Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo breve articolo di Infovaticana, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.
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Leone XIV sulla Moschea Blu: “Il mio luogo di preghiera è davanti al Santissimo Sacramento”

Di INFOVATICANA | 10 dicembre 2025
Il 29 novembre, il Papa ha visitato la Moschea di Sultanahmet, universalmente nota come Moschea Blu, accompagnato da funzionari del Ministero degli Affari Religiosi turco. Seguendo la tradizione islamica, si è tolto le scarpe entrando nella moschea e ne ha visitato l’interno, guidato dal muezzin Askin Musa Tunca.
Dopo la visita, il muezzin spiegò alla stampa di aver offerto al Papa l’opportunità di pregare in silenzio nella moschea, come avevano fatto altri leader politici e religiosi. Secondo il muezzin, Leone XIV declinò rispettosamente l’invito, affermando di voler solo visitare la moschea, senza pregarvi.
Ieri, mentre lasciava Castel Gandolfo, al Papa è stato chiesto dai giornalisti perché non trascorresse un momento di preghiera all’interno della Moschea Blu, come hanno fatto altri pontefici in passato. La risposta del Papa è stata chiara e concisa: il suo “luogo preferito di preghiera” è una chiesa cattolica alla presenza del Santissimo Sacramento .
Il Papa ha anche definito “curioso” il modo in cui alcuni organi di informazione hanno riportato quel momento all’interno della moschea, insinuando che si sia trattato di un’omissione inaspettata.
Una preferenza esplicita per la preghiera eucaristica
Interrogato, Leone XIV spiegò che la preghiera del Papa, in un contesto interreligioso, può essere espressa con rispetto, ma che la sua intimità spirituale si trova di fronte a Cristo realmente presente nell’Eucaristia. Questa affermazione segna un notevole contrasto con i gesti compiuti durante i pontificati precedenti, quando si parlava di “preghiera silenziosa” nelle chiese di altre religioni.
Per Leone XIV questa non è la priorità: la centralità della preghiera, insiste, risiede nella presenza reale del Signore nel tabernacolo.
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11 commenti su “Leone XIV, la Moschea Blu: Mio Luogo di Preghiera è davanti al Santissimo Sacramento. Infovaticana.”
https://www.aldomariavalli.it/2025/12/10/altri-testi-del-pornografo-tucho-fernandez-a-quando-la-sua-rimozione/
El Tucho: prefetto della Congregazione per la dottrina della fede!!!
E’ vero: ormai solo i ciechi volontari possono non vedere …
A San Pietro non c’è più la Chiesa cattolica.
C’è la chiesa dell’Anticristo.
Non c’è più cieco di chi non vuol vedere.
Don Minutella è perseguitato dagli opportunisti che stanno coi frati e zappano l’orto pure se l’orto produce frutti marci.
Il rifiuto del Papa pregare in moschea è molto importante e va’ valutato nell’ attuale contesto socio -politico – religioso non certo favorevole al Cattolicesimo e alla Cristianità in generale. È simbolo di coraggio nonostante le sicure ” pressioni ” interne ed esterne che avrà ricevuto.
I pontefici che hanno pregato in moschea, se non erro, sono solo due, Francesco e Benedetto XVI; quest’ultimo – non dimentichiamolo – obtorto collo, per cercare di evitare le conseguenze dell’ira islamica dovuta alla fraintesa lectio magistralis di Ratisbona, di cui tanti buoni cattolici approfittarono per pugnalare alle spalle l’odiato Ratzinger.
Faceva il turista Leone quando è entrato nella moschea blu? Non credo e allora perché mai nei programmi era compresa questa visita? Una volta, ma tanto tempo fa (se tanti sono una settantina di anni), quando ancora eravamo cattolici, nei luoghi di culto di altre religioni e persino in quelli delle varie confessioni protestanti, era vietato entrare, anzi, lo si riteneva un peccato. E dunque perché esser contenti del fatto che Leone non abbia pregato? Prega solo davanti al Santissimo? Benissimo, è ciò che deve fare, come il servo inutile. Il copione è ben scritto e gli attori lo hanno così ben imparato da riuscire in una recitazione perfetta. Gli ingenui spettatori applaudono soddisfatti, ma l’ ultimo orribile oltraggio alla Madonna per i suoi “inappropriati” o “inopportuni” titoli resta tale e tanto basta per ritener grottesco qualsiasi altro gesto in moschea o fuor di moschea. Oh, che parola strana è questa… privata della sua “a” fa sopraggiungere le “mosche” e con esse il loro mefitico e ingannevole signore. Sogghigna costui, ancora una volta l’occasione giusta per una bella soddisfazione.
Ciliegina:
https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/senigallia-lega-e-fdi-contro-il-presepe-con-san-giuseppe-troppo-femminile-il-sindaco-dopo-le-polemiche-verr%C3%A0-rimosso/ar-AA1RWnU9?ocid=BingNewsSerp
“La diocesi di Chiavari, l’amore gay e la rivolta dei fedeli”.
Titolo della rubrica “Santi e caffè” di don Minutella su Radio Domina Nostra di oggi, 10 dicembre.
Così, anche mons. Devasini, come mons. Savino, manda avanti il “programma” con la pubblicazione di un documento intitolato, manco a dirlo, “Amore”, ovviamente “inclusivo” di quello omosessuale.
E “papa” Leone che fa? Anzi che farà della petizione con più di mille firme che gli è stata inviata per il ritiro del documento?
Da semplice fedele, nei suoi limiti fedele al Vangelo e alle Sacre Scritture, concordo e applaudo!
I cattolici devono ricomprendere il senso della preghiera, ben lungi dall’idolatria di immagini e di statue.
Fumo negli occhi? Sì, fumo negli occhi!!!!!
E che ne dice “papa” Leone (mentre se ne sta a Castel Gandolfo) di mons. Savino, che ha celebrato la messa per la lobby lgpt, dopo che gli omossessuali hanno varcato la Porta Santa mano nella mano all’insegna del “fuck the rules”, e poi si conferma a favore dell’unione carnale fra omossessuali?
Ah! Come ci vede bene don Minutella!!!
https://youtu.be/PZAAnfCCpXU
Caro Enrico, continui così…. Avrà un grande avvenire… chissà? Magari può aspirare alla carica di cardinale al seguito del grande prelato: , il suo venerato minus lo premierà di certo😇😂
Caro don,
mi pare che Enrico si limiti a “prendere” atto: sono quelli da lui indicati che “agiscono” e che, trovandosi sulla medesima barca di Pietro- però felicemente privi di anàthema- avranno le migliori opportunità di venir insediati nella Santapatrizzazione della Chiesa “universale”.
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