, in cui papa Wojtyla pronunciò il discorso degli “ebrei fratelli maggiori dei cristiani (…) nella fede di Abramo”, e al riconoscimento dello Stato di Israele da parte del Vaticano il 30 dicembre 1993; riconoscimento che, come ammette L’Osservatore Romano (1° gennaio 1994, p. 1), “è impregnato dello spirito del Vaticano II”. |
| Dal Rotary al Bené Berith |
| Inoltre, Giovanni XXIII ricevette il Rotary club italiano il 20 aprile 1959, appena sei mesi dopo la sua elezione e una seconda volta il 20 marzo 1963. Paolo VI lo ricevette il 28 settembre 1963, tre mesi dopo la sua elezione, il 20 marzo 1965 e il 14 novembre 1970. Giovanni Paolo II il 14 giugno 1979 e il 14 febbraio 1984. |
| Purtroppo, molti minimizzano la pericolosità del Rotary – vera e propria “piscina di pesca” o “anticamera” della Massoneria – in realtà v’è un fatto ancora più grave (che prova quanto appena detto sul Rotary e la sua vicinanza alla Massoneria): Paolo VI dopo il Rotary ricevette addirittura anche la loggia massonica ebraica Bené Berith il 3 giugno 1971 (v. Osservatore Romano, 3. VI. 1971) e Giovanni Paolo II nel 1984 (v. Documentation Catholique, n. 1874, p. 509). |
| Il Sant’Uffizio, il 25 maggio del 1928, promulgò un documento di condanna dell’Associazione “Amici di Israele”. «Iniziata sotto ottimi auspici e con sinceri intenti di apostolato la società “Amici di Israele” venne purtroppo trascorrendo, quasi insensibilmente dal primitivo intento, in parecchie esagerazioni o deviazioni. L’idea di un’istituzione speciale per la difficile conversione degli ebrei, col titolo parziale di “Amici di Israele”, dava luogo a qualche apprensione o incertezza, perciò anche a un giusto riserbo da parte nostra; d’altro canto, tuttavia, l’adesione esplicita e pubblica anche di non pochi vescovi e cardinali doveva essere bastevole a sgomberarci d’ogni timore. Ma, tornando al punto a cui ci richiama il documento – continua La Civiltà Cattolica – cioè al pericolo giudaico, esso minaccia il mondo intero per le sue perniciose infiltrazioni o ingerenze nefaste, particolarmente nei popoli cristiani, e più specialmente nei cattolici e nei latini, dove la cecità del vecchio liberalismo ha maggiormente favorito gli ebrei, mentre perseguitava i religiosi e i cattolici soprattutto. Sono essi (i massoni, ndr) che hanno preparato con la generazione dei figli di Giuda, contro i cattolici e il clero, la persecuzione religiosa e quella lotta anticristiana che fu il tristo fondo di tutto il moto liberalesco e massonico». |
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