Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione due articoli sullo stesso trema, che ci sembra molto interessante. Buona lettura e condivisione.
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Il primo è questo articolo di Colombia One:
Un astrofisico di Harvard afferma che la struttura dell’universo dimostra l’esistenza di Dio.
Lo scienziato Willie Soon riaccende il dibattito sull’esistenza di Dio, suggerendo che la struttura dell’universo riflette un progetto intenzionale. Maxime Raynal / CC BY 2.0L’annoso dibattito sull’esistenza di Dio continua a dividere le opinioni tra scienza, filosofia e religione. Mentre molti considerano scienza e fede come percorsi separati alla ricerca della verità, uno scienziato di Harvard ritiene che le due cose non siano poi così distanti. Willie Soon, un astrofisico, ha presentato un’argomentazione audace: la struttura stessa dell’universo potrebbe essere la prova matematica dell’esistenza di Dio.
Soon ha recentemente condiviso le sue opinioni durante un’apparizione su Tucker Carlson Network. Ha sottolineato l’estrema precisione delle leggi che governano l’universo, come la gravità e l’elettromagnetismo, come troppo precise per essere frutto del caso. Queste leggi operano insieme in un’armonia così perfetta che persino la vita, i pianeti e le galassie sono possibili. Secondo Soon, questo livello di precisione suggerisce un progetto deliberato, non un caso fortuito.
La struttura dell’universo è una prova dell’esistenza di Dio?
L’argomentazione di Soon si basa su un concetto scientifico noto come “fine-tuning”, che si riferisce a come anche piccoli cambiamenti nelle forze naturali renderebbero impossibile la vita come la conosciamo. Ad esempio, se la gravità fosse solo leggermente più debole o più forte, le stelle potrebbero non essersi mai formate, e nemmeno la Terra.
Trae ispirazione anche da Paul Dirac, un fisico premio Nobel che, pur non essendo religioso, una volta suggerì che la bellezza matematica dell’universo suggerisse l’influenza di una mente eccezionalmente dotata. Presto approfondisce ulteriormente questo concetto. Per lui, l’equilibrio delle leggi naturali non è solo bello, potrebbe essere intenzionale.
Questa prospettiva riecheggia un dibattito di lunga data nella comunità scientifica. Alcuni credono che la struttura dell’universo rifletta un progetto ponderato, mentre altri sostengono che le forze naturali si siano semplicemente sviluppate nel tempo, senza alcuna intelligenza guida.
Opinioni diverse all’interno della comunità scientifica
Non tutti gli scienziati concordano con le conclusioni di Soon. Alcuni preferiscono teorie come quella del multiverso , ovvero l’idea che esistano molti universi, ognuno con regole diverse. Secondo questa teoria, il fatto che il nostro universo supporti la vita non è un fatto straordinario; è solo una versione che ha avuto le condizioni giuste.
Il defunto fisico Stephen Hawking offrì un’altra prospettiva. Nel suo libro “Brevi risposte alle grandi domande”, Hawking sosteneva che le leggi della natura possono spiegare l’universo senza dover necessariamente credere in un creatore. Pur non escludendo del tutto la fede spirituale, considerava Dio più un concetto che una prova scientifica.
Tuttavia, per Soon, la struttura dell’universo è più di una semplice coincidenza. Egli vede la matematica – il linguaggio attraverso cui opera l’universo – come una potenziale prova di qualcosa di più grande, forse persino divino.
Proseguendo in questa discussione, si aggiunge un nuovo tassello a uno degli interrogativi più antichi dell’umanità. Che sia visto come fede, teoria o entrambe le cose, il dibattito sull’esistenza di Dio rimane vivo, plasmato ora tanto dai numeri quanto dalla fede.
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E poi c’è questo articolo dell’Hindustan Times:
Un astrofisico di Harvard afferma che Dio è reale e fornisce esempi per sostenere la sua tesi
Willie Soon ha parlato della curvatura chiusa nello spaziotempo senza gravità, un concetto geometrico che mette in discussione il modo in cui la matematica si collega alla comprensione del mondo reale.
Willie Soon, astrofisico malese dell’Università di Harvard, sostiene che Dio sia “reale” citando alcune derivazioni matematiche e scoperte scientifiche prive di spiegazioni esaustive. Crede che a volte gli esseri umani debbano semplicemente sottomettersi alle forze della natura, lasciando che siano loro a guidare e illuminare la vita.

Willie Soon, astrofisico malese dell’Università di Harvard (YouTube/Tucker Carlson Network)
In un’intervista rilasciata al Tucker Carlson Network, l’anno scorso, ha fatto riferimento al fisico britannico Paul Dirac , che nel 1928 predisse l’esistenza dell'”antimateria”, in particolare di una controparte dell’elettrone. Quattro anni dopo, nel 1932, Carl Anderson scoprì il positrone, una particella con la stessa massa dell’elettrone ma con carica positiva. Presto descrisse la scoperta come miracolosa, sottolineando la capacità di Dirac di prevederne l’esistenza prima di qualsiasi conferma sperimentale.
Soon fornisce riferimenti matematici
Willie Soon ha anche fatto riferimento alla geometria in matematica, in particolare al concetto di curvatura chiusa nello spaziotempo in assenza di gravità, che ha a lungo messo in discussione la comprensione del rapporto tra matematica e mondo reale. Ha osservato che gli studi hanno esplorato ampiamente questo argomento.
Per contestualizzare meglio, ecco alcuni esempi, anche se Soon non li ha menzionati nell’intervista:
- Hermann Weyl, un matematico tedesco, introdusse il tensore di Weyl per misurare la curvatura dello spaziotempo senza fare affidamento sulla relazione massa-energia. Questo tensore aiuta a descrivere le forze di marea in un campo gravitazionale senza fare riferimento al tensore energia-impulso.
- John Archibald Wheeler, fisico teorico americano, presentò “Geometrodinamica”, in cui propose che tutti i fenomeni fisici potessero essere compresi in termini di geometria dello spaziotempo, suggerendo che la curvatura possa esistere a causa della struttura del vuoto piuttosto che della relazione massa-energia. Introdusse anche i geoni, onde gravitazionali o elettromagnetiche autonome tenute insieme dalla propria energia, dimostrando l’esistenza di uno spaziotempo curvo senza le tradizionali sorgenti gravitazionali.
- Le soluzioni di Willem de Sitter alle equazioni di campo di Einstein descrivono “spazi-tempo de Sitter e anti-de Sitter”, in cui un universo con curvatura positiva è guidato da una costante cosmologica, indipendente da qualsiasi contenuto di materia.
Infine, Willie Soon ha concluso dicendo: “Ci sono molti episodi ed esempi come questo. Quindi a volte dobbiamo inchinarci e, di tanto in tanto, fare un respiro profondo, e forse alcune forze onnipresenti illumineranno le nostre vite. Dio ci ha donato la luce. Tutto ciò che dobbiamo fare è semplicemente seguire la luce”.
Soon sui cambiamenti climatici e sul taglio dei combustibili fossili
Willie Soon sostiene inoltre che ridurre le emissioni di CO2 sia contro natura. Riferendosi a coloro che propugnano la riduzione dell’uso di combustibili fossili o l’abbassamento dei livelli di CO2, si chiede: “Chi sei tu per decidere? Chi dà loro il diritto di salvare il pianeta Terra?”
Difendendo il ruolo della CO2 nell’ambiente, afferma: “La CO2 (anidride carbonica) è un bene per la vita. È il gas della vita. Sarete responsabili di una crisi ecologica e umanitaria?”. Sostiene inoltre: “L’aumento di CO2 ha un impatto positivo sulle piante e sulla produzione alimentare”.
Soon è noto anche per negare il cambiamento climatico antropogenico, contestando il consenso scientifico dominante. Sostiene che la variazione solare, piuttosto che l’attività umana, sia la causa principale del riscaldamento globale.
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8 commenti su “Astrofisico di Harvard Afferma: la Struttura dell’Universo Dimostra l’Esistenza di Dio.”
Una “teoria” affascinante, ma parimenti inquietante, è quella di Mainländer: l’universo non sarebbe altro che la carcassa di Dio, l’universo è ciò che resta dopo il suo suicidio.
A parte questa sorta di metafora, l’universo è destinato a finire, così dicono gli scienziati.
No… non a finire, ma a evolversi.
Tutto è evoluzione, la stessa vita è il risultato di un lunghissimo processo di evoluzione, con buona pace delle religioni varie.
Cari scienziati, matematici, astrofisici, alla ricerca del “Creatore perduto” tra le stelle, che mi dite dell’antimateria? E’ forse il Diavolo ( però necessario all’equilibrio universale)? ( Is., 45, 7 ).
Patetica scienza e suoi stupidi accoliti… tesi spasmodicamente a dimostrare tutto… senza gioire di niente!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
“L’annoso dibattito sull’esistenza di Dio continua a dividere le opinioni tra scienza, filosofia e religione”.
Constatazione inconfutabile. Dibattito che non può giungere ad un punto comune, e per di più inversamente proporzionale al suo oggetto, espresso, direi apofaticamente, dalla minima paroletta “Dio”: una consonante e due vocali che ha dato, dà e darà adito a fiumi di parole che hanno lasciato, lasciano e lasceranno il tempo che trovano.
Se poi si tiene conto di quante accezioni vengono impiegate per illustrare la paroletta “Dio” sul globo terracqueo, la faccenda si complica ancora di più e si fa davvero inestricabile.
Forse, l’unico rimedio sarebbe quello di mettere a tacere anche la paroletta “Dio”, ed affidare al Silenzio la risposta. Ma si tratta di un rimedio improponibile. Più appagante (sembra) restare in mezzo al guado di miliardi di parole utilissime per alimentare il dibattito. Eh sì, è nel dibattito che ci si sente vivi, non nel Silenzio …
Perfetto… bisognerebbe però poi dimostrare quale Dio; non si comprende per quale motivo debba necessariamente essere quello abramitico; del quale ne esistono ben tre versioni differenti all’interno delle quali ci sono tantissime altre interpretazioni,
Per esempio, perché non potrebbe essere il Dio di Spinoza, invece di quello islamico?
Ecco, questo commento dimostra inconfutabilmente l’inesistenza di dio.
E come lo dimostrerebbe?
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