Architettura “Sacra” Modernista. Blasfema e Dissacrante. Catholicus.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Catholicus, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulle chiese moderne…Buona lettura e condivisione.

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Architettura sacra modernista blasfema e dissacrante

(Parte Prima)

 

costantini fantozzi

 

L’arte  sacra moderna è eretica”. Questa è la conclusione a cui arrivò il Cardinale Celso Costantini nel febbraio 1954, all’epoca  Presidente della Pontificia Commissione Centrale per l’Arte Sacra in Italia, nel saggio pubblicato nel 1955 sulla rivista “Fede ed Arte” col titolo «La nuova eresia iconografica». In quest’opera Mons. Costantini critica il vuoto spirituale dell’arte moderna ed il suo  allontanamento dalla rappresentazione religiosa tradizionale, auspicando un ritorno all’arte sacra con un significato profondo, educativo e celebrativo al tempo stesso (la pittura e l’architettura sacra in tempi di diffuso analfabetismo venivano considerate una specie di catechismo degli analfabeti).

Pur essendo ancora in epoca preconciliare, il veleno modernista era già ben diffuso e radicato tra il clero, sempre meno cattolico, che ben presto si sarebbe impossessato della guida della barca di Pietro, per dirigerla verso gli scogli ed affondarla. Qui uno stralcio del pensiero del card. Costantini:

 

La Chiesa non ha pregiudizi o prevenzioni contro qualsiasi epoca. Anzi, apre largamente le braccia ed il cuore per ricevere il frutto del talento degli artisti cattolici di tutti i tempi, tutti i popoli, e tutti i luoghi.  Essa chiede soltanto una condizione: che siano veramente cattolici e veramente artisti. Quello che la Chiesa non può accettare e approvare sono le opere che non sono cattoliche e neppure artistiche, come se fossero opere d’arte cattolica, espressioni genuine dello spirito cristiano.

Oggi siamo circondati da “opere d’arte” spacciate per cattoliche e che, invece, trasmettono uno spirito profondamente diverso da quello di Nostro Signore Gesù Cristo. Sull’architettura di certe chiese, per esempio, ci sono ingegneri e architetti che ignorano ostentatamente l’Istruzione del S. Officio, inserendo e sviluppando negli schemi architettonici delle chiese le più arbitrarie stravaganze costruttive, in modo che dette chiese possono sembrare padiglioni per fiere campionarie o capannoni per spiagge balneari o qualsiasi altro edificio meno che chiese“.

https://artcurel.blogspot.com/2019/07/la-nuova-eresia-iconografica-articolo.html

 

In tempi più recenti, molte sono le voci che si sono levate contro lo scempio degli edifici sacri operato da un clero che sembra aver perduto completamente il senso del bello e delle proporzioni architettoniche, oltre ad aver perduto la fede cattolica bimillenaria.

 

Riportiamo qui una breve panoramica di alcuni pareri significativi in proposito :

In un saggio intitolato “Chiese da matti – brutte chiese e teologia della fuffa” l’autore, Giorgio Enrico Cavallo, non le manda certo a dire le sue reprimende al clero modernista che ha commissionato tali scempi, oltre che ai grandi architetti (eufemismo d’obbligo) che li hanno realizzati.

architettura fantozzi 2

Ne ho viste tante, di chiese costruite dai matti: sono bizzarre e futuristiche, alcune fatte a forma di cubo, altre simili a piramidi; certe sono di splendente vetro, altre di assai decorativo cemento. Ce ne sono che assomigliano ad estetiche scatole da scarpe, altre che ricordano dei bunker dell’ultima guerra… perché non possono essere quello che sono sempre state: dei templi dello spirito, Casa di Dio e porte aperte sul Paradiso, luoghi di preghiera e di devozione; e soprattutto dei luoghi d’arte?…i nostri bravi (?) vescovi approvano il progetto di chiese di questo tipo…  l’aberrazione più grande non è quella dell’architetto, ma quella della diocesi che accetta progetti di ben dubbio gusto…  c’è qualcuno che dice sì, quella chiesa s’ha da fare, e non importa che sia brutta, anzi, meglio così. Chiedetelo alla Cei, Conferenza-Episcopale-Italiana, ad esempio, che commissionò a Fuksas un elegantissimo cubo di grigio cemento, che sfigurerebbe perfino nelle più squallide città dormitorio ex-sovietiche”.

https://tuttonellamore.wordpress.com/2016/09/25/brutte-chiese-e-teologia-della-fuffa/

 

 

Nel suo articolo  “Chiese sempre più brutte. E’ ora di dire basta!” Carlo Cresti (Firenze 1931-2018), architetto e ordinario di Storia dell’Architettura nell’Università di Firenze, così si esprimeva nel 2012 in merito agli orrendi edifici sacri modernisti :  “Se negli ultimi anni sono state costruite e ancora oggi si continuano a edificare tante orribili chiese che offendono le città, il paesaggio, e il sentimento religioso, la colpa è certamente da assegnare agli architetti, ma anche, in egual misura, alle autorità ecclesiastiche, le quali disinvoltamente affidano gli incarichi di progettazione e sovvenzionano le realizzazioni di simili turpitudini,  anzi, siccome gli architetti sono sempre stati mercenari (ossia servitori per mercede), disponibili ad assecondare qualsiasi capriccio del committente, viene fortemente da sospettare che le colpe maggiori, le responsabilità riguardanti le recenti chiese orribili siano da attribuire alla committenza di preti cosiddetti “progressisti”,

https://www.faredecorazione.it/?p=2393&print=pdf

 

cresti fantozzi 3

Infine ecco l’opinione di Vittorio Sgarbi, famoso critico d’arte che, seppur non credente, dimostra grande competenza anche in materia di arte sacra,  e in questa intervista, risalente al gennaio 2017, dimostra anche indubbia competenza in tema di sacra liturgia e di perdita della fede da parte del clero modernista, o progressista che dir si  voglia (se si può definire progresso l’accozzaglia di eresie e blasfemie che i modernisti sfornano a getto continuo in ogni ambito ecclesiastico, dottrinale, liturgico, pastorale):

 

“Le chiese moderne nella maggior parte dei casi sono brutte, perché è diminuito il senso del sacro…. Bisogna analizzare le cause di questa bruttezza…la bruttezza, meglio lo scadimento estetico, è causato dalla stessa idea di  Chiesa  voluta dal Concilio Vaticano II. Non sta a me giudicare se  bene o male, però l’ ideale conciliare di Chiesa, orientata all’orizzontale e non al verticale, ha trasformato la progettualità dei nuovi edifici che sono brutti, e senza troppi giri di parole causano il vomito. Credo che  nella maggior parte dei casi le chiese moderne siano brutte, perché è diminuito il senso del sacro… prenda quella di San Giovanni Rotondo, che pure porta la firma di  Renzo Piano, è orribile. Un’ altra causa  è che, rispetto al passato, gli architetti spesso sono scelti tra non credenti, tra chi non ha fede o disconosce la religione,  e questo inevitabilmente influisce sia sulla ispirazione che sull’ opera d’ arte. Ma le ribadisco che la causa prima è lo spirito del Vaticano II, dove la Chiesa cattolica ha preferito guardare all’ io invece che a Dio”.

Anche nella liturgia avviene questo?

” Certo, anzi direi che è l’ ambito più evidente assieme all’ arte. Quella antica era molto più coerente con la idea del sacro e del mistero, l’ attuale è insensata , oltre che banale. L’ orientamento del celebrante deve essere ad  Oriente, perché guarda al Sole sorgente che è Dio, il ministro guida i fedeli e media verso il divino. E’ una sorta di direttore di orchestra,  e allora avete mai visto un direttore  che guarda la platea al posto di rivolgersi ai suonatori? Anche la nuova liturgia risponde  alla idea di mettere l’ uomo al centro al posto di Dio,  e le dico di più,  con la riforma liturgica sono stati compiuti  misfatti architettonici senza precedenti. Hanno edificato al centro dei presbiteri tavolacci simili alla macelleria, rovinando l’ estetica di  tante opere di arte, hanno alterato  l’ estetica con danni irreparabili, uno scempio  “.

http://www.lafedequotidiana.it/vittorio-sgarbi-le-nuove-chiese-causano-il-vomito/

https://www.agerecontra.it/2017/01/vittorio-sgarbi-bergoglio-mi-piace-perche-e-ateo/

 

Chiudiamo qui questa prima parte dedicata all’architettura sacra postcattolica, conciliare ed oggi anche sinodale, rimandando il lettore alla seconda parte, in cui prenderemo in esame un caso emblematico, potremmo dire “di scuola”.

 

Catholicus

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