Un rapporto incoraggia l’ampliamento della censura in Europa per includere la scienza del clima e dell’energia

Mentre le narrazioni dell’UE crollano, i leader disperati stanno pianificando misure più tiranniche per impedire che tutto affondi: la censura del dibattito scientifico .

L’anno scorso, la Commissione australiana per i diritti umani (“AHRC”) ha chiesto la censura del dibattito e delle opinioni sui cambiamenti climatici che non fossero in linea con la narrazione ufficiale. L’AHRC proponeva la revoca del diritto umano fondamentale alla libertà di parola per proteggere una falsa narrazione sui cambiamenti climatici.Come sottolinea P. Gosselin di seguito, questo desiderio di usare il cambiamento climatico come pretesto per la censura non è limitato all’Australia. In un rapporto pubblicato nel giugno 2025, l’EU DisinfoLab con sede a Bruxelles e Logically con sede nel Regno Unito affermano che la censura è necessaria perché i dati e le prove scientifiche che contraddicono la loro narrazione sono dovuti alla sfiducia nelle “élite”, nello Stato profondo, negli attori statali ostili e nell’industria dei “combustibili fossili”.

 

Benvenuti nel 2026: l’Europa getta le basi per la censura della scienza sul clima!

Di P Gosselin ,

Attualmente, i leader dell’UE sono furiosi perché i funzionari statunitensi potrebbero essere così audaci da accusarli di praticare la censura. Eppure, quando si tratta di sopprimere discussioni aperte e punti di vista divergenti su questioni importanti, la situazione è in realtà peggiore di quanto si pensi. E sta per peggiorare ulteriormente.

Un recente rapporto (finanziato indirettamente dall’UE) pubblicato all’inizio di quest’anno mostra come l’UE intenda estendere la censura per includere argomenti quali la scienza del clima e dell’energia.

Nel rapporto ” Harmful Environmental Agendas and Tactics ” (“HEAT”), pubblicato da EU DisinfoLab e Logically, gli autori indagano su come la disinformazione, la cattiva informazione e la cattiva informazione (“MDM”) legate al clima vengano utilizzate strategicamente per indebolire la politica climatica in Europa, in particolare in Germania, Francia e Paesi Bassi.

[Nota: Logically, con sede nel Regno Unito, è diventato negli ultimi anni una delle principali fonti di Wikipedia per denigrare le pagine di persone, organi di stampa e organizzazioni che non seguono la narrativa dei globalisti. Per saperne di più, clicca QUI .]

Gli scettici della scienza del clima minacciano la democrazia

 

Il rapporto sostiene che la disinformazione sul clima è andata oltre la semplice negazione della scienza ed è diventata uno strumento per una più ampia polarizzazione politica e sociale.

Gli autori sostengono che la negazione totale del cambiamento climatico sta venendo sostituita da narrazioni incentrate sul “ritardo climatico”. Queste spesso riconoscono il cambiamento climatico ma attaccano la fattibilità, i costi e l’equità delle soluzioni, sostenendo ad esempio che le politiche verdi porteranno alla bancarotta delle famiglie o alla distruzione delle industrie.

I nemici

 

Il rapporto individua quattro pilastri principali che guidano questi programmi:

  1. L’ambiente della cospirazione: sfiducia nelle élite e nelle narrazioni dello “stato profondo” (ad esempio, il “Grande Reset”).
  2. Guerra culturale/Discorso partigiano: inquadrare l’azione per il clima come un progetto autoritario o elitario.
  3. Attori statali ostili (“HSA”): coinvolgimento significativo di reti collegate alla Russia (ad esempio, Portal Kombat) che utilizzano domini localizzati come Pravda DE per amplificare contenuti divisivi sul clima.
  4. Allineamento con le grandi compagnie petrolifere: narrazioni che si allineano con gli interessi dei combustibili fossili, anche se l’attribuzione diretta alle aziende è spesso oscurata.

In Germania, ad esempio, si stanno verificando attacchi alla Energiewende (svolta energetica) e alla legge sul riscaldamento degli edifici.

In Francia, esistono legami tra la politica climatica e il movimento dei “gilet gialli” o sentimenti anti-elitari.

Nel frattempo, nei Paesi Bassi la “crisi dell’azoto” è stata riformulata come “furto di terreni da parte del governo”.

I leader europei sono convinti che le loro politiche non abbiano nulla a che fare con tutti i fallimenti in corso. Ai loro occhi, la colpa è tutta dei cittadini indisciplinati e delle loro campagne di disinformazione.

Le principali raccomandazioni del rapporto

 

Gli autori chiedono un’azione decisa a livello istituzionale e di piattaforma per trattare la disinformazione sul clima come una minaccia strutturale e un pericolo per la democrazia. Tutto questo deve finire!

Le piattaforme devono agire!

La raccomandazione principale è che l’UE riconosca esplicitamente la disinformazione climatica come un rischio sistemico ai sensi del Digital Services Act (noto anche come Digital Censorship Act dai critici). Ciò costringerebbe le cosiddette Very Large Online Platforms (“VLOP”) ad adottare misure proattive e a condurre valutazioni del rischio.

Gli autori chiedono inoltre di rendere obbligatori controlli degli algoritmi e di rendere pubblica la moderazione dei contenuti, in particolare per quelli sul clima. È ora di dare una lezione agli scettici, affermano.


Revisori dei conti “indipendenti”

Inoltre, ai “ricercatori indipendenti” verrà fornito l’accesso ai dati disaggregati della piattaforma per monitorare come si diffondono queste narrazioni.

Un’altra raccomandazione è quella di etichettare e limitare la portata della disinformazione climatica “ideologica o sponsorizzata”.

“Segnalatori attendibili”

Gli autori chiedono inoltre un maggiore monitoraggio delle operazioni di stati ostili e di altri paesi allineati con la Russia che sfruttano i dibattiti sul clima per indebolire la resilienza democratica dell’UE.

Un altro passo suggerito per contrastare la “disinformazione sul clima” è l’istituzione di canali di segnalazione per le organizzazioni della società civile (i cosiddetti “segnalatori attendibili”) per segnalare alle autorità di regolamentazione comportamenti non autentici coordinati (“CIB”) e narrazioni dannose.

“Pre-smentita”

 

Inoltre, le campagne di “prebunking” mirano a educare in modo proattivo il pubblico sulle tattiche di disinformazione prima che vi sia esposto, soprattutto nelle aree rurali e operaie con basso livello di istruzione, che sono spesso prese di mira.

Buon Anno!

Immagine in evidenza tratta dalla Dichiarazione mondiale sul clima

Expose News: HOLD THE PRESS! Report claims Europe's tryin' to shut down climate & energy science! Is this censorship gone wild? #ClimateDebate #EnergyTruth

§§§

 

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

***

Banner 250x115