Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia Notaro, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questa intervista con il prof. Joseph Tritto. Ci sembra di grande interesse, e per questo motivo, anche se certamente è lunga, preferiamo pubblicarla nella sua interezza perché non si perda la forza di questa testimonianza. Buona lettura e diffusione.
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Vaccini, armi biologiche e la corsa al genoma umano: cosa ci nascondono
Nel 2021, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha concluso che la possibilità di una fuga da laboratorio fosse “estremamente improbabile”, sebbene l’ipotesi non fosse stata completamente esclusa, suggerendo che la trasmissione naturale del famigerato virus fosse avvenuta molto più probabilmente attraverso un mercato di animali vivi a Wuhan. Alcuni scienziati e governi (in particolare gli Stati Uniti) tuttavia hanno continuato a chiedere una maggiore trasparenza da parte delle autorità cinesi e ulteriori indagini per escludere completamente la possibilità di un incidente di laboratorio.
La costituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza COVID-19 rappresenta un passaggio delicato e cruciale per il Paese. A distanza di anni dalla fase più acuta della pandemia, resta aperta una domanda centrale: l’Italia è davvero pronta ad analizzare in modo critico, trasparente e scientificamente rigoroso le decisioni assunte in ambito sanitario, politico e istituzionale?
Per approfondire il significato e le prospettive di questa Commissione, abbiamo chiesto un contributo di riflessione al prof. Joseph Tritto, medico, ricercatore e accademico con una lunga esperienza internazionale nel campo delle scienze biomediche, della ricerca clinica e delle biotecnologie. Attivo da anni in contesti scientifici e istituzionali internazionali, il prof. Tritto ha seguito da vicino le dinamiche legate alla gestione della pandemia e al rapporto tra scienza, politica e sanità pubblica.
L’obiettivo di questa intervista non è quello di alimentare contrapposizioni mediatiche, ma di comprendere quali risultati concreti ci si possa realisticamente attendere dai lavori della Commissione, quali limiti siano prevedibili e quali lezioni dovrebbero essere tratte per il futuro della sanità pubblica.
Prof. Tritto, come valuta la nascita della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del COVID-19? È uno strumento necessario o tardivo?
Quasi tutti i Paesi colpiti dalla pandemia di COVID-19 hanno attivato Commissioni parlamentari di inchiesta sulla gestione sanitaria, a partire dai Paesi direttamente interessati, come gli Stati Uniti e la Cina. Il titolo esatto della Commissione costituita dal Governo italiano è “Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2” (Legge n. 22 del 5 marzo 2024, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 61 del 13 marzo 2024), nell’ambito della XIX Legislatura (dal 13 ottobre 2022).
La Commissione si è insediata mercoledì 18 settembre ed è composta da un Presidente, il senatore Marco Lisei, da un Vicepresidente, l’on. Francesco Maria Salvatore Ciancito, e da un Segretario, l’on. Stefano Benigni. Il titolo stesso indica la natura bicamerale della Commissione parlamentare e la sua struttura. La Commissione è infatti composta da quindici senatori e quindici deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento. I componenti sono nominati tenendo conto anche della specificità dei compiti assegnati alla Commissione.
La Commissione è istituita ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione.
La Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, di seguito denominata “Commissione”, ha avuto come missione:
- accertare le misure adottate per prevenire, contrastare e contenere l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del virus SARS-CoV-2 nel territorio nazionale;
- valutarne la prontezza, l’efficacia e la resilienza, anche al fine di fare fronte a una possibile futura pandemia di analoga portata e gravità.
Mi domando: “Ci sono state misure di prevenzione e contenimento del rischio sanitario, alla luce delle risultanze attuali dopo la pandemia? Sì. “Sono state efficaci?” … questo è da valutare sulla base delle risultanze disponibili dopo la fase acuta della pandemia. “Esistono dati a disposizione sul monitoraggio nazionale?”.
La Commissione ha inoltre il compito di:
a) svolgere indagini e valutare l’efficacia, la tempestività e i risultati delle misure adottate dal Governo e dalle sue strutture di supporto, al fine di contrastare, prevenire e ridurre la diffusione e l’impatto del SARS-CoV-2. Su questo punto , il concetto stesso di “indagine” non è esplicitato: non è chiaro se si tratti di un’indagine conoscitiva, amministrativa, investigativa o giudiziaria. La Commissione ha invitato personaggi e rappresentanti di associazioni e organizzazioni molto variegate, senza specificare i criteri adottati né lo schema operativo seguito, dando luogo a una modalità di lavoro di tipo conoscitivo-amministrativo condotta in maniera confusionaria;
b) esaminare i documenti, i verbali di organi collegiali, gli scenari di previsione e gli eventuali piani sul contagio da SARS-CoV-2, elaborati dal Governo o comunque sottoposti alla sua attenzione. Nessuno conosce il dettaglio della lista dei documenti esaminati né quali siano stati considerati effettivamente pertinenti dalla Commissione ;
c) accertare le ragioni del mancato aggiornamento del Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale, il cosiddetto piano pandemico, redatto nel 2006 ;
d) accertare i motivi della mancata attivazione del Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale allora vigente, sia a seguito dell’emanazione da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), di provvedimenti finalizzati all’adozione degli strumenti nazionali di preparazione e risposta a un’eventuale emergenza pandemica, sia successivamente:
– alla dichiarazione di emergenza internazionale di sanità pubblica per il nuovo coronavirus da parte dell’OMS, avvenuta il 30 gennaio 2020;
– alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, deliberata dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2020 ;
e) accertare le ragioni per cui il Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale e la sua attivazione non sono stati presi in considerazione dagli organismi istituiti dal Governo, tra cui:
– la task-force incaricata di coordinare ogni iniziativa relativa al virus SARS-CoV-2, costituita presso il Ministero della salute il 22 gennaio 2020;
– il Comitato tecnico-scientifico, istituito con ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 630 del 3 febbraio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 32 dell’8 febbraio 2020. Tutto ciò è in relazione alla sostanziale inesistenza del piano pandemico nazionale influenzale, riconducibile alla Direzione competente guidata dal dott. Ranieri Guerra, in carica all’epoca della pandemia e successivamente nominato vicedirettore dell’OMS. Da qui la domanda esplicita: è mai stato effettuato un audit sul ruolo e sulle responsabilità di Guerra? ;
f) accertare l’eventuale esistenza di un piano sanitario nazionale per il contrasto del virus SARS-CoV-2, nonché le ragioni della sua mancata pubblicazione e divulgazione. Non è mai esistito un piano sanitario nazionale contro i SARS e, in particolare, contro il SARS-CoV-2 ;
g) verificare i compiti e valutare l’efficacia e i risultati delle attività:
– della task-force incaricata di coordinare ogni iniziativa relativa al virus SARS-CoV-2, costituita presso il Ministero della salute in data 22 gennaio 2020;
– del Comitato tecnico-scientifico, istituito con ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 630 del 3 febbraio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 32 dell’8 febbraio 2020;
– degli altri organi, commissioni o comitati di supporto. A questo proposito, l’intervistato solleva una questione centrale: quali verifiche e quali audit sono stati effettivamente svolti sull’attività del Ministero della salute, sul Ministro pro tempore, sui direttori generali e sulle istituzioni tecnico-scientifiche affiliate? ;
h) verificare il rispetto delle normative nazionali, europee e internazionali in materia di emergenze epidemiologiche, compreso il Regolamento sanitario internazionale, adottato dalla 58ª Assemblea mondiale della sanità il 23 maggio 2005 ed entrato in vigore il 15 giugno 2007, da parte dello Stato italiano, individuando le conseguenze di tipo sanitario, economico e sociale derivanti dall’eventuale mancato rispetto di tali normative ;
i) esaminare i rapporti intercorsi tra le competenti autorità dello Stato italiano, gli organismi dell’Unione europea e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ai fini della gestione dell’emergenza epidemiologica causata dal virus SARS-CoV-2, a partire dal periodo pre-pandemico. L’Italia si è allineata in modo acritico alle indicazioni e alle linee guida dell’OMS ;
l) indagare e accertare le vicende relative al ritiro del rapporto sulla risposta dell’Italia al virus SARS-CoV-2, dopo la sua pubblicazione sul sito internet dell’Ufficio regionale dell’OMS per l’Europa.Mi chiedo se sia mai stato realmente affrontato l’incidente istituzionale e diplomatico che ha coinvolto Ranieri Guerra e il rappresentante italiano presso l’Ufficio regionale OMS di Venezia, Francesco Zambon;
m) valutare la tempestività e l’adeguatezza delle indicazioni e degli strumenti forniti dal Governo e dalle sue strutture di supporto alle regioni e agli enti locali, nel corso di ciascuna fase dell’emergenza pandemica. Su questo punto, non è mai stata convocata l’Agenzia Regioni-Governo, la cosiddetta Conferenza Stato-Regioni, per valutare in modo strutturato questo fondamentale aspetto organizzativo e di coordinamento istituzionale ;
n) valutare la tempestività e l’adeguatezza delle misure adottate dal Governo e dalle sue strutture di supporto con riferimento al potenziamento del Servizio sanitario nazionale e delle relative dotazioni, nel corso di ciascuna fase dell’emergenza pandemica;
o) verificare la quantità, la qualità e il prezzo:
– dei dispositivi di protezione individuale (DPI);
– dei dispositivi medici;
– dei materiali per gli esami di laboratorio;
– degli altri beni sanitari presenti immediatamente prima dell’emergenza pandemica e successivamente acquistati dal Governo e dalle sue strutture di supporto, nonché distribuiti alle regioni nel corso dell’emergenza pandemica ;
p) verificare l’esistenza di eventuali ritardi, carenze e criticità nella catena degli approvvigionamenti dei beni di cui alla lettera (o) individuandone le cause e le eventuali responsabilità ;
q) indagare su eventuali donazioni ed esportazioni di dispositivi di protezione individuale e di altri beni utili per il contenimento dei contagi, autorizzate o comunque verificatesi nella fase iniziale e durante la pandemia, individuandone le cause e le eventuali responsabilità ;
r) indagare su eventuali abusi, sprechi, irregolarità, comportamenti illeciti e fenomeni speculativi che abbiano interessato:
– l’attività e le procedure di acquisto;
– la gestione delle risorse destinate al contenimento della diffusione e alla cura della malattia da SARS-CoV-2 da parte del Governo, delle sue strutture di supporto e del Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il 18 marzo 2020 (comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 20 marzo 2020) e di seguito denominato “Commissario straordinario” ;
s) approfondire, in particolare, i seguenti aspetti della gestione dell’emergenza da SARS-CoV-2 da parte del Commissario straordinario, accertando e valutando eventuali responsabilità:
l’acquisto di dispositivi di protezione individuale prodotti in Cina, tra cui 800 milioni di dispositivi, per una spesa complessiva pari a 1,25 miliardi di euro, verificando:
– la corrispondenza di tali dispositivi ai requisiti minimi necessari per il loro utilizzo;
– gli importi delle commissioni e delle provvigioni versate per le relative operazioni;
– l’individuazione, ove possibile, dei soggetti attuatori delle operazioni stesse;
i contratti di appalto e di concessione, la progettazione e la realizzazione:
– di strutture e unità sanitarie destinate ai pazienti affetti da COVID-19;
– degli hub vaccinali, inclusi i centri temporanei di vaccinazione denominati “primule”;
– dell’applicazione “Immuni”;
– della piattaforma unica nazionale per la gestione del sistema di allerta dei contagi da SARS-CoV-2;
nonché la gestione della fase iniziale della campagna vaccinale e l’acquisto dei banchi a rotelle per le istituzioni scolastiche, finalizzato a garantire il distanziamento tra gli alunni.
Su questo punto, non esiste tutt’oggi un rendiconto complessivo della spesa pubblica pandemica, né a livello nazionale né regionale, né risultano chiaramente documentati i controlli sui contratti in essere, la loro giustificazione e l’effettiva efficacia della spesa sostenuta;
t) verificare e valutare le misure di contenimento adottate dal Governo, nelle fasi iniziali e successive della pandemia, individuando eventuali obblighi e restrizioni:
– carenti di giustificazione secondo i criteri della ragionevolezza, della proporzionalità e dell’efficacia;
– contraddittori o in contrasto con i princìpi costituzionali;
nonché valutando se tali misure fossero supportate da un adeguato fondamento scientifico, anche attraverso una valutazione comparativa con le strategie adottate da altri Stati europei e con i risultati da essi conseguiti;
u) verificare e valutare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali costituzionalmente garantite nell’adozione e nell’applicazione delle misure di contenimento adottate dal Governo nelle fasi iniziali e successive della pandemia;
v) verificare e valutare la legittimità della dichiarazione dello stato di emergenza e delle relative proroghe, nonché l’utilizzo dello strumento della decretazione d’urgenza;
z) valutare l’adeguatezza e la proporzionalità delle misure adottate per la prevenzione e gestione dei contagi in ambito scolastico, tra cui:
– l’adeguatezza e l’efficacia delle misure di chiusura delle scuole;
– l’adeguatezza e la disponibilità dei dispositivi di didattica a distanza, dei relativi software e degli strumenti igienico-sanitari ;
aa) valutare la tempestività e l’efficacia delle indicazioni fornite allo Stato italiano dall’OMS e da altri organismi internazionali ;
bb) verificare l’efficacia, l’adeguatezza e la congruità della comunicazione istituzionale e delle informazioni diffuse alla popolazione durante la pandemia e nel periodo immediatamente precedente e successivo ;
cc) verificare l’eventuale esistenza di conflitti di interessi riguardanti:
– i componenti degli organi tecnici governativi;
– le associazioni di categoria;
– le case farmaceutiche.
dd) verificare l’efficacia dei protocolli terapeutici e la corrispondenza di essi alle linee guida contenute nel Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale, soprattutto in relazione alla loro applicazione nelle terapie domiciliari e nelle cure ai soggetti più fragili;
ee) svolgere indagini relative agli acquisti delle dosi di vaccino destinate all’Italia, nonché all’efficacia del piano vaccinale predisposto, con particolare riguardo alla tempestiva vaccinazione delle categorie dei soggetti più fragili;
ff) verificare gli atti del processo di revisione continua (rolling review) sui vaccini anti SARS-CoV-2 e le decisioni in merito della Commissione europea e dell’Agenzia europea per i medicinali, precedentemente all’autorizzazione all’uso del vaccino anti SARS-CoV-2;
gg) stimare e valutare, anche eventualmente attraverso la collaborazione con soggetti esterni, l’incidenza che i fatti e i comportamenti emersi nel corso dell’inchiesta possono avere avuto su:
– la diffusione dei contagi;
– i tassi di ricovero e di mortalità per COVID-19;
– gli eventi avversi e le sindromi post-vacciniche denunciati.
Tutto ciò andrebbe valutato nei confronti del dettato costituzionale, che visibilmente nel periodo pandemico non è stato rispettato ed in diversi casi violato, e nel rispetto della Carta dei Diritti Umani delle Nazioni Unite e della Protezione dell’Integrità della Persona Umana garantita dal Diritto internazionale).
Di fronte a questo apparentemente largo mandato, ad ampio spettro, il Presidente Mattarella è intervenuto per ribadire che l’operato di una commissione parlamentare mai potrà sovrapporsi o, peggio, contrapporsi al lavoro della magistratura, perché ne va del principio della separazione dei poteri. E ancora, nessuna commissione potrà ridiscutere i limiti e la portata dei provvedimenti normativi adottati dal Governo ai tempi della pandemia, giacché essi possono essere oggetto di giudizio di costituzionalità esclusivamente di fronte alla Corte costituzionale. In conclusione, la Commissione non può indicare o cercare colpevoli delle conseguenze di danni alla persona o alla società civile, ma solo verificare il regolare processo amministrativo delle istituzioni preposte alla pandemia e darne un rapporto dettagliato al Parlamento.
Ricordiamo che il Parlamento ha le sue commissioni sanitarie nei due rami.
Secondo lei, questa Commissione ha reali possibilità di chiarire responsabilità politiche e sanitarie, oppure rischia di restare un atto simbolico?
Il ruolo della Commissione è quello di chiarire la corretta gestione da parte della amministrazione pubblica della pandemia e della congruenza dei mezzi messi a disposizione per affrontarla per riferire al Parlamento. Nel termine indicato la Commissione è tenuta a presentare alle Camere una relazione sulle attività di indagine svolte e sui risultati dell’inchiesta: sono ammesse relazioni di minoranza.
Quindi la Commissione non ha alcun potere giuridico: questa non può avere il compito di indagare “eventuali obblighi e restrizioni carenti di giustificazione in base ai criteri della ragionevolezza, della proporzionalità e dell’efficacia, contraddittori o contrastanti con i princìpi costituzionali” ma si deve limitare a valutare il fondamento scientifico delle misure di contenimento (può una commissione parlamentare avere uno scopo di verifica scientifica? Certo che no, anche se può avvalersi di esperti di settore negli audits).
In più non deve “valutare la legittimità della dichiarazione dello stato di emergenza e delle relative proroghe nonché dell’utilizzo dello strumento della decretazione d’urgenza” (la Commissione non puoʼ valutare lʹoperato dellʼesecutivo: Stato di emergenza, DPCM e restrizioni presi di mira ripetutamente dalle attuali forze di maggioranza nel corso degli ultimi anni non saranno quindi più oggetto d’indagine).
Quali aspetti della gestione pandemica dovrebbero essere prioritari nell’indagine?
Quelli riguardanti la restrizione delle libertà individuali, l’obbligatorietà vaccinale con provvedimenti sanzionatori, l’esercizio professionale medico.
Ritiene che durante l’emergenza siano stati messi da parte il dibattito scientifico e il principio di precauzione?
Il dibattito scientifico è stato proibito e leso nella sua essenza democratica partecipativa dell’intera classe scientifica del Paese, su cui avrebbe dovuto basarsi un corretto uso del principio di precauzione.
Ci sono decisioni che, a suo avviso, meritano una revisione tecnica indipendente?
L’intera gestione pandemica è stata realizzata allineandosi ai dettami dell’OMS ed utilizzando misure coercitive e lesive delle libertà individuali e sociali, basandosi su valutazioni tecniche incomplete e mai verificate scientificamente, soprattutto sui casi italiani: isolamento del virus e delle varianti, strategie di copertura e di prevenzione non vaccinale, terapie mirate sulla immunità dei cluster di popolazioni.
Cosa dovrebbero realisticamente aspettarsi i cittadini da questa Commissione: verità, responsabilità, o solo raccomandazioni future?
Solo generiche raccomandazioni al Parlamento.
Esiste il rischio che alcune questioni rimangano “intoccabili”?
Le responsabilità politiche.
Quali errori non dovrebbero mai più ripetersi in una futura emergenza sanitaria?
Organizzare un piano sanitario nazionale epidemico degno di questo nome ed adeguare strutture sanitarie centralizzate di riferimento tecniche, scientifiche ed operative sul territorio.
Come si può evitare che la scienza venga nuovamente sovrapposta alla politica (o viceversa)?
È un grande dibattito etico nel Paese sulla indipendenza della scienza e della pratica clinica dalla politica ed una profonda riforma della formazione medica.
Se la Commissione fallisse nel suo compito, quale sarebbe il danno più grave per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni?
La fiducia dei cittadini è ai minimi termini e la Commissione non sarà capace di ristabilire un rapporto fiduciario.
Se un virus progettato in laboratorio non fosse “accettabile dalla natura” (cioè, fosse geneticamente modificato in modo tale da renderlo più difficile da riconoscere o combattere), il sistema immunitario umano potrebbe trovarsi in difficoltà. Quali le conseguenze sull’uomo e sull’ambiente?
Bisogna instaurare nuove pratiche di investigazione e monitoraggio capaci di reperire elementi alieni nei processi naturali umani ed ambientali e sviluppare tecniche di protezione e rigenerazione del sistema immunitario naturale adattativo dell’uomo.
Si vuole portare l’uomo a dover accettare il vaccino, rendendo il sistema immunitario incapace di riconoscere un virus che muta continuamente?
Si vuol cambiare il sistema immunitario naturale innato della specie umana per sostituirlo con uno sintetico, facilmente controllabile sin dalla nascita.
La vaccinazione servirebbe per la raccolta di dati, il monitoraggio della popolazione, l’implementazione di sistemi di controllo digitale, l’inoculazione di materiali biologici per il monitoraggio biologico e per normalizzare la sorveglianza e ristrutturare la società intorno alla biosicurezza secondo il “Lock Step: Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale”, un rapporto pubblicato nel 2010 dal Global Business Network (GBN), che fa parte della società di consulenza Monitor Group?
La vaccinazione detta universale ha lo scopo di marcare tutti gli esseri umani e di controllarli, in nome di un global health security program.
Possiamo considerare questi vaccini armi biologiche?
Questi vaccini di sintesi a RNA messaggero sono armi biologiche, sintetiche, che possono modulare il genoma umano per poterlo controllare e modificare anche in maniera permanente.
Stanno alterando il genoma umano?
Sì, la corsa a modificare la specie umana ed a sviluppare una specie umana geneticamente modificata: a GM Humans, è iniziata.
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