Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, un lettore del nostro sito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste brevi riflessioni sul legame fra spiritualià e attività politica. Buona lettura e meditazione.
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La questione sociale, politikh (politikè) e res publica , alcune considerazioni personali .
Quando nel folle periodo del post covid mi venne proposto un ruolo inerente alle mie competenze da un piccolo partito, ebbi modo ,partendo dal basso , di riflettere su come la questione sociale sia per più delle volte improvvisata e come il buon, o meno virtuoso, impegno si debba confrontare con una realtà totalmente avulsa dai circuiti Cattolici .
L’immagine delle sabbie mobili rende bene: più ci si muove più si affonda nel fango dei compromessi già scritti e poi tutto passa dalla scena di questo mondo!
Finì che dopo poco, per impegni religiosi contemporanei, mi ritirai con lettera formale di dimissioni.
L’ immagine quotidiana della realtà viene oggi mediata dall’ informazione di massa, massificante per vocazione, e le fonti attendibili sono isolate e si possono individuare in esperienze personali o in quelle di rinomati saggisti, ma anche loro, spesso, ideologizzati.
I corsi e ricorsi storici, invece, ci fanno rileggere gli avvenimenti di oggi dissentendo da come sono stati raccontati nel secolo scorso o negli anni appena passati. La visione delle cose e degli accadimenti ci fanno vedere con un occhio più distaccato i drammi del presente!
Di certezze attualmente se ne hanno poche, anzi non ce ne sono, nel vortice velocissimo e variegato del susseguirsi del quotidiano e le sole attendibili hanno trovato un approdo certo in alcuni documenti papali, risalenti a prima che gli stessi fossero inquinati e quindi resi ambigui dalle correnti post-moderne, antropocentriche, transumane e attualmente perfino “artificiali” .
Fino a quando il fervore religioso del clero e del popolo ha saputo arginare certe tendenze inquietanti con la sana scienza storica e filosofica e la solida teologia, i pericolosi tranelli erano stanati e rigettati proprio come le ben note tentazioni del Maligno.
Ma oggi, alla luce di quel che accade, dove Cristo è sfigurato e sminuito oltremodo, divenuto oggetto di cui scandalizzarsi, sia per i “buoni borghesi” sia per i “pagani”, che lo rigettano manifestamente intrisi di idolatrie , mi chiedo: si può fare della politica e della res publica ancora un impegno sociale?
Riecheggiano più che mai le parole di quelle ammonizioni, che dicono ai cattolici di non occuparsene , che l’ impegno in tale ambito non è del tutto necessario, che percorrere due vie contemporaneamente non è proprio possibile.
L’azione dei Cattolici deve forse trasformare e sublimare tutta una serie di impulsi per avere come unico obiettivo quel “Ama il prossimo tuo come te stesso”?
Questo è proprio ciò che portò il padre san Francesco, da “buon mercante assisiate”, a scrivere nel suo Testamento: il Signore dette a me, frate Francesco, d’incominciare a fare penitenza cosi: quando ero nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E, allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo.
Non posso che sentire mio il pensiero di Donoso Cortes , politico spagnolo, a Mons. Gaumè, teologo francese , nel XIX secolo :
“Io non ho mai avuto fede, né fiducia nell’azione politica dei buoni cattolici. Tutti i loro sforzi per riformare la società per mezzo delle pubbliche istituzioni, cioè per mezzo di assemblee, di Governi, saranno perpetuamente inutili. Le società non sono quello che sono per causa dei Governi e delle assemblee; ma le assemblee e i Governi sono quello che sono per causa delle società. Per conseguenza sarebbe necessario seguire un sistema contrario: sarebbe necessario cambiare la società, e poi servirsi di questa società per produrre un cambiamento analogo nelle istituzioni ,
Dunque , per poter affrontare la politikh (politikè) e la res publica “nell‘umano consorzio” , occorrono prima di tutto preghiera e mortificazione , come del resto in ogni attività umana .
Ad maiorem Dei gloriam!
(liberamente tratto dalla lettera” Notre Charge apostolique” di san Pio X)
fratel Amato Maria, terziario cappuccino fraternità Santo curato D’Ars, Morgon.
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