Milioni per Strada per Gaza; ma non solo per Gaza. Per Dire ai Potenti (DX e SX): Così non Va. Basta.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento di Lavinia Marchetti, che ci sembra molto interessante. L’analisi fatta da Marchetti mi trova molto d’accordo; era quello che “sentivo” sabato, sapendo che alla manifestazione a Roma avevano partecipato persone e famiglie certamente non abituate a sfilare per strada. Certo l’indignazione per quello che sta accadendo laggiù, la protervia di alcuni protagonisti (dopo l’augurio di Trump che il sangue smettesse di scorrere Israele ha bombardato le tende degli sfollati, negli ultimi tre giorni, uccidendo circa 125 persone; tanto per far capire chi controlla chi…) hanno mosso e muovono molti. Ma concordo con la Marchetti: non è solo l’enormità dello sterminio in diretta, le menzogne senza vergogna propalate alla TV dai vari Mieli, Molinari, Capezzone, Cerno, Parenzo, Sechi, Gasparri e via nauseando; la gente, le persone normali, non gli attivisti o i politicizzati hanno voluto dire che questo mondo, questa società, questa de-umanizzazione del nostro vivere, ora, qui, non la accettano. E non è solo questione di un governo vergognoso e mentitore; nessuno può permettersi di intestarsi le manifestazioni di questi giorni, tantomeno una sinistra opportunista e traditrice, che ha avallato le peggiori illibertà durante la farsa pandemica. Nelle Marche ha votato la metà degli elettori. Questa classe politica è screditata agli occhi di tutti, tutta. E’ qualcosa di più profondo, un ribollire sordo segnale di un qualcosa che ancora non c’è, un’attesa. Speriamo che non si incanali verso nuovi inganni e menzogne. Buona lettura e diffusione.

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VENT’ANNI DI SOPRUSI, UN SOLO GRIDO: GAZA È IL CUORE DEL MONDO CHE NON SOPPORTA PIÙ IL SILENZIO.

di Lavinia Marchetti

 

Esistono momenti storici dove si avverte uno scricchiolio. Delle crepe, un buco nel reale, passaggi nascosti. Si sente la tensione nelle parole, gli indolenti, i critici, i fasci, gli indifferenti, quelli che vogliono l’ordine perché hanno paura di perdere il nulla, attaccati a un materialismo becero figlio del privilegio e della retorica meritocratica, che non lo è quasi mai. Si sente l’odore acre di una paura collettiva. Diventano nervosi. Denigrano. Sminuiscono. Offendono. Sì, hanno paura. Gaza è la goccia che rivela la crisi del mondo che l’ha lasciata bruciare.

Negli ultimi vent’anni, le democrazie occidentali hanno vissuto come se l’economia fosse un Dio (benevolo solo con i ricchi). Hanno predicato l’austerità, mentre milioni di cittadini greci rovistavano tra i rifiuti per sopravvivere. Hanno imposto tagli, sacrifici, silenzi. In quegli anni, Mario Monti veniva presentato come un salvatore, Christine Lagarde come un’autorità morale, Mario Draghi come un uomo di fede laica. Intanto la Banca Centrale stampava miliardi per i mercati e nulla per gli ospedali.

Le persone facevano la fila davanti alla Caritas come fosse un casello autostradale d’estate. Si lavorava con contratti di tre ore al giorno e stipendi che non coprivano il costo della benzina per raggiungere il posto di lavoro. I giovani fuggivano in Germania, in Olanda, in Irlanda, chiamandolo “Erasmus permanente” per non dire esilio.

Poi arrivò la pandemia, e con essa il linguaggio dell’emergenza. Green Pass, coprifuoco, droni sui parchi, giornalisti in adorazione di ogni decreto. Chi criticava veniva chiamato irresponsabile. Chi dubitava, complottista. Nel frattempo le aziende farmaceutiche registravano profitti record, e la sanità pubblica perdeva medici, infermieri, ossigeno.

Gli stessi che chiedevano sacrifici per l’austerità hanno trovato 800 miliardi per il riarmo europeo. Gli stessi che predicavano il rigore hanno aperto i rubinetti per la guerra. La Nato ha riempito i cieli di droni, e i talk show di moralisti travestiti da analisti. La propaganda è diventata forma di governo.

Le città si sono fatte più povere, i treni più lenti, i quartieri più vuoti. Le case popolari cadono a pezzi, le scuole chiudono le palestre per mancanza di riscaldamento, i pendolari aspettano autobus che non arrivano. Si è smantellato il reddito di cittadinanza come fosse un fastidio, mentre si moltiplicavano i bonus per chi possiede.

Il capitale globale si è travestito da sicurezza. Le banche centrali da benefattrici. I governi da manager.

E allora si capisce perché due milioni di persone ieri, e un milione oggi a Roma, abbiano riempito le piazze. Dicono Gaza, ma parlano anche di sé. Gaza come ferita del mondo, come simbolo di vent’anni di soprusi, di ipocrisie, di ricatti sociali, di sfruttamento elevato a sistema.

Chi scende in strada non difende solo un popolo bombardato: difende la propria dignità. La dignità di chi ha visto rubarsi il futuro.

C’è una stanchezza feroce in quelle piazze. E una lucidità che fa paura al potere e a chi ha vissuto rinchiuso nel proprio orticello di privilegi.

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11 commenti su “Milioni per Strada per Gaza; ma non solo per Gaza. Per Dire ai Potenti (DX e SX): Così non Va. Basta.”

  1. La societa’ e’ dilaniata profondamente e nelle divisioni il potere ci sguazza. Lo fara’ finche’ avra’ dalla sua il piu’ potente apparato di propaganda che la storia ricordi, col quale incanala la rabbia secondo i suoi desiderata. Vi e’ pero’ un’incognita : il delicato equilibrio su cui si regge, la menzogna, mostra evidenti segni di logoramento. Il punto di rottura verra’ raggiunto quando il grosso della massa si stacchera’ dall’amo…. e saranno dolori .

  2. Fantasma di Flambeau

    Lo Spirito Santo soffia dove vuole e Atene e dintorni erano luoghi decisamente ventosi.
    (In giro c’è ancora qualche arnese dell'”oppio dei popoli”; prima di mandarlo in pellegrinaggio ai Santuari di san Vladimir Il’ič Ul’janov, san Mao Zedong e del beato Ho Chi Minh, gli proponiamo la versione a vignette.)
    L’Idra di Lerna era un mostro velenosissimo con nove teste serpentiformi: una era immortale, le altre si riproducevano al quadrato ogni volta che venivano recise; la Wunderwaffe di Giunone progettata per essere invincibile poiché, più ci si accaniva contro le teste marginali, tanto più si rendeva inattaccabile quella centrale. Ercole riuscì nell’impresa facendosi aiutare per cauterizzare i moncherini e seppellendo la prima testa sotto un pesante katéchon.

    D: qual è la differenza fra Gaza e Iraq-Afghanistan-Sudan-Siria-Libia-Ruanda-Yemen [wiki: “2014–2021”, “Oltre 377000 morti di cui oltre 150000 uccisi violentemente. Tra le morti indirette causate dal conflitto si includono oltre 85000 minori yemeniti morti di malnutrizione”] e chi più ne ha più ne massacri? R: che Israele è colonna dell’Olimpo e della religione dell’Occidente, e Lassù è in corso una ferocissima guerra fra bande con tuoni, lampi e squarci di luce perfino al tg delle 20:00. Ecco perciò lo scandalo alla scoperta dell’orrore nel cuore del “giardino”, e la corsa a mettere la camicia di Nesso della partigianeria a chi s’è desto dal divano (stavolta le inafferrabili Menadi di nero vestite, odiatrici di vetrine, cassonetti e sedi della Cgil, erano meno del solito; Cossiga direbbe: “che volete, è tempo di economie per tutti”; la madre di chi se l’è presa con la statua di Giovanni Paolo II e la sede di Pro Vita & Famiglia invece ha una famiglia numerosa che è una bellezza); mutatis armocromista, lato A e lato B, patrioti e difensori di oppressi e lavoratori che nel 1914 ne portarono a crepare a decine di milioni nell’inutile strage, tutti, quando la sovversione minaccia le Sacre Terga, stretti a coorte dei padroni del vapore (capitalismo parassitario, euro, Ue, Nato, covid).

    Cercasi disperatamente Prometeo buoni, che prendano fiaccole di indignazione e le trasformino in consapevolezza diffusa che sionismo e precarizzazione a vita, genocidi di umanità e demolizione dello stato sociale, riduzione dell’Italia a burattina che si fa baciare in testa da chiunque e guerre democratiche, spread e riarmi per la pace, sono emanazioni diverse d’una sola e unica realtà. E che la simpatia/empatia nasce sempre dalla percepita similitudine. In atto o in potenza. Passata, presente o, Dio non voglia, a venire.

  3. stilumcuriale emerito

    Personalmente in quello che è accaduto nelle piazze, dichiaratamente e solo dichiaratamente per Gaza, ci ho visto le prove generali di una prossima futura sommossa rivoluzionaria. Spero di sbagliarmi ma chi vivrà vedrà.

  4. Concordo con il giudizio su crisi greca, UE, psicopandemia etc. Ma francamente questa lettura delle piazze odierne mi pare superficiale ed ingenuamente utopistica.

    1. Utopistica, temo di no. Il timore è che questo sentimento diffuso trovi canali pericolosi. In passato è successo molte volte…

  5. Massimo trevia

    Ok,ma fuori da queste ipotetiche manifestazioni chi di italico non ha e non avra’ mai nulla:,maranza e affini:la loro insoddisfazione non e’ degna dell’Italia o dell’Europa ….l’Italia e’ solo nostra e loro si levino di mezzo! Cioe’ se qualcosa deve cambiare non riguarda loro,che vorrebbero cambiare noi su loro misura!!!!!

  6. Suggerisco a Lavinia Marchetti di cercare di promuovere una vera manifestazione secondo gli intenti che ha proposto .
    Nell’ottobre del 1980 QUARANTAMILA quadri della FIAT scescero in piazza per manifestare contro il Sindacato oppressore. Si pensi a qualcosa di simile . Come Marchetti ha intuito , se ho bene capito. egt

  7. “Una lucidità che fa paura al potere e a chi ha vissuto rinchiuso nel proprio orticello di privilegi”.

    Quindi la massa rivoluzionaria che incarna la landiniana “rivolta sociale” è depositaria – finalmente! – di un potere lindo e trasparente? Sta per sorgere il Sol dell’Avvenire?

    1. Caro Matto,
      deve averlo preso per un nuovo Malatesta, non povero come lui però, ma con Mercedes ed Audi 5 d’ordinanza…ecco perchè è “lucido”.

  8. faccio osservare che gli idranti sabato scorso non sono stati usati…sono stati usati solo a Trieste, qualche anno fa.

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