Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, mi sono imbattuto navigando su Facebook in queste riflessioni di Marcello Veneziani, e le porto alla vostra attenzione ringraziando il canale Le Odi Civilizzate che le ha postate. Buona lettura e meditazione.
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La scienza come fede assoluta, la tecnica come regina del mondo, il vaccino come battesimo della nuova religione. E dall’altra la cancellazione di ogni riferimento religioso, umanistico, politico e civile, storico e culturale.
Come chiamare questa epoca cominciata con il dominio planetario degli Usa e dell’Urss?
L’epoca dello scientismo. La scienza si fa ideologia, superstizione e la tecnica modifica il mondo, la natura, l’umanità, si fa strumento di controllo capillare e mezzo di profitto globale. Il sistema capitalistico e il comunismo sovietico trovarono un punto in comune ma competitivo nell’espansione illimitata della scienza e della tecnica, al servizio della potenza e del “progresso”.
Di scientismo parlò agli inizi degli anni settanta un biologo di fama mondiale, un genetista. Si chiamava Giuseppe Sermonti, classe 1925, morto cinque anni fa.
Sermonti si ribellò ai dogmi dell’evoluzionismo, del progressismo scientifico e del determinismo tecnocratico e pubblicò un libro con cui si inimicò la cupola ideologica e scientifica. Lo intitolò Il crepuscolo dello scientismo e uscì nel 1971 in quella fortunata e battagliera collana di Rusconi diretta da Alfredo Cattabiani. Il tema del suo libro è il tema dei nostri giorni: assegnare limiti alla scienza, restituirle dignità di ricerca e non solo di applicazione tecnica; contestare la sua pretesa di comprendere nei suoi confini tutto l’universo e ogni sapere.
Sermonti attaccava gli “scienziati assolutisti”, il “clericalismo scientista”, consapevole di passare per reazionario. Accennava sin da allora ai minacciosi e “sinistri” progetti di modificazione genetica dell’umano; si occupava già d’inquinamento ed ecologia, denunciava lo specialismo e i pericoli di una guerra contro la natura e la realtà, che avrebbe prodotto danni biologici e spirituali incomparabili.
Notava la subordinazione della scienza, tramite la tecnica, all’industria, alla farmaceutica, alla produzione.
Indicava i suoi miti fondatori in tre figure simboliche: Narciso il vanitoso, Titano l’arrogante e Faust il diabolico.
La mitologia del progresso cancellava ogni mito, ogni simbolo e ogni rito dalla vita umana e predisponeva l’avvento di un nuovo dispotismo totalitario. Lui invocava il ritorno alla frugalità e alla semplicità anche per ripararsi dalla società dei consumi(…).
Incontrai Sermonti in più occasioni, mi mandava i suoi libri con dediche amichevoli, andai a trovarlo quando decise di lasciare Roma nel suo ritiro di Calcata(..)
Giuseppe raccontava le numerose disavventure capitategli quando fu elevato un cordone sanitario da scientisti, evoluzionisti e marxisti nei suoi confronti.
Mi raccontò pure (e lo scrisse poi nelle Delizie della biologia) che Guidò Ceronetti lasciò la collaborazione a L’Espresso dopo che gli censurarono la sua recensione a un’opera di Sermonti.
Lo scientismo denunciato da Sermonti più di mezzo secolo fa è ancora in auge, anche se con altro nome.
Anzi, vige oggi più di ieri, nella forma del tecnoscientismo, tra l’intelligenza artificiale, gli algoritmi e le manipolazioni genetiche; lo sperimentiamo ogni giorno; la stessa pandemia fu un’esercitazione di massa, una prova generale.
Conforta sapere che ci furono e ci sono scienziati che non riducono il tutto a una parte, il mondo a un’ideologia fanatica, la vita a un caotico e casuale intreccio di particelle, che possiamo alterare secondo i desideri.
Ma riconoscono una forma, un ordine e un senso alla vita, ai suoi limiti e al suo sacro mistero.
Sermonti, il biologo che poetava sull’universo.
Marcello Veneziani
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10 commenti su “La Dittatura dello Scientismo, la Mitologia del Progresso. Marcello Veneziani su Giuseppe Sermonti.”
Certo è che una parte corposa della ” scienza ” non amava né ama Sermonti. Evidentemente le Sue riflessioni ponevano in crisi le varie storielle che usano propinare. Inoltre davano un colpo magistrale allo sviluppo delle stesse in seno all’ umanità .
Qualunque strumento, buono o cattivo , usato bene o usato male un risultato lo dà sempre. Si tratta di vedere se il risultato è buono o cattivo, da accettare o da buttare. Questo vale anche per la scienza. La scienza in sè, come ricerca oggettiva per capire come funziona il mondo in sè non ha proprio nulla di male, come non ha nulla di male quando viene onestamente usata per risolvere un problema vitale. Tutto diventa cattivo quando la scienza viene usata male o per fare del male, ma questo dipende dalla malvagità dell’uomo, non dalla scienza sia essa pura o applicata.
Viene prima l’uovo o la gallina?
La scienza non sa rispondere.
L’uomo deriva dalla scimmia?
La scienza lo insegna dalle elementari all’università, senza uno straccio di prova se non teorie ripetute a pappagallo.
Basta il flagello di un batterio per rendere ridicolo Darwin (motore intelligente di Behe).
https://www.youtube.com/watch?v=MNR48hUd-Hw
La complessità intelligente… Porta a In-principio.
Mi sembra che Sermonti non goda di gran credito nell’ambito scientifico accademico…. per fortuna, perché le sue teorie mi sembrano decisamente strampalate.
Riguardo all’ “ambito scientifico” ci andrei con i piedi di piombo.
Mito e Religione sono stati buttati nel cestino…con la differenza che il Mito è interpretabile in diverse maniere, la Religione, al contrario, impone una visione univoca.
A chi può interessare
Giuseppe Sermonti è autore del libro
L’alfabeto scende dalle stelle – Sull’origine della scrittura
Sinossi
Nel firmamento boreale, tra costellazioni e segni zodiacali, si nasconde il disegno originario dell’alfabeto. La prima metà dell’alfabeto greco segue le stazioni lunari lungo lo Zodiaco; la seconda riproduce le figure luminose allineate sulla Via Lattea: Orione, il Cigno, il Cane maggiore… Animali, eroi e simboli celesti si fanno segni, suoni, parole. In questo sorprendente libro, Giuseppe Sermonti ci guida alla scoperta di un alfabeto cosmico, nato come calendario del cielo e divenuto in seguito glossario della parola umana. Un viaggio tra scienza, archeologia, antropologia, mito e linguaggio, dove il cielo stellato ci parla – lettera dopo lettera.
Caro il Matto,
un tempo,(nello Zep Tepi del primo tempo), gli umani alzavano gli occhi al cielo affascinati dai suoi lumi, desiderosi di decrittarli…ora li tengono volutamente bassi perchè- come parametro e guida perfino per sondare i movimenti delle galassie- sono soliti servirsi della rete delle “loro” luci artificiali con cui intendono coprire la terra.
Scientismo…. nuova religione per rincretiniti da progresso di XXI secolo!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Scientifico… nuova religione per rincretiniti da progresso di XXI secolo!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
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