Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione la presentazione di un libro su Maria, Corredentrice. Buona lettura e diffusione.
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L’attuale stravolgimento della dottrina cattolica, con conseguente stato confusionale dei pastori, è stato profetizzato da diversi decenni, e la domanda che viene spontanea al cristiano comune è questa: chi ha fatto queste profezie? Quale credibilità hanno le persone che dicono di aver ricevuto messaggi dal Cielo? Il tema della profezia è chiaramente un argomento complesso che non può essere liquidato in poche righe, mi permetto comunque di dare qualche suggerimento in relazione ai tempi presenti. Non ci sono dubbi che esistano anche i falsi veggenti, tuttavia ci sono criteri chiave per capire la veridicità dei messaggi. Una mistica come Faustina Kowalska può fare una profezia sbagliata, ma questo non intacca la sua santità né il valore della sua testimonianza. Anche il più grande profeta porta tutto il peso dei propri limiti: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?» (Mt 11,3). Alcuni mistici che prima erano credibili, si sono poi sottomessi all’autorità ecclesiastica bergogliana per timore di ritorsioni canoniche, e attualmente i loro messaggi vengono corretti o mutilati; basti pensare a Pedro Regis, che da qualche anno fa dire alla Madonna le stesse cose due volte a settimana. La profezia vera viene spesso (ma non sempre) accompagnata da segni prodigiosi che non possono essere attribuiti al Diavolo, come è avvenuto a Lourdes, Fatima, Medjugorie e in molti altri luoghi; altre volte invece la profezia si concretizza dopo che il mistico è morto disprezzato e deriso dal vescovo, come, per esempio, è avvenuto con l’insospettabile contadino semianalfabeta Giuseppe Auricchia, che ha profetato su Jorge Mario Bergoglio con una precisione chirurgica. C’è anche il caso in cui una profezia, dopo la sua realizzazione, sia ripresa inconsapevolmente anche da un Papa. Il 13 giugno 1948 Gesù dice a Maria Valtorta: “In verità l’Avversario sta iniziando il suo lavoro di distruzione della terza parte delle stelle del cielo (cardinali e vescovi, n.d.r.). La mia Chiesa non sarà colpita che dalla Chiesa”; in un discorso del 7 dicembre 1968 Paolo VI disse: “La Chiesa attraversa, oggi, un momento di inquietudine. Taluni si esercitano nell’autocritica, si direbbe perfino nell’autodemolizione… La Chiesa viene colpita pure da chi ne fa parte”. In nessuna epoca della storia della Chiesa ci sono state tante “rivelazioni” fatte a comuni cittadini come in questi ultimi tempi. Se Dio parla, significa che vuole essere ascoltato! Questo vuol dire che il momento è molto grave e necessita di una grande attenzione; è quindi importante avere uno sguardo d’insieme sulle profezie che il Signore ci ha messo a disposizione non solo per non disprezzarle (1Ts 5,20-21), ma anche per essere pronti ad affrontare gli eventi che ci vengono annunciati.
Molti teologi hanno magnificato la Madre di Dio, tuttavia nessuno di loro è riuscito a esaltarla con le parole che la Vergine stessa ha suggerito nelle rivelazioni “private”, che in realtà hanno molto poco di privato, perché la volontà di Dio è che siano conosciute da tutti. La teologia è obbligata a muoversi dentro determinati criteri metodologici, mentre molto più libero è il raggio d’azione della mistica, che non ha per oggetto la logica umana, ma i “suggerimenti” di Dio stesso. Ho già scritto che la definizione che dà di se stessa la Vergine delle Tre Fontane: Sono colei che sono nella Trinità divina, «è la “rivelazione privata” più ricca di implicazioni teologiche della storia […] Teologicamente parlando, solo lasciandosi illuminare da questa straordinaria rivelazione potrebbe essere affrontato il dogma che alcuni vorrebbero: Maria Corredentrice». Considerando che lo stesso suggerimento divino ricevuto da Bruno Cornacchiola è stato dato 33 anni dopo a don Stefano Gobbi (Sono la donna vestita di sole. Sono nell’intimo della Trinità divina), significa che la SS. Trinità desidera che Maria debba essere conosciuta e venerata in un modo nuovo.
Altri mistici citati in questo breve lavoro hanno ricevuto comunicazioni celesti da Colei che si definisce regina onnipotente per grazia, o anche onnipotente per grazia. Queste definizioni “esagerate” possono essere accettate solo considerando la Vergine come Colei che è nella Trinità divina. Se un altro mistico ha detto che Maria è il santuario dell’eterna Trinità, vuol dire che la Corredentrice deve essere compresa partendo dal mistero della Trinità che, ovviamente, per noi umani, può essere solo sfiorato. Questi sono i desideri della Vergine comunicati a Cornacchiola: «Se ti ho detto: “Sono Colei che sono nella Trinità divina”, vuol dire che, conoscendo me, conosceranno meglio e con maggior fede la santissima Trinità». L’Immacolata non è un ostacolo, ma il mezzo privilegiato, la mediatrice per eccellenza, per arrivare a Dio. Al di là di ogni definizione teologia, Dio ci invita a riconoscere il suo disegno di amore realizzato in Maria di Nazaret, perché in questi “ultimi tempi” a lei è stata affidata una missione particolare che culminerà con il riconoscerla come Corredentrice.
Scrive Luigi Maria Grignion de Montfort: «Il cuore mi ha suggerito quanto ho scritto con particolare gioia, per mostrare che la divina Maria è stata finora sconosciuta, ed è questa una delle ragioni per le quali Gesù Cristo non è ancora conosciuto come si deve». Elisabetta Canori Mora non era una teologa, ma poteva permettersi le licenze riservate ai mistici e afferma: «Il 15 agosto 1816 fu sollevato il mio spirito a contemplare l’onore, la gloria della nostra sovrana Signora. Nel tempo che le rendevo i più umili ossequi e i più vivi ringraziamenti, tutto ad un tratto in spirito fui trasportata da molti santi angeli ad adorare l’eccelsa Regina del cielo e della terra, la quale vedevo in magnifico trono assisa, corteggiata da immenso stuolo di santi angeli e di sacre vergini, e ossequiata dai principi degli angeli e dai santi apostoli. Era tanto grande l’onore e la gloria, la magnificenza incomprensibile di questa divina imperatrice del cielo e della terra, che l’anima mia si profondava nel suo nulla».
Sappiamo che Grignion de Montfort è un santo e la Canori Mora è stata beatificata da Giovanni Paolo II, tuttavia, come si permettono di dire che Maria sia divina!? Teologicamente parlando è un termine inaccettabile; il cardinale Fernández lo definirebbe «sempre inappropriato» e «sconveniente» anche tra amici, tuttavia, a quanto pare, tra santi si può usare. Non è necessario essere santi riconosciuti dalla Chiesa per essere ispirati da Dio, e una donna carismatica come Maria Valtorta scrive: «I Santi amanti di Maria hanno intuito questo […] Perché Maria, divina Genitrice, e anche la feconda santa Matrice […] Maria è Corredentrice e Cooperatrice instancabile per il deifico trionfo finale». Una grande mistica e santa come Veronica Giuliani descrive più volte la «divinizzazione dell’anima», e il 22 febbraio 1722 la Madonna le dice: “In questa medesima notte avesti più volte quei modi per cui sentisti consumarti tutti gli spiriti vitali e fu miracolo che tu restassi in vita: per mezzo delle pene riavesti le forze: la mattina nella Comunione Iddio si fece sentire e con la sua potenza operò tanto in te che in un subito con il suo amore divinizzò l’anima tua, ma tutto per modo di partecipazione della sua divinità”. Se questi portenti divini possono realizzarsi in una creatura umana, come saranno sublimati in Colei che è nella Trinità divina e onnipotente per grazia!? Bisogna comunque stare attenti a non esagerare, Maria non è una Dea, non è la Quarta persona della SS. Trinità, ma è stata “divinizzata” dall’ONNIPOTENTE per GRAZIA.
Intervistato nel 2008 da Avvenire, al segretario della CDF card. Angelo Amato è stata posta questa domanda: “Recentemente un paio di cardinali hanno auspicato che venga proclamato un nuovo dogma mariano che proclami la Vergine «corredentrice» e «mediatrice di tutte le grazie». C’è questa possibilità?”. Risposta: “È una richiesta di antica data. Come ho già avuto modo di dire, il titolo di «corredentrice» non è né biblico né patristico né teologico ed è stato usato raramente da qualche pontefice e solo in allocuzioni minori”. Lo stesso pensiero è stato manifestato dal card. Ratzinger nel libro-intervista Dio e il mondo. Il prefetto della CDF più che opporsi al titolo di Corredentrice, ha ritenuto che non era il momento di proclamare tale dogma, ma siamo certi che i tempi cambieranno, il Cuore immacolato di Maria farà risuonare con potenza i suoi battiti nella Chiesa, e gli avvenimenti futuri convinceranno i pastori a proclamare l’ultimo dogma mariano: Corredentrice, e perciò Mediatrice e Avvocata.
Antonio Romano
Cf. Santa M. Faustina Kowalska, Diario, LEV, 2001, 610-611.
Un massone sulla Cattedra di Pietro, diagnosi psicologica di un falso pastore, Phasar, 2025, 415.
Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine Maria, 6.
Lezioni sull’epistola di Paolo ai Romani, 14°.
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4 commenti su “Corredentrice per Grazia. Aspetti di Mistica Mariana. Antonio Romano.”
L’articolo accenna alla nota (4.11.25) di Fernandez firmata da Prevost e ha saputo estrapolarne una bugia artefatta su una dichiarazione di Ratzinger che diceva ancora immaturo il momento di proclamare il dogma della Corredenzione. La mancanza di etica e l’arte dell’inganno, modus operandi dell’antico Falsario e Omicida, materializzata in una Nota maligna dalle apparenze teologiche, non tenne infatti conto dell’umanità di Cristo e della cooperazione di Maria ad ogni aspetto di tale umanità, cercando di negarla.
Ma i tempi sono cambiati e quell’opportunità è ora necessaria per controbilanciare l’estensione del Male nel mondo ben rappresentata in una Chiesa in caduta libera con questo secondo antipapa. Io stessa ho avuto modo di commentare in data 23.11.25 la falsità di Fernandez su un ottimo articolo di mons. Antall ripreso dal Blog di Paciolla (https://www.sabinopaciolla.com/mater-populi-fidelis-una-nota-dottrinale-inopportuna/).
L’importanza divina di Maria (in ordine di Grazia naturalmente) nella sua unica e speciale azione corredentrice di natura trinitaria non porta ad alcuna confusione fra creatura e divinità, ma afferma la Sua cooperazione redentiva alla azione del Divin figlio, richiesta a Maria dalle Tre Persone.
Valtorta, Quaderni 25 nov 43:
Dice Gesù: «Tutte le anime sono create dal Pensiero del Padre, che manda queste sue figlie ad animare i corpi generati sulla Terra. Ma l’anima della Purissima non è scaturita unicamente dal Pensiero del Padre.
Dal vortice di ardori che è la nostra Trinità Santa partono i TRE amori che convergono nel centro, là dove la nostra Divinità si unifica e splende. Là è il vertice dell’Amore fatto dai TRE amori insieme riuniti, e per portare un paragone umano potrei dire che là è il cuore della nostra Santa Trinità.
Da quel cuore è venuta l’anima di Maria. Come scintilla scagliata dalla Volontà d’amore Nostra, Ella si è generata dai nostri TRE amori e dai nostri TRE desideri di possederla qual figlia, qual madre, qual sposa, ed a crearla abbiamo messo ogni nostra perfezione perché Ella era destinata ad esser la pietra dell’edificio del Tempio vero, l’arca del patto nuovo, l’inizio della redenzione che come tutte le cose di Dio porta del Dio Trino il segno simbolico del tre.
Primo tempo della redenzione è la creazione – opera più specialmente del Padre – dell’anima senza macchia destinata a scendere per abitare una carne che sarebbe stata tabernacolo a Dio, e l’amore del Figlio e dello Spirito Santo vegliarono beati alla sua formazione. Secondo tempo è quando, per opera dello Spirito, Quella senza colpa, tutta bella e pura, fuse il suo ardore di Vergine innamorata di Dio all’ardore dell’Amore di Dio e per opera dello Spirito generò il Cristo alle genti. Terzo tempo, quando il Cristo compì la sua missione di Redentore morendo sulla Croce. Anche allora Maria era unita all’opera di Dio e per opera del Figlio divenne CORREDENTRICE e Vittima con Lui. Indissolubilmente legata a Dio e alla volontà di Dio, Ella, in ogni momento delle tappe del cammino della Redenzione, è presente, e senza Maria NON AVRESTE AVUTO il Redentore.
La Madre è il fiore completamente sbocciato in tutta la porpora della sua veste regale. Ma la Madre, per essere tale, dovette non solo avere inizio nel boccio inviolato della Vergine candidissima, ma sibbene nel seme non ancora nato dal quale sorse poi lo stelo, il boccio, il fiore.
Nel celebrare la data del Concepimento immacolato di Maria, frutto soave del nostro amore e portatrice del Frutto di amore infinito, consacrato alla vostra salvezza che IO SONO, abbiate presente non solo Maria testé concepita, ma la sua origine – TRE volte santa perché a crearla concorsero i nostri tre amori – e la sua speciale dignità di iniziatrice del perdono dell’Eterno all’uomo. Alba serena del giorno della Redenzione, Ella viene a voi nel suo casto fulgore di Stella mattutina e di alba paradisiaca[.]»
Come deve bruciare fra i vescovi, cardinali e antipapi scismatici il nome di Maria Corredentrice: niente di strano poiché brucia persino a Satanasso, benchè abituato alle alte temperature della Geenna.
Dal calendario 2026 di Frate Indovino : i francescani non vogliono mica apparire “indietristi”, nè? …e quindi anche loro devono dare il loro contributo alla “rivisitazione” della storia della Chiesa, per avallare, giustificare ed accreditare la vulgata neomodernista, conciliar-sinodale, della “chiesa in uscita, in cammino”, dialogante, ecumenica e lontana mille miglia da qualsiasi intento di proselitismo…e come diceva Bergoglio “il proselitismo? è una solenne sciocchezza, paralizza…vado a dire a uno di farsi cristiano, cattolico? No, No, No”
Ecco quindi il messaggio ecumenico-dialogante che i francescani, editori di “Frate indovino” hanno incluso nel loro diffusissimo calendario per l’anno 2026 :
“abbiamo quest’anno inserito degli approfondimenti che ci guideranno alla riscoperta del carisma del nostro amato Francesco…che ci aiuteranno a diventare, proprio come lui, …risvegliando nei cuori la capacità di prendersi cura della casa comune”
Quindi un San Fancesco (anzi, non mettono più nemmeno il San davanti al nome, no, solo Francesco… e cosa c’è da meravigliarsi, se anche la Madonna è stata definita “una di noi” (sic!) da don Tonino Bello?), un San Francesco, dicevo, dialogante, ecumensita, ecologista ed ambientalista, in perfetto stile modernista.
…e a proposito del viaggio del santo in Egitto, nel tentativo di convertire il Sultano ed il suo popolo, i candidi modernisti francescani così esordiscono “Francesco volle incontrare in maniera pacifica il Sultano Malik al-Kamil. L’atteggiamento umile e mite di Francesco portò al dialogo e al rispetto reciproco….il sultano rimase profondamente stupito, e lo guardava come un uomo diverso da tutti gli altri”.
San Francesco evangelizzatore? ma quando mai, mica era uno che scagliava precetti come pietre contro povera gente indifesa, per usare le parole di Papa Francesco.
LJC Catholicus
Antonio Romano, autore affidabile , profondamente preparato sui temi della mistica, mi lascia sempre profondamente colpita per la capacità di portare a conoscenza, con un attenta lettura delle rivelazioni private e sempre in linea con la vera dottrina cattolica, quello che Dio vuole ancora rivelare al suo popolo cogliendo e spiegando con un analisi sensata quelle verità rivelate, da non lasciare alcun dubbio sulla veridicità di ciò che scrive
L’ 8 dicembre 1994, festa della Immacolata Concezione la Madonna, attraverso d Gobbi, spiega ai sacerdoti Suoi figli prediletti perché Lei è Corredentrice, Mediatrice di Tutte le grazie tra Cristo e l’umanità e Madre della Chiesa.
🌹APOSTOLI DEGLI ULTIMI TEMPI.
«Ti trovi qui, mio piccolo figlio, a fare il Cenacolo con il vescovo, i sacerdoti ed i fedeli del mio
Movimento, in questo giorno in cui la Chiesa celebra la solennità della mia Immacolata Concezione.
La Santissima Trinità mi ha ricolmata di questo singolare privilegio, perché destinata ad
essere la Madre del Verbo, fatto uomo nel mio purissimo seno.
In vista della mia DIVINA MATERNITÀ, sono stata preservata dal peccato originale e da ogni ombra di peccato personale, e sono stata ripiena di grazia e di santità.
Perché Madre di Gesù sono stata intimamente associata al mistero della sua Redenzione, come CORREDENTRICE e sono diventata così vera MEDIATRICE DI GRAZIA fra voi e mio figlio Gesù.
Sotto la Croce, per volontà di mio Figlio, sono diventata Madre di tutti voi e nel Cenacolo con gli Apostoli ho partecipato come Madre alla nascita della Chiesa.
Mio compito materno è stato quello di condurre la Chiesa sul cammino della sua evangelizzazione.
Per questo sono stata sempre accanto ad ogni mio figlio che, in duemila anni, ha portato in ogni parte del mondo l’annuncio del Vangelo. Proprio oggi celebrate qui i cinquecento anni della prima evangelizzazione di tutto questo grande continente di America.
Dopo quasi duemila anni dal primo annuncio del Vangelo, l’umanità è ritornata pagana.
Io sono la Madre della seconda evangelizzazione.
Mio è il compito di formare gli Apostoli della seconda evangelizzazione.
In questi anni vi ho formato, con particolare cura ed attraverso il dono delle mie parole, per
essere gli Apostoli di questi ultimi tempi.
Apostoli degli ultimi tempi, perché dovete annunciare a tutti, fino agli estremi confini della terra, il Vangelo di Gesù in questi giorni di grande APOSTASIA.
Diffondete, nella grande tenebra che è scesa sul mondo, la Luce di Cristo e della sua divina Verità.
Apostoli degli ultimi tempi, perché dovete donare a tutti la stessa vita di Dio, per mezzo della Grazia che voi comunicate con i Sacramenti di cui siete i ministri. E così diffondete il profumo della purezza e della santità, in questo tempo di grande perversione.
Apostoli degli ultimi tempi, perché siete chiamati a portare la rugiada dell’amore misericordioso di Gesù in un mondo inaridito dalla incapacità di amare e minacciato sempre più dall’odio, dalla violenza e dalla guerra.
Apostoli degli ultimi tempi, perché dovete annunciare il vicino ritorno di Gesù nella gloria, che introdurrà l’umanità nei tempi nuovi, in cui finalmente si vedranno cieli e terra nuova.
Proclamate a tutti il suo vicino ritorno: maranathà: vieni Signore Gesù!».
◾Da notare il messaggio dato tre giorni prima, proprio nel Santuario della vergine di Guadalupe in Messico, laddove l’antipapa Bergoglio, per la terza volta non Le aveva riconosciuto il titolo di Corredentrice:
5 dicembre –
SIETE LA PUPILLA DEI MIEI OCCHI.
[…] Siete la pupilla dei miei occhi, perché siete semplici, poveri, umili e così mi amate con tutto il candore del vostro cuore di bimbi.
Hai visto, mio piccolo figlio, con quanto entusiasmo sono amata, pregata e glorificata da tutti
questi miei figli messicani.
🌟 Per questo DA QUI INCOMINCERÀ LA MIA GRANDE VITTORIA CONTRO TUTTE LE FORZE MASSONICHE E
SATANICHE, per il più grande TRIONFO di mio figlio GESÙ… »
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