Architettura “Sacra” Blasfema e Dissacrante. Catholicus, Seconda Parte.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione la seconda parte dell’articolo di Catholicus sull’architettura ecclesiastica moderna. La prima parte la trovate a questo collegamento. Buona lettura e diffusione.

§§§

 

Architettura sacra blasfema e dissacrante

 

(Parte Seconda)

 

In questa seconda parte andiamo ad esaminare un caso specifico di architettura sacra modernista,  blasfema e dissacrante, come accennavamo nel nostro precedente articolo, un caso che potremmo agevolmente definire “un caso di scuola”, tale da dimostrare come lo spirito vendicativo del clero modernista nei confronti della bellezza e santità della Chiesa preconciliare, della sua dottrina, liturgia, pastorale e, non meno, della sua arte sacra, si sia manifestato con una specie di “delenda Cartago e di damnatio memoriae” sulla bellezza e sacralità dell’architettura cattolica bimillenaria, con lo scopo di cancellarla dalla faccia della terra e di sostituirla con orrendi edifici che offendono il sentimento religioso dei cattolici e rappresentano l’apoteosi della bruttezza e della blasfemia.

 

Ciò che veniamo qui a documentare è l’abbattimento della cattedrale di Montecatini Terme (amena e ridente località turistica toscana), un bel tempio neoclassico, e la sua sostituzione con un edificio che tutto può sembrare,  tranne una chiesa cattolica. Lo scempio avvenne nel 1962, all’epoca del famigerato Concilio Vaticano Secondo, evento fondamentale di quella che don Andrea Mancinella definì “Rivoluzione nella Chiesa” in un suo libro del 2010 (“1962 – Rivoluzione nella Chiesa” – Edizioni Civiltà, Brescia)

 

COME ERAVAMO
di Bruno Fortina e Roberto Pinocchi

 

La chiesa di Montecatini Terme

“La prima chiesa demaniale dei Bagni di Montecatini venne edificata dal 1823 al 1834 su disegno dell’architetto fiorentino Luigi Cambray Digny. Grandi sponsor dell’iniziativa furono i sovrani lorenesi Ferdinando III° e il figlio e successore Leopoldo II°. L’edificio era così descritto in una lettera intercorsa tra l’architetto e il deputato delle Regie Terme Domenico Giusti: “a forma di croce greca con tribuna dietro l’altare maggiore, con tre altari e un coretto per le persone di distinzione; sarebbe preceduta da un portico…corredata di una piccola sagrestia, una stanza di sgombero e di un locale per la confessione….

 All’interno erano apposti fregi rappresentanti la Natività sull’altare maggiore, mentre sui due altari laterali spiccavano affreschi riproducenti il Salvatore fra due angeli da una parte, e dall’altra alcuni santi fra i quali San Pietro e Santa Barbara patroni della Comunità.

 

 Sul frontone della chiesa venne apposto l’orologio che era stato custodito a Firenze fin dal tempo dell’architetto Paoletti in attesa di trovare la giusta ubicazione ai Bagni. La dedica della chiesa all’Assunta non risulta fosse ufficializzata, ma avvenisse come conseguenza del patronato che la frazione dei Bagni aveva da sempre con la Madonna. Il 15 agosto, da molti anni infatti, nella zona termale si teneva una festa e un mercato per solennizzare Santa Maria Assunta.”

 Luigi de Cambray Digny (Firenze, 1778 – Firenze, 20 febbraio 1843)  architetto italiano attivo soprattutto nella zona di Firenze, fu tra gli architetti più attivi e seguiti tra gli anni dell’Occupazione francese e della Restaurazione.

Tra il 1822 e il 1827 si dedicò alla realizzazione della chiesa dell’Assunta a Montecatini Terme, demolita negli anni sessanta del Novecento.

 

Dal Dizionario Treccani   leggiamo :

 

“La chiesa di S. Maria Assunta dei Bagni di Montecatini (1824-27), che è forse l’opera sua più nota, fu sconsideratamente demolita dopo il 1950. Restano soltanto alcuni disegni (Biblioteca nazionale, Carte C. D., cass. 146, 3, 3/b) ed una documentazione fotografica presso lo studio fotografico F. Rossellini di Montecatini.

La chiesa costituisce l’ultimo sobrio anello del tessuto urbanistico e architettonico della località termale, riflette l’impronta unitaria degli interventi del maestro del Cambray, Paoletti,  riporta all’antica severità ed eleganza greca, e può essere assunta, assieme con poche altre opere, come uno dei più fortunati modelli del purismo neoclassico toscano nell’età della Restaurazione; la pianta a croce greca, preceduta da un atrio a doppio ordine di colonne su un’imponente gradinata d’accesso, e conclusa da un’esedra semicircolare definente lo spazio sacro dell’altare ma priva di cupola e di tiburio extradossati, è un esempio, semplice e coerente, dell’eleganza progettuale del Cambray Digny.”  ( Raffaele Romanelli)

 

montecatini chiesa fantozzi

CAMBRAY DIGNY, Luigi de

Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 17 (1974)

 

 

Passando poi dalla bellezza dell’arte sacra neoclassica alla bruttezza dei nuovi edifici sacri (?) edificati a cura del clero modernista,  vediamo una panoramica della nuova cattedrale di Montecatini terme :

 

montecatini fantozzi 2

nuovi canoni di architettura sacra…

montecatini fantozzi 3 montecatini fantozzi 4

 

sempre più evidente

montecatini fantozzi 5

che tutto sembra….

 

montectaini fantozzi 6

fuorché una chiesa cattolica, niente a che vedere con

il bel tempio sacro precedente “sconsideratamente distrutto”; non dovrebbe esserci bisogno di altre immagini
per avallare questa ipotesi.

Conclusione

 

Ecco a cosa ha portato la perdita del senso del sacro, sintomo evidente della perdita della fede da parte del clero modernista.

L’arte sacra è sempre più folle, incomprensibile,  frutto della barbarie modernista, del  desiderio di vendetta contro la Chiesa preconciliare, la bellezza delle sue espressioni, la fede e l’amore che trasparivano da quadri, statue, edifici religiosi. Ma questa “delenda Cartago” prima o poi si rivolgerà contro loro stessi, e di loro non rimarrà nemmeno il ricordo.

Concludendo, vien da pensare che, al confronto di questi modernisti, gli iconoclasti islamici (ed in parte anche i bizantini, che dai primi hanno ricevuto una specie di contagio, o di imposizione) abbiano molto più rispetto per il sacro, un più elevato senso di sacralità, sia pur non indirizzato verso la SS.ma Trinità, la Verità tutta intera. I modernisti invece dissacrano, profanano, sono sacrileghi; vien da pensare che oltre ad aver perduto completamente la fede (con il loro antropocentrismo, immanentismo, culto dell’uomo), nutrano un odio profondo contro la vera religione, rappresentata dalla Chiesa preconciliare, e lo sfoghino in questo modo, con queste vendette. Ci hanno rubato la vera religione, la sua liturgia, il suo magistero, la sua dottrina, per imporci al suo posto una contraffazione del protestantesimo, un ecumenismo suicida calabraghe, un’ideologia comunistoide. Una congrega di massoni, già condannati dai papi preconciliari, sostanzialmente eretici (se non addirittura atei) si  è impossessata della Chiesa di Cristo, e con il CV II ha cambiato la dottrina (con la scusa dell’aggiornamento, della pastorale); poi hanno  iniziato a far piazza pulita della liturgia cattolica, delle chiese cattoliche, dell’arte cattolica, mettendo al loro posto la cena protestante (il cd memoriale, la salvezza pro omnibus, anziché pro multis, la pace in terra agli uomini “che Dio ama”, anziché agli uomini “di buona volontà”, arrivando addirittura  ad osare di cambiare le parole del Padre Nostro), degli squallidi capannoni anonimi (che nulla hanno di sacro, oltre che di bello), dei crocifissi sacrileghi e blasfemi. Veri e propri ladri del sacro, questi modernisti, ma prima o poi dovranno restituire ciò che hanno rubato, e la Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo, Una, Santa, Cattolica ed Apostolica ritornerà, più gloriosa e splendente che mai, ad ammaestrare tutte le genti, a convertirle alla vera fede, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Se poi a questi orrendi edifici aggiungiamo la scomparsa degli inginocchiatoi, dei tabernacoli, dei crocifissi, dei confessionali, dei pulpiti, degli altari laterali dedicati alla Vergine Maria ed ai santi e, dulcis in fundo, il nuovo rito della messa, sostanzialmente protestante, abbiamo il quadro di una ribellione, di una vendetta contro la Chiesa preconciliare, la bellezza della sua liturgia, dei suoi riti, della sua arte sacra. Un clero ribelle, carico di odio e di desiderio di vendetta, ha attuato una specie di “delenda Cartago” e di “damnatio memoriae” della Chiesa Cattolica bimillenaria. Non serve altro per qualificare il clero che da oltre 60 anni occupa tutte le sedi di Santa Romana Chiesa (dalla piccola parrocchia di campagna alla cattedra di San Pietro)

Come definire quindi il clero modernista che ha commissionato tali schifezze architettoniche?  sicuramente   nemico della bellezza (distrugge il bello ed al suo posto edifica il brutto), così come  nemico della Verità (altera, manipola e falsifica la Sacra Scrittura, la Santa Messa tridentina, le stesse parole di  Nostro Signore Gesù Cristo). Cosa dobbiamo aspettarci ancora da questa gente? niente di buono, ovviamente, illusorio pensare che Papa Leone XIV voglia, o riesca, ad invertire la deriva in atto, possiamo solo sperare e pregare per il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria SS.ma, che scaccerà questi traditori dalla Chiesa del Suo Divin Figlio e nostro Salvatore Gesù Cristo.

 

Catholicus

§§§

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

***

Banner 250x115

 

 

3 commenti su “Architettura “Sacra” Blasfema e Dissacrante. Catholicus, Seconda Parte.”

  1. Pensierino della sera…ehm, scusate, del mattino :
    Spigolature bergogliane (per sorridere un po’):
    a proposito del suo motto “todos, todos, todos”, una possibile interpretazione :
    – “todos, todos, todos los hombres esta ben in mi Iglesia, todos los maldidos, nada catholico, compriende usted?” …..una conferma di tale interpretazione?
    1) appena eletto, papa Francesco se ne uscì dicendo “io non sono cattolico, la Chiesa non è cattolica, Dio non è cattolico” (sulla prima parte sono completamente d’accordo);
    2) un giorno, a pranzo a Santa Marta, vide ad un tavolo vicino un prete in talare, anziché in abiti borghesi; subito chiamò uno del suo seguito e gli disse “quello là non voglio più vederlo qui” (potenza della talare!);
    3) infine, quella volta nelle grotte vaticane, quando vide il bambino che al suo passaggio aveva giunte le manine in atto di devozione, subito glie le staccò (quando mai, roba da bambini educati col catechismo di San Pio X!); appena passato oltre, però, il piccolo le giunse di nuovo (santa innocenza!).
    Concludendo, quindi : un indizio no, due forse nemmeno, ma tre indizi fanno sicuramente una prova, come diceva Agata Christie, e nel nostro caso la prova è quella dell’assoluta non cattolicità del papa argentino. LJC Catholicus

  2. Perfettamente d’accordo con lei, caro Catholicus. Hanno stravolto persino il significato della santa Messa che è passata dalla rinnovazione del sacrificio di Cristo sulla croce a momento di giubilo intorno alla cosiddetta “mensa”. E pensare che P.Pio, che mai volle celebrare secondo i N.O, durante la sua messa soffriva tutta intera la Passione di Nostro Signore. Ho assistito proprio ieri ad una pomposa omelia dove il celebrante ha sonoramente affermato che il meraviglioso mistero del Natale è il Cristo che ha abbandonato la sua divinità per farsi carne come tutti gli uomini. Non so se si sia reso conto della gravità di quanto così entusiasticamente dichiarato, ma bisognerebbe ricordargli che un tempo, quando ancora la Chiesa era cattolica, un’ affermazione del genere si chiamava eresia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Se hai letto « Architettura “Sacra” Blasfema e Dissacrante. Catholicus, Seconda Parte. » ti può interessare:

Torna in alto