Gli Islamici in Italia Convertiti al Cattolicesimo Vivono Nascosti. Amici di Lazzaro, Cristiani Perseguitati.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Amici di
Lazzaro, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.

§§§

 

Gli islamici convertiti al cattolicesimo vivono nascosti

bones-63949_1280
Image by orlando palmeira from Pixabay

La situazione dei convertiti dall’islam al cristianesimo non è semplice.
Arrivare al battesimo comporta pressioni familiari e della comunità anche quando si vive in occidente.
Anche quando si vive in Italia. Leggermente piu’ semplice se non si hanno parenti nella stessa città e non si frequentano persone della stessa nazione di origine.
I problemi ci sono anche al paese di origine. Puo’ essere rischioso rendere pubblica la propria conversione perchè poi tornare anche solo in vacanza o in visita ai parenti puo’ diventare molto pericoloso per le ritorsioni di singoli o le pressioni di istituzioni governative.
In alcuni paesi l’apostasia (abbandonare l’islam) è perfino un reato e impedisce la normale vita da cittadini.
Se non si ha doppia cittadinanza si rischia che tornati al paese di origine vengano creati appositamente dei problemi burocratici per impedire il ritorno in Italia/occidente e poi lasciare che sia qualche elemento piu’ violento a chiudere la questione.

Un appello di un po’ di tempo fa venne da Nura, una maghrebina che chiedeva una maggiore attenzione della Chiesa cattolica e del governo italiano per far rispettare il diritto alla libertà religiosa dei musulmani convertiti:

“Noi musulmani convertiti al cristianesimo in Italia siamo in tanti. Tra noi lo sappiamo. Ma non ce lo diciamo. Tranne quando c’è un rapporto intimo. Ciò avviene più facilmente tra le donne sposate con gli italiani. Quando ci sono i figli delle coppie miste che hanno dei nomi cristiani, è facile intuire la conversione. Ci sono delle mamme formalmente musulmane che festeggiano il battesimo, la comunione e la cresima dei loro figli! Ma in pubblico diciamo che siamo atei. Questa è la strategia adottata all’unanimità: farsi passare per atei. Dobbiamo aprire le catacombe! Quando ci sarà la libertà di culto anche per noi, vedrete quanti ne usciranno fuori! Oggi non sussiste il diritto alla reciprocità. Perché il cristiano che diventa musulmano può manifestare tranquillamente la propria fede, addirittura si fa della pubblicità senza rischiare nulla, mentre il musulmano che diventa cristiano vive nella paura? Il cristiano che diventa musulmano è fiero. E’ come se si sentisse ben protetto alle spalle. Noi invece ci nascondiamo.
Abbiamo paura. Io ho il terrore di entrare in chiesa. Scelgo una chiesa lontana dal quartiere dove abito. Sto molto attenta a non farmi vedere. Ma non rinuncio a andare in chiesa. Ci credo veramente. La prima volta che ho sentito una messa in arabo mi sono messa a piangere.
La Chiesa non ci dà un angolo per noi. Un angolo per i musulmani convertiti. La Chiesa dovrebbe chiedere ai governi musulmani di sottoscrivere il diritto di reciprocità anche sul piano della libertà di culto. Oggi siamo costretti a vivere nella schizofrenia. In caso di difficoltà sono costretta a dire che non sono cristiana. Se lo dichiarassi non potrei più tornare nel mio paese d’origine. Anche se ho acquisito la cittadinanza italiana, nel mio paese sono sottoposta alle leggi locali.
La Chiesa ci considera una sorta di tabù. Loro hanno i registri. Sanno bene quanti Abdallah e Khadija si sono convertiti in Pietro e Maria. Loro lo sanno. Perché non lo dicono? E’ giusto tutelare le persone. Ma potrebbero almeno dire che il fenomeno esiste, che riguarda molte, molte persone. Perché stanno zitti? Io denuncio il silenzio della Chiesa. Noi ci sentiamo abbandonati. Dopo la conversione non abbiamo nessuno che ci sostenga. Chiediamo aiuto alla Chiesa e all’Italia: proteggeteci! Difendeteci!”

Cosa è cambiato in questi anni?
Nulla.
I numeri crescono.
I cattolici occidentali diventano tiepidi, ma le conversioni non diminuiscono, lo Spirito soffia come e quando vuole e suscita nuovi cristiani.

Io credo che il futuro del cattolicesimo passerà proprio per milioni di conversioni dall’islam e dall’ateismo. E saranno un argine all’integralismo e al laicismo materalista.

Preghiamo e aiutiamo questi nuovi fratelli e sorelle.

Paolo B.

§§§

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

***

Banner 250x115

2 commenti su “Gli Islamici in Italia Convertiti al Cattolicesimo Vivono Nascosti. Amici di Lazzaro, Cristiani Perseguitati.”

  1. Simone Torreggiani

    Vorrei esprimere la mia piena solidarietà con tutti coloro che, partendo dalla via dell’Islam, sono approdati alla via di Cristo.
    Può questa conversione definirsi apostasia, ossia allontanamento dalla propria fede originaria, da un punto di vista dell’Islam?
    A uno sguardo molto superficiale sì, ma solo limitatamente al culto, a certi aspetti specifici della morale, alla liceità o meno di certe particolari norme di comportamento e alla propria partecipazione comunitaria alla vita religiosa.
    Tuttavia sia i cristiani che i musulmani riconoscono e rendono culto a un unico vero Dio: Clemente, Misericordioso e Creatore di ogni cosa. Viene quindi meno il fondamento della propria fede e della propria devozione a Dio/Allah, nel passaggio da una religione all’altra?
    Decisamente no. Anzi: il fatto di aver trovato una via a sé più congeniale non può che facilitare la crescita spirituale del fedele. Dunque la fede in Dio del convertito è di fatto accresciuta e niente affatto perduta.
    L’unica apostasia che dovrebbe suscitare riprovazione è quella che porta al rinnegamento di Dio e della sua Legge a favore di falsi dei: ricchezza, prestigio, fama, piaceri della carne ecc.
    Se l’Islam fosse contrario al Cristianesimo o al Giudaismo ciò sarebbe scritto a chiare lettere nel Corano. Mentre invece è scritto a chiare lettere l’esatto contrario! Gesù è un grande Profeta per i musulmani e il Corano lo manifesta inequivocabilmente, più e più volte. Come potrebbe allora un musulmano condannare chiunque segua la via indicata da un Profeta riconosciuto e riverito dall’Islam?
    È assurdo!
    La ‘conversione atea’ (vera apostasia) sarebbe comunemente accettata dai musulmani, mentre quella al Cristianesimo sarebbe apertamente osteggiata?
    Chi ha stabilito queste prassi l’ha fatto in palese violazione dell’autorità della Parola di Allah così come trasmessa dal Profeta Maometto. L’ostilità nei confronti di chi si converte a una ‘religione del Libro’ approvata dal Corano è quindi frutto di convenienze e calcoli politici puramente umani — in palese contrasto con la Legge Divina.
    Condivido quindi l’esortazione dell’autore dell’articolo a risolvere quanto prima questa controversia — tramite il superamento di questa incomprensione mediante un aperto e sincero dialogo interreligioso.
    Più in generale le cosiddette ‘leggi anticonversione’ sono una violazione della sacrosanta libertà individuale di render culto a Dio nella maniera a ciascuno più congeniale, libertà che tutte le vere religioni dovrebbero riconoscere a ogni singola persona, senza temere la ‘competizione’ con le altre vere religioni. Nella consapevolezza che nessuna vera religione istiga all’odio per il prossimo, ma prepara piuttosto alla realizzazione di una fratellanza universale fondata sul rispetto della Divina Legge — nello Spirito, più che nella lettera. Chi ama Dio il prossimo trova facilmente il modo per riconciliare (più che abolire) le diversità — senza mai rinnegare, omologare o annacquare la propria Fede.

  2. Il giorno del Giudizio questi ex musulmani convertiti da Cristo si alzeranno a giudicare la nostra Gerarchia quasi tutta apostata.

I commenti sono chiusi.

Se hai letto « Gli Islamici in Italia Convertiti al Cattolicesimo Vivono Nascosti. Amici di Lazzaro, Cristiani Perseguitati. » ti può interessare:

Torna in alto