Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, il prof. Bernardino Montejano, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul diritto di ogni persona al tempo libero. Buona lettura e diffusione.
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INFORMAZIONI SUL TEMPO LIBERO
Sul quotidiano “La Prensa” di domenica 1° febbraio è apparso un articolo di Santiago Iñiguez de Onzoño intitolato “In difesa del tempo libero, da Stevenson ai social network”.
L’articolo ci spinge a cercare un libro fondamentale sull’argomento, scritto dal grande filosofo tedesco contemporaneo Josef Pieper, “Tempo libero e vita intellettuale” pubblicato da Rialp, Madrid, 1962.
In quest’opera, l’autore afferma che «il tempo libero è uno dei fondamenti della cultura occidentale» e fa riferimento all’etimologia del termine che in spagnolo significa «scuola», luogo in cui ci si educa e aggiunge: «certamente questo senso originario del tempo libero è passato del tutto inosservato nella negazione che il mondo totalitario del lavoro ha come programma» (p. 12).
Poi si torna all’eredità greca di Aristotele, che nella sua “Politica” afferma che “l’ozio è il punto cardinale attorno al quale tutto ruota”, cioè quello principale.
Tuttavia, le cose sono molto cambiate e oggi la stragrande maggioranza delle persone trascorre la maggior parte del proprio tempo svolgendo “compiti associati a obblighi, doveri acquisiti o imprevisti” e quello che l’articolo chiama “tempo personale” è scarso.
Poiché il tempo non può essere allungato, è necessario ampliare lo spazio destinato al tempo libero.
L’articolo prosegue con due brevi capitoli intitolati “tempo libero dinamico” e “tempo libero virtuoso”. Nel primo, scrive che “l’ozio non significa non fare nulla o stare seduti passivamente davanti alla televisione”.
Tuttavia, ci sono ancora persone che rimangono impegnate, dimenticando l’ammonimento del saggio cinese Lao Tzu: “Non fare nulla è meglio che essere occupati senza fare nulla. Non operare è meglio che operare male”. (Citato da Pitirim Sorokim, “Malattie e manie della sociologia moderna e scienze correlate”, Aguilar, Madrid, 1957, p. 58).
Il filosofo danese Soren Kierkegaard concorda con il pensatore orientale quando afferma che “di tutte le cose ridicole, la più ridicola per me è essere occupato”.
Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry affronta questo tema quando, sul quarto pianeta del suo viaggio, fa visita a un uomo così impegnato da non ricambiare nemmeno il saluto: l’uomo d’affari, schiavo del suo lavoro e dei suoi numeri, che, nel suo giudizio, ne nega l’umanità: «Conosco un pianeta dove vive un signore rosso. Non ha mai sentito l’odore di un fiore. Non ha mai guardato una stella. Non ha mai amato nessuno. E tutto il giorno ripete: “Sono un uomo serio! Sono un uomo serio! Sono un uomo serio!”. E questo lo fa gonfiare d’orgoglio. Ma non è un uomo, è un fungo» (VII). E chiariamo: «non un fungo qualsiasi, ma un champignon, l’insulto preferito di Saint-Exupéry durante la sua giovinezza» (Il Piccolo Principe. Un approccio, Fripp Editore, Buenos Aires, 2024, p. 119).
L’autore dell’articolo afferma che il tempo libero dinamico ci consente “la contemplazione di sublimi scene della natura che sono fonte di ispirazione” e scrive che lavoro e tempo libero sono parti della vita, “qualcosa che è presente nell’origine etimologica di tempo libero (in latino otium ) e affari ( nec-otium m), come concetti complementari”.
Parlando di tempo libero sano, l’autore ne sottolinea uno “che ci fa crescere interiormente, derivante dalla riflessione, dalla lettura e dalla contemplazione”.
Torniamo agli insegnamenti di Pieper, il quale afferma che “in questi tempi non ha senso difendere il tempo libero da posizioni che non siano estreme. Il regno del tempo libero è quello della cultura… nella misura in cui questa parola indica ciò che eccede ciò che è propriamente utilitaristico. La cultura vive di culto” (Op. Cit., p. 73).
“Il culto ha un significato simile a quello del tempio in relazione allo spazio… questo tempo, come la superficie del tempio, non viene utilizzato… Questo periodo di tempo è il settimo giorno. Nel mondo totalitario del lavoro non può esserci uno spazio inutilizzato… né un periodo di tempo inutilizzato; non può esserci spazio per il culto, né per la celebrazione” (p. 68).
Dobbiamo rifiutare questo mondo totalitario e rivendicare il tempo libero e la festa.
Buenos Aires, 3 febbraio 2026.
Bernardino Montejano
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1 commento su “Rifiutare il Mondo Totalitario e Rivendicare il Diritto a Tempo Libero e Festa. Bernardino Montejano.”
Più tempo per ozio… grazie!… che no è padre di vizi… ma di vite meno invivibili e filino più serene!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
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