Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento di Francesco Agnoli, che ringraziamo di cuore, alla visita chiesta dal presidente israeliano Herzog in Vaticano. Vi rimandiamo anche all’articolo di ieri di Matteo Luigi Napolitano che chiarisce perché il Vaticano no rifiuta mai un incontro con un Capo di Stato. Buona lettura e diffusione.
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IMBOSCATA di Israele per LEONE XIV
L’operazione di falsificazione del presidente di Israele Herzog, per fiancheggiare Netanyahu, è stata da manuale.
Vediamo come è andata. Herzog sa che per Prevost quello che si sta compiendo è un “genocidio”. Sostanzialmente identica la posizione del patriarca Pizzaballa, che pure è, dottrinalmente ed ecclesialmente parlando, uomo diversissimo dal pontefice defunto (un conservatore a tutto tondo, per intenderci). Medesimo il sentire di Padre Patton, custode della Terra Santa e di tutti i cristiani che vi abitano. Questa compattezza del mondo cattolico e cristiano è pericolosa per la narrativa di Israele, che vuole presentare lo scontro in atto, non per quello che è (lotta per un territorio), ma come una sorta di guerra religiosa tra i buoni sionisti (per lo più atei, ma questo di solito non si sa) e i cattivi islamici.
Bisogna incastrare il papa, basta poco: un incontro, una foto insieme da far girare in tutto il mondo. Così si potrà separare la posizione di Leone da quella di Pizzaballa, secondo una retorica già in atto.
Herzog chiede l’incontro al papa, che forse lo concede, come si può immaginare, controvoglia: non può dire di no, ma quello che doveva dire su Gaza lo ha già detto molte volte. Che ci sia spazio per il dialogo?
Nessuno. Herzog detta subito, prima dell’incontro, la linea ai giornali di tutto il mondo: è il papa che gli ha chiesto l’incontro, per parlare degli ostaggi e dell’antisemitismo nel mondo. Detta così è mettere il carro davanti ai buoi. E’ come dire: parleremo di quanto noi israeliani siamo, ancora una volta, le vittime. Dopo l’incontro, Herzog detta ancora la linea: “Ringrazio il pontefice per l’accoglienza calorosa. Israele vuole la pace e sta facendo il possibile per restituire tutti gli ostaggi tenuti nella crudele prigionia da Hamas”.
A questo punto il papa e il Vaticano reagiscono, smentendo tutto: a chiedere l’incontro è stato il Herzog, non il papa! E già questo non è poco. Inoltre non si è parlato solo degli ostaggi, ma, così recita il comunicato ufficiale, “è stata affrontata la situazione politica e sociale del Medio Oriente, dove persistono numerosi conflitti, con particolare attenzione alla tragica situazione a Gaza. Si è auspicata una pronta ripresa dei negoziati affinché, con disponibilità e decisioni coraggiose, nonché con il sostegno della comunità internazionale, si possa ottenere la liberazione di tutti gli ostaggi, raggiungere con urgenza un cessate-il-fuoco permanente, facilitare l’ingresso sicuro degli aiuti umanitari nelle zone più colpite e garantire il pieno rispetto del diritto umanitario, come pure le legittime aspirazioni dei due popoli. Si è parlato di come garantire un futuro al popolo palestinese e della pace e stabilità della Regione, ribadendo da parte della Santa Sede la soluzione dei due Stati, come unica via d’uscita dalla guerra in corso. Non è mancato un riferimento a quanto accade in Cisgiordania e all’importante questione della Città di Gerusalemme”.
Dunque Leone non ha affatto parlato dell’antisemitismo nel mondo, dal momento che la critica al governo israeliano non ha nulla a che vedere con l’antisemitismo; ha messo a tema anzitutto la situazione di Gaza, poi, oltre ovviamente agli ostaggi (le cui famiglie, va ricordato, spingono per una soluzione negoziale e avversano la guerra di Netanyahu), ha toccato almeno altri 5 punti dolenti per Israele:
1) la ripresa dei neogoziati che Netanyahu continua a rifiutare, nonostante le pressioni di buona parte della sua opinione pubblica e di molti militari;
2)l’ingresso sicuro degli aiuti umanitari (la Santa Sede ha fatto capire più volte di non credere alla narrazione secondo cui la morte per fame dei gazawi è responsabilità di altri, o, addirittura, un falso);
3) “il futuro del popolo palestinese” e i due stati;
4) la questione della Cisgiordania, sotto attacco nonostante non vi sia Hamas, e con attacchi violenti anche ai cristiani;
5) la questione di Gerusalemme, che per la santa Sede, dai tempi di pio XII, dovrebbe essere a statuto internazionale e non possesso degli israeliani.
Quanto infine alla “calorosa accoglienza” dichiarata da Herzog e rilanciata da giornali come il Foglio, adusi alla falsificazione, bastino le immagini delle foto ufficiali: Leone tiene sempre un volto scuro e una distanza di sicurezza. Non apprezza affatto né le menzogne né l’imboscata. Davanti alle telecamere, di solito si sorride: Leone non lo ha fatto neppure una volta.
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7 commenti su “L’Imboscata (Parzialmente Fallita) di Israele a Leone XIV. Incontro senza Sorrisi. Francesco Agnoli.”
Esta vez no cuela, la Iglesia Católica conoce perfectamente el Holocausto en Gaza, y sin embargo recibe al presidente del ente sionista genocida y criminal. La Iglesia Católica, o mejor dicho la Iglesia del Vaticano II, se ha condenado a si misma.
Che tristezza
Mi dispiace molto, ma non funziona. Il Presidente di Israele non è un presidente qualsiasi; è il presidente di uno Stato che sta praticando un genocidio. Non si può invocare l’ignoranza qui; ci sono molte immagini e testimonianze che lo confermano. Inoltre, fingere che la Santa Sede non sapesse come lo Stato di Israele avrebbe usato l’udienza papale è prenderci per stupidi. C’è anche il terribile colpo morale inferito ai cristiani di Terra Santa e di tutto il Medio Oriente ricevendo il presidente del Paese che ha martirizzato musulmani e cristiani palestinesi per 80 anni, il presidente del Paese che, usando il suo Golem senza cervello, gli Stati Uniti, ha portato la guerra in Iraq, Siria, Libano e ripulito l’Oriente dai cristiani. Sua Santità avrebbe dovuto rifiutarsi di riceverlo, ma se non può farlo, avrebbe dovuto recarsi a Castel Gandolfo per qualche giorno. Capisco che il Presidente della Repubblica italiana non abbia voluto riceverlo.
Breve ma succoso questo articolo che a parer mio merita di essere letto con molta attenzione. Attenzione ai fatti e anche alle parole, in questo caso.
Bene, il Papa ha fatto quanto umanamente possibile. Ma l’unica soluzione vera si avrà quando Il Signore Dio permetterà a San Michele di distruggere e sprofondare nell’inferno i demòni che stanno imperversando contro i palestinesi, contro i cristiani e contro l’umanità intera.
intanto Santa Rosa da Viterbo ha sventato l’attacco terroristico mossad mascherato con la false flag turca.
Sembrerebbe che sua Santità metta l’unità prima della Verità. Questo è evidentemente una disobbedienza contro Cristo, il quale portatore di verità dice di se stesso essere motivo di divisione.
Anche un bambino sa che pretendere la comunione tra il diavolo e l’acqua santa è pura follia e sciocca e deleteria illusione.
Infine per prudenza ricordiamo che tenene i piedi in troppe scarpe si rischia piu facilmente di precipitare a terra travolti dai lacci.
Nessuno forzi la natura e lo spirito Santo.
Decidersi per il si o per il no, che sarebbe dovuto essere elemento propedeutico, si mostra psradissalmente e drammaticamente come quella scelta che non è ancora stata fatta
Non vedo la foto della cordiale stretta di mano simil massonica tra i due ..mah!
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