G@z@. Ancora Bombe di I$r@ele. Accusa di Antisemitismo per Colpire Chi Critica. Cosa è l’Hasbarah.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione su quanto sta accadendo a Gaza e in Cisgiordania, nell’indifferenza di gran parte dei mezzi di comunicazione mainstream, e con la complicità attiva e passiva dei governi dell’occidente.  Buona visione e condivisione.

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Il primo è questo post di Insideover. Cliccate per il video:

gaza tregua

Il genocidio a Gaza continua a tutta forza, nel silenzio del mondo e delle autorità politiche.

Da giovedì 8 gennaio gli attacchi israeliani sulla Striscia hanno ucciso almeno 14 persone, tra cui 5 bambini, secondo fonti mediche citate da Al Jazeera, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore a ottobre.

Un raid dell’IDF ha colpito le tende degli sfollati nell’area di al-Mawasi, nel sud della Striscia, causando la morte di almeno quattro persone.

Un altro attacco nel quartiere di Zeitoun, a Gaza City, ha provocato altre quattro vittime, mentre bombardamenti hanno interessato anche le zone di Bureij e Nuseirat e nel centro di Gaza City.

Giovedì 8 all’alba, il fuoco israeliano ha ucciso una bambina palestinese di 11 anni, Hamsa Housou, nell’area di Jabalia, nel nord della Striscia. Lo zio, Khamis Housou, ha raccontato di essersi svegliato tra le urla nel palazzo di famiglia: ha trovato la nipote a terra, con il sangue che le usciva dal naso e dalla bocca.

Gli attacchi avvengono mentre Israele prosegue l’offensiva militare su Gaza nonostante un accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti ed entrato in vigore il 10 ottobre.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha definito i bombardamenti contro gli sfollati un crimine di guerra, accusando Israele di non rispettare alcun accordo e di ricorrere a pretesti di sicurezza per portare avanti il piano di sterminio e deportazione.

Secondo il Ministero della Salute palestinese a Gaza, dal’11 ottobre almeno 425 palestinesi sono stati uccisi e 1.206 feriti negli attacchi israeliani nonostante l’accordo di cessate il fuoco.

Per ora dagli USA nessuna dichiarazione.

#gazagenocide

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E anche questo post su Instagram:

gaza tumori

 

“Abbiamo perso l’unico ospedale in grado di diagnosticare e curare il cancro… Ora ci troviamo al Nasser Medical Complex, ma sfortunatamente non abbiamo le attrezzature per diagnosticare la malattia e non abbiamo la chemioterapia”.

A raccontarlo con le lacrime agli occhi è Mohammed Abu Nada, direttore medico del Gaza Cancer Centre che ha rilasciato una lunga intervista ad Al Jazeera descrivendo la situazione dei malati di cancro nella Striscia.

Sono 11.000 i pazienti oncologici attualmente bloccati a Gaza dove il sistema sanitario è completamente al collasso.

Secondo i medici, il numero di decessi correlati al cancro è triplicato dall’inizio del genocidio a ottobre 2023. Senza chemioterapia, radioterapia e senza via d’uscita, una diagnosi di cancro è diventata, per molti, una condanna a morte immediata.

Un tempo unica struttura a fornire cure oncologiche specialistiche nella Striscia di Gaza, l’Ospedale dell’Amicizia Turco-Palestinesora è un guscio vuoto. “Le forze israeliane lo hanno fatto saltare in aria, lasciando i pazienti a cavarsela da soli” ha raccontato il reporter di Al Jazeera Abu Azzoum.

Con la struttura principale distrutta, i medici sono stati costretti a rifugiarsi in cliniche improvvisate, senza alcuna risorsa.

Nonostante il cessate il fuoco che avrebbero dovuto consentire l’ingresso degli aiuti nella Striscia, le forniture mediche essenziali restano bloccate.

Abu Nada spiega che beni commerciali (noci, patatine) sono arrivati, i farmaci salvavita no. “Abbiamo fatto appello all’Organizzazione Mondiale della Sanità… affinché almeno ci fornisse le cure necessarie. Ma le nostre scorte sono finite”.

Abu Nada stima che dal 60 al 70% dei protocolli oncologici non sono disponibili e ha rivelato che nella sola area di Khan Younis, ogni giorno muoiono da due a tre pazienti oncologici.

“Il risultato è che il cancro si diffonde nel corpo del paziente come un incendio”, ha affermato Abu Nada. “Siamo tornati indietro di 50 anni nella cura del cancro”.

#gazagenocide #aljazeera

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E poi ci sono due commenti (qui e qui) su Facebook di Elio Lannuti, a cui va il nostro grazie. Che possiamo collegare anche all’indottrinamento pro-Israele avvenuto durante un corso per ufficiali di polizia in Italia.

 

“L’antisemitismo, l’ultimo rifugio di canaglie e farabutti, per giustificare il genocidio a Gaza perpetrato dallo Stato di stampo terroristico criminale d’Israele, con lo sterminio di bimbi e civili, la soluzione finale e la deportazione programmata del popolo palestinese” ! (E.L.)

Stefania Maurizi

N.B.: «Arma contro l’attivismo. Contestate le accuse di occupazione militare, genocidio e apartheid»!

«Il genocidio contro Gaza? È una delle grandi bugie contro Israele, perché “nell’attuale guerra, Israele prende misure straordinarie per colpire solo Hamas e minimizzare le vittime civili”.

E l’apartheid contro la popolazione palestinese?

“È una bugia diffamatoria”.

L’occupazione?

Altra grande bugia.

A pubblicare un libro con queste affermazioni è The Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (Isgap),

istituto che ha sede a New York e ha tra i suoi consiglieri un ex generale di brigata (riservista) di nome Sima Vaknin-Gil, che ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale del Ministero degli Affari Strategici dello Stato di Israele e ha sviluppato la campagna contro BDS, un movimento globale di attivisti che invita a boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele.

Proprio l’Isgap ai primi di dicembre ha condotto un seminario contro l’antisemitismo alla Scuola di perfezionamento per le forze di polizia italiane. Il Fatto Quotidiano

ha provato a chiedere all’Istituto la documentazione utilizzata per la lezione per capire con esattezza i temi affrontati.

Quel libro pubblicato da Isgap, che nega genocidio, occupazione e apartheid, contiene un disclaimer: “Le opinioni espresse in questo lavoro sono quelle dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni di Isgap”, ma le opinioni dell’Istituto sono comunque nette: BDS è un gruppo antisemita.

Alla nostra richiesta di avere una copia della documentazione del seminario e conoscere la composizione della delegazione che ha tenuto il corso, l’Istituto ha opposto un rifiuto.

Questo seminario è la prima collaborazione tra Isgap e le forze di polizia italiane, almeno per quello che se ne sa, e arriva in un momento in cui c’è un forte dibattito politico su vari disegni di legge per ridefinire il concetto di antisemitismo e adottare anche in Italia la definizione dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (Ihra), che rende possibile allargare le accuse di antisemitismo a chi non odia Israele e gli ebrei, ma semplicemente critica le gravi violazioni dei diritti umani dei Palestinesi da parte del governo israeliano.

Quei disegni di legge vengono da destra, ma non solo: anche dall’ala centrista del Partito Democratico, come nel caso della proposta di Graziano Del Rio.

Migliaia di accademici contestano queste proposte di legge che rischiano di colpire chi critica gli abusi di Israele, marchiandolo con l’accusa infamante di “antisemita”, tanto che Amnesty International Italia ha detto no all’adozione della definizione dell’Ihra: “rischia di soffocare il dibattito pubblico”, secondo il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury.

Amnesty Italia ha anche sottolineato come la definizione dell’Ihra finisca per classificare come antisemite “le attività dei gruppi che invocano il boicottaggio di beni israeliani, nonostante tali campagne non si fondino sull’odio razziale ma contestino l’occupazione militare, l’apartheid e gli insediamenti illegali israeliani”.

Fonti informali vicine al Dipartimento di Pubblica Sicurezza giustificano il seminario dell’Isgap alla Scuola di perfezionamento delle forze di polizia citando il fatto che dal 2014 rappresenterebbe una delle più importanti istituzioni sul fronte della lotta all’antisemitismo.

Ma in un’inchiesta pubblicata nel giugno del 2024, il quotidiano inglese The Guardian, ha ricostruito come nel 2011, l’università di Yale

“cancellò il predecessore dell’Isgap – che un tempo ospitava – a causa di preoccupazioni relative al suo rigore scientifico” e come nel 2018 Isgap ricevette la maggior parte dei suoi finanziamenti dalla stessa agenzia del governo israeliano che finanziava un programma di nome Concert.

“La storia di Concert risale al 2017, quando il ministero degli Affari strategici iniziò a sviluppare un programma per condurre campagne segrete volte a influenzare l’opinione pubblica”, scriveva The Guardian.»

F.Q. 2 gennaio 2026

Elio Lannuti

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Hasbarà: manuale di negazionismo, prezzolata propaganda, accentuato, profondo e storico vittimismo, mistificazione, da parte del criminale seriale Netanhiau e dello Stato di stampo terroristico criminale d’Israele, sedicente quanto apparente, mostruosa democrazia del male.

Hasbarà è il termine con cui si indica la strategia ufficiale di comunicazione e propaganda dello Stato di Israele, volta a migliorare la sua immagine nel mondo e a giustificare le sue politiche, soprattutto verso i palestinesi e nei conflitti.

(Tratto dal web)

🛠️ Obiettivi principali della Hasbarà:

1. Presentare Israele come vittima, sempre sotto minaccia da parte di terroristi o Stati ostili.

2. Distogliere l’attenzione da crimini di guerra, occupazione, apartheid e violazioni del diritto internazionale.

3. Influenzare i media occidentali, le università, i social network e l’opinione pubblica.

4. Etichettare ogni critica a Israele come antisemitismo.

📺 Dove agisce la Hasbarà?

• Televisione e giornali internazionali

• Social media: operazioni coordinate con profili fake, influencer pagati, account governativi

• Università e convegni: finanziamento di think tank, eventi e programmi accademici “filo-israeliani”

• Lobby politiche: come l’AIPAC negli USA, che spinge politiche pro-Israele nei Parlamenti.

📌 Esempi di frasi-tipo della Hasbarà:

• “Israele è l’unica democrazia del Medio Oriente.”

• “I civili morti a Gaza sono colpa di Hamas che li usa come scudi umani.”

• “Criticare Israele è antisemitismo mascherato.”

• “L’IDF è l’esercito più etico del mondo.”

Queste frasi non sono solo opinioni, ma messaggi preparati e distribuiti sistematicamente tramite guide ufficiali, campagne online, e portavoce addestrati.

🤖 Ha anche un lato digitale:

Israele ha creato vere e proprie “cyber unit” per fare Hasbarà sui social. Alcuni studenti ricevono borse di studio per commentare online a favore di Israele. Ci sono bot e reti coordinate che:

• Attaccano chi critica Israele

• Diffondono notizie false

• Segnalano contenuti scomodi come “antisemiti” per farli rimuovere

⚖️ Critiche alla Hasbarà:

Molti giornalisti, studiosi e attivisti sostengono che la Hasbarà:

• Offusca la realtà del conflitto

• Riduce la libertà di espressione

• Serve a coprire crimini reali con narrazioni emotive

• Usa l’antisemitismo come scudo per proteggere uno Stato, non un popolo.

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