L’Apparizione di una Cometa e la Conversione della Chiesa alla Tradizione Cattolica. P. Heimerl.

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, padre Joachim Heimerl, che ringraziamo di cuore,  offre alla vostra attenzione queste riflessioni sui recenti colloqui fra il Vaticano e la FSSPX. Buona lettura e condivisione.

§§§

 

L’apparizione di una cometa e la conversione della Chiesa alla tradizione cattolica.

di P. Joachim Heimerl di Heimthal

Ci sono cose che illuminano la notte come una cometa e a volte sembra che rendano tangibile la vastità della notte in un istante.

Quando la “Fraternità Sacerdotale San Pio X” annunciò l’intenzione di consacrare i propri vescovi senza il permesso del Papa, fu un momento così: la notte della Chiesa divenne così luminosa che l’oscurità che l’aveva avvolta per troppo tempo non poteva più essere ignorata.

Non fraintendetemi: non considero la Fraternità un'”apparizione celeste”, e non è questo il punto.

Il punto è ciò che il suo annuncio rivela, ovvero lo stato della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II.

Descriverei questa situazione come una “notte oscura”, e la cosa peggiore è che ci siamo abituati. Ci siamo abituati al fatto che la Chiesa è cambiata radicalmente e che contraddice gran parte di ciò che insegnava e credeva in precedenza.

In sostanza, oggi abbiamo a che fare con una Chiesa “nuova”, e su questo tacciamo da 60 anni; chiudiamo gli occhi e ascoltiamo coloro che insistono, con notevole tenacia, sul fatto che il Concilio non ha cambiato la fede, ma l’ha semplicemente “approfondita”.

In breve: ci lasciamo sviare come bambini, e la più grande svolta nella storia della Chiesa viene liquidata con un gioco di prestigio. La notte della Chiesa è la nostra notte!

Che questa sia anche una notte per il papato è ovvio: nessun papa ha ancora osato correggere le conseguenze devastanti del Concilio; il papato è di fatto ormai defunto. Invece, un papa dopo l’altro afferma le “conquiste” del Concilio.

Questo è più facile e non suscita alcuna resistenza, e solo Benedetto XVI ha osato fare quell’eccezione che conferma la regola; l’ha pagata a caro prezzo.

Che questa evoluzione non potesse concludersi bene era chiaro fin dall’inizio. Ciononostante, la Chiesa ha inciampato nell’oscurità per decenni e, sotto Papa Francesco, ha raggiunto il cuore della notte.

Francesco fu il primo papa a proclamare eresie, benedire relazioni peccaminose e relativizzare l’opera di salvezza di Cristo. Promosse la sua intenzione di introdurre una Chiesa “sinodale” come conseguenza del Concilio. Allo stesso tempo, la sua affermazione che lo Spirito Santo potesse rivelarsi oggi in contraddizione con se stesso era un’eresia a sé stante.

Sembra che Leone XIV stia continuando l’opera distruttiva “sinodale” del suo predecessore. L'”ultimo frutto” del Concilio sarà probabilmente il più velenoso.

Tuttavia, Francesco ha danneggiato non solo la Chiesa, ma anche il papato. L’autorità del Papa è stata da allora erosa; la sua arbitrarietà ha portato l’ufficio petrino a livelli assurdi. Leone XIV non può cambiare questo stato di cose. Se il Papa non è più il garante della fede cattolica, il papato non ha più alcuna influenza, almeno non in quegli ambiti in cui si è allontanato dalla fede tradizionale.

Questo ci riporta alla “Fraternità Sacerdotale San Pio X”, che insiste sulla fede incontaminata dell’era preconciliare e sulla Messa che professa questa fede. Inutile dire che ciò è legato al rifiuto della Chiesa postconciliare e dell’eresia sinodale.

Il fatto che la fraternità intenda consacrare vescovi è quindi motivo di contesa, e tutto ciò che era nascosto nella “notte oscura” è ora illuminato nella luce più splendente: la Chiesa tramandata dagli Apostoli è alle prese con quella nuova, e le due non possono coesistere. C’è una sola Chiesa e una sola verità, ed è indivisibile come la veste di Cristo.

Allo stesso tempo, la Chiesa postconciliare si sgretola sotto gli occhi di tutti. Si sgretola a causa della rottura che ha negato per troppo tempo. Ma si sgretola anche perché si è allontanata dalla fede degli apostoli e si rifiuta di tornare a se stessa: alla vera Sposa di Cristo, alla Chiesa prima del Concilio. – Alla luce della cometa, un cumulo di pezzi rotti si stende davanti a noi.

In questo contesto, la questione se le ordinazioni della Fraternità San Pio X siano scismatiche non si pone più. Al contrario: l’acceso dibattito che ne è seguito illustra le divisioni interne della Chiesa e la espone al ridicolo.

Assomiglia a quel triste personaggio della Commedia dell’arte che nessuno prende sul serio e che tutti compiangono. Alla fine, è un atto di misericordia che l’oscurità lo inghiotta.

In tempi più pii, l’apparizione di una cometa era intesa come un invito al pentimento, e anche se tale pentimento sembra difficilmente possibile per la Chiesa postconciliare, questo invito è rivolto a noi stessi. Se vogliamo essere cattolici, non possiamo sederci su un cumulo di macerie, per poi un giorno diventare protestanti con la nuova Chiesa, come lo è già oggi la Chiesa “cattolica” in Germania.

Ma se NOI ci pentiamo, lo farà tutta la Chiesa, ed è per questo che vi incoraggio: convertitevi alla vera Sposa di Cristo, convertitevi alla tradizione cattolica!

Naturalmente, prima o poi mi chiederete cosa penso delle consacrazioni annunciate della Fraternità San Pio X, e lo dico molto chiaramente: se il Papa non è disposto a proteggere la dottrina e la liturgia tradizionali della Chiesa, è dovere di ogni membro della Chiesa farlo personalmente. Pertanto, sembra che la Fraternità non possa evitare queste consacrazioni. Chi lo desidera può considerarlo un atto “scismatico”. Ma chi è disposto a vedere le cose più in profondità vedrà in queste consacrazioni un segno chiaro. Non credo che Leone XIV se ne sia reso conto. I paraocchi dei papi sono stati fin troppo saldamente al loro posto dopo il Concilio.

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8 commenti su “L’Apparizione di una Cometa e la Conversione della Chiesa alla Tradizione Cattolica. P. Heimerl.”

  1. 🔵 Il 21 gennaio 2009 papa Benedetto XVI revoca LA SCOMUNICA LATAE SENTENTIAE AI VESCOVI DELLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X, ma con l’auspicio che questo passo sia seguito dalla sollecita realizzazione della piena comunione con la Chiesa di tutta la Fraternità San Pio X, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del Magistero (CVII) e dell’autorità del Papa con la prova dell’unità visibile.
    https://share.google/bHEPBmisqNW5oUVdT

    Purtroppo, a distanza di tre mesi, non avendo la Frat. S. Pio X mantenuto il proposito di accettare il CVII e il magistero post-conciliare, Benedetto XVI ha pubblicato questa LETTERA
    AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA RIGUARDO ALLA REMISSIONE DELLA SCOMUNICA DEI 4 VESCOVI Consacrati  DALL’ARCIVESCOVO LEFEBVRE:

    10 marzo 2009 – BXIV: 
    … “Per precisarlo ancora una volta:
    Finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite,…. soprattutto l’accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero post-conciliare dei Papi Conciliari…
    _LA FRATERNITÀ NON HA ALCUNO STATO CANONICO NELLA CHIESA, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – NON ESERCITANO IN MODO LEGITTIMO alcun ministero nella Chiesa. (‼️)
    […] Non si può congelare l’autorità magisteriale della Chiesa all’anno 1962 – ciò deve essere ben chiaro alla Fraternità. Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come grandi difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta in sé l’intera storia dottrinale della Chiesa. Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive”.
    http://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica.html

    ◾Anche nel 2012 papa BXVI ha rivolto il suo ultimo appello alla Fraternità Sac. San Pio X:
    “Le confermo effettivamente che per essere VERAMENTE REINTEGRATI NELLA CHIESA occorre accettare il concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare”».
    https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2012/09/28/news/il-papa-ha-scritto-a-fellay-per-rientrare-accettate-il-concilio-1.36381422

    RIFLESSIONE:
    Se mi sbaglio correggetemi, ma io vorrei tanto far capire a d Pagliarani a P. Heimerl e a tutti i tradizionalisti, che “riconoscere” il CVII e il Magistero infallibile dei legittimi papi conciliari, come richiesto dall’ultimo vero papa BXVI, É OBBEDIRE A CRISTO E ALLA SUA VERA CHIESA. 

    ▪️NON al Magistero anticristico della falsa chiesa di Prevost da cui invece è d’OBBLIGO USCIRE‼️
     
    🔴 Attenzione quindi a non cadere nell’astuto inganno di Satana che, attraverso Fernandez, VUOLE indurre la Fr. S Pio X a ripetere orgogliosamente il suo: “NON OBBEDISCO A QUESTA RICHIESTA RIBADITA TANTE VOLTE DALL’ULTIMO VERO PAPA BXVI”. 
     
    Richiesta del vero papa a cui invece la Fr. S Pio X deve assolutamente OBBEDIRE se vuole davvero rientrare in piena Comunione con Cristo e la Sua vera Chiesa‼️

    Quella Chiesa Spirituale che, in obbedienza all’ultimo vero papa BXVI, esce dalle strutture occupate e celebra validamente la S. Eucaristia nelle catacombe. 

  2. Articolo SPLENDIDO, perché in esso risplende la Verità!
    In realtà, l’attacco alla Chiesa è avvenuto anche e SOPRATTUTTO – secondo me – attraverso l’attacco all’istituzione del PAPATO.
    Soprattutto il predecessore di Prevost ha fatto di tutto per svilire il papato ed affermare Bergoglio.
    In quest’ottica vanno lette le rinunce all’auto di rappresentanza, alla croce pettorale d’oro, alle vesti tradizionali, al risiedere nel Palazzo Apostolico, etc. Ed ancor peggio, l’accantonamento – semplicemente inconcepibile! – del titolo di Vicario di Cristo.
    Bravissimo, Heimerl!
    E viva la FSSPX, a cui è di fatto affidata (insieme a Mons. Viganò e i suoi) la continuità della Chiesa di Cristo, da cui la falsa chiesa postconciliare ha da tempo consumato il VERO scisma, abbandonando alla perdizione le pecore che tanto stanno a cuore al Buon Pastore.
    “Ex fructibus eorum cognoscetis eos”.

  3. I veri cristiani obbediscono al papa stabilito da Cristo.

    🔵 Il 21 gennaio 2009 papa Benedetto XVI revoca LA SCOMUNICA LATAE SENTENTIAE AI VESCOVI DELLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X, ma con l’auspicio che questo passo sia seguito dalla sollecita realizzazione della piena comunione con la Chiesa di tutta la Fraternità San Pio X, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del Magistero (CVII) e dell’autorità del Papa con la prova dell’unità visibile.
    https://share.google/bHEPBmisqNW5oUVdT

    Purtroppo, a distanza di tre mesi, non avendo la Frat. S. Pio X mantenuto il proposito accettare il CVII e il magistero post-conciliare, Benedetto XVI ha pubblicato questa LETTERA
    AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA RIGUARDO ALLA REMISSIONE DELLA SCOMUNICA DEI 4 VESCOVI Consacrati  DALL’ARCIVESCOVO LEFEBVRE:

    10 marzo 2009 – BXIV: 
    … “Per precisarlo ancora una volta:
    Finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite,…. soprattutto l’accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero post-conciliare dei Papi Conciliari…
    _LA FRATERNITÀ NON HA ALCUNO STATO CANONICO NELLA CHIESA, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – NON ESERCITANO IN MODO LEGITTIMO alcun ministero nella Chiesa. (‼️)
    […] Non si può congelare l’autorità magisteriale della Chiesa all’anno 1962 – ciò deve essere ben chiaro alla Fraternità. Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come grandi difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta in sé l’intera storia dottrinale della Chiesa. Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive”.
    http://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica.html

    ◾Anche nel 2012 papa BXVI ha rivolto il suo ultimo appello alla Fraternità Sac. San Pio X:
    “Le confermo effettivamente che per essere VERAMENTE REINTEGRATI NELLA CHIESA occorre accettare il concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare”».
    https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2012/09/28/news/il-papa-ha-scritto-a-fellay-per-rientrare-accettate-il-concilio-1.36381422

    RIFLESSIONE:
    Semi sbaglio correggetemi, ma io vorrei tanto far capire a d Pagliarani a P. Heimerl e a tutti i tradizionalisti, che “riconoscere” il CVII e il Magistero infallibile dei legittimi papi conciliari, come richiesto dall’ultimo vero papa BXVI, É OBBEDIRE A CRISTO E ALLA SUA VERA CHIESA. 

    ▪️NON al Magistero anticristico della falsa chiesa di Prevost da cui invece è d’OBBLIGO USCIRE‼️
     
    🔴 Attenzione quindi a non  cadere nell’all’astuto inganno di Satana che, attraverso Fernandez, VUOLE indurre la Fr. S Pio X a ripetere orgogliosamente il suo: “NON OBBEDISCO A QUESTA RICHIESTA RIBADITA TANTE VOLTE DALL’ULTIMO VERO PAPA BXVI”. 
     
    🔹Richiesta a cui la Fr. S Pio X deve assolutamente OBBEDIRE se vuole davvero rientrare in piena Comunione con Cristo e la Sua vera Chiesa‼️

    Quella Chiesa Spirituale che, sempre in obbedienza all’ultimo vero papa BXVI, esce dalle “strutture” occupate dai nemici e celebra validamente la S. Eucaristia nelle catacombe. 

  4. I veri cristiani obbediscono al papa stabilito da Cristo (ultimo BXVI)

    Rev. P. Heimerl, perché lei riconosce papi i due antipapi eretici Francesco e Presvot stabiliti dalla MASSONERIA ECCLESIASTICA per distruggere Cristo e la Sua vera Chiesa?
    Non sa che è da eretici e scomunicati non credere nel DOGMA dell’infallibilità di Pietro, ultimo BXVI?

    Ecco il VERBALE SEGRETO DELL’INCONTRO FRA PAOLO VI e mons. LEFEBVRE – La Stampa https://share.google/EghaZNWRs40ODTeDz

    La Madonna ai Sacerdoti Suoi figli Prediletti.
    29 giugno 1988. Solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo.

    🌹CON LA FEDE di PIETRO.
    «Figli prediletti, illuminate la terra con la luce di Cristo.
    Figli prediletti, portate gli uomini a Cristo con la fede di Pietro.

    _ Solo su PIETRO, Cristo ha fondato la Sua Chiesa.

    _Solo per PIETRO, Gesù ha pregato perché la sua fede restasse “sempre” integra.

    _ SOLO A PIETRO, il Signore ha affidato il compito di confermare nella FEDE i fratelli.

    Oggi celebrate la solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo, in questo anno mariano a Me consacrato.
    🔹Come Mamma addolorata e preoccupata vi invito tutti a guardare oggi al successore di Pietro, al Papa GIOVANNI PAOLO SECONDO.
    _ È il mio Papa.
    _ È il Papa da Me formato nel profondo del mio Cuore Immacolato.
    _ È il Papa della mia grande luce, in questi tempi della più grande oscurità.
    _ Con la fede di Pietro Egli illumina la terra e conferma tutta la Chiesa nella Verità.
    _ Il Papa oggi, come un nuovo Pietro, riafferma la fede totale in Cristo figlio di Dio e, come un nuovo Paolo, va in tutte le parti del mondo a proclamare con coraggio il suo Vangelo di salvezza.
    Sostenete il Papa con la vostra filiale unità.
    Pregate per Lui, soffrite con Lui, amatelo, circondatelo di una forza potente di ubbidienza umile e coraggiosa.

    🔴 Il cuore del Papa oggi sanguina a causa di un Vescovo (mons. LEFEBVRE) della santa Chiesa di Dio che, con una arbitraria ordinazione episcopale fatta contro il suo volere, apre nella Chiesa Cattolica uno SCISMA doloroso.
    🔹MA NON È CHE L’INIZIO.
    Infatti molti Vescovi ormai non sono più uniti con il Papa e percorrono un cammino opposto a quello da Lui indicato.
    🔴 È questa una DIVISIONE più grande e più PERICOLOSA, anche SE NON È ANCORA VISIBILE, che addolora e fa sanguinare il mio Cuore di Mamma e fa quasi cadere il mio Papa sotto il peso di una Croce troppo pesante.
    Io vi ho preparati perché possiate aiutarlo a portare la sua grande Croce.

    Per questo è giunta l’ora in cui deve apparire, in tutta la sua forza ed il suo splendore, IL grande esercito che in questi anni, nel silenzio e nel nascondimento, mi sono formato in ogni parte del mondo, con il mio Movimento Sacerdotale Mariano, per la difesa e per il forte sostegno del Papa.
    Così incomincia a delinearsi chiaro il disegno del piccolo gregge, che rimarrà fedele a Cristo ed alla sua Chiesa, tutto custodito nel giardino del mio Cuore Immacolato»

    https://youtu.be
    /vE8guDXxGvQ?si=ovDteWk-m7UwZJwK

    Faccio presente che la massoneria ecclesiastica ha tentato di uccidere Paolo VI accoltellandolo alla gola.
    Così come pure S GPII. Ma la Madonna li ha salvati.

  5. Don Pietro Paolo

    Il testo di p. Joachim Heimerl è suggestivo nello stile, ma gravemente carente nella teologia. La metafora della “cometa” illumina forse l’immaginazione, non la verità cattolica. E proprio perché si presenta come sacerdote, le sue affermazioni meritano una risposta netta.

    1. La tesi della “Chiesa nuova” è teologicamente insostenibile

    Dire che dopo il Concilio Vaticano II esisterebbe una “Chiesa nuova” diversa da quella apostolica significa affermare, in sostanza, che la Chiesa avrebbe cessato di essere assistita dallo Spirito Santo.

    Ma questo contraddice:
    • la promessa di Cristo: “le porte degli inferi non prevarranno” (Mt 16,18),
    • la dottrina cattolica sull’indefettibilità della Chiesa,
    • il Magistero costante sulla continuità organica dello sviluppo dottrinale.

    Se la Chiesa fosse diventata “un’altra”, allora Cristo avrebbe fallito. E questa non è teologia cattolica: non è vivere la Tradizione, è ecclesiologia protestante.

    2. Il papato “defunto” è una tesi auto-contraddittoria

    Affermare che “il papato è di fatto defunto” significa:
    • negare l’assistenza divina all’ufficio petrino,
    • svuotare la costituzione divina della Chiesa,
    • aprire la porta a un giudizio privato superiore al Papa.

    È esattamente ciò che il cattolicesimo ha sempre rifiutato.

    Si può criticare prudenzialmente atti pastorali di Papa Francesco o di Leone XIV, ma dichiarare il papato “erosione irreversibile” significa colpire il principio stesso di unità voluto da Cristo.

    Se il Papa non è più il garante visibile dell’unità, chi lo è? Una fraternità sacerdotale? Un blog? Un teologo autoreferenziale ?

    3. Le consacrazioni senza mandato non sono un segno profetico

    La Chiesa è chiarissima: consacrare vescovi senza mandato pontificio è atto gravemente lesivo della comunione ecclesiale.

    Non è una questione di opinione.
    È diritto canonico e teologia sacramentale.

    Anche quando si invoca uno “stato di necessità”, questo non può trasformarsi in principio permanente né implicare il giudizio implicito che il corpo episcopale nel suo insieme abbia tradito la fede.

    Consacrare vescovi “per salvare la tradizione” equivale a dire che la Chiesa visibile non la custodisce più.

    Questo è il nucleo oggettivo dello scisma, anche se lo si veste di lirismo.

    4. “Chiesa preconciliare” contro “Chiesa postconciliare” è una falsa alternativa

    La Chiesa non si divide per decenni.
    Non esiste una Sposa “prima” e una “dopo”.
    Esiste una sola Chiesa, nella quale i Concili ecumenici — compreso il Vaticano II — appartengono alla sua storia viva.

    Chi crea una frattura ontologica tra prima e dopo, crea una nuova ecclesiologia.

    E non è quella cattolica.

    5. Il vero pericolo

    Il testo di Heimerl, pur presentandosi come difesa della Tradizione, finisce per:
    • relativizzare l’autorità petrina,
    • legittimare strutture parallele,
    • suggerire che la fedeltà alla Tradizione possa prescindere dalla comunione gerarchica.

    Ma la Tradizione non è un museo.
    È la vita della Chiesa.
    E la Chiesa vive nella comunione con il Successore di Pietro.

    6. Una parola finale

    Non è la percezione soggettiva di crisi a fondare una nuova struttura episcopale.
    Non è il disorientamento postconciliare a trasformare un gesto oggettivamente divisivo in segno escatologico.

    La vera conversione non consiste nel “ritornare alla Chiesa prima del Concilio”.
    Consiste nel rimanere nella Chiesa di sempre, anche quando attraversa tempeste.

    Chi ama davvero la Tradizione non crea linee parallele.
    Resta, soffre, testimonia.
    Dentro.

    Ed è questa la via cattolica.

    1. Concordo su tutto Don Pietro Paolo.
      Mi resta un dubbio molto fastidiose e che riguarda l’accordo vaticano con la Cina per la nomina dei vescovi. Gia’ aver sottoscritto una porcheria del genere è estremamente difficile da digerire, aver anche rinnovato l’accordo credo sia ancora peggio.
      Farò un paragone che magari è esagerato, ma non mi pare che i martiri cristiani del passato avessero cercato accordi con l’autorità civile adorando i dei pagani per poter continuare ad essere cristiani.
      Come si fa a questo punto accettare una accondiscendenza con il partito comunista cinese e condannare la fraternità sacerdotale?
      Certo è che viviamo tempi molto dolorosi. Ma anche a costo della vita, ci aspettiamo delle prese di posizione molto forti dalla gerarchia della Chiesa. Altrimenti andrà sempre peggio.

      Che Maria Regina dell’Amore ci sostenga nella battaglia.

      Sia lodato Gesù Cristo

      1. Don Pietro Paolo

        Caro Enrico,

        capisco bene il disagio che molti – tra i quali anch’io – provano davanti all’accordo tra la Santa Sede e la Cina. Non è certo un accordo facile da comprendere né da “digerire”, e non pochi cattolici – anche molto fedeli alla Chiesa – ne hanno espresso perplessità. Quindi il tuo turbamento è comprensibile.

        Tuttavia bisogna distinguere bene due piani diversi.

        L’accordo con la Cina non nasce per consegnare la Chiesa al Partito comunista, ma per evitare una situazione che per decenni è stata ancora più grave: l’ordinazione di vescovi senza alcun mandato del Papa, imposta direttamente dallo Stato. In passato, infatti, il governo cinese faceva consacrare vescovi autonomamente attraverso l’Associazione Patriottica, creando di fatto una gerarchia separata da Roma.

        Con l’accordo – pur con tutti i suoi limiti – la Santa Sede ha cercato di ottenere almeno una cosa essenziale: che nessun vescovo cattolico venga ordinato senza il consenso del Papa. In concreto il meccanismo funziona così: i candidati vengono proposti nel contesto della Chiesa in Cina e presentati alla Santa Sede, ma l’ultima parola spetta sempre al Papa, che può confermare oppure rifiutare il candidato. Senza questa approvazione pontificia la consacrazione episcopale non può avvenire.

        Questo è il punto decisivo.

        Il paragone con i martiri dei primi secoli, pur comprensibile dal punto di vista emotivo, non è del tutto adeguato. I martiri furono chiamati a scegliere tra rinnegare Cristo o morire. Qui non siamo davanti a una richiesta di apostasia, ma a un tentativo – discutibile quanto si vuole – di garantire alla Chiesa in Cina una successione episcopale che resti in comunione con Roma.

        La Santa Sede, nella storia, ha spesso stipulato accordi con poteri politici anche molto ostili alla Chiesa. Pensiamo ai concordati con regimi difficili o alle trattative condotte in contesti di persecuzione. Non sempre questi accordi sono stati perfetti, ma erano tentativi di proteggere la vita sacramentale e pastorale dei fedeli.

        Ed è qui che si capisce anche la differenza con la questione della Fraternità San Pio X.

        In altre parole: l’accordo con la Cina, pur imperfetto, cerca di salvaguardare il principio che l’ultima parola sulle consacrazioni episcopali spetti al Papa.
        Le consacrazioni senza mandato pontificio, invece, partono dal presupposto opposto.

        Nel caso cinese, il Papa non rinuncia al suo ruolo nelle nomine episcopali; al contrario, cerca di preservarlo, anche dentro una situazione politica molto difficile. Nel caso delle consacrazioni senza mandato pontificio, invece, si compie un atto che prescinde deliberatamente dall’autorità del Papa.

        Sono due situazioni molto diverse.

        Questo non significa che l’accordo con la Cina sia perfetto o che non possa essere criticato. Molti sperano, come me, che un giorno la Chiesa possa operare lì con piena libertà. Ma il criterio cattolico rimane sempre lo stesso: custodire l’unità della Chiesa e la comunione con il successore di Pietro, anche nelle circostanze più difficili.

        Hai ragione quando dici che viviamo tempi dolorosi. Proprio per questo dobbiamo chiedere al Signore e alla Madonna non solo coraggio, ma anche sapienza e discernimento, perché nella storia della Chiesa la fedeltà non si è manifestata solo nel martirio, ma anche nella pazienza di chi ha cercato di custodire la comunione ecclesiale in mezzo a situazioni estremamente complesse.

        Sia lodato Gesù Cristo.

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