Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Agostino Nobile, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su uno dei documenti più noti del Concilio Vaticano II. Buona lettura e condivisione.
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Nostra Aetate e il tracollo del cattolicesimo.
Dalla dichiarazione conciliare Nostra Aetate sul dialogo interreligioso, promulgata il 28 ottobre 1965, emerge una prospettiva secondo cui Gesù Cristo non risulterebbe essenziale per la salvezza. A parte qualche paragrafo redatto per accontentare il popolo cattolico, Nostra Aetate sembra essere un copia-incolla del programma massonico che, da tre secoli, mira alla “corruzione del cattolicesimo”.
L’ultima picconata risale a questi giorni: il Dicastero per la Dottrina della Fede ha affermato che il termine “Corredentrice”, applicato alla Vergine Maria, sia “inappropriato” e “sconveniente”. Ora, se secondo Nostra Aetate Buddha, Maometto e altri fondatori di religioni non sono considerati inappropriati e sconvenienti, come potrebbe esserlo la Madre di Dio?
Dopo Nostra Aetate si è aperta una breccia che sta smantellando la dottrina cattolica, utilizzando il metodo creato da Joseph Overton, noto come la “finestra di Overton”: a piccoli passi, mese dopo mese, anno dopo anno. Basti ricordare i ripetuti mea culpa di Giovanni Paolo II e l’incontro interreligioso di Assisi del 27 ottobre 1986; la frase di Bergoglio “Dio non è cattolico” e la statua della pachamama benedetta in Vaticano https://www.youtube.com/watch?v=p_dU9ha6Xb8, la dea andina della fertilità, dell’abbondanza e della terra, venerata da popoli pagani come gli Inca, che praticavano il Capacocha, il sacrificio dei bambini.
Domanda: la gerarchia vaticana, dove vuole arrivare? Risponde il Cardinale Zuppi, e fa venire i brividi. Nella prolusione dell’Assemblea dei vescovi italiani apertasi ad Assisi il 17 novembre scorso, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana sostiene che con la secolarizzazione «tramonta un ordine di potere e cultura, non la forza viva del Vangelo (?) Il credente di oggi non è più il custode di un mondo cristiano, ma il pellegrino di una speranza che continua a farsi strada nei cuori (?). La fine della cristianità non è una sconfitta, ma un kairos: l’occasione di tornare all’essenziale, alla libertà degli inizi (?), a quel sì pronunciato per amore, senza paura e senza garanzie». È questo che papa Leone-Francesco II vuole?
Proseguiamo. Non voglio sottrarre lavoro ai teologi – ce ne sono già troppi – ma permettetemi una breve parentesi basata sulla logica. Dopo la Shoah, rabbini e studiosi ebrei hanno puntato il dito contro alcuni passi contenuti nella dottrina cattolica, come se la persecuzione nazista fosse da imputare alla dottrina cattolica. Ed è stato proprio questo il motivo principale per cui i papi Giovanni XXIII e Paolo VI hanno voluto Nostra Aetate.
Eppure, nell’Antico Testamento, Dio non li tratta meglio. Nell’Esodo (32,7-8) si legge: «Il popolo, vedendo che Mosè tardava a scendere dal monte, fece ressa intorno ad Aronne e gli disse: “Fa’ per noi un dio che cammini alla nostra testa, perché a Mosè, quell’uomo che ci ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto”. Aronne rispose loro: “Togliete i pendenti d’oro che hanno agli orecchi le vostre mogli, i vostri figli e le vostre figlie e portateli a me”. Tutto il popolo tolse i pendenti che ciascuno aveva agli orecchi e li portò ad Aronne. Egli li ricevette dalle loro mani, li fece fondere in una forma e ne modellò un vitello di metallo fuso. Allora dissero: “Ecco il tuo Dio, o Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto!”. Allora il Signore disse a Mosè: “Va’, scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: “Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto. Ciò vedendo, Aronne costruì un altare davanti al vitello e proclamò: “Domani sarà festa in onore del Signore”. Il giorno dopo si alzarono presto, offrirono olocausti e presentarono sacrifici di comunione. Il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per darsi al divertimento».
Non fu l’unica volta che il popolo ebraico si dedicò al paganesimo e fu minacciato. In Esodo (33,5) si legge: «Il Signore disse a Mosè: “Riferisci agli Israeliti: “Voi siete un popolo di dura cervice; se per un momento io venissi in mezzo a te, io ti sterminerei. Ora togliti i tuoi ornamenti, così saprò che cosa dovrò farti”». In confronto, i passi della dottrina cattolica sotto accusa erano acqua fresca.
Gli storici interessati, ci hanno raccontato che la Chiesa, vietando ai cristiani i prestiti a usura, abbia spinto gli ebrei a specializzarsi in questo settore. Ma l’adorazione del vitello d’oro descritta nell’Esodo suggerisce altro. Anche nei Vangeli troviamo Cristo che scaccia i mercanti dal tempio di Gerusalemme: “Vennero a Gerusalemme e Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare coloro che vendevano e compravano nel tempio; rovesciò le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi; e non permetteva a nessuno di portare oggetti attraverso il tempio. E insegnava, dicendo loro: ‘Non è scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti”? Ma voi ne avete fatto un covo di ladri’” (Mc 11,15-19).
Per quanto ricordano gli studiosi ebrei, le persecuzioni naziste non sono un’eccezione. Dopo la schiavitù in Egitto, almeno dal 740 a.C., durante la cattività assira, passando per quella babilonese, gli ebrei sono stati perseguitati molte volte, fino alla caduta del Tempio e alla grande diaspora del 135 d.C.
Hitler non risulta essere un fervente cristiano che odiava gli ebrei perché “deicidi”. Le ragioni del suo antiebraismo nascono principalmente dal potere economico e finanziario che loro avevano raggiunto, mentre lo Stato tedesco, dopo l’umiliante trattato di Versailles, era in bancarotta. Ovviamente, questi fatti non minimizzano in alcun modo i crimini e le mostruosità perpetrati contro gli ebrei. Premetto, inoltre, che stiamo parlando di lobby interessate e non del popolo ebraico, anche perchè la maggioranza ignora le macchinazioni di queste lobby.
La storica Sarah Ann Gordon, nel suo Hitler, Germans, and the Jewish Question (1984), scrive: “Gli ebrei non sono mai stati una grande percentuale della popolazione totale tedesca; in nessun momento hanno superato l’1% della popolazione tra il 1871 e il 1933. […] Berlino, nel 1923, aveva 150 banche private ebraiche contro solo 11 banche private non ebraiche. […] Possedevano il 41% delle imprese siderurgiche e il 57% delle altre imprese metallurgiche”.
Edgar Ansel Mowrer (1892-1977), giornalista americano e premio Pulitzer nel 1933, scrive: “Nell’importantissima amministrazione della Prussia, un numero indicibile di posizioni strategiche passò nelle mani degli ebrei. Una conversazione telefonica tra tre ebrei in uffici ministeriali avrebbe potuto comportare la sospensione di qualsiasi periodico o giornale nello Stato. Gli ebrei vennero in Germania per svolgere nella politica e nell’amministrazione lo stesso ruolo considerevole che avevano precedentemente guadagnato con la competizione aperta negli affari, nel commercio, nel settore bancario, nella stampa, nelle arti, nelle scienze e nella vita intellettuale e culturale del paese. E così si rafforzò l’impressione che la Germania, un paese con una propria missione, fosse caduta nelle mani degli stranieri”.
La filosofa Hannah Arendt, scrive: “In Germania e in Austria, gli ebrei giunsero a controllare in pochi decenni gran parte delle attività culturali, come la stampa quotidiana, l’editoria e i teatri. […] Lo star-system, per quanto perfezionato più tardi dal cinema, si configurava già chiaramente a Vienna. Ciò che stava prendendo forma non era una rinascita della classicità, ma Hollywood. […] Zweig afferma giustamente che ‘nove decimi di ciò che il mondo acclamava come cultura viennese nel diciannovesimo secolo erano ispirati, alimentati e persino creati dagli ebrei di Vienna’”. Come sappiamo, da decenni la stessa cosa accade negli Stati Uniti, e non solo. (Da leggere: Hitler e Fichte di Matteo Simonetti e il già consigliato L’industria dell’Olocausto di Norman Finkelstein)
Responsabilizzare, dunque, il cristianesimo per la politica razzista di Hitler sembra, oggettivamente, fuori luogo. È evidente che, quando la storia, la scuola, l’informazione e l’intrattenimento sono in mano a lobby anticristiane, la manipolazione è assicurata.
C’è un altro particolare da rilevare: l’elaborazione di Nostra Aetate fu redatta principalmente dal cardinale gesuita tedesco Augustin Bea, il cui lavoro fu profondamente influenzato dalle riflessioni del rabbino Abraham Joshua Heschel e dello storico ebreo francese Jules Isaac, che si impegnarono per una revisione dell’insegnamento cristiano sugli ebrei. Inizialmente il documento doveva riguardare solo il rapporto con l’ebraismo, ma in seguito, probabilmente per non sembrare troppo servile, furono incluse le altre religioni. Domanda: se i padri costituenti italiani avessero chiesto ai tedeschi e ai francesi di revisionare la Costituzione, come sarebbe finita?
Tra l’altro, non risulta che i due papi conciliari e il cardinale Bea abbiano mai richiesto una revisione del Talmud babilonese, considerato il testo più importante della tradizione ebraica dopo la Bibbia (per molti rabbini, addirittura, più importante dell’AT). Redatto tra il III e il V secolo d.C., il testo contiene riferimenti a Gesù Cristo, alla Vergine Maria e ai cristiani in termini, per così dire, poco rispettosi. I motivi storici di attrito tra ebrei e cattolici non nascono dall’accusa di deicidio, bensì dai commenti talmudici altamente offensivi e da situazioni analoghe a quella descritta sopra, riguardo alla Germania. Ricordiamo che, dopo la cacciata degli ebrei da alcuni paesi europei, lo Stato Pontificio li accolse. Durante le persecuzioni nazi-fasciste, l’unico a proteggere gli ebrei fu papa Eugenio Pacelli. Tanto che il rabbino capo di Roma, Anton Zoller, si convertì al cattolicesimo prendendo il nome di Eugenio Pio Zolli, in onore di papa Pio XII.
Nel Deuteronomio (14,2) si legge: “Tu sei infatti un popolo consacrato al Signore tuo Dio e il Signore ti ha scelto, perché tu fossi il suo popolo privilegiato, fra tutti i popoli che sono sulla terra”. Gran parte degli ebrei si considera ancora oggi il popolo eletto. Tuttavia, è difficile credere che, dopo la crocifissione del Figlio, Dio li consideri ancora il popolo eletto. Certamente non li odia, ma nemmeno dovrebbe reputarli come “il suo popolo privilegiato”. La ragione suggerisce che Dio giudichi la persona, non la comunità. Definire un popolo come “eletto” equivale a dire, per esempio, che tutti i siciliani sono mafiosi. Inoltre, considerarsi il popolo eletto trasuda arroganza, elitarismo, pregiudizio razziale e una presunta superiorità morale.
Agostino Nobile
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9 commenti su “Nostra Aetate e il Tracollo del Cattolicesimo. Agostino Nobile.”
Mescolare la saggezza rivelatrice di Nostra Aetate con le esternazioni deliranti di Fernadez, equiparare l’idolatria di Bergoglio con i sacrosanti mea culpa di Papa Giovanni Paolo II, poi aggiungerci l’apostasia di Zuppi e un pizzico di miope analisi storica dell’Olocausto, attribuendo a generici ‘ebrei’ il controllo dell’alta finanza e della grande industria — quando in realtà solo una parte infinitesimale di banchieri sedicenti ebrei di origine (ma certamente non di fede…) le controlla… alta finanza e grande industria che in realtà finanziarono l’ascesa di Hitler e poi collaborarono allo sterminio della stragrande maggioranza degli *altri* ebrei d’Europa, sostenendo finanziariamente (al contempo… come da copione ‘divide et impera’) la causa sionista…
Ecco, tutto questo rimescolio di sacro e profano, saggezza e deliri, condito da analisi storiche faziose e superficiali, contribuisce a creare una confusione totale a sostegno di falsi paradigmi divisivi, reazionari e (in ultima istanza) anticattolici e anticristiani, sull’onda dell’insostenibile sedevacantismo di Mons. Viganò.
Così, in nome della tradizione, ci si abbandona a sproloqui che non fanno che aggravare le incomprensioni e le divisioni: quelle interne tra cristiani e quelle tra cristiani e tra le altre religioni.
Tutto questo approfittando del ‘golpe morbido’ che, dal 2013 ad oggi, ha di fatto (ma non di diritto) consentito a una gerarchia infedele e scismatica di occupare i vertici del Vaticano:
https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome
Chi rifiuta la fatica di separare il grano dalla zizzania farebbe meglio a tacere…
Ben tornato e ben ripreso,Marco.
Analisi lucidissima e scomoda di Nobile.
Ps: Interessanti,segnalo,le conferenze del teologo Don Francesco Ricossa,presenti sul tubo,dell’ Istituto Bona Mater Consilii. Sarebbe interessante una intervista al summenzionato prelato.
Bentornato caro Dott. Tosatti!!! Spero sia andato tutto bene!
Grazie, speriamo di sì, ci lavoriamo…
Rincuora vedere Stilum Curiae di nuovo in attività, dopo quasi un mese di pausa…
Buona riabilitazione!
Ben tornato Dott. Tosatti spero tanto stia molto meglio e che il decorso sia brillante. Il blog fermo faceva una certa tristezza. Comunque si riprende e questo conta. Il buon Nobile ha prodotto un’ altro preciso e pregevole articolo che mette in luce aspetti poco conosciuti, ai piu’, del passato. L’ infiltrazione massonica nel cattolicesimo di almeno tre secoli gia alla fine dell’Ottocento si allargava a macchia d’olio. Ma i tempi giusti sono maturati con il CV2 che ha posto le basi, giocando di fino sulle parole degli Evangeli e accantonando il VT , della progressiva distruzione Dottrinale . A questo punto non si puo’ piu’ sostenere la tesi infiltrativa ma di pieno governo, difatti la CEI si e’ fatta coraggio e, tramite il capataz, e’ venuta allo scoperto stimando opportuno il tempo della chiarezza. La nuova ” religione mondiale ” e’ pronta e il Papa, emulando il predecessore riguardo alle ” novita’ ” da introdurre alla Overton, tace. Nulla di nuovo sotto il sole declamava L’ Ecclesiale.
Bentornato Marco!
Caro Tosatti, bello leggerLa di nuovo, proprio bello. A ogni mio click quotidiano di monitoraggio su Stilum, partiva l’Ave Maria. Si rimetta al meglio, grazie.
(Scusi, i miei commenti c’entrano sempre poco con i post).
Quando la Storia e la Cronaca inseguono lo “spirito del tempo” cessano di essere libere. La propaganda e la necessità di creazione del consenso sono sempre esistite almeno dagli albori della civiltà. La peculiarietà del nostro tempo è la progressiva erosione, che negli ultimi decenni si è fatta sempre più rapida, del sistema di “pesi e contrappesi” che nell’economia e nella società assicura l’effettivo esercizio delle libertà fondamentali ed insieme la coesione sociale di un popolo.
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