Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, da diverse chat cattoliche di WhatsApp abbiamo trovato questo commento, di cui ringraziamo l’autore, e che offriamo alla vostra attenzione. Buona lettura e diffusione.
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DELLA PROFANAZIONE DELLO SHABBAT NELLA TRADIZIONE EBRAICA OGGI. LA PROVA DEL NOVE.
Nel corso delle sue quattro conferenze pubbliche tenute nel nord e centro Italia alcuni giorni addietro, Rabbi Ysroel Dovid Weiss, prestigioso esponente nuovayorkese di Neturei Karta e promotore della Rete mondiale ebraica di solidarietà con Gaza, ci ha segnato con chiarezza i punti dottrinali e quindi in radice spirituali e rivelati che separano drasticamente, e contrappongono, l’Ebraismo tradizionale da ogni forma di sua parodia e/o secolarizzazione contemporanea.
Il primo fra questi punti, e apparirà ovvio ai più, è il perfetto rispetto del riposo dello Shabbat, che sarebbe meglio definire “astinenza perfetta da ogni forma di attività profana”.
Rabbi Weiss ha sottolineato con forza come qualsiasi persona di stirpe ebraica non si conformi ai dettami fondamentali della Tradizione ebraica, cessa di essere un Ebreo nel senso religioso e quindi pieno del termine, e diviene qualcosa d’altro. L’immagine che mi è sorta nel cuore è stata immediatamente quella di un guscio psico-fisico abbandonato dalla propria identità spirituale, un vuoto facilmente riempibile di altro; di un “altro”, a questo punto, propriamente parodistico e demoniaco.
Uno svuotamento che anche parte della tradizione cristiana ha conosciuto, dopo il XVI secolo.
Ebbene, abbiamo tutti notato come l’attacco israeliano all’Iran del 28 febbraio 2026 sia stato sferrato volutamente durante lo Shabbat, dopo pochi giorni da una dichiarazione di quel fine teologo che è Itamar Ben Gvir, ministro del governo Netanyahu, il quale ha dichiarato che “gli Ebrei sono superiori alla Legge”, dichiarazione prestamente diffusa urbi et orbi da tutti i media dei cd. “coloni” israeliani PRIMA dell’assalto all’Iran.
Non si può evitare di notare tuttavia la coerenza di questo assunto di Ben Gvir, apparentemente solo delirante, con quella “ideologia della sostituzione” che si è imposta all’interno del sionismo contemporaneo, almeno da una ventina d’anni; in questa ideologia la figura del Messia è identificata con il popolo ebraico, e quest’ultimo con i sionisti medesimi.
Possiede quindi una sua paranoide coerenza l’affermazione che attribuisce a chi si autoidentifica con il “popolo ebraico” sulla base di un’ideologia mondana, il ruolo di Messia.
Perché non vi è alcun dubbio che il vero Messia sia superiore alla Legge di Mosè: i Cristiani sanno infatti che Cristo ha profondamente riformato la Legge precedente.
L’unico problema è che questa autoattribuzione ai propri sodali di governo e/o di partito dei diritti messianici sull’universo ci rimanda immediatamente a tutte le pagine, e sono molte, in cui nella tradizione Cristiana, sia cattolica che ortodossa, si tratteggia il tempo dell’Anticristo.
Penso sia un raro privilegio vivere tempi in cui i fatti quotidiani, le miserie umane, ci permettono di tornare a queste fondamenta essenziali. E, di conseguenza, a comprendere il senso della propria esistenza in questo tempo, apparentemente solo terminale.
Adolfo Morganti
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5 commenti su “La Profanazione dello Shabbat nella Pratica Ebraica Oggi. La Prova del Nove. Adolfo Morganti.”
Dott. Tosatti, metto qui il commento perché non ho trovato lo spazio per i commenti nel post sullaMedaglia Miracolosa.
Forse mi è sfuggito, ma non le sembra che quando si pubblicano foto o disegni non originali sarebbe il caso di indicarne la provenienza.
Mette tanto in imbarazzo che la provenienza sia il numero 493 della rivista Chiesa Viva del maggio 2016 e che l’articolo in questione sia del dott. Franco Adessa. Ma poi, visto che questo post riprende pari-pari il sopra citato articolo, non sarebbe stato più corretto fare direttamente riferimento al bellissimo e, come al solito, sagace articolo del dott. Franco Adessa, tra l’altro scaricabile in pdf ? O la rivista Chiesa Viva è, per molti…, imbarazzante ? Molto altro ci sarebbe da dire, ma mi fermo qui…
Claudio Gazzoli
Caro Claudio, mi sono limitato a rilanciare l’articolo degli Alleati. Pensando che fosse un loro articolo originale, come di solito accade.
Quel fine teologo che è Itamar Ben Gvir, ministro del governo Netanyahu, ha dichiarato che “gli Ebrei sono superiori alla Legge”
Questo è Sabbatai Zevi, dico io, questo è Jacob Frank.
L’attacco compiuto in giorno di sabato configura una svolta importante nel panorama ebraico.
Il mese è quello di Adar, nei giorni vicini al purim, la festa gioiosa del rovesciamento delle sorti.
Presto vedremo come si saranno rovesciate, dato che nell’alleanza con Dio l’uomo si è fatto padrone anche del sabato.
D’altra parte il sabato è stato fatto per l’uomo e non viceversa (vangelo di Marco).
Il “riposo di Dio” è buono per l’uomo e non per Dio. Per l’uomo la disgrazia è di non entrare in quel riposo (lettera agli Ebrei).
Il mondo intero è sospeso in una contesa epocale: il globalismo coloniale speculativo-sionista contro le velleità sovraniste multipolari.
I primi hanno bisogno di una guerra mondiale, secondo copione, come già nel 1914 e nel 1939. Da decenni innescano conflitti locali.
Da decenni disseminano il globo di realtà utili, propedeutiche a un conflitto, foraggiando chi serve a fare da detonatore. E’ un metodo.
Intere nazioni sono state assoggettate in tale ruolo: servi utili in questo caso, ma inutili in termini di permanenza in vita, se sacrificabili.
Basti pensare all’Ucraina.
Dall’altra parte un mondo multipolare cerca di affrancarsi da questo schema e dal suo desiderio di guerra.
Non ci sono santi nemmeno là, ma almeno sembrano non essere degli assatanati come gli antagonisti, efferati fino al sacrificio rituale.
Oggi l’umanità ha bisogno di verità per liberarsi (ha bisogno di Cristo): tutto l’antico testamento parla di Lui, per esserne superato.
Certamente la Cina di Xi non è un modello cristiano ed è stata un grimaldello del globalismo, ma sta cercando di affrancarsene.
Anche Trump è l’indizio degli Stati Uniti in mezzo al guado: usati per decenni e adesso in cerca di un’autonomia dal globalismo.
Israele è l’emblema dello Stato pensato per servire i poteri coloniali: creato ad arte per controllare Suez e il Medio Oriente del petrolio.
Sabato è partito un attacco inatteso che potrebbe servire a rovesciare le sorti, disinnescando una guerra mondiale.
Il rovescio della medaglia sarebbe di averne innescata una, però il comportamento di Russia e Cina fa ben sperare chi spera il meglio.
La rabbia è di chi rischia di vedersi sfilare il “giocattolo” utile al globalismo coloniale.
Le bombe miratissime dell’Iran piovute sull’Arabia Saudita degli sceicchi sono una novità. Gli USA hanno lasciato fare.
Anche nell’Islam non la pensano tutti allo stesso modo.
Si direbbe che dentro ogni popolo e nazione vi siano due anime. Anche dentro ogni religione.
Il cristianesimo non è una religione, ma quanti lupi dentro la cattolicità… Lupi famelici e viziosi che sbranano il corpo mistico di Cristo.
Proprio come dice il vangelo.
E allora attendiamo il rovesciamento delle sorti. Sta per essere smascherato il Falsario.
L’attacco compiuto in giorno di sabato configura una svolta importante nel panorama ebraico.
Il mese è quello di Adar, nei giorni vicini al purim, la festa gioiosa del rovesciamento delle sorti.
Presto vedremo come si saranno rovesciate, dato che nell’alleanza con Dio l’uomo si è fatto padrone anche del sabato.
D’altra parte il sabato è stato fatto per l’uomo e non viceversa (vangelo di Marco).
Il “riposo di Dio” è buono per l’uomo e non per Dio. Per l’uomo la disgrazia è di non entrare in quel riposo (lettera agli Ebrei).
Il mondo intero è sospeso in una contesa epocale: il globalismo coloniale speculativo-sionista contro le velleità sovraniste multipolari.
I primi hanno bisogno di una guerra mondiale, secondo copione, come già nel 1914 e nel 1939. Da decenni innescano conflitti locali.
Da decenni disseminano il globo di realtà utili, propedeutiche a un conflitto, foraggiando chi serve a fare da detonatore. E’ un metodo.
Intere nazioni sono state assoggettate in tale ruolo: servi utili in questo caso, ma inutili in termini di permanenza in vita, se sacrificabili.
Basti pensare all’Ucraina.
Dall’altra parte un mondo multipolare cerca di affrancarsi da questo schema e dal suo desiderio di guerra.
Non ci sono santi nemmeno là, ma almeno sembrano non essere degli assatanati come gli antagonisti, efferati fino al sacrificio rituale.
Oggi l’umanità ha bisogno di verità per liberarsi (ha bisogno di Cristo): tutto l’antico testamento parla di Lui, per esserne superato.
Certamente la Cina di Xi non è un modello cristiano ed è stata un grimaldello del globalismo, ma sta cercando di affrancandosene.
Anche Trump è l’indizio degli Stati Uniti in mezzo al guado: usati per decenni e adesso in cerca di un’autonomia dal globalismo.
Israele è l’emblema dello Stato pensato per servire i poteri coloniali: creato ad arte per controllare Suez e il Medio Oriente del petrolio.
Sabato è partito un attacco inatteso che potrebbe servire a rovesciare le sorti, disinnescando una guerra mondiale.
Il rovescio della medaglia sarebbe di averne innescata una, però il comportamento di Russia e Cina fa ben sperare chi spera il meglio.
La rabbia è di chi rischia di vedersi sfilare il “giocattolo” utile al globalismo coloniale.
Le bombe miratissime piovute sull’Arabia Saudita degli sceicchi sono una novità. Anche nell’Islam non la pensano tutti allo stesso modo.
Si direbbe che dentro ogni nazione vi siano due anime.
Proprio come dice il vangelo.
E allora attendiamo il rovesciamento delle sorti. Sta per essere smascherato il Falsario.