Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo messaggio drammatico pubblicato da Ora Pro Siria. Buona lettura e diffusione.
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Appello di fra Georges
Da dicembre 2024, la situazione si è deteriorata tra le forze curde e l’esercito del governo. Momenti di calma seguiti da tensioni. Il 10 marzo 2025 è stato firmato a Damasco un accordo tra il governo siriano e i responsabili dell’autorità curda. Oltre alla situazione dei due quartieri di Aleppo, questo accordo ha istituito un processo per normalizzare le relazioni tra le due parti nella regione settentrionale della Siria, anch’essa controllata dalle forze curde. L’accordo prevedeva un piano da attuare entro il 31 dicembre 2025. Purtroppo non si è avverato.
Scuole e università, nel pieno della stagione degli esami semestrali, sono chiuse a tempo indeterminato. La vita è paralizzata. Un vero coprifuoco immerge la città nel silenzio e nella paura… Una notte buia invade i cuori degli abitanti.
Vi scrivo queste parole per denunciare le guerre, i loro autori, i loro istigatori. Ho bisogno di voi per denunciare: Basta, basta, Kafa… I nostri nervi non ce la fanno più. Siamo traumatizzati e angosciati. Preghiamo, invochiamo Dio, Allah… Dacci la TUA PACE.
MARISTA
Following is the text of the message of Custos of the Holy Land, Fr. Francesco Ielpo on the latest developments in the conflict in Syria dated January 7, 2025:
Dear brothers,
May the Lord grant you His peace,
I would like to reach out to you with these few lines to inform you of the grave situation that has arisen again in Syria, particularly in the city of Aleppo, and to invite you to intense and persevering prayer for our communities and the affected population.
Yesterday afternoon, the situation in Aleppo deteriorated again. Since then, a full-blown battle has erupted between government forces and the Kurds, with clashes that continued intensely until late into the night. Since dawn this morning, despite moments of apparent calm, mortar fire and gunfire have continued to be heard in various areas of the city.
Many families have had to abandon their homes; some have found temporary refuge at our Terra Santa college. The streets are largely deserted, and there is a profound sense of demoralization and fear among the people. For security reasons, some pastoral activities, such as a meeting with young people, had to be canceled. Eucharistic celebrations, however, were guaranteed yesterday and this morning, with a discreet but faithful presence of Christians, a sign of a faith tested but not broken.
Faced with this latest trial affecting a people already severely scarred by years of war and instability, we feel an even stronger duty of fraternal solidarity and common prayer. I ask you to remember in a special way in your celebrations, in personal and community prayer, our friars, the Christian families, and the entire population of Aleppo and Syria, invoking the gift of peace, protection, and consolation.
United in prayer, we can also get through this difficult night, entrusting everything to the Lord, the Prince of Peace, who never abandons his people.
I thank you for your closeness and I greet you fraternally, assuring you of my remembrance in prayer.
May the Lord bless you and keep you.
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Dichiarazione del Custode di Terra Santa P. Ielpo sugli sviluppi in Siria
custodia.org :
Di seguito il testo del messaggio del Custode di Terra Santa, P. Francesco Ielpo, sugli ultimi sviluppi del conflitto in Siria, datato 7 gennaio 2025:
Cari fratelli,
il Signore vi dia la sua pace.
Desidero rivolgermi a voi con queste poche righe per informarvi della grave situazione che si è nuovamente venuta a creare in Siria, in particolare nella città di Aleppo, e per invitarvi a una preghiera intensa e perseverante per le nostre comunità e la popolazione colpita.
Ieri pomeriggio la situazione ad Aleppo è nuovamente peggiorata. Da allora è scoppiata una vera e propria battaglia tra le forze governative e i curdi, con scontri che sono continuati intensamente fino a tarda notte. Dall’alba di questa mattina, nonostante momenti di apparente calma, in varie zone della città si continuano a sentire colpi di mortaio e sparatorie.
Molte famiglie hanno dovuto abbandonare le loro case; alcune hanno trovato rifugio temporaneo nel nostro collegio di Terra Santa. Le strade sono in gran parte deserte e tra la popolazione si respira un profondo senso di demoralizzazione e paura. Per motivi di sicurezza, alcune attività pastorali, come un incontro con i giovani, hanno dovuto essere annullate. Le celebrazioni eucaristiche, tuttavia, sono state garantite ieri e questa mattina, con una presenza discreta ma fedele dei cristiani, segno di una fede messa alla prova ma non spezzata.
Di fronte a questa ultima prova che colpisce un popolo già gravemente segnato da anni di guerra e instabilità, sentiamo ancora più forte il dovere della solidarietà fraterna e della preghiera comune. Vi chiedo di ricordare in modo speciale nelle vostre celebrazioni, nella preghiera personale e comunitaria, i nostri frati, le famiglie cristiane e l’intera popolazione di Aleppo e della Siria, invocando il dono della pace, della protezione e della consolazione.
Uniti nella preghiera, possiamo superare anche questa notte difficile, affidando tutto al Signore, Principe della Pace, che non abbandona mai il suo popolo.
Vi ringrazio per la vostra vicinanza e vi saluto fraternamente, assicurandovi il mio ricordo nella preghiera.
Il Signore vi benedica e vi protegga.
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4 commenti su “Salvate Aleppo! Un Appello Drammatico dai Maristi. Ora Pro Siria.”
Chiedo scusa, ma Fra Georges sta un po’ in confusione?
Bisogna pregare Dio, Allah ….
allah, Confucio, Buddha … e chi più ne ha, più ne metta?
Esiste un solo, unico, vero Dio. Uno dei nomi di Dio è Allah; un altro è Yahweh .
La posizione ufficiale della Chiesa Cattolica Romana sulla questione è la seguente (fonte: https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decl_19651028_nostra-aetate_it.html ):
‘La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano tuttavia come profeta; onorano la sua madre vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio, quando Dio retribuirà tutti gli uomini risuscitati. Così pure hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno.
Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà.’
Le parole di Fra Georges sono un invito a tutti coloro che credono nell’unico vero Dio (comunque Lo si voglia chiamare) a pregarLo per la pace, coerentemente con la dottrina della Chiesa Cattolica Romana.
Confucio non è un nome di Dio, ma quello di un saggio orientale dell’antichità.
‘Buddha’ (secondo la mia personale comprensione) è invece un nome del ‘Figlio di Dio’, che è uno con Dio Padre e con lo Spirito Santo; dunque, in generale, pregare il Buddha per la Pace un senso ce l’avrebbe… ma non ci sono molti buddhisti in Aleppo di questi tempi, mentre ci sono un certo numero di cristiani e molti musulmani. Dunque l’appello a pregare Dio/Allah nel contesto risulta appropriato.
Caro Simone,
alcune precisazioni sono necessarie, per evitare equivoci che, pur partendo da testi autentici del Magistero, finiscono per andare oltre ciò che la Chiesa realmente insegna.
1. Un solo Dio, sì – ma non una sola conoscenza di Dio
La Chiesa cattolica afferma senza esitazioni che Dio è uno solo. In questo senso, riconosce che anche i musulmani si riferiscono all’unico Creatore. È quanto insegna il Concilio nella dichiarazione Nostra aetate del Concilio Vaticano II.
Tuttavia, questo non equivale a dire che tutte le concezioni di Dio siano teologicamente equivalenti, né che i diversi “nomi” indichino lo stesso contenuto di fede.
2. Allah e Yahweh: identità del referente, non identità della rivelazione
Dire che “Allah” e “YHWH” designano lo stesso Dio in senso ontologico (il Creatore unico) è corretto.
Dire o suggerire che la comprensione di Dio nell’Islam e nella rivelazione biblica sia la stessa, non lo è.
Per la fede cristiana, Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo; questa verità è costitutiva, non accessoria. L’Islam rifiuta esplicitamente la Trinità e la filiazione divina del Figlio: perciò conosce il vero Dio in modo reale ma incompleto e non salvifico in se stesso.
3. La preghiera “insieme” e la preghiera “allo stesso modo” non coincidono
Nostra aetate invita alla stima, al rispetto, alla collaborazione per la pace e i valori morali.
Non afferma però che tutte le preghiere siano teologicamente equivalenti, né che il cristiano possa pregare Dio prescindendo dalla rivelazione trinitaria di Cristo.
Il cristiano prega sempre per Christum, cum Christo et in Christo, anche quando invoca la pace per tutti.
4. Il passaggio su Buddha è teologicamente inaccettabile
Qui occorre essere molto chiari e, mi permetto, fraterni ma netti.
Buddha non è il Figlio di Dio, né una sua manifestazione, né una sua “inculturazione”.
Identificare Buddha con il Figlio equivale a una forma di sincretismo cristologico che la Chiesa ha sempre rifiutato. Cristo non è uno dei molti nomi del Figlio: è il Figlio unigenito, storicamente incarnato in Gesù di Nazaret.
Su questo punto non esiste alcuna ambiguità nel dogma cristiano.
5. Il senso corretto dell’appello alla pace
Un appello rivolto a cristiani e musulmani affinché ciascuno preghi Dio secondo la propria coscienza per la pace è legittimo sul piano umano e civile.
Ma questo non autorizza a dissolvere le differenze teologiche, né a reinterpretare Cristo o la Trinità in chiave simbolica o intercambiabile.
In sintesi:
– Un solo Dio: sì.
– Stessa fede in Dio: no.
– Stima e collaborazione: sì.
– Sincretismo dottrinale: no.
La pace si costruisce nella verità, non nella confusione. E la carità cristiana non chiede mai di sospendere l’identità della fede, ma di viverla senza violenza e senza menzogna.
Carissimo don Pietro Paolo,
credo che non sia una menzogna affermare che ‘Buddha’ sia un nome del Figlio di Dio.
Il fatto di accettare o meno questa affermazione dipende dal significato che si attribuisce alle parole.
Se è vero che il Figlio di Dio è uno con il Padre, che è onnipresente, nessuno e nulla di ciò che è creato (in realtà) si può sottrarre alla comunione ‘essenziale’ con il Figlio nel Padre.
Ora… che cos’è che distingue il Figlio dell’uomo (il Cristo) da un qualunque figlio dell’uomo?
Il fatto che il Cristo/Figlio dell’uomo sa di essere uno con il Padre Suo celeste, mentre questa consapevolezza è presente solo in potenza nei ‘comuni mortali’.
Tutta l’opera del Cristo è volta a chiamare a Sé i figli dell’uomo inconsapevoli per dargli Verità e Vita eterna; se non vi fosse speranza di realizzare questa unione mistica in Cristo, Gesù non ne avrebbe affatto parlato. Dunque, se siamo cristiani e crediamo in Gesù Cristo, dobbiamo accettare che sia possibile realizzare — per grazia di Dio — questa Verità.
Lei può, in coscienza, escludere che un figlio dell’uomo, Siddhartha Gautama, possa aver realizzato questa unione mistica, secondo le parole di Cristo, divenendo quindi il Buddha (ossia Colui che ha intelligenza della Sua Divina Natura)?
Chi crede alle parole di Cristo non può escludere a priori questa possibilità…
Sappiamo per altro che l’opera salvifica del Cristo trascende il tempo storico in cui visse Gesù di Nazareth, il Figlio di Dio incarnato, quindi poco importa se Siddhartha Gautama visse qualche secolo prima.
Ora: che la Chiesa non confermi che Gautama il Buddha abbia realizzato l’unione mistica per Cristo, con Cristo e in Cristo è lecito, dato che il buddhismo non è (ad oggi) materia di studio approfondito da parte della Chiesa.
Ma se la Chiesa nega questa possibilità, di fatto nega la Parola e la Potenza di Dio…
E se davvero la realizzazione di Siddhartha Gautama ne fece il Buddha (ossia Colui che conosce il proprio Sé) la negazione di tale verità è una menzogna che, nel gettare ingiustamente discredito sul buddhismo (riducendolo a un mero inganno), fa emergere l’ignoranza di chi fa simili affermazioni.
Dunque consiglio prudenza nell’esprimere giudizi.