Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, il nostro Matto offre alla vostra attenzione queste riflessioni, che di sicuro apriranno una discussione interessante. Buona lettura e condivisione.
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DAVVERO «SIAMO PAROLA FATTA CARNE»?
Nello scorso 14 novembre gli Alleati dell’Eucarestia proposero un interessante componimento a firma di Rosa Messina circa il quale mi permetto alcune osservazioni.
Ho notato che col riferimento al nervo vago l’Autrice rimanda (consapevolmente o meno) alla medicina tradizionale cinese, per la quale il corpo è un sistema integrato di Energia (Qi) e meridiani (jing), questi ultimi (i principali sono 12) essendo i canali attraverso cui scorre tale Energia e colleganti gli organi, le funzioni corporee e psichiche, ad ogni meridiano essendo assegnato un circuito funzionale. Come tutti i nervi, anche il vago, che passa attraverso il diaframma, coinvolto nell’inspirazione (Yin-ricettività) ed espirazione (Yang-espansione), è reso attivo dall’Energia per la quale trasmette segnali elettrici atti al funzionamento dei sistemi respiratorio, digerente, immunitario e umorale.
Ora, se come scrive l’Autrice, «c’è un disegno segreto che attraversa le nostre ossa e una sapienza nascosta nel corpo che abitiamo», e la Parola è «scritta nelle fibre della carne, nei ritmi del sangue, nei silenzi del cuore», nulla osta al poter dedurre che il Qi, l’Energia, sia … la Parola. Come scrive ancora l’Autrice: «È la Sua vita [di Gesù] che vibra nella nostra». Perciò il Qi è la Parola che vivifica la vita umana – e non solo umana – ad ogni latitudine e longitudine: se la Parola è una, come il Qi è uno, se ne deve ammettere l’universalità, posto che anche l’Universo è uno, e perciò nulla può esservi fuori dell’uno.
Qui un’osservazione riguardo alla respirazione (cui sono subordinati il pensiero e la ragione): secondo la medicina cinese, respirare correttamente è essenziale per mantenere il flusso armonioso del Qi, della Parola che è Luce fluente e quindi impossibile da impietrire nei sillogismi che, per quanto meticolosi, possono soltanto balbettarne. Pertanto, rivolgere la Coscienza al respiro – ai fini del mistico raccoglimento – corrisponde al sintonizzarsi della medesima sulla lunghezza d’onda catartica della Luce Divina.
Ancora, una frase dell’Autrice mi ha particolarmente colpito: «Siamo Parola fatta carne», affermazione che mette sullo stesso piano la nascita di noi esseri umani e quella del Verbo. Di fatto, la nostra incarnazione si compie e si ripete in un corpo corruttibile come quello dei nostri genitori e antenati, mentre quella del Verbo è avvenuta una sola volta per parto della Vergine Immacolata che ha conferito un Corpo Immacolato al Verbo. Perciò entrambi, Madre e Figlio, sono esenti da corruzione.
E mentre il nostro corpo muore per malattia o incidente o vecchiaia e indipendentemente dalla nostra volontà, il Corpo del Verbo muore per uccisione sacrificale e per Sua volontà. Pertanto, mi sembra che affermare «siamo Parola fatta carne» sia alquanto ardito.
Anche ciò che segue: «(siamo) frammento del divino che respira nel tempo» risulta azzardato. Il termine “frammento” pone il tema del Tutto e della parte, essendo quest’ultima appunto un frammento del Tutto, quindi avendo la natura del Tutto. Il frammento d’oro ha la stessa natura della pepita da cui proviene. Di conseguenza, in quanto frammenti del divino siamo di natura divina anche noi, annullandosi così, panteisticamente, la distinzione fra Creatore e Creatura, fra Divinità e Umanità: distinzione senza separazione, occorre precisare, dacché Divinità e Umanità non costituiscono un dualismo irriducibile bensì una dualità complementare: tanto Dio senza l’Uomo quanto l’Uomo senza Dio non sono che astrazioni. Né Dio senza l’Uomo né l’Uomo senza Dio possono darsi.
Infine, là dove l’Autrice afferma che «il cuore pulsa come una preghiera elettrica», sembrano far capolino la bioelettricità e la meccanica quantistica che, com’è noto, descrive il comportamento della materia e della radiazione a livello subatomico e spiega come le particelle fondamentali, come elettroni e fotoni, interagiscono tra loro e con l’Energia, cioè con il Qi, cioè con la Parola.
Stante quanto sopra, si comprende come si possa riconoscere una visione dell’umanità e dell’universo più ampia di quella strettamente dogmatico-religiosa (ampiezza che non significa negazione).
Daniele Penzo in fisicaquantistica.it/scienza-di-confine:
«TUTTO è fatto di atomi, e la composizione dell’atomo è già sufficiente a dimostrare lo Spirito. L’atomo, infatti, è composto per il 99,9999999999999% di energia, e per il restante 0,0000000000001% di micro-particelle attraversate anch’esse da onde di frequenza; dov’è dunque la materia? Di per sé non esiste, ma è soltanto il riflesso dell’informazione che all’interno dell’atomo elettromagnetico ne rapppresenta la matrice squisitamente Spirituale, o energia che dir si voglia».
Concludendo, questa osservazione scientifica non è forse di stimolo ad una riflessione circa la Resurrezione quale sprigionamento atomico del Qi che, in quanto Luce, trasmuta il corpo fisico in Corpo di Gloria? Ed il corpo fisico incorrotto di alcuni Santi (non solo Cristiani) non sarà un indizio della Parola, cioè del Qi, che compie la sua Opera d’Arte?
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15 commenti su “Davvero Siamo Parola Fatta Carne? Il Matto.”
Cioè ,Ma per favore…
Un concetto espresso con chiarezza estrema! 😂
Richiesta di informazioni: il Nuovo Arengario ha cessato le pubblicazioni? Grazie.
Sto cecrcando di mettermi in contatto con Paolo Deotto, da tempo, senza fortuna.
Egregio Mario,
tu sei un Sano di Mente e io sono un Matto.
Tu vai per la tua strada, io per la mia
Statti bene 😈
è fulminata
” E mentre il nostro corpo muore per malattia o incidente o vecchiaia e indipendentemente dalla nostra volontà”
Bella scoperta! Epperò : Allora il Signore disse: “Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”. (Gen 6,3).
Meditate, gente, meditate!
Anche ciò che dice Gen 6,3 non sembra una bella scoperta! 😁
Ciao.
Considerazioni:
Anzitutto va riconosciuto a Nippo il merito di aver colto un problema reale: l’uso di un linguaggio spirituale suggestivo ma teologicamente ambiguo. Espressioni quali «siamo Parola fatta carne» o «frammenti del divino», se non attentamente circoscritte, rischiano di oscurare verità centrali della fede cristiana e di favorire letture immanentiste o panteistiche. Il richiamo alla necessità di vigilanza terminologica è dunque legittimo e condivisibile.
Parimenti corretta è l’insistenza sull’unicità dell’Incarnazione. La Chiesa confessa che solo Gesù Cristo è il Verbo fatto carne in senso proprio e ontologico; l’uomo non è un’ulteriore incarnazione del Logos, ma una creatura redenta, chiamata a partecipare alla vita divina per grazia. Su questo punto la posizione di Nippo è sostanzialmente conforme alla dottrina cattolica.
Merita inoltre apprezzamento la sua critica all’idea dell’uomo come «frammento del divino». La fede cattolica rifiuta ogni concezione per cui la creazione sia parte o emanazione della sostanza divina. Il rapporto tra Dio e l’uomo è quello della partecipazione, non dell’identità. In questo senso, il rischio panteistico viene giustamente segnalato.
Accanto a questi elementi positivi, ritengo tuttavia necessari alcuni rilievi critici. In particolare, l’uso delle categorie di energia, Qi, bioelettricità e meccanica quantistica come strumenti interpretativi del rapporto tra Dio, uomo e cosmo appare teologicamente fragile. Anche laddove tali riferimenti siano intesi in senso analogico, il rischio di una indebita riduzione del Logos a principio energetico impersonale rimane elevato. Dal punto di vista cattolico, il Logos è Persona divina increata, non una forza cosmica, per quanto “sottile” o universale.
Ancora più problematica è l’ipotesi di una lettura fisico-energetica della Risurrezione, descritta come possibile sprigionamento atomico o trasmutazione del Qi. La Risurrezione, secondo la fede della Chiesa, è un atto sovrannaturale e libero di Dio, non un processo naturale latente nella materia. Ogni tentativo di spiegarla con categorie scientifiche, per quanto affascinanti, esce dall’ambito della teologia cattolica.
Infine, richiede chiarimento l’affermazione secondo cui «né Dio senza l’uomo né l’uomo senza Dio possono darsi». Se tale formula può avere un senso esistenziale o relazionale, sul piano ontologico essa rischia di suggerire una dipendenza reciproca che la dottrina cattolica non ammette. Dio è perfetto e compiuto in se stesso; l’uomo, invece, dipende radicalmente da Lui.
In conclusione, la risposta di Nippo offre spunti utili e mette opportunamente in guardia da derive dottrinali oggi diffuse. Tuttavia, alcune sue aperture speculative finiscono per introdurre nuove ambiguità laddove sarebbe necessaria maggiore nettezza. Il dialogo tra fede, simbolismo e scienza è possibile e fecondo solo se resta saldo il nucleo della fede cristiana: Gesù Cristo non è il simbolo di un principio cosmico, ma il Figlio eterno di Dio fatto carne, morto e risorto per la nostra salvezza.
All’inizio era il Verbo…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Il “Verbo” è una, ahimè !, ingannevole traduzione del latino Verbum che in italiano si traduce con Parola. La Parola Creatrice prima che informatrice. Infatti… Dio disse : sia fatta la luce e la luce fu e Dio vide che era una cosa bella. E anche la Sapienza .
Prima di ogni cosa fu creata la sapienza
e la saggia prudenza è da sempre.
Il Signore ha creato la sapienza;
l’ha vista e l’ha misurata,
l’ha diffusa su tutte le sue opere,
su ogni mortale, secondo la sua generosità,
la elargì a quanti lo amano.
(Siracide 1 , 4 . 7-8 )
?
Caro Matto,
la “preghiera elettrica” mi ricorda: A) “Il cavaliere elettrico” (film);
B) La sedia elettrica;
C)Le bollette;
D) I fulmini di Giove che impaurivano Tiberio, Caligola e Teodorico.
Nel complesso, immagini sgradevoli, poco adatte a celebrare la preghiera umana ( che non è un paio di stivali di gomma- ad hoc- per non fare da palo dell’elettricità e che viene impiegata- ad hoc- come amuleto per alterare la volontà di un dio ). Tra l’altro…”Come fai a pregare un dio se tu non sei un dio?” Quale grande presunzione!
ma che stai in tilt adrianmatto? fulminato o corto circuito?
A) AdrianMatto non è un ermafrodito, né il Rebis bensì due persone separate unite solamente dalla tua pigrizia calami.
B) La “preghiera elettrica” è una invenzione di una terza persona che se ne è servita per esibire la propria “qualità” di fede all’ammirazione dei “crociati” gioiosamente fulminati dall’inedito simbolo. Prima di fare interventi così “sciocchini”, pregherei questo lettore di dare un decisivo taglio al suo analfabetismo funzionale, cioè al medesimo handicap che causa le brutte figure sia alla sua persona, sia ai contenuti del dialogo di cui sopra.
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