La Verità sulla Creazione dello Stato di Israele. Francesco Agnoli.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo post pubblicato su Facebook da Francesco Agnoli, che ringraziamo di cuore, e che espone in maniera precisa e documentata – e concisa – alcuni elementi di comprensione relativi alla creazione da parte dell’Occidente dello Stato di Israele. Buona lettura e condivisione.

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FAKE: la RISOLUZIONE ONU 181
La regina di tutte le bufale sulla questione palestinese è la seguente: “ll piano ONU del 1947 (Risoluzione 181) divideva il territorio in due Stati: uno ebraico e uno arabo. Gli ebrei accettarono, gli arabi rifiutarono e attaccarono militarmente”.
Il ragionamento è questo: poiché Israele nacque per decisione dell’Onu, allora la sua nascita non è soltanto un fatto, ma un diritto.
Andrebbe però ricordato che per arrivare alla risoluzione 181 dell’ONU ci furono ben tre tentativi: nel primo 25 a favore, 13 contro e 19 astenuti, il che significa che la maggioranza non era favorevole. Anche il secondo tentativo andò a vuoto. Ebbe successo il terzo, grazie alla spinta di Usa, URSS, Francia, cioè le potenze occidentali, vincitrici della guerra Mondiale.
Nonostante la pressione suddetta, la maggioranza non fu schiacciante: ci furono 33 voti a favore, 10 astenuti e ben 13 contrari (tra cui Egitto, Arabia Saudita, India, Siria, Iraq, Yemen, Libano, Turchia….). In altre parole, i contrari erano i palestinesi, a cui veniva tolta la terra e gli stati arabi confinanti: cioè, tutti i diretti interessati.
L’Occidente, con al seguito stati minori, stabiliva che le colpe della Germania nazista e dei paesi occidentali che avevano spesso chiuso i porti agli ebrei fuggiaschi… erano degli arabi.
Sarà poi per giustificare questa evidente ingiustizia, che la propaganda israeliana comincerà a sopravvalutare il peso del Gran Muftì, fino ad arrivare a suggerire persino che Hitler fosse null’altro che un suo discepolo!
Dunque, il genocidio degli ebrei doveva essere pagato dai palestinesi, che al 90%, per stare cauti, non avevano alcuna colpa. A pagare doveva essere anche la Chiesa cattolica, che fu, come i palestinesi, contraria: ne aveva ben diritto, essendo presente in Palestina da duemila anni.
La Chiesa capì subito che la decisione dell’Onu, affrettata e superficiale, sarebbe costata lacrime e sangue a tutti (anche le chiese cattoliche subirono, già nel 1948, attentati e devastazioni da parte di sionisti).
Per questo il Vaticano non riconobbe Israele, come gli stati arabi.
Aveva il diritto l’Onu, a maggioranza, di dare a emigrati ebrei europei, russi, polacchi… una terra non sua? Contro il volere dei palestinesi e della Chiesa? Contro il volere, persino, di una parte degli ebrei, quelli di più antica residenza in Palestina (si ricordi che molti ebrei erano contro il sionismo)? No.
Fu una decisione di forza, non di diritto.
Tanto più che l’Onu decise di concedere agli ebrei, che costituivano circa il 33% della popolazione (per di più, in gran parte, di recente immigrazione), il 56% del territorio, e ai palestinesi, che erano il restante 67% (indigeni da secoli), il 44% del territorio. Insomma, un’altra ingiustizia.
In più quel 56% di territori donato agli israeliani comprendeva un numero circa uguale di abitanti ebrei e palestinesi, e questo portò subito alla demolizione dei quartieri palestinesi nelle città miste.
Come si sa, palestinesi e arabi si ribellarono e persero la guerra, grazie alle armi e al sostegno occidentale fornito agli israeliani. Ci fu, a questo punto (ma il processo era già partito prima), la famosa Nakba, cioè la distruzione di almeno 400 villaggi palestinesi e 11 insediamenti urbani, l’uccisione di migliaia di loro e la fuga di circa 750 mila palestinesi, di cui una discreta parte composta da cristiani (tutto questo è oggi ben noto alla storiografia ebraica- si vedano i saggi di Morris, Flapan, Kimmerling, Pappè…, alla storiografia cattolica e a quella araba). Ricorda ProterraSancta: “L’esodo del ’48 conta circa 750.000 arabi palestinesi sui 900.000 che vivevano nei territori di cui Israele prese controllo. Rimangono 150.000 palestinesi sottomessi a Israele. La vittoria di Israele sconvolge tutto il mondo arabo”.
In questo modo Israele arrivò ad ottenere, sempre nel 1948, ben l’81% del territorio che sino a pochi anni prima era altrui! “In seguito alla vittoria della prima guerra israelo-palestinese, lo Stato d’Israele, abolisce le leggi britanniche ed emana la cosiddetta “legge del ritorno” aprendo le porte a tutti gli ebrei.
Nel solo 1949 sbarcano più di 250.000 immigrati e la popolazione aumenta del 50%”.
L’immigrazione come arma di conquista (un po’ quello che accade oggi in Europa, ad opera degli islamici)
Con il tempo anche la risoluzione 181 dell’ONU, ampiamente iniqua, viene violata: Israele si appropria di Gerusalemme, che avrebbe dovuto essere città a statuto internazionale proprio secondo la 181, e continua con il tempo a conquistare territori palestinesi attraverso gli insediamenti illegali dei suoi coloni.
Ultime considerazioni: la risoluzione 181 dell’Onu, sempre richiamata, non solo è iniqua, ma anche non giuridicamente vincolante, perché l’Assemblea generale dell’Onu non ha potere legislativo.
Per questo Israele – che chiama a sua giustificazione la risoluzione 181- si è fatta beffe di tutte le altre risoluzioni Onu che hanno cercato, a posteriori, di mettere una pezza sull’errore passato.
Inattuata è rimasta, per esempio, la 194 dell’11 dicembre 1948, adottata dopo l’uccisione da parte dei terroristi ebrei della Stern dell’inviato Onu Bernadotte, che all’ articolo 8 impone la smilitarizzazione e il controllo delle Nazioni Unite su Gerusalemme e all’articolo 11 che chiede il ritorno dei profughi ( “Decide che ai rifugiati che desiderano tornare alle loro case e vivere in pace con i loro vicini dovrebbe essere consentito di farlo il prima possibile e che dovrebbe essere pagato un risarcimento per i beni di coloro che scelgono di non tornare e per la perdita o il danneggiamento dei beni che, secondo i principi del diritto internazionale o in equità, dovrebbero essere risarciti dai governi o dalle autorità responsabili”).
Del pari lettera morta, la risoluzione 2334 del 2016, che condannava la politica degli insediamenti violenti israeliani in Cisgiordania, approvata con l’astensione degli Usa (solitamente pronti a fermare ogni provvedimento non voluto da Tel Aviv), tra le ire di…Netanyahu. In totale si contano almeno un centinaio di condanne ad Israele da parte dei vari organismi ONU: Assemblea Generale, Consiglio di sicurezza, Consiglio dei Diritti umani…
Nessuna di queste viene citata da chi ama ripetere che Israele è nata “legalmente, con risoluzione dell’ONU”.

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7 commenti su “La Verità sulla Creazione dello Stato di Israele. Francesco Agnoli.”

    1. Parliamo di quello che sta succedendo adesso, Cesare, sotto i nostri occhi, e che viene permesso e aiutato dai nostri governi. Il sangue viene versato ogni giorno, adesso.

      1. Il riferimento a Gerusalemme nel periodo citato, sotto il controllo della Giordania, Marco, era solo per dire che anche in quel periodo valeva la condizione della Città Santa a statuto internazionale. Mi sembra poi che questa condizione “speciale” di Gerusalemme doveva rimanere tale fino a un referendum, mai avvenuto, tra la popolazione musulmana, ebraica e cristiana,
        Sarebbe interessante conoscere i censimenti della amministrazione ottomana sulla popolazione di Gerusalemme.
        Riguardo all’oggi parliamone.
        Molte cose si dovrebbero dire per comprendere i fatti in modo più chiaro. Non è possibile accettare notizie solo da un’unica fonte, occorre mettere a confronto tutte le fonti e da esserri pensanti riuscire ad avanzare, seppure di poco, nella ricerca della verità sugli accadimenti che ci coinvolgono, come è i caso della guerra a Gaza. L’hasbara, intesa come propaganda, è negativa solo quando arriva da Israele, ma quando la fonte è Hamas ? No. Perchè ?
        Di quest’ultima organizzazione terroristica , si accetta ogni dichiarazione, che i mezzi di informazione sbattono in prima pagina, senza una pur debole verifica.
        Ci sono gli ostaggi israeliani, di cui nessuno parla più, anzi se ne parla per affermare che è colpa del governo israeliano se sono ancora ostaggi. Il 7 ottobre, ormai rimosso.
        Sarebbe utile, perchè è possibile, vedere i filmati girati dagli stessi che hanno perpetrato la strage.
        La guerra, iniziata in seguito alla mattanza del 7 ottobre, poteva essere evitata liberando tutti gli ostaggi israeliani rapiti e perseguendo gli autori della strage. Non è stato fatto alcun tentativo da parte delle potenza mondiali, dell’ONU corrrotto, dei vari governi, che a vario titolo, potevano intervenire. Niente è stato fatto in questi due anni, solo inutilii trattative di liberazione solo parziale degli ostaggi. Solo un crescendo continuo e martellante contro il “cattivo” Israele. E’ normale tutto ciò? Mi domando se tale strage fosse accaduta contro qualunque altra nazione, come avrebbe reagito il governo di quella nazione? Tutti contro Israele, con un accanimento indicibile e feroce, con accuse non veritiere, anche da parte di quelli che non hanno certo la coscienza pulita. Potrei citate molti fatti , ma indico solo qualche nome: primavere arabe, guerra civile in Siria, Yemen, Sudan, Falkland, Mosul, Nagorno Karabakh, Nigeria e quanti altri ancora ? Con pacatezza , con il tempo che non abbiamo in questo contesto del commento sulle pagine di Stilum, potremmo sviluppare molte argomentazioni, con lo spirito giusto, solo e soltanto per comprendere meglio questo notro tempo, in cui solo certe guerre interessano, mentre la gran parte , anche più devastanti, sono dimenticate o si riserva ad essi poco più che un soffio di vento. Quello che accade oggi a Gaza è l’effetto di tante cause che stiamo dimenticando e che abbiamo rimosso. Questa rimozione offende ancor di più il dolore di una guerra e le immani sofferenze che si porta dietro, ma dobbiamo evitare di perseguire la menzogna e cercare con tutte le nostre forze di non ” abbeverarci” ad un’unica fonte: per evitare che il dolore divenga infinito e le ferite della guerra rimangano aperte, senza possibilità di chiusersi, anche col tempo, perchè quando la verità fugge via, diventa quasi impossibile recuperare anche solo l’imponta dei suoi passi.

  1. Gli ebrei- sionisti agiscono come vogliono perché appoggiati dagli USA e soprattutto dal potere delle grandi banche finanziarie sioniste che governano il mondo con tutti i mezzi.

  2. I sionisti reclamano tutto Israele come un diritto divino, salvo essere tutti (o quasi) atei. I miei amici ebrei non credono in Dio, ma quando si parla dei territori tirano fuori la “terra promessa” e la Bibbia.
    Io che non sono atea credo che Dio ha veramente promesso la terra ad Abramo, ma penso che era in vista della nascita di Gesù che loro tuttora considerano impostore e non legittimo Messia.
    Aspettano il vero Messia, che non arriverà, e reclamano con ostinazione la “loro” terra promessa.
    In verità la promessa fu revocata dopo il martirio di Cristo anche se papa Benedetto, essendo tedesco coi rimorsi, li difendeva sostenendo che i doni di Dio sono irrevocabili.
    I Romani distrussero Israele con violenza, crocifissero molti giovani ebrei (“piangete su voi e sui vostri figli…”), li dispersero per il mondo.
    Dopo duemila anni, appoggiati dall’ONU, e temendo di essere ancora perseguitati, decidono di reclamare la loro antica proprietà. Troppo tempo.. Come se in Italia i greci volessero reclamare diritti sul sud, o gli austriaci sul nord..
    Forse avrebbero potuto convivere in due stati.
    Israele è stato più virtuoso rendendo fruttifero pure il deserto ma ha lasciato mano libera ai coloni che sottraggono terra ai palestinesi e ai sionisti che reclamano la proprietà di tutto Israele come promessa divina.
    I palestinesi, che non dimenticano di essere stati buttati fuori dalle loro case con violenza, invece di copiare la laboriosità di Israele, invece di farsi un proprio stato che
    ora reclamano riconosciuto mentre in realtà non esiste, hanno usato quel territorio come base per tentare di distruggere Israele: attentati, raccolta di armi, tunnel scavati anche sotto gli ospedali .., in questo sostenuti da paesi antioccidentali.
    I galantuomini che hanno tentato di promuovere accordi per la pace sono stati uccisi.
    Ora sembra vincere la forza non il diritto. Si vedrà..

  3. stilumcuriale emerito

    Interessante questo stringato excursus storico. Si tratta di fatti avvenuti quando io avevo 17-18 anni. Quello che ricordo è che già allora tra la gente su Israele c’erano opinioni contrastanti. Da un lato gli Ebrei erano ammirati per la loro grande intraprendenza, dall’altro erano temuti per la loro belligerante prepotenza. Un po’ come oggi.

  4. andrea carancini

    Complimenti a Francesco Agnoli per questo intervento, documentato e ineccepibile, e a Marco Tosatti (a proposito: auguri!) per averlo pubblicato.

I commenti sono chiusi.

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