Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il prof. Bernardino Montejano, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste meste riflessioni su un evento accaduto a Buenos Aires. Buona lettura e condivisione.
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ELIMINAZIONE DI UN PRESEPE
Qualche giorno fa, un caro amico e collega mi ha informato, costernato, che il Collegio dei Notai della Città di Buenos Aires aveva rimosso il suo presepe, che veniva benedetto ogni anno come ricordo natalizio e che era legato alla lunga storia di detta istituzione, continuazione della Confraternita di San Genesio, l’unico santo tra i notai, per quanto ne sappiamo, quando gli avvocati erano più di dieci, anche se la maggior parte di loro divenne santa abbandonando la professione.
E quando si lamentò, gli dissero che si trattava di un’istituzione laica e che non potevano dare fastidio a nessuno.
Dunque la mangiatoia, come la Croce, è un fastidio, e se è un fastidio è perché oggi tra noi si moltiplicano nuovi Erode e Ponzio Pilato, e compaiono gli eredi di quella plebe che, in un grottesco plebiscito, scelse Barabba per essere liberato mentre Cristo veniva crocifisso tra due ladroni.
Come scrive il nostro amico Rafael Jijena Sánchez nel libro “ Natale e Presepi nella tradizione argentina ”: “La celebrazione del Natale, fin da tempi antichissimi, si è estesa dal tempio alla famiglia per la natura abbagliante del Mistero nell’ordine soprannaturale e la sua incommensurabile ricchezza nell’ambito umano. Così, insieme all’incarnazione del Figlio di Dio, contempliamo la sublime maternità della Vergine e la silenziosa attività, autorità e protezione di San Giuseppe, in quello che è considerato per sempre il paradigma della famiglia… Il Presepe è essenzialmente un Mistero, un altare e una rappresentazione; è la presenza di Cristo, di cui noi cristiani di tutti i tempi siamo contemporanei, secondo la felice definizione di Kierkegaard” (Confraternita del Santo Presepe, Buenos Aires, 1963, p. 11).
L’esercito angelico canta: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà» (Lc 2,14). La Bibbia di Gerusalemme critica questa versione, basata sulla Vulgata, sostenendo che non traduce il significato usuale del termine greco e ne propone un’altra: «Pace agli uomini di buona volontà», cioè agli uomini che compiacciono, soddisfano e gratificano il loro Creatore. Questo ci porta alla stessa conclusione, poiché si tratta di uomini di buona volontà, coloro che rispettano i comandamenti di Dio, disposti a osservarli nonostante le loro debolezze, mancanze e mancanze, aperti a chiedere e ricevere, nel loro pellegrinaggio, l’aiuto che viene dall’alto.
La Divina Provvidenza fece sì che la Seconda Persona della Trinità nascesse nel freddo di una stalla vicino a Betlemme e, insieme al canto degli angeli che annunciavano la grande gioia, ricevette la visita e l’omaggio dei pastori vicini.
Poi compaiono i re lontani che, recatisi da Erode, gli chiedono informazioni sul luogo in cui si trova un misterioso re, meta della strada verso cui li conduce la stella.
Il potenziale assassino degli innocenti chiede loro di fornirgli dettagli precisi sul luogo al loro ritorno, ma avvertiti dall’angelo ritornano per un’altra via; Giuseppe, avvertito del pericolo in cui si trova il bambino, deve fuggire in Egitto con sua madre Maria, per salvarlo.
Disorientato, il malvagio Erode ordina il massacro di tutti i bambini sotto i due anni (Matteo 2,16), innocenti il cui martirio la liturgia della Chiesa commemora ogni 28 dicembre. L’inno dell’Ufficio delle Letture, nei suoi primi versetti, recita:
“Piace tanto al tiranno
per fare la loro legge arrogante,
che per detronizzare un Re
mille re fa.
Per aver ucciso un nemico
Betlemme, semina di sangue.
E a Betlemme, casa del grano,
Non muore un re, ne nascono cento.
E così la sua rabbia folle
Non può imporre la sua legge,
perché vuole uccidere un re
e incorona tutti coloro che tocca.”
Oggi, i discepoli di Erode sono milioni, e le vittime dell’aborto sono molto più numerose. Inoltre, ci sono le vittime dell’eutanasia promossa, che, insieme ai primi, violano il comandamento dell’Esodo : “Non ucciderai l’innocente né il giusto”.
Inoltre, un linguaggio ingannevole maschera la realtà, definendo la prima “interruzione di gravidanza” e la seconda “morte dignitosa”. In realtà, l’interruzione di gravidanza non esiste, né esiste una morte dignitosa tramite eutanasia.
Ma anche oggi ci sono molti Ponzio Pilato che si preoccupano della mangiatoia, della Croce e dell’intero insieme dei comandamenti delle Sacre Scritture.
In questi giorni di Natale preghiamo Dio per tutti, secondo il comandamento di Cristo: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi… Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli» ( Gv 13,14-15).
Come discepoli, fedeli al comandamento, preghiamo il divino Bambino per noi stessi, per i nostri lettori e amici, affinché ci preservi e ci rafforzi nella fede, rinnovi la nostra speranza e accresca la nostra carità; e anche per i successori contemporanei di Erode e Pilato, affinché il Natale li spinga a una “ metanoia ” e diventino seguaci del Dio misericordioso che ci chiama, ci convoca, ci insegna, con la sua parola e con il suo esempio, ma non ci costringe mai, perché ci vuole liberi e amici.
Buenos Aires, 26 dicembre 2025.
Bernardino Montejano
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